I videogiochi di oggi sono più belli di quelli di ieri, sì? no? forse?

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Discuss? Secondo me è vero a metà: i titoli AAA sono sicuramente più belli, però dietro di loro, dove un tempo c’era un ricco ecosistema di produzioni di seconda fascia, ora c’è il deserto, dove gli indie sempre più numerosi cercano di sopravvivere come possono, qualcuno anche con un certo successo, ma inevitabilmente con budget medi e valori produttivi anni luce sotto quelli della “pancia” del mercato di una volta.

(Via I Videogiochi sono una cosa seria!: http://bit.ly/2fwJ7cX)

I giochi erano belli ieri come sono belli oggi. Di certo l’ecosistema è completamente diverso. Oggi le grosse case puntano solo sui numeri ed abbandonano idee anche se valide. Questo è un fatto

Recchioni è un Fabio Volo più nerd.

vero in linea generale, ma ci sono (pochi) giochi che 20 anni dopo cagano in testa a roba uscita ieri a mani bassissime

come detto dellà: Recchioni cacca, ma il nostalgismo a tutti i costi ancor di più

quoto assai: recchioni imbecille, ma adesso ci sono molta più qualità e molta più varietà

Roberto recchioni is for boys

Alessandro Monopoli su Ars Ludica is for men

Riferimento: http://arsludica.org/2010/02/15/passato-vs-presente/

Passato vs Presente

arsludica.org
Ciò di cui desidero parlare con voi in questo noioso articolo è il modo in cui le feature e la produzione erano trattate un tempo e come vengono, invece, trattate oggi. Prendiamo Zork, il primo.…

Monopoli Win

La gioventu’ 😀

Chi distingue i giochi in belli o brutti in base all’anno di produzione semplicemente non sa di cosa parla… come il 99% della gente che commenta in internet.

Ma il discorso di giochi “belli e brutti” non ha molto senso. tutto di pende dalla contestualizzazione storica. I giochi belli a prescindere dall’epoca in cui sono usciti sono davvero pochi, ieri come oggi.

Si Bruno, ma ‘sta roba che non esistono più i giochi medi non si può sentire.

infatti apposta ho scritto “di seconda fascia” 😉 😉 😉

Oggi probabilmente scriverei un articolo su quanto brutta e’ diventata la console war 🙁

Noi vogliamo la console war BELLA 😍
Che non parla di prestazioni tecnologiche ma di esclusive che spaKKanO Kuli!!!!

Scrivilo!!! Imperativo kantiano

Non c’è epoca videoludica migliore di quella odierna. Aaa miliardari ma anche miliardi di indie, una produzione del genere non è mai esistita. Pubblico immenso. Cultura, scuole… giochi ovunuqe, dagli ospedali ai cellulari alle tv al vr.

Senza contare che giocati oggi, una buona parte dei giochi del passato risultano improponibili, come meccaniche, come interazione. L’unica ragione per la quale li troviamo meravigliosi è che all’epoca lo erano per noi. Provate a metterli in mano ad un sedicenne oggi, difficile che li amerà.

Concordo. Tolto il fattore nostalgia trovo il retro gaming improponibile, anzi il 2D del Snes lo trovo già inguardabile; poi la legnosita dei comandi è quello che fa invecchiare peggio.

I sedicenni di oggi… Idolatrano Cicciogamer.

Non sono un parametro di valutazione efficace.

Ma perche’ tu davvero pensi che la nostra generazione per qualche ragione mistica fosse quella migliore del mondo? Vedi che e’ una cosa che tutte le generazioni pensano, lo stereotipo del vecchio che dice “eh i giovani, oggi…”

No assolutamente. Noi facevamo schifo rispetto ai nostri predecessori, e quelli di oggi fanno schifo rispetto a noi.

È la natura 🙂

La natura dell’e’tuttaunamerdismo, si 🙂

La natura contro la Cicciogamercontronatura.

Per fortuna 20 anni di cellulari portati nella tasca anteriore dei jeans risolveranno alla radice questa perdita esponenziale di qualità genetica del passaggio di generazioni. 😂

Una generazione che ha dovuto sorbire il “i videogiochi sono per bambini scemi, leggiti un libro”, che oggi qualifica “ha, i videogiochi mobile sono per bambini scemi, gioca col nes”. Ah. L’ironia.

Zzap! letto a 10 anni è come cucciogamer visto a 10 anni, leggiti un paio di scansioni e piangi all’innocenza perduta.

Salgari era visto come un pericolo perché fomentava i giovini colla sua violenza maschia. Oggi è normale che “Sandokan fa tuonare i cannoni e un uragano di fuoco spazza il ponte della corvetta uccidendo e mutilando”

Salgari & Cicciogamer…

Ho detto tutto.

Loro Cicciogamer, noi Mastrota.
Poi se non vuoi capire
https://m.youtube.com/watch?v=DyXfe9tGDVI

[USA Today] Puntata del 1992

m.youtube.com
Stefano Gallarini and Giorgio Mastrota

Stai paragonando un professionista con 10.000 anni di gavetta nello showbiz con…

Un aborto inconsapevole di essere stato interrotto di gravidanza.

e vabbè, non vuoi capire, amen

Preghiamo 😂

Imparo oggi che Mastrota vinse un concorso di bellezza “Il piu’ bello d’Italia”. E che USA Today fu la sua prima trasmissione TV. Che tempi

Rispetto per i professionisti, lame rotanti per i youtubberisti 😂

Guerriero nordico di pura lana merino
https://m.youtube.com/watch?v=aOQBpCzUyuk

Esatto!

Nel campo musicale nessuno mi viene a dire che se ascolto e adoro ancora oggi De Andrè, rispetto a “inserisci cantante tripla A odierno”, allora non capisco una minchia di musica. Nel campo cinematografico nessuno mi viene a fare la predica se preferisco ancora i film di Kubrick ai cinefumetti tripla A. Nel mondo dei videogiochi se preferisco Fallout 2 a Fallout 3 e 4 mi scassano la minchia in 300 e mi chiamano nostalgico. Olè.

non è la stessa cosa di quelle pagine e quei gruppi però

fidati

In verità il discorso è opposto, leggi il thread. Inizia da chi dice
“Eh un tempo si che c’erano i bei giouchi”, al che si risponde facendo notare delle metriche oggettive. Poi le preferenze personali vanno tutte bene

Lo so. Manco a me piace la retorica del “ai miei tempi bla bla” se non è sorretta da argomentazioni e motivazioni interessati, storiche, capaci di spiegare i vari perché. E sono pure io convinto che mai come oggi nel mercato vg si possa avere un buffet gigantesco per ogni palato. Ma sto problema del vedere come retrograda ogni preferenza votata al “classico” del passato (vedi come alcuni guardano male la politica “old school” di Obsidian, per fare un esempio odierno e pratico) è un argomento che fatico a comprendere, perché demonizza una formula classica che punta ad un certo tipo di esperienza e che se trasformi nel Fallout 4 di turno perde e snatura proprio il concept e i criteri con cui nasce. Un combat system “moderno” oggi viene definito tale solo se è action in tempo reale e con Open World? Per me no. Ogni formula ha le sue finalità e buttare tutto nel calderone del “oggi puoi farlo action quindi se lo fai a turni e isometrico sei un vecchio nostalgico” lo trovo alquanto opinabile. Sarebbe come criticare un brano musicale che si ispira allo stile classico invece di uno stile più moderno. Per me ha poco senso. È l’autore che decide lo stile, non l’anno in cui l’opera viene pubblicata. Poi che ci siano degli standard tecnologici e di design da rispettare è un altro discorso e se oggi fai una UI pensata con i criteri del 1990 allora condivido qualsiasi critica, per dire.

Ma guarda dei pirla ci saranno ovunque eh, ma io nei miei peregrinaggi non ho mai visto ad esepio odio per Obsidian, solo ammmore. Poi sicuramente da qualche parte ci sara’.

Del resto anche le retrocose godono di un periodo d’oro di popolarita’, dal nes classic al proliferare di pixel art qualsiasi cosa a mille indie e meno indie che strizzano l’occhio al passato…

Dai, come si fa a dire che non c’e’ amore quando uno dei GOTY indie e’ una roba come shovel knight?

Il problema non è chi è in grado di prendere il meglio da ogni dove, curandosi solo della qualità o anche solo di preferenze individuali, ma di quelli che amano crogiolarsi nella muffa e nella polvere, mettendo davanti “inserisci cantante tripla A vecchio” al De André del 2016. E sono tanti e sono zappe sui piedi per molte altre cose che ci transitano vicino.

Ah, comunque se a te non hanno mai fatto prediche su Kubrick o Lubitsch vuol dire che parli troppo poco di cinema con la gente.

