a parte che quest’uomo è un GENIO (lui o gli autori), però consiglio vivamente la visione di questo pezzo in particolare, poi rapportiamolo pure ai compari di Simone Tagliaferri, gli iutubbers (dottori vari) e ai siti tipo hdblog etc… e piangiamo insieme

The line between editorial content and advertising in news media is blurrier and blurrier. That’s not bullshit. It’s repurposed bovine waste.

Simone Savage Andreozzi, quindi? Se riesci una buona volta a trovare un modello alternativo di business funzionante da proporre alle grandi pubblicazioni te ne saremo tutti grati. So perfettamente come funziona sta roba, ma allo stato attuale non ci si può fare nulla. L’unica alternativa valida è un pubblico pagante, ma vaglielo a dire al pubblico attuale di pagare per leggere quello che pretende gratuitamente. Che ti devo dire? La pratica in sé fa schifo, ma è una delle poche cose che funziona.

Quando lo fa pure il New York Time vi hanno dato la patente a tutti

volendo pensare male anche tutto questo servizio che fa la morale “se volete le robe libere dovete pagare” è un native advertising verso HBO che è una società che si regge grazie agli utenti paganti

io ci avrei messo dentro pure la questione adblock visto che con i banner e gli ad pubblicità e contenuti sono abbastanza separati, ma evidentemente dicendolo si indispettirebbero tutte le persone che lo usano, e qui emerge un’altra possibile magagna di questo servizio, ovvero la volontà di blandire il pubblico

peggio dei grillini ormai

Ragazzi, i modelli economici sono questi. Il migliore e quello che consente un maggior controllo “etico” vede un pubblico pagante. Gli altri prevedono una serie di sfumature che costringono a ignorare certi principi per poter continuare a vivere.

ah e dimenticavo la frecciatina a netflix (una piattaforma più che concorrente ora che anche HBO si è lanciata nell’online) per il servizio sui carceri femminili

il problema di base è che qualcuno ‘sta gente che scrive produce e crea la deve pagare, e se il pubblico non paga abbonamenti e blocca le pubblicità “normali” l’unica via d’uscita sono le pubblicità occulte

tra l’altro la cosa è ancora più grave nel caso dell’accademia e della ricerca scientifica, dove capita pure lì che ricerche e studi siano sponsorizzati da gente che ha interessi in gioco

infatti ci sono diversi pezzi dedicati anche a quell’ambito. Comunque se la vuoi chiamare frecciatina ormai siamo proprio alla realtà plasmata in base alla propria cameretta e parlo in generale

eh simo è come se mediaset parlasse male di un servizio sponsorizzato da rai o viceversa, il dubbio è lecito

bruno ma fermati a quello che volevo far vedere io prima di tutto. Poi se vuoi ragioniamo su netflix, ma che è uscito un articolo anche serio sponsorizzato da orange is the new black è oggettivamente accaduto ed è opinabile (non per me) che sia una roba triste, specialmente data la delicatezza della materia. Pur di venire contro a qualcosa che mi può interessare, vai a sostenere delle tesi che sono al limite direi

ad ogni modo se questo servizio spingerà qualcuno ad aprire il portafogli per pagare un abbonamento o finanziare un patreon o simili ben venga, avrei preferito se avesse spinto anche a disattivare adblock ma vabbè non si può avere tutto

io sto seriamente pensando di comprare libri sulle cose che mi interessano invece di “andare su internè” come ho fatto negli ultimi anni, e non parlo di videogiochi ovviamente

simo non è per darti contro, è che io per mia natura quando vedo uno che mi dice “loro parlano per interesse noi diciamo la verità” mi si drizzano le antenne, specialmente se lo dice in modo da blandire il pubblico

il messaggio di pagare per avere più indipendenza nei contenuti è giusto, ma è anche un portare l’acqua al proprio mulino (quello di HBO)

Netflix è un altro mulino che potenzialmente può beccarsi quella stessa acqua, per cui il fatto di mettere in evidenza proprio quell’articolo lì non mi sembra casuale, al di là del fatto che poi l’articolo in sé sia una cosa triste

per quanto riguarda internet e i libri, internet ha il vantaggio di essere di solito molto più aggiornata, i libri spesso sono fatti a partire da basi risalenti ad anni se non a decenni prima

in ogni caso bisogna sapersi scegliere le fonti, quindi su internet (secondo me) meglio in inglese (perché c’è più scelta e più competizione) e ovviamente meglio no youtube (perché il target di youtube in media è basso), poi ogni tanto si trova pure qualcosa di buono su youtube in italiano, ma è inevitabilmente un’eccezione

ma loro nn hanno la verità, al massimo in quel video dice che loro non sono sponsorizzati e possono prendere per il culo le marche, poi io l’inglese non lo capisco quindi magari ho sbagliato. Però il punto è cosa è diventata la stampa, anche quella blasonata, che si “abbassa” a un qualsiasi youtuber & co. solo con altri introiti. Questo è già triste così, senza mettere in mezzo i gruppi editoriali che sono dietro quei giornali, che fa ancora più ribrezzo.

eh ma mi sa che la “stampa” seria ormai è fortemente sul viale del tramonto

del resto anche quando ancora la gente pagava i giornali comunque c’erano intrallazzi e connivenze con sponsor, finanziatori, partiti, gruppi d’interesse…

ora che la gente i giornali non li paga più giocoforza il lato “oscuro” ha preso il sopravvento

e soprattutto temo che se prima tutto l’ambaradan serviva a pagare i giornalisti il giusto e a dare ai boss qualche extra, ho paura che invece adesso basti a malapena per tenere un parco buoi di giornalisti freelance sottopagati e per dare uno stipendio non da fame a chi sta ai piani alti, e la situazione non sembra che sia in via di miglioramento, anzi…

oh volete che lo dico?

no preparatevi

tutta colpa del…

capitalismo

E comunque jon oliver <3

davide ma quando dicevi “faccio i soldi con le puttanate free to play e poi con quelli faccio le robe che mi piacciono” mi sembrava che il capitalismo ti andasse benissimo (e pure il free to play)

Non è un fatto di andare bene o no, è che quello è il modo per sopravvivere e produrre roba sotto il sistema capitalistico.

si può essere critici di un sistema e allo stesso tempo accettare che quello è il sistema sotto cui viviamo :p non è che chiunque critichi il capitalismo sia una parodia da centro sociale come mi sembra tu pensi

però tutti i punkabbestia con cagnaccio zozzo al seguito criticano il capitalismo, un motivo ci sarà

al di là di questo certo che si può essere critici, però nel momento in cui si è critici e basta senza proporre un’alternativa che possa funzionare la cosa finisce per essere un po’ sterile e comunque diventa un’ipersemplificazione del tipo “tutti i mali del mondo sono perché non mangiamo i prodotti della nostra terra”

questi sono problemi complessi dove ci sono tanti pesi e contropesi in equilibrio (o in squilibrio) tra di loro, se togli il capitalismo poi io vorrei capire chi te la paga la creazione di un’opera che non abbia un’utilità pratica

cmq più o meno a proposito una bella roba scritta da recchioni (di tutti proprio lui) ieri sul suo blog: http://prontoallaresa.blogspot.it/2015/08/get-life-un-racconto-di-asso.html

in particolare dove dice:

“Questo è quello che faccio per campare: invento storie.
La gente che mi legge, stando ai rilevamenti, è composta in larga parte da uomini tra i diciotto e cinquant’anni, persone in cerca di intrattenimento, che amano essere divertite, sorprese (con moderazione), rassicurate e blandite.
E io sono bravo a farlo. Mi viene facile perché non ho gusti troppo differenti dal mio pubblico.
Sono una puttana a cui il cazzo piace così tanto che lo farebbe anche gratis.
Invece mi pagano. E anche bene.
In sostanza, trasformo della roba che non esiste in denaro reale.
Furbo, no?
Peccato che poi prenda quel denaro reale e lo trasformi di nuovo in roba inesistente, spendendo tutto in storie di altri. Libri, romanzi, videogiochi, canzoni, film.
Va bene tutto. Basta che mi porti via.
E questo non solo non è furbo.
È cannibale.
È incestuoso.”

linkare recchioni perdi proprio a prescindere :p

però ‘sta cosa m’ha colpito, produci intrattenimento per consumare altro intrattenimento prodotto da altri intrattenitori che consumano altro intrattenimento: dove porta? e quando finisce?

il “non criticare senza proporre alternativa” comunque è un discorso che m’è sempre parso abbastanza paradossale. In questo caso è stato presentato un problema, l’advertising, e mi sembra validissimo puntare all’origine del problema senza necessariamente essere in possesso della panacea che cura tutti i mali.

perchè non facendolo poi sembra che è sempre colpa delle “corporazioni cattive” che potrebbero fare il bene e invece fanno il male perchè sono cattive dentro.

mica ti si chiede di avere la panacea, però renditi conto che dire sempre e solo “il capitalismo il capitalismo” è l’opposto speculare della panacea, altrettanto a tempo perso

che poi fossi in mezzo a dei super imprenditori di wall street che s’accendono il sigaro con le 500 euro… mica è tutta ‘sta scoperta che il capitalismo funziona male, fino a lì credo che ci siamo già arrivati più o meno tutti

a parte che autoironizzo anche io sul fatto che con sta storia spesso rompo il cazzo, e mi sembrava evidente che in questo caso stavo facendo quello :p

okok <3

poi secondo me te dici ste cose solo perchè fai i soldi con gli ad di freeplaying e c’hai gli interessi dietro

mica ci si può fidare di te

eh e invece i tuoi interessi quali sono che stai sempre a dar contro al capitalismo? 😉

essere disoccupato, principalmente

:p

#collusion

vai da beppe che ti stampa il reddito di cittadinanza in 3D

reddito d’onestà

La ggente su internet non paga -> colpa del capitalismo
Legit

Una domanda Simone Tagliaferri, ma i numeri, almeno nel settore videoludico, sono aumentati ? Io mi ricordo GMC che vendeva un 28.000, oggi quanti accessi fa un m.it (in termine di ordine, non esatti)

Siamo sui centinaia di migliaia giornalieri

La cura contro il capitalismo, il bisogno di guadagnare bigmoney per vivere, l’abuso di adv, i comportamenti non etici (ecc ecc), è una sola: BRETARIANI.