Allora la premessa (che spiega pure Breaking Italy nel suo ultimo video: http://bit.ly/2pHUtlF) è che dopo diversi “scandali” di video “controversi” su YouTube che venivano affiancati da pubblicità di grandi marchi come Coca Cola e company, suddetti grandi marchi hanno ritirato ogni sponsorship da YouTube.
Per recuperare i buoi già usciti dalla stalla, YouTube ha cominciato a offrire ai suddetti sponsor la possibilità di apparire solo di fianco a video “family friendly”, e ovviamente quali video siano family friendly e quali no lo decide un algoritmo di YouTube che flagga automaticamente i video con contenuti ritenuti controversi (con conseguenti falsi positivi e negativi, come in ogni sistema di questo tipo).
Tra l’allontanamento dei grandi sponsor e questa novità dei video family friendly (e per non essere family friendly basta anche ad esempio fare un notiziario che parli di guerre e simili) gli youtuber hanno visto calare di moltissimo i loro introiti, nel suddetto video di Breaking Italy si parla addirittura del 70%.
Una cosa a cui non avevo pensato (e che questo articolo di #TAGLIAFERRI.IT mette in evidenza) è che ‘sta cosa del family friendly è un grossissimo cazzo in culo per i let’s player, dato che la maggior parte dei videogiochi ruotano attorno a morti e uccisioni, compreso l’atteso nuovo CoD, che ovviamente i let’s player erano tutti lì con la bava alla bocca per farci video a manetta.
Chi non è family friendly può avere, di fatto, solo pubblicità di seconda fascia e che pagano di meno, se non vedersi il proprio video proprio completamente demonetizzato in caso i contenuti siano ritenuti troppo controversi (onestamente non so quale sia di preciso la soglia tra family friendly / non family friendly / demonetizzato, se qualcuno ne sa di più fate un fischio).
Potenzialmente sarà una svolta epocale per YouTube, che potrebbe vedere un sacco di canali (di videogiochi ma non solo) cadere come mosche a fronte delle nuove richieste per monetizzare (e con la monetizzazione che comunque non è detto torni più ai livelli precedenti).
Personalmente continuo a credere che tutte ‘ste rogne di YouTube siano frutto di un piano premeditato per affossare la piattaforma e spingere l’utenza verso piattaforme concorrenti (la prima che mi viene in mente è Twitch, ma anche Facebook sta carezzando da tempo l’idea di aprire alla monetizzazione dei video).
Del resto a partire dal Wall Street Journal in poi pare che si siano tutti svegliati all’improvviso accorgendosi che YouTube è piena di video di merda. E se ne stanno accorgendo proprio ora che Twitch e Facebook stanno spingendo per allargare la propria influenza (Twitch aprendo la monetizzazione a più persone, e Facebook con l’intenzione di introdurla ex-novo, come detto sopra).
Il tempismo è sospetto!
Fuga degli inserzionisti da YouTube, youtuber in crisi: non possono fare soldi con giochi come Call of Duty: WWII
multiplayer.it
Molti inserzionisti non vogliono i loro marchi associati a videogiochi violenti e contenuti controversi. Da marzo gli youtuber hanno visto diminuire notevolmente le loro entrate pubblicitarie. Il …
Stando ai tipi di player inside twitch non offre introiti migliori, al momento chi paga bene è solo yt
Awww che cosa tenera <3
https://www.recode.net/2017/4/26/15439238/google-q1-2017-earnings-preview
YouTube’s advertising problems won’t drag down Alphabet’s first-quarter earnings
www.recode.net
Alphabet reports numbers on Thursday.
Probabilmente dal punto di vista di Google non c’è stato niente di grave, ma per il singolo utente che campa sfruttando la sua piattaforma, e che è specializzato in certi ambiti, sì. Ci stanno rimettendo i pesci piccoli e posizionati nella parte sbagliata, e se questi non sono altro che una misera percentuale per Google sono sacrificabili.
Simone, ma che so sti link a casaccio? Le “sottolineature” danno l’impressione che certe frasi siano suffragate da dati di fatto, poi vai a cliccare e…
“Da marzo gli youtuber hanno visto diminuire notevolmente” -> link ad un articolo dove si parla del caso yooka-layle dove UNO studo ha bannato UN video per una questione specifica.