Monica ho avuto a che fare anche io (fortunatamente poco) con filo-Stanis di Borisiana memoria (“Kubrick è un incompetente” ecc ecc). Quindi sì, non discuto di cinema con la stessa quantità di tempo che dedico ai videogiochi perché sono un tipo che applica la regola di Nanni Moretti (“Io non parlo di cose che non conosco!” – “BENE” aggiungo – ), ma ne facevo più un discorso di abitudine un po’ generale: analizzando le interazioni giornaliere che ho sul web (quindi parlo della mia percezione) oggi vedo un po’ l’abitudine a demonizzare chi omaggia il passato, senza chiedersi se la persona che apprezza più De Andrè ascolti anche roba odierna o la rifiuti. Con Spotify hai tutto lo scibile musicale a portata di 2 clic quindi chiunque ha accesso a quasi tutto quello che viene prodotto oggi con un costo irrisorio. Il problema nasce quando si pensa subito che una cosa escluda l’altra, mentre invece le due cose possono convivere in modo naturale è pacifico. Spesso mi si dice “che palle ascolti ancora i Manowar/Queen/Iron Maiden/Led Zeppelin/Beatles e non ascolti band del 2016 che spaccano più di loro!” e quando poi vado su Spotify a verificare la bontà di questa presunta band che dovrebbe asfaltare i mostri sacri di un determinato genere musicale ZAN ZAN ZAN => scopro che gira e rigira la fantomatica band in questione si ispira proprio ai Manowar/Queen/Iron Maiden/Led Zeppelin/Beatles (o altre band “storiche”) e non noto alcun tipo di “miglioramento” che giustifichi un concreto “passaggio di testimone” (ovviamente qua va pure a gusti). È un esempio ipotetico per dire soltanto che ho difficoltà a capire certe critiche a chi rimane ancorato a roba che gli piaceva anni fa (e continua a piacere), specie quando per fargli cambiare abitudine gli si propone roba che copia spudoratamente il passato (o si “ispira”, come dice qualcuno per non dire “copiano”) e che imho non regge il confronto diretto. La stessa cosa a volte mi succede con i videogiochi, insomma, con la differenza che il fattore tecnologico-evolutivo ha stravolto molto di più il come si sviluppa un’opera e i risultati oggi sono molto meno confrontabili con il passato (infatti compro e gioco pure i tripla A se li ritengo meritevoli).

Poi magari, spinto da questa cosa del dover provare il moderno, scopri robe relativamente “nuove” tipo la dubstep, che di base non è proprio il mio genere, e nel mucchio di letame scopri che ti piaciucchia giusto qualcosina e di colpo BOOM => ti senti dire dagli stessi che criticavano la tua vena “nostalgica” che non è quella la roba “nuova” che dovresti ascoltare. Al che capisci che il problema non è “vecchio vs nuovo” ma “gusti soggettivi vs gusti spacciati per oggettivi”.

Il problema di cui si parlava sopra sono quelli che vivono nel passato, nella nostalgia, e rifiutano il presente. Speculari a quelli che rifiutano il passato, ma più gravi, perché ignorano di proposito l’evoluzione.
Potrei taggartene un po’, ma non lo farò che ci ho già litigato abbastanza.

secondo me sta semplicemente sfogando metaforicamente una critica analoga al suo fumetto – ‘ahhh, gli anni d’oro di Dylan Dog, ora invece è noioso’. siccome non può insultare i fan, fa un transfert verso una categoria affine.

non mi è mai sembrato il tipo che si è tirato indietro nell’insultare direttamente gente sul suo profilo

mmm, la fanbase di nostalgici è una categoria che gli manca. e di solito sono d’accordo con le critiche che muove, come il rifiutarsi di fare autografi senza dedica, per evitare che 30 secondi dopo siano su ebay.

Uno dei post più stupidi letti in questo 2016. Felice di aver mollato Dylan Dog (A parte quello scritto da Sclavi che era obbligatorio).

Più che altro oggigiorno fanno schifo i concept (per quello che mi riguarda). Non me ne volete, ma una scazzottata epica alla Streets of Rage, dove giustamente malmenavi i disagiati non c’è più, se non in qualche indie sperduto. Manca quel mix di demenzialità, tecnica e surrealismo tipico delle produzioni pre-Play Station. Mi manca sentire quella giocosità che trasmetteva un Toki. Oppure quel senso di “scoperta” nello sviscerare come con due singoli tasti i game designer trovavano modi assurdi per farti perdere le vite, roba che altro rage quit. Non dico che erano migliori (concept a parte), dico semplicemente che era un altro modo di intendere i videogiochi. Per fare un paragone: una volta era come bere un succo composto dal 100% di frutti, oggi è come bere un succo di frutta con 50% di frutta, 20% di zuccheri, 20 di coloranti e 10% di cose non definite.

