LE RECENSIONI SPOILERONI DI FREE PLAYING PRESENTANO: MAGGIE, AKA THE LAST OF ARNOLD (O NO???)

PREMESSA: Cari amisci come saprete sono tendenzialmente contrario agli spoiler, e questo film credo che sia importante vederlo sapendone il meno possibile, per cui se non l’avete ancora visto il mio consiglio è di andarvelo a vedere e poi tornare qui a leggere il resto (che comunque metto sotto tag spoiler, che non si sa mai).

Personalmente, fuor di spoiler, posso dirvi che m’è piaciuto molto, ma anche che credo che deluderà molti. Detto ciò, via con gli spoiler…

[spoiler]Allora, v’è mai capitato di avere delle certe aspettative per un film, e poi ritrovarvi con tutt’altro? Quando ho visto le prime immagini di Maggie, nonché il trailer – mooolto furbo – ho subito pensato che fosse il film di The Last of Us con Schwarznegger: lui barbone e incazzuso che deve proteggere la bambina che tutti vogliono morta.

La mia idea è che gli autori del film questa cosa la sapessero bene e ci abbiano giocato molto, e del resto anche chi non abbia giocato a The Last of Us credo che da un film con Arnold + figlia + zombie si aspetti più un Commando vs. i non morti che non quello che in effetti è il film.

E così, diciamo che per due terzi del film (che dura 90 minuti) sono stato ad aspettare la scena madre della gente che va ad assaltare casa di Arnold (una fattoria sperduta nel Midwest americano) e lui che, fucile a pompa in mano, fa "GIÙ LE MANI DA MIA FIGLIA".

E invece no, niente.

Certo, le premesse ci sono tutte, e gli autori giocano a farci vedere Arnold che non appena si avvicina qualche potenziale minaccia – la vicina che ha dato di matto, la polizia che controlla che la figlia non si sia definitivamente trasformata in zombie – va a prendere il fucile, e sei sempre lì a dire "ecco mo comincia il macello", "ecco mo arriva la scena madre", "ecco mo s’incazza perché gli vogliono portare via la figlia e ammazza tutti" (incidentalmente, quest’ultima è più o meno la trama di The Last of Us).

E invece no, niente.

Alla fine, molto semplicemente, la figlia di Arnold è spacciata, e non c’è nessun colpo di scena dell’ultimo minuto, nessuna cura miracolosa, e neanche un sacrificio eroico tipo lei che salva il padre buttandosi in pasto agli zombie, o lui che magari si butta in mezzo alle fiamme per concederle mezza settimana di vita in più, o altre cose così.

La storia degli zombie è solo uno specchietto per le allodole, un pretesto per farci abbassare la guardia pensando che si tratterà di un film di un certo tipo (o che lo diventerà da un momento all’altro). e invece no: Maggie è proprio la storia di un padre che accompagna la figlia nella lunga agonia – più emotiva che fisica, in questo caso – di una malattia terminale che, alla fine, gliela porterà via.

Non è certo il primo film che parla di una storia del genere, ma il punto di Maggie secondo me è un altro ancora, ed è anche il motivo per cui il protagonista non poteva che essere Arnold.

Perché Arnold l’abbiamo visto in film belli e meno belli, in classici dell’action e in robe imbarazzanti, in commedie divertenti e in altre meno riuscite, ma dov’è che non l’avevamo mai visto?

Non l’avevamo mai visto in un film dove perdesse, dove fallisse senza appello, dove non riuscisse, alla fine, a ribaltare la situazione. E invece in Maggie gli succede proprio questo: sua figlia muore, lentamente, inesorabilmente, e lui non riesce a fare altro – e non può fare altro – che rimanerle attaccato fino alla fine, cocciutamente, senza neanche avere la forza di darle la morte quando, ormai, le speranze sono davvero tutte finite.

E quindi personalmente – e la parola chiave qui è personalmente – questo film per me ha rappresentato anche la morte dell’"eroe" Schwarzenegger, del personaggio imbattibile che alla fine, in un modo o nell’altro, qualcosa a casa la porta sempre, il personaggio che, anche quando si cala nel metallo fuso, saluta comunque tutti col pollice in su.

Qui invece nessun pollice in su, nessun nemico da prendere a fucilate, nessun sacrificio eroico, nessun salvataggio dell’ultimo minuto, e neanche una qualche vendetta con cui lavare il dolore nel sangue: solo un conto alla rovescia ineluttabile verso la fine, un addio lungo e sofferto, senza che venga concesso nulla che distragga dall’inevitabile destino finale.

Maggie è come se ti dicesse che sì, puoi metterci gli zombie, puoi metterci i fucili, puoi metterci i poliziotti cagacazzo ma, quando arriva il momento di andarsene, non è detto che lo si farà coi fuochi d’artificio.

Quando Arnold era all’apice del successo ci provò Last Action Hero a dire che ehi, guardate che uno può essere eroico quanto volete, ma alla fine la realtà non è quella dei film. E ovviamente fu un flop.

Questo film un po’ prosegue quel discorso, portandolo però alle estreme conseguenze, e probabilmente anche in questo caso si tratterà di un flop, anche perché – senza tutto l’aspetto meta dell’eroe cinematografico che, per la prima volta, perde – probabilmente è un’opera abbastanza trascurabile.

A me però, che sono cresciuto vedendomi Commando tre volte al giorno, ha fatto venire un magone di quelli incredibili, per cui…[/spoiler]

Hoplà, il trailer: