“Basta frignare: il futuro dei videogiochi segue la via delle microtransazioni, e ce lo abbiamo indirizzato noi”

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Un #TAGLIAFERRI.IT più augusto e severo del solito. Secondo me però è anche vero che le microtransazioni te le spingono con ogni mezzo possibile, per cui sì, il giocatore le compra, ma dall’altra parte c’è chi fa una campagna di condizionamento e indottrinamento incessante…

Basta frignare: il futuro dei videogiochi segue la via delle microtransazioni, e ce lo abbiamo indirizzato noi

multiplayer.it
I report finanziari dell’ultimo trimestre parlano chiaro. Il futuro del mondo dei videogiochi? Le microtransazioni. No, non si parla solo di free-to-play, ma anche di titoli che arrivano nei negoz…

possono aspettare da me

Però a sto punto se vogliono riempire i giochi di microtransazioni almeno abbassassero il prezzo di vendita dei giochi.

Assolutamente sì, Bru, ma torniamo sempre alla storia dei ratti

A me va benissimo: spendo meno!

Io ho speso forse un centinaio di euro in totale tra tutti i titoli da me giocati in micro transazioni. Per lo più CSgo, con le chiavi, una decina di euro su Hearthstone e qualche pacchetto di skin su Heroes of the Storm (ma piu per “ripagare” per tutte le ore di gioco spese).
Sicuramente non puntano a gente come me, altrimenti sarebbe un fallimento…

“Insomma, inutile scagliarsi contro le microtransazioni di NBA 2K18 se poi il gioco vende più di sei milioni di unità, altrimenti si finisce per somigliare a dei tossici che si infuriano con lo spacciatore ma che alla fine gli comprano comunque la dose. “

Infatti la mossa giusta è scagliarsi contro le microtransazioni e non comprare 🙂

Mah, boh, non lo so. Non comprare microtransazioni è un messaggio sensato, non comprare il gioco mica tanto. Questo perché non
NBA 2k18 è giocabilissimo e grossissimo anche evitando qualsiasi microtransazione.

Eh ma in quel caso allora l’acquisto va pure bene eh. Solo che, appunto, bisogna vedere caso per caso. Come dice Simone, l’importante è restare comunque coerenti. Se compri, certo, puoi lamentarti, ma fino a un certo punto 🙂

Esatto. Io immagino che un buon 50% degli indinniati su NBA poi shoppano come matti su Clash o Dota o FIFA.

la mossa giusta sono le microtransazioni di cittadinanza!

Boh. Mai comprato una micro transazione o un DLC che non fosse incluso in una goty.

Ecco, DLC ne ho presi. Se hanno un minimo di senso a me non dispiacciono. Non roba di costumini ecco.

Eh, se vuoi chiamarli DLC, infatti, gli unici che ho preso sono stati quelli di the witcher 3.

E niente…io voglio un selfie (su carta fotografica con Simone Tagliaferri e con tanto di autografo.

Personalmente non ci vedo nulla di male nelle microtransazioni. Il motivo é che, fatte le ovvie eccezioni, le SH hanno capito che non devono aderire al concetto del pay-to-win, diciamo che sono un ”bene di lusso” che chi lo desidera se lo può comprare. Un potenziale mercato che quindi esiste e non vedo cosa ci sia di male nel volerlo sfruttare. Poi, come accadde in origine, e come accade ancora oggi, per i DLC che sono metà del gioco o quando i bonus a pagamento influenzano pesantemente il gioco…bhe…il peso della comunità dei giocatori si fa sentire.

Penso che il modello lol sia perfetto come esempio di iap, roba visiva di cui alla maggior parte della gente non frega

Alessio Marton ma si, personalmente mai speso nemmeno 99 centesimi, un po’perche son braccino ma soprattutto perché il gioco rimane sempre quello. Discorso diverso sarebbe se incidessero sul gioco…li si che mi faccio i conti in tasca e poi valuto sul da farsi.

oppure funziona come con Berlusconi, che tutti dicevano di non votare e poi arrivava al 40%. E tutti a dare contro alle microtransazione e tutti, o quasi, a usarle.

Ed ecco signore e signori i prodromi del prossimo crash dell’industria videoludica.

Le mircotransazioni?

Il Luca Giochi a prezzo pieno più microtransazioni. Questa è solo una mia supposizione ma credo che la maggior parte del pubblico abbia un budget più o meno limitato.
1) Se tale budget viene riversato completamente su un gioco fa diminuire gli introiti degli altri (per non parlare degli indie – ma quel discorso lo lascerei stare qui – )
2) Presupponendo che i budget di giochi basati su prezzo pieno + microtransazioni vengano studiati tenendo conto delle microtransazioni stesse, se il pubblico gioca solo un po’ ad un gioco e poi lo abbandona il tutto potrebbe mettere in crisi parecchi developer.
3) Solo le ditte più grosse e capaci di muovere capitali ingenti possono anticipare certe cifre per sviluppare giochi, il che porterebbe al fallimento dei medio/piccoli.

ストラーノ ジュゼッペ le maggiori richieste in termini economici per lo sviluppo dei giochi al giorno d’oggi credo dipendano dalla mole di lavoro necessario per garantire la qualità grafica che oggi cerchiamo, va da se peró che non é necessario per fare un gioco di successo. Non credo quindi che ci sarà chi viene penalizzato o meno, ci sarà chi riesce ad adeguarsi od anticipare il mercato…come é sempre successo per qualsiasi tipologia di mercato. A margine aggiungo che le microtranzazioni fino ad oggi sono state la principale fonte di sostentamento proprio di piccoli producer con quei maledetti giochi mobile tutti uguali.

Mah. Sono 10 anni che si parla di microtransazioni e ancora a me non è capitato un gameplay compromesso da tale troiata.

Immagino tu intenda freemium esclusi

Mai toccato un freemium se non per provarlo. Certo io gioco pochissimo, rispetto alla media.

Per dire: super mario run su android. Giocati i livelli disponibili, poi mi sono divertito uguale con altri giochi gratuiti (o acquistati interamente).

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