“c’è stata una vera e propria fuga degli inserzionisti dalla piattaforma” -> link ad un articolo dove si parla delle politiche di Nintendo riguardo ai suoi IP, nulla a che vedere con inserzionisti…
“articolo del Wall Street Journal che denunciò una pubblicità legata a un video con contenuti razzisti,” -> link a PewDiePie che nulla c’entra con WSJ e con le pubblicita’ dei video…
Insomma, sicuramente sai il tuo mestiere e c’avrai ragione a fare ste furbate, ma a me che sono un cacacazzo sembrano una merdata… Poi Bruno che e’ impressionabile ci crede… 😛 :*
mah l’articolo di recode che hai linkato è sicuramente interessante ma è furbetto pure lui, nel senso che dice (a meno che io non abbia capito male) che gli introiti di TUTTO alphabet non verranno intaccati dall’adpocalypse, che è un po’ diverso da ciò di cui si discute, ovvero che l’adpocalypse sta danneggiando youtube
considerando che come riportavo sopra gli youtuber stessi dicono che i ricavi degli ad sono calati drasticamente da qualche mese a questa parte, gli scenari possibili sono tre credo:
– youtube ha subito un duro colpo ma le altre entrate di alphabet compensano ampiamente, quindi a google nel suo complesso frega poco, anche se comunque fa scontare i mancati introiti agli youtuber
– youtube – non – ha subito un duro colpo ma google ha colto la palla al balzo per cominciare a fare piazza pulita di un po’ di “content creator” minori, dato che (come si ipotizzava mesi fa, quando cominciarono a esserci le prime avvisaglie di questa crisi) adesso sarebbe più interessata a portare sulla sua piattaforma i player della TV tradizionale e i loro programmi, più rivendibili agli sponsor
– youtube ha subito un duro colpo, ma comunque chissene perché, come sopra, l’obiettivo è di ciucciarsi la TV (un po’ come google s’è ciucciata l’editoria web, a ben pensarci)
No dice qualcosa in piu’, leggi bene…
– Despite the fact that big advertisers like AT&T, Verizon and L’Oreal pulled their ads after the controversy erupted, Google makes most of its ad money from small- to mid-size companies, the so-called longtail of advertising.
– Plus, the boycott was largely concentrated in the U.K.
– Ad spending that was canceled toward the end of the first quarter was actually mostly just postponed until Alphabet put in corrective measures, according to Goldman Sachs, whose analysts say long-term impact of the boycott is unlikely.
Ovviamente poi questo articolo e’ stato scritto prima della conferenza sui quarterly results, quindi si vedra’, ma e’ un esempio di come scrivere cose scritte bene, e con fonti un filo piu’ serie. Poi si vedra’ eh, ma e’ ben diverso dal titolare “youtube in crisi” e mettere (con rispetto ed amore) link alla cazzo in mezzo.
Il che per altro ci sta eh, e’ ovvio che una roba come recode faccia articoli piu’ attenti su una cosa del genere rispetto a tre righe scritte su multiplayer, ad ognuno il suo mestiere… A noi quello di leggere bene e documentarci 😀
infatti se leggi bene c’è scritto “youtubeR in crisi”, non “youtube in crisi”
al di là di quanto bene o male possa passarsela la piattaforma, la realtà di molti “creator” è quella di una crisi, a meno che non si siano messi tutti d’accordo di nascosto per dire “ahhh youtube non ci paga” e intanto continuano a fare i big money
è un po’ come per l’app store: a ogni keynote apple dice che ha pagato sempre più miliardi ai dev, ma poi nell’esperienza dello sviluppatore medio campare di app è sempre più difficile per tutta una serie di fattori
idem steam e gli sviluppatori che ci pubblicano sopra, kickstarter e la gente che cerca di kickstartarsi il gioco, etc etc
per cui se io dico che chi pubblica sulla piattaforma X è in crisi e tu mi dici che non è vero perché la piattaforma X non è in crisi, stiamo parlando di robe diverse sostanzialmente
Si e questo puo’ essere un ambito ragionevole. Anche se le due cose chiaramente in generale vanno insieme, la percentuale che YT paga per ad non e’ cambiata, quindi se YT fa un botto di ad revenue, -dei- youtuber ne godono…
Quello che puo’ essere successo, ma che e’ difficile da dire visto che non ci sono dati (e l’articolo non dice sostanzialmente nulla di fattuale al riguardo) e’ che chi fa video di giochi sia stato particolarmente penalizzato a vantaggio di altri…
Puo’ essere, ha senso, sarebbe bello avere dati.
Comunque la mia osservazione era un altra eh, e’ il fastidio di un articolo che fa link a casaccio e non riporta le dannate #fonti… Chiaramente e’ una tecnica, ma -a me- dispiace e tant’e’.
seguendo un po’ la scena di youtube se la sono presa in culo un sacco di youtuber, di tutti i tipi
come spiegavo nel post le maglie dei bot paiono essere abbastanza larghe sul concetto di “tema controverso” da accomunare chi fa lo scherzo epico finito male e chi magari fa un video chessò, sui problemi mentali, o di analisi sulla tal guerra scoppiata nella tal parte del mondo, e così via
in pratica le uniche robe “safe” sono quelle senza parolacce e senza temi controversi, quindi boh? bisognerebbe vedere come vanno i video dei gattini e quelli delle ricette di cucina
Si ma la distanza tra “boh” e qualcosa su cui discutere passa dai fatti, e per ora ce ne son pochini. Poi boh, forse e’ un complottone di twitch e del WSJ come dici tu (per altro non e’ la prima volta…), ma a me frega poco di youtube e degli youtubers, anzi, su quella roba sicuramente ne sai molto piu’ di me che ne so zero…
Quel che mi frega di piu’ e’ scrivere cose fondate e cosi’ che poi uno possa fare un discorso partendo da qualcosa di solido, il mio commento faceva un osservazione diversa.
