Torment: Tides of Numenera non sarà localizzato in italiano

0

Nel campagna Kickstarter era prevista una traduzione italiana che a quasi un mese dall’uscita è stata cancellata. Sebbene sia una cosa accettabile o meno, ritengo che il non aver detto mesi prima della sua mancanza sia un atto a dir poco ridicolo. Sto pensando ad un refund, a sto punto se proprio avrò la voglio di giocarlo lo comprerò quando costerà 10 €.

Torment: Tides of Numenera non sarà localizzato in italiano

multiplayer.it
Gli appassionati di Torment: Tides of Numenera dovranno accontentarsi dell’inglese. InXile ha comunicato che Torment: Tides of Numenera non sarà localizzato in lingua italiana, contrariamente a qu…

se era stata finanziata con successo si tratta di una schifezza enorme, eh.

Più che successo. E’ una delle campagne kickstarter più redditizie di sempre nell’ambito videogiochi.

(scrivo così perché non ricordo)

Kickstarter… penso mai più seriamente. Meglio che arrivano negli store e poi si valuta o meno se comprare. Troppi prodotti arrivano con feature in meno o di qualità non conforme a quanto previsto.

“di qualità” è opinabile. Quella non la si può davvero saggiare da video o proclami. Se una feature però è stata promessa come stretch goal, dovrebbe essere mantenuta.

Però durante i periodi di sviluppo escono video del work in progress e fanno vedere come evolve il progetto. Spesso non benissimo devo essere sincero 😛

Totus Von Sciara sì ma quello rientra nel rischio del crowdfunding. Ci sta, è proprio immanente al tipo di sviluppo. E lo dico da persona che ha preso due abbagli belli grossi. Per la traduzione invece no. Per fortuna che prevedono il rimborso, almeno ci mettono la pezza.

Sarebbe interessante sapere con chi si giocava l’Italia l’ultimo posto in termini di vendite previste

Per il resto, chi ha contribuito con la promessa che ci sarebbe stata la localizzazione, chieda il refund. Facile

Vi piacciono i RASPIBERRIH e i Torrenti? Ecco il risultato. 🙂
Troppo poche brave persone che pagano i giUochi over the FIFACOD in questo videoludo italico… 😕

Guarda che era un Kickstarter, e tra gli streachgoal c’era anche la traduzione… Quindi i soldi c’erano.

Mi è tutto chiaro, il problema è alla radice e basta guardare una classifica vendite software italica per comprenderlo.

Non siamo un mercato se non per i soliti 4/5 giochi.

Al punto tale che questi volendo risparmiare hanno detto via l’ITA, tanto si incazzeranno in 5.

Non era negli stretch goal, era una delle promesse basi, iniziali.

Rookie mistake.

Errore mio è vero.

Bravo.

oh i soldi che richiedevano per pagare le traduzioni glieli hanno dati, probabilmente hanno sbagliato i conti loro, non saprei

Se lo avevano promesso, chiedere un refound è legittimo

Totus Von Sciara, se chiedi il rimborso aggiornaci su tempi e procedure. Sono curioso di sapere come fanno.

Valuterò e vi faccio sapere. La cosa più vergognosa è che nella campagna kickstarter non dicono nulla, ne hanno mandato un messaggio, un post… Niente.

Dicono chiaramente che hanno sottovalutato il costo di traduzione causa mole di testo.
Peccato che lo hanno messo nelle promesse iniziali, non negli obiettivi successivi.
Io opterei per rimborso.

Cioè boh, io ho donato 65 $ per avere la versione boxata e per loro valgono quanto il piscio…

Io non mi fido MAI di kickstarter. I soldi se li vogliono li avranno a gioco terminato.

Ho mandato una mail al support per avere info, vediamo che mi dicono.

La risposta:

Hi Salvatore,

When we initially set out to create Torment, the planned size, and thus word count of the game, was significantly smaller. Torment in its final form grew to a much bigger, deeper RPG, and has over 1.2 million words. We are very proud of what the game has become.

However, later in development, it became clear the costs for Italian localization would be in the hundreds of thousands of dollars, and our stats and sales of prior RPGs showed the number of Italian backers and sales we could look forward to were too low to support those efforts. Rather than attempt a low-quality localization that would not do justice to the game or satisfy our fans, we ultimately made the difficult decision to not do an Italian version.

We certainly understand that some Italian users backed the game with the hopes of playing that localized version of the game, so we’re offering refunds to those Italian users who request it. To do that, we’d need to know your backer account email address, as well as your PayPal email account email. We’d have to send the refund as a regular transaction to your PayPal account, plus update your Torment backer account on our end. Thanks!

Dai, bravi. Non vogliono spendere CENTINAIA DI MIGLIAIA di euri per 5 bravi italiani e preferiscono ridargli i loro soldi.

Come non capirli?

Quando faranno una mod per crackare qualcosa o un tutorial per rubare qualcos’altro la localizzazione in italiano sarà la prima, vedrete. 😀👍

No ma capisco la loro risposta e le loro motivazioni, però non essendo di primo pelo, sono cose che sappiamo persino noi, ci facevano una figura migliore a non proporlo sin dall’inizio. Personalmente a me fottesega, io ci gioco in inglese eh.

era meglio se ti davano il tool di traduzione e bon, tanto qualche volonteroso che l’avrebbe fatta amatoriale lo trovavano

Un milione e passa di parole XD

Per me l’avrebbero fatta sicuro al 100% se il gioco merita.

La stanno gestendo nel modo migliore possibile, ammettendo l’errore e concedendo il refund.

Meglio che il gioco esca ma con solo l’inglese piuttosto che non uscire proprio, o no?

Comunque la verità è che perderanno molti meno soldi con i refund di quanti ne avrebbero persi pagando per la traduzione.

Qualcuno si arrabbierà, ma tra due anni se ne saranno già dimenticati tutti 🙂

Si arrabbieranno soprattutto quelli che volevano scaricarlo warez 😀

Infatti il problema è che tra loro annoveriamo almeno il 90% dei giocatori italiani del gioco…

Mah… perdonatemi ma è un problema di immagine. Se faranno nuovamente una campagna KS non penso darò più i soldi. Io non sono nessuno ovviamente 😀

Sei semplicemente in minoranza. Not your fault. 🙂

Potevano tenersi i soldi e non dire nulla fino al lancio, non lo hanno fatto

Maturità

Direi che hanno avuto il minimo di sale in zucca necessario a ricordarsi di respirare.
Altrimenti sarebbero stati disonesti.

Ma “maturità” lo si accetta se riferito a sbarbatelli che hanno cominciato ieri a sviluppare e produrre, non a uno che sono 30 anni che fa sto mestiere e che oggi vorrebbe farci credere che ha scoperto da poco il magico mondo dei costi di localizzazione. Boh.

Dopo le gestioni leggermente problematiche di Mighty 9 e di Tim Schaffer, e molti altri kickstarter dubbi gestiti (anche) da professionisti del settore, mi sento di dire che “maturità” è un termine applicabile.

Lo so che significa abbassare l’asticella, ma lo hanno fatto loro per primi.

Btw: essere professionisti non implica necessariamente essere professionali

Carmelo Baldino mi piace perchè la fate sempre semplice, come del resto tutti quelli che parlano di sviluppo in generale. non è che glieli devi dire tu i costi di loc a Fargo ma alcune cose per quanto puoi pianificarle, non sono matematiche. e 10, 20, 30, 50 anni di release non cambiano niente 😀

Alberto qua non si sta semplificando niente, si sta solo analizzando quello che ci mostrano da 3 anni. Presumo tu abbia seguito i vari update del progetto e che sappia come non sia andato proprio tutto per il verso giusto.
I campanelli di allarme sono stati diversi, questo è solo l’ultimo di una serie di segnali che legittimamente fanno mettere in dubbio la capacità di tenere sotto controllo la situazione da parte di Fargo. Fargo, quello del “scegliamo kickstarter per gestire meglio il tutto, senza rotture di cazzo dei publisher cattivi”, per capirci.
Nel mentre ci sono stati:
1) 4 rinvii della deadline (aumento dei costi imprevisto?)
2) l’aggiunta dei porting su console (che poi mi devono spiegare quale sia il target per questo tipo di RPG su console, ma vabè)
3) l’entrata in gioco di un publisher (Techland, perché ormai è abbastanza chiaro che il mantra “usiamo il crowdfunding pe fa la RIVOLUZIONEH INDIE BLA BLA” serve solo in campagna elettorale)
4) l’apertura di un loro nuovo studio a New Orleans (altri costi?)
5) il cambio del Project Director (che se n’è andato senza dare spiegazioni) con timone in mano allo stesso che ha diretto quel mezzo colabrodo di bug che era Wasteland 2 Enhanced Edition (quindi molto poco incoraggiante)
6) il passaggio da 500k parole a oltre un milione abbondante (raddoppio del contenuto non previsto?)
7) vari problemi con la marea di roba prevista nella Collector’s Edition (di cui una dovrebbe arrivarmi, spero)
8) il taglio di alcuni compagni (da 9 previsti a 6) e aree di gioco precedentemente previste (una delle quali dovrebbe far parte di uno stretch goals —> DLC?)
Ora dimmi, sono così ingiustificate le mie preoccupazioni sul polso di Fargo? Infondo gli ho solo dato 150 cartelle per W2 e altre 200 per Torment. Magari è poco, boh, forse per guadagnare il diritto di dubitare devo donarne 10k e andare a cena con il team? Po’ esse eh. 😀

Off topic: Carmelo, consigli la versione base alla enhanced ?

La versione base dovrebbe aggiornarsi automaticamente alla EE ormai, mi pare che le unificarono. Io ho finito e giocato a fondo solo la base, la EE/Director’s Cut la provai giusto per vedere le novità e accorgermi che l’aver messo pesantemente mano al codice aveva creato nuovi bug. Ora spero che li abbiano risolti.

Grazie Carmelo per il recap.
Io non ho seguito il progetto ma la questione della loc tagliata mi dava l’idea di un progetto gestito un po’ così così. E invece per Alberto era anzi un segno del contrario.
E invece…

E poi con sta storia che l’imprevedibilità dello sviluppo di un videogioco giustifica qualsiasi (brutta) cosa avete anche un po’ rotto il cazzo.

Andrea ‘sta storia è però quella che contraddistingue questo settore da tutti gli altri. non è il cinema, non è la musica, non è altro. uno ha il sacrosanto diritto di rompersi i coglioni per ciò che vuole ma discutere dinamiche tipo “come è andata” non è semplicemente fattibile, senza conoscere cosa c’è dietro. e una volta che c’è un refund, come in questo caso, pure rompersi il cazzo è relativo 😀

Carmelo secondo me no, non sono giustificabili. Quello che hai scritto è il sunto perfetto di 1000 cose che possono accadere e la famosa “libertà” (che da una parte è una stronzata ovviamente e dall’altra no) ha portato a far uscire un gioco grosso il doppio rispetto al preventivato. Se non si entra nell’ottica che le cose crowfunded sono costantemente in progress e non incatenate a un contratto (e quindi a completa discrezione di chi le fa) non se ne esce. Il problema sarebbe stato 4 rinvii, gioco di merda e 1/3 delle feature. Non 4 rinvii, più roba e un gioco della madonna (al netto dei chars tagliati, dell’italiano, etc)

Sono abbastanza sicuro che esistano anche altri settori con un alto tasso di imprevedibilità. La microneurochirurgia, magari.

Un professionista (che vuole comportarsi in modo professionale) ne prende atto e, contando su 30 anni di carriera, cerca di inquadrare bene le cose e farle filare nel miglior modo possibile. Se qualcosa va storto ok, ne prendiamo atto, ma cominciamo anche a dire che ognuno deve riconoscere le proprie responsabilità. Non si può scaricare tutto sulla brutta e cattiva imprevedibilità.

Te poi sei il primo a dire che anche lo studio indie da cameretta deve organizzarsi nel modo più professionale possibile, sennò i progetti deragliano.

infatti le ha fatte nel miglior modo possibile. hanno preso 4 pere, aperto uno studio nuovo, ingrandito il gioco, aggiunto le versioni console. questo semplificando senza tenere conto che non funziona come nei film “3 anni dopo” ed è tutto sistemato. c’è lavoro e pianificazione dietro, soldi, rotture di minchia. in tutto questo, a un certo punto, in funzione di tutto il resto “oh, non riusciamo a fare l’italiano”. un colossale STICAZZI e la probabile consapevolezza che qualche italiano resterà male e parlerà di “responsabilità e professionalità”. Seguita da un altro fragoroso STICAZZI anche perchè comunque chi vuole ha il refund e come stanno le cose, il mondo reale, dice che il gioco è uscito, c’è uno studio in più e tutto è andato a posto. La “responsabilità” non è la singola feature del gioco X. E’ una roba un filo più complessa anche solo da immaginare. Su una scala diversa (ma esperienza direttissima): è come il collaboratore che pensa che il gioco su cui lavora è il suo. O che pensa di poter “capire” cosa serve per farlo funzionare, un gioco. Che farli è sempre l’ultimo dei problemi, se non si fosse capito 🙂

Ok, dai, mi hai convinto. Premio per miglior progettualità a in Inxile per Torment.

progettualità NON E’ il gioco. Progettualità E’ il gioco INCASTRATO con altre 200 cose che si ignorano 🙂

Io sto discutendo della progettualità, poi il gioco può pure essere il migliore di sempre (ma magari aspettiamo che esca).

The Withness per dire, è sicuramente un gran gioco, ma non prenderei il suo sviluppo come mantra dell’industry.

“progettualità” inteso come tutto il processo di sviluppo del gioco.

Andrea io pure sto discutendo della progettualità. e “il processo di sviluppo del gioco” NON E’ solo il processo di sviluppo del gioco 🙂

Va be’ dai, siamo alla supercazzola e il gioco delle tre carte.

Chiamalo come vuoi, penso che ci siamo capiti.

Stai elogiando come ottimo progetto un gioco che esce 3 anni dopo quanto previsto inizialmente. Ora lo dico a Mattia.

Andrea Vena non è supercazzola. fai videogiochi? hai un’azienda? A prescindere: KS non è un contratto quindi, quanto previsto, può tranquillamente essere differente da quanto promesso, a un certo momento, per una serie di motivi che non sono necessariamente GOMBLOTTO. Mattia aveva un gioco pronto, nessun contratto da rispettare e nessuno che lo prendeva a calci per uscire 🙂

Eccallà, me l’aspettavo molto prima questo intervento. Agli studenti le spieghi così le cose?

Per me un professionista che vuole definirsi tale mantiene le promesse fatte, che siano esse su un contratto legale o su una pagina KS.
Per te è evidentemente no perchè l’unica cosa che conta è far fruttare il più possibile le parole e i soldi ottenuti. A sto punto anche scappare coi soldi è simbolo di ottimo svulippo, tanto mica su KS c’è scritto che non si può fare.

E, di nuovo, gomblotto proprio no, non l’ho mai detto nè pensato. E’ semplicemente un comportamento poco professionale, dovuto probabilmente alla diffusa cazzaraggine che trova giustificazione (da paraculi) nell’imprevedibilità di cui sopra.

si, agli studenti le spiego così. e dopo una mezza simulazione di cosa avviene in 12 mesi di lavoro per fare un giochino del cacchio in maniera “professionale” 3/4 si prendono male. Ovviamente “scappare con i soldi” è una stronzata che lascia il tempo che trova, presupponendo di partenza che Fargo fa i suoi conti per inculare te, alzandosi una mattina. Il refund, ripeto, cancella ogni tipo di discussione già di suo se il problema resta “la feature mancante”. Il resto sono parole al vento 🙂

Il problema è il comportamento poco professionale di una azienda che sta nel settore da 30 anni e a cui sono stati affidati 5 milioni di dollari sulla fiducia. Tu tutto questo non lo vedi perchè dici che è così per tutti.

Bene allora, tutti sono poco professionali.

Andrea guarda, ti sei risposto da solo: chi è poco professionale non sta in un settore 30 anni (ma neanche 2). non delivera. non gli danno 5 milioni di dollari. etc etc. Fatti, non pugnette. Che poi ‘sto cazzo di italiano potevano dire prima che mancava, per carità. Ma partire da questo per fare l’analisi del business e della progettualità di inXile e di come funzionano le persone, lo sviluppo e il cosmo fa ridere un casino. Ma non voglio convincerti del contrario eh 🙂

“Che poi ‘sto cazzo di italiano potevano dire prima che mancava, per carità”
Questo volevo sentire.

Potevi dirlo ieri e avremmo fatto 4 ore di lavoro in più per le nostre rispettive aziende :*

Andrea questo non era mai stato in discussione. ma “mancare di professionalità” e “progettualità” sono robe che non c’entrano una mazza 🙂

Hai ben capito cosa intendo, non buttarla sulla semantica.

ho capito che ti rode il culo a ragione perchè manca l’italiano. la cura è il refund. parlare di mancanza di professionalità non c’entra niente (o il refund, per dire, col cacchio). le parole sono importanti 😀

4 ore perse e non hai capito proprio un gran cazzo. Bene così.

Ma io critico a prescindere chi urla al gomblotto perché di base è quasi sempre una stronzata, così come critico chi boicotta senza capire che un boicottaggio ha senso solo se colpisce seriamente il portafoglio (altrimenti è come illudersi di punire qualcuno togliendogli lo 0,0001% degli incassi, praticamente spiccioli). Della localizzazione in se manco mi interessa più di tanto (gioco in eng) e non ho alcun problema a pensare che nonostante tutto possa uscirne fuori un capolavoro degno del padre spirituale (altrimenti colcazzo che avrei backerato tutti quei soldi). Però è la tempistica che resta opinabile ed è comunque un ulteriore segnale non positivo secondo me, oltre che l’ennesima conferma che l’indipendenza è molto relativa.
Non mi fa certo piacere constatare tutto ciò a fronte dell’investimento che ho dato sulla fiducia. Fiducia. La keyword magica è quella se si parla di crowdfunding, insieme a “trasparenza”. Bisogna saperle gestire ste due cose se vai a chiedere soldi in un contesto che fa leva sulla retorica del “insieme possiamo fare quello che i cattivi publisher ci hanno impedito di fare!”. Fargo non lo sta facendo granché bene se arriva ad avvisare un mese prima dalla release che mancano determinate robe promesse 3 anni fa. Proprio ieri sono saltati fuori gli achievements del gioco e si sta cercando di capire quanta roba abbiamo realmente tagliato via dal progetto (roba promessa sempre da loro, non pretesa dai backers). Se salta fuori qualcosa io non mi stupirei di ulteriori polemiche, perché sono frutto della retorica di cui sopra (e Fargo ci ha marciato su sta cosa, facendo pure dei video in cui percula i publisher moderni).

Andrea so’ punti di vista. quelle robe lì le hai scritte te. se scrivi una cosa e ne intendi altre 10, stiamo da capo :*

Mi appello a Carmelo, il commento precedente riassume il mio pensiero in poche belle parole.

Se poi non ci arrivi sticazzi ^^

Andrea non mi trattare male sennò poi ti mando a fanculo, arriva Marco Calcaterra e dice che sono io che dico le parolacce e attacco la gente <3

Ma mandamici pure, quello ok. Ma asserire che dico e penso cose che non dico e non penso, anche no.

E poi siamo su FP quindi nessuno ti rimprovera.

Cazzo è vero, ho sbagliato gruppo 😀 Comunque hai evidentemente ragione tu. Non hai parlato di professionalità etc.

Ok, mi arrendo, mi hai colto in fallo. Dichiaro sconfitta su tutto il fronte.

Andrea Vena Bene, denota evidentemente professionalità la tua resa!

Guarda Alberto, le cose serie si sono dette, le cose stupide anche. A ognuno il suo.

Ti reputo abbastanza intelligente da credere che tu abbia capito il mio discorso, anche andando oltre i difetti di semantica che mi attribuisci.

Io (come tanti altri) rimango convinto di ciò che ho detto, tu (ed altrettanti) idem.

L’unica cosa che mi fa dubitare della mia posizione è che Fabio Cristi la pensa come me.

Battuta anche sprecata perchè è uscito dal gruppo 🙁

Andrea guarda che sul tempismo la pensano tutti uguale (compresi io, te, Cristi). E’ il parlare di pianificazione/management/professionalità che non c’entra un cazzo. Questo “errore” poteva essere gestito in maniera completamente non professionale, per esempio. E non mi pare questo il caso. Per il resto, come dicevo, più in generale: se uno sta in piedi 30 anni e sulla fiducia prende 4 milioni di Euro, l’ultimo dei discorsi da fare è proprio sul concetto di credibilità credo. Alla fine contano sempre le cose che si fanno. E Fargo fino a prova contraria le cose le sa fare, al netto degli incidenti che capitano (sempre) nonostante la buona pianificazione e i processi. E più il progetto è grande, più il rischio è alto. Facile facile 🙂

https://www.facebook.com/471642029624724/photos/a.472086282913632.1073741828.471642029624724/1104126586376262/?type=3

Comments are closed.