Hola amisci, ieri sera avendo esaurito tutte le puntate arretrate di Big Bang Theory mi sono visto questo documentario, che avevo adocchiato da un po’, come film della buonanotte (con tanto di addormentamento negli ultimi 20 minuti, recuperati poi stamattina, giusto per far contento Simone).
In pratica questo Electric Boogaloo parla della Cannon, una casa di produzione cinematografica che negli anni ’80 ha prodotto un sacco di roba trash, ma anche di culto: per darvi un’idea sono quelli della Cannon sono quelli che hanno “inventato” Chuck Norris, che hanno dato inizio alla mania dei film sui ninja (tra cui il mio personalissimo super-favorito “Ninja la furia umana”, vedetevelo tutti), e che dai e dai sono arrivati perfino a Stallone producendogli Cobra e Over the Top.
Insomma in altre parole hanno fatto tanti di quei film che nessuno considera capolavori, ma che all’epoca riempivano i pomeriggi e le serate dei ragazzini, oltre che gli scaffali delle videoteche (altro reperto storico che oggi non esiste più).
Il documentario in sé è molto piacevole, una raccolta di aneddoti frizzanti incentrati principalmente sul duo a capo della compagnia, due cugini israeliani di cui uno un inguaribile entusiasta (Menahem Golan) e l’altro freddo e calcolatore (Yoram Globus).
Snobbati alla grande dall'”elite” di Hollywood, all’apice arrivarono a sfornare più di 50 film all’anno, eppure inseguivano anche il sogno della pellicola che li avrebbe “riabilitati” e, con gran cuore, non mancarono di dare opportunità a star e registi in declino, tra cui il nostrano Zeffirelli, che nei minuti in cui compare a schermo si spertica in lodi nei confronti di Golan.
I due cugini hanno anche scoperto e dato al mondo Van Damme, che ha mosso i primi passi con loro, per cui che altro c’è da dire?
In più Golan e Globus hanno anche anticipato a loro modo certe tendenze odierne: a parte la produzione di film “a macchinetta” che oggi rivediamo in versione ad alto budget con i film di supereroi, nel documentario si parla anche di come “pre-vendessero” i film ai distributori semplicemente mostrandogli un poster e vagheggiando una qualche storia, senza aver girato neanche una scena. Non vi ricorda certi Kickstarter?
Nel suo complesso Electric Boogaloo è un ottimo “trip down the memory lane” pieno di nostalgia, per cui se ai tempi apprezzavate il genere sicuramente questa produzione saprà strapparvi più di un sorriso.
Leggendo le recensioni online qualcuno critica il fatto che alla fine il tutto, nonostante le numerose frecciatine presenti lungo i suoi 110 minuti scarsi, si limiti a stare in superficie e non approfondisca più di tanto i lati più “oscuri” della Cannon, dalla gestione finanziaria della compagnia che pare fosse abbastanza “allegra”, alle condizioni lavorative da denuncia sul set, alla mania di mettere tette e culi ovunque.
Questi lati vengono solo accennati, e in generale quel poco di dubbio che generano viene annullato dalla generale atmosfera di entusiasmo nostalgico che permea il documentario.
Alla fine del resto più che un documento storico Electric Boogaloo vuol essere un omaggio a quell’epoca, a quei film e a chi li ha amati, per cui tutto sommato un approfondimento più asciutto e doloroso sarebbe stato fuori luogo.
Voto 8 su dieci per il fattore nostalgia, e anche perché la Cannon un po’ era la Free Playing del cinema. 😉
Electric Boogaloo: The Wild, Untold Story of Cannon Films | Netflix
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Fondamentalmente i blockbuster di oggi sono i film che faceva la Cannon, ma con più soldi.