#ANIME: I consigli di #DOKTOR #05 – March Comes in Like a Lion

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Si ritorna (dopo l'abbuffata God of War) per portare alla luce quella che è stata la mia serie preferita sia del 2016 (prima stagione) che del 2017 (seconda stagione): si parla di March Comes in Like a Lion (in originale Sangatsu no Lion, tradotto simpaticamente da noi anche come Un Marzo da Leoni).

Il giovane protagonista Rei abita da solo guadagnandosi da vivere come giocatore professionista di shogi (gli scacchi giapponesi, per semplificare). Un giorno fa la conoscenza delle tre sorelle Kawamoto, che sconvolgono la sua monotonia e lo portano a riconsiderare la sua vita e i suoi legami con gli altri.

Ebbene sì, a questo giro niente superpoteri, niente mondi fantasiosi, niente battaglie mortali. Solo la dura vita quotidiana e le sue difficoltà da affrontare giorno per giorno.

Tratto da un manga ancora in corso (e vincitore di diversi premi in patria), Sangatsu è animato dallo studio Shaft, famoso per le sue serie dallo stile particolarissimo (soprattutto Madoka Magica e le Monogatari Series). E anche qui infatti la loro impronta si vede, con gli sfondi che sembrano quasi acquerellati e un character design che all'inizio mi faceva strano ma di cui ora non potrei fare a meno.

La bellezza di questa serie sta nel come tratta i suoi personaggi, nel come li rende vivi e li fa maturare nel corso della storia: anche quelli che all'inizio sembrano più stronzi hanno le loro ragioni e finisci col comprenderli.

Il racconto si giostra tra situazioni tristi e allegre sempre con naturalezza ed equilibrio. Ad esempio nella seconda stagione (che è ancora meglio della prima) c'è un arco che tratta del bullismo con una forza e un tatto visti di rado (in questo si può paragonare al recente film A Silent Voice – La Forma delle Voce).

Interessanti sono anche le scene dedicate alle partite di shogi, che diventano dei duelli mentali e riescono ad appassionare anche non capendo niente di quello che avviene sulla scacchiera (anche dopo 44 episodi continuerete a non riconoscere i pezzi, posso assicurarvelo, ma non è un problema).

Meritano una menzione le varie sigle di apertura e chiusura: sono tutte magnifiche, raramente ho visto una tale quantità di sigle di così alto livello per una singola serie (mi vengono in mente solo le due serie di Fullmetal Alchemist). Ne metto solo una per fare da esempio, ma la scelta è stata difficile.

Parlando di meriti, faccio prima un plauso a VVVVID per aver portato in Italia la prima stagione di questa adorabile serie (ora anche su Netflix), e poi una pernacchia per non aver rinnovato i diritti con la seconda, recuperabile solo tramite fansub (la trovate come collaborazione dei gruppi Omnivium – Owari Subs).

Scheda: Prima Stagione
Scheda: Seconda Stagione

VVVVID: Prima Stagione
Netflix: Prima Stagione

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