In altri termini progresso. Ma come dici bene, se vuoi la nostalgia c’e’ un mare di indie retro-ispirati, quindi tutti felici, no? Che senso avrebbe uno Streets of rage AAA oggi?

Lo stesso che dovrebbe avere un qualsiasi videogioco: divertire? La butto lì eh. … Poi sulla questione progresso possiamo aprire un discorso a parte, ad esempio sono aumentati i “punti morti” nei videogiochi. Ma è davvero un discorso da aprire a parte.

Il punto fondamentale e’ che non conta fare una filosofia del videogioco ideale (per la cronaca, non sono per nulla d’accordo sulla tua valutazione di “schifo” di “concept”) – perche’ tanto c’e’ un offerta oggi talmente enorme da soddisfare chiunque.

Vuoi l’arcade?

Ci sono mille arcade ottimi oggi, molto meglio degli arcade di allora, come cura, ritmo, gameplay etc etc… da shovel knight a guacamelee a hyper light drifter ad enter the gungeon, trials, axiom verge, ratchet&clank etc etc etc per citare solo un paio di recenti. Quanti ne vuoi? Tonnellate… Quindi. Tutti felici.

Non ho parlato di filosofia, ma di una concezione di gioco diversa. Non ho detto nulla di personale o particolarmente innovativo, è un dato di fatto che il videogioco oggigiorno sia inteso in maniera differente da quello anni 80/inizio 90. Per te è progresso, per me è proprio un’altra strada. Sicuramente più incline con i tempi moderni. Ma non capisco dove sia il problema in ciò. Premesso che ho specificato che il fattore del concept è un mio pallino personale.

“Per te è progresso, per me è proprio un’altra strada” -> Gusti personali, appunto.

Non c’e’ nessun problema, come ti ho indicato non m’interessano i gusti, m’interessa osservare che l’offerta odierna e’ enorme, oggettivamente un periodo d’oro con titoli che davvero possono soddisfare praticamente chiunque.

Mi ripeto: i paradigmi nel mondo dei videogiochi sono cambiati totalmente nel corso degli anni, questo è oggettivo. Non è un gusto personale, è un dato di fatto. Semmai preferire un determinato modo di fare giochi può esserlo. … Sul fattore offerta il discorso è relativo, tanta offerta non significa matematicamente che c’è più qualità. La discografia di Pupo non riesce a scalfire il riff iniziale di Smoke on the Water. Non è con la quantità che si giudica una scena, ma dalla qualità. Parere mio.

Infatti ho parlato di qualita’ e quantita’ eh, e fatto esempi con una manciata di capolavori citati a memoria tra le uscite recentissime. “Fatti, non pugnette”

Pensandoci bene, per stabilire ciò bisognerebbe fare una tabella con tutti i giochi del passato fino ad una determinata data, contro una considerata “l’attuale”. Trovo però sia davvero difficile. Oggi molti titoli hanno la possibilità di emergere grazie ad internet, all’epoca la distribuzione era praticamente solo grazie alle copie fisiche. Fai conto solo della roba prodotta su Amiga e Commodore 64, molte sono perle sconosciute ai più. Senza contare che ci sono sistemi che qui manco sono arrivati, tipo PC Engine. Davvero, ci vorrebbe un lavorone per fare questa “tabella”. Potrei aiutare con le mie mediocri conoscenze, più di questo non ti posso dire. 🙂

In verita’ in verita’ ti dico, molto del catalogo amiga,c64 etc e’ immondizia, roba fatta in pochi mesi da una/due persone che s’improvvisavano software house, giochi che oggi risulterebbero odiosissimi (e che fanno la fortuna oggi di gente che ci ride giustamente sopra come the angry videogame nerd etc).

Giochi con quattro livelli quattro, che campavano grazie ad una difficolta’ impossibile e niente savegame erano l’abc, perche’ ti permetteva di tirar fuori qualcosa spendendoci nulla. Oppure giochi con quattro livelli che diventavano otto cambiando i colori dello sfondo – letteralmente.

Poi con l’eta’ uno mitizza certe epoche e si dimentica di cosa fossero per la maggior parte.

E ci mancherebbe che non sia cosi’! Cioe’ ci mancherebbe che non ci sia un progresso enorme in tutti i generi videoludici dal periodo i cui i videogiochi erano stati appena introdotti alla “massa”, ad oggi. Sarebbe come a dire che il cinema ha raggiunto un picco inarrivabile con i fratelli Lumiere, e da li in poi e’ andato in calando…

Ma anche tantissima roba di oggigiorno è pura spazzatura, non è che sia tutto oro colato. Prendi Minecraft, quanti cloni insulsi ha generato il suo arrivo? Non è che ora escono solo capolavori. Comunque secondo me è inutile parlarne senza dati chiari alla mano. Senza vedere ogni singolo gioco che peso ha avuto per l’epoca e per i videogame. Fare un discorso generalista così, non ha molto senso, se non far parlare le suggestioni personali. Per quello all’inizio mi sono limitato a parlare di differenti modi di vivere i videogiochi. Che oggi è totalmente diverso dal passato, nel bene e nel male. Chiarendo che io preferivo la vecchia guardia. Insomma, nulla di eclatante.

Beh puoi provare a fare un esperimento semplice semplice. Prendi un numero a casaccio di una rivista di videogiochi anni 90 e vedi quanta merda pura c’e’, giochi con problemi enormi, ai limiti del giocabile, contro quello che ti offre una rivista o un sito di giochi oggi.

Perdonami, parlo di dati seri. Aprire riviste a caso è un modo come un altro per auto-suggestionarsi. Direi che senza la fatidica e improbabile tabellona con tutti i titoli possibili pubblicati sia impossibile determinare chi la spunta tra passato e presente (che diventerà comunque passato, quindi per molti merda ingiocabile, ma è un’altra storia)

Vabbeh ma almeno concederai che c’e’ il dubbio, gia’ questo mi basta ed avanza, visto che parliamo di una parte della produzione videoludica. Oggi poi c’e’ tutta un’altra parte che prima non esisteva affatto. Anzi. -diverse- altre parti. AAA. Mobile. Web. Serious. Etc etc etc

Ma io il dubbio posso concederlo benissimo, ci mancherebbe. Come dicevo nel mio primo commento, a me non interessa tanto il fatto di dimostrare che il passato sia migliore del presente. Ma che quel modo di fare videogiochi è morto, se non in repliche indie. Però fare una replica di un gioco vecchio (per quanto io stesso sia un appassionato di titoli come Shovel Knight) è un tantino diverso dal creare nuove vie seguendo quella strada. Non mi pare di aver detto delle cose tanto fuori dal mondo. Inoltre il fatto che i gusti sono cambiati con gli anni non intacca il valore di molte opere del passato.

Beh, “repliche indie”, sputaci sopra…

Considera che a quel tempo quei giochi comunque erano fatti da poche persone con piccoli budget, quindi l’indie di oggi, in quei generi, non e’ meno nobile del AAA di ieri (o quel che era, non esisteva l’AAA in verita’, diciamo i giochi da scaffale)

Tetris Sara sempre Tetris, così come Pac Man, Shadow of the Colossus… E potrei citarne un miliardo.

Se uno li considera brutti perché vecchi è semplicemente un idiota, punto. 🙂

Certo, ma stai prendendo lo 0.000001% della produzione videoludica di capolavori, in un mare di giocacchi fatti in due mesi da tre persone con tre livelli che si ripetono all’infinito cambiando i colori di background…

Ed anche li, sono giochi che hanno un enorme importanza storica ed ancora oggi sono giocabilissimi, ma non e’ che non siano stati superati nel tempo. Tetris ancora si lascia giocare, ma non e’ che super puzzle fighter 2 turbo non sia molto meglio in tutti i modi possibili…

Alcuni generi hanno effettivamente perle insuperate, oggi. Ma e’ raro. Ad esempio il periodo d’oro delle avventure grafiche non ha ancora ad oggi visto giochi paragonabili (anche se alcune cose sono capolavori assoluti, come KRZ, non sono proprio la stessa cosa…)

Stessa cosa si puo’ dire di alcuni generi di simulazione. Ma in generale per la maggior parte delle cose si e’ fatto un progresso notevole, e’ c’e’ un offerta maggiore oggi che ieri.

Tripla A

Fate tanto i saggi dell’internet e vi dimenticate la REGOLA AUREA dell’internet.
KEEP CALM AND IGNORE THE TROLL

Su Recchioni ci scatarro su 🙂

Ah, il troll e’ lui? 😀

Si sta diffondendosi! (cit.)
:v

😀

Gli anni d’oro dei vg sono culminati con la generazione MD, SNES, PCE, NG… In quella successiva era già tutto in declino…

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