beh, finché non hai i dati vai per ipotesi, non vedo che problema ci sia
e a volte come credo di aver già spiegato escono fuori dati presentati più o meno ad arte che ti fanno credere di avere in mano fatti che invece non hai
Parliamo e non ci capiamo. Allora, quel che ho contestato originariamente e’ l’idea di mettere dei link a delle frasi, che paiono essere fonti, ergo, dati, e poi vai a vedere e c’entrano come l’ananas sulla pizza. Punto
In secondo luogo, in assenza di gran dati, ti ho portato un esempio per dire, se vai a cercare un filo in giro magari qualcosina sulla dimensione del fenomeno si trova.
Ora, certamente non e’ una roba specifica sugli youtuber di videogame e let’s play, e su quello si puo’ parlare, ma ad esempio fare un minimo di lavoro guardando tra i soldi ti permette di eliminare (o per lo meno, rende meno probabile) teorie complottiste e ti da la dimensione comunque del problema globale…
E’ una base, meglio quello che parlare completamente per sentito dire, almeno capisci il quadro globale…
Che e’ meglio di niente, o no?
Angelo Pesce sì sì certo anzi grazie del link, quello che contestavo io era l’atteggiamento da “ahahah basta cazzate ecco il link mio che spiega tutto” 😉
Ah figurati, sono d’accordissimo, non era l’intento di dire che quel link spiega tutto, no. Per altro a me di sta roba frega niente quindi non so manco dirti, quel link l’ho messo perche’ seguo recode e avevo visto la notizia giorni fa. La mia era proprio una cosa generale, e senza nulla togliere ai siti di VG, ma chiaramente se vuoi vedere robe macroscopiche di soldi e’ meglio andare sui siti che parlano di soldi, c’e’ roba molto utile in giro
Angelo Pesce ok allora come non detto <3
Poi nello specifico anzi, avrai pure ragionissima a dire che la gente che fa video di VG ha avuto un danno, ha senso, intuitivamente. Per altro non so in quanta parte YT ha cambiato algoritmicamente, e quanto ha invece usato censori in carne ed ossa. FB recentemente ha dichiarato di aver preso 3000 nuovi addetti per filtrare merda. Poi boh, tutte queste piattaforme modificano i loro sistemi continuamente, probabile che sia un periodo di assestamento
Angelo Pesce mah anche per esperienze personali (ho fatto un lavoro simile anni fa) credo che l’intervento umano “diretto” sia limitato a casi particolari, la maggior parte delle assunzioni “umane” sono indiani o equivalenti che valutano dei set (di dati, di video, etc) e le cui valutazioni servono poi a calibrare gli algoritmi del caso
Si, sicuramente gli umani servono per calibrare
Angelo, te lo spiego in due parole: i link li chiede Google per l’indicizzazione. Se hai articoli da linkare collegati a quello che hai scritto è bene, sennò metti roba tangenziale che tanto non puoi non metterli. Se capì? 😀
Simone eh, non sono un esperto ma l’avevo intuito, diciamo 🙂 Infatti ho premesso che so uno cacacazzi io, che mi sta sul cazzo vedere roba senza le #fonti
Bottom line, raga’, se volete guardate ai soldi, andate a guardare i siti che parlano di soldi, non la roba di siti di videogiochi… Recode e’ molto buono
mah io come già detto tendo a non fidarmi di questi siti, anche perché, come ho spiegato nell’altra risposta, quel post che hai linkato è solo tangenzialmente relativo alla questione di cui si parlava
è un po’ tipo “c’è la crisi” “ma no i ristoranti sono pieni”, e poi probabilmente un sito come recode ha anche un target diverso (immagino azionisti e wannabe tali)
comunque me lo metto tra i feed rss e vedo un po’ che ne esce
Ho risposto alla tua risposta mostrando che non e’ proprio tanto tangenziale. Cio’ detto… nessuno si deve fidare o non fidare, la cosa bella e’ che un sito fatto bene porta numeri e ha link a fonti e verifichi e ti fai un idea… Se no andiamo tutti su videogiocandoconbeppegrillo.it e amen 😛
sì certo, ma ciò non toglie che un sito possa comunque presentarti le news in modo tale da girartele in un modo o nell’altro, con tutto che linka fonti e fatti
Certamente si, ma e’ meglio di un calcio nelle palle, o no? Comunque e’ -un esempio-, non sto dicendo che sia la bibbia, se poi t’interessa molto il fenomeno (che a me frega esattamente zero), usi google e vai a cercare altro, sicuramente ci sara’ in giro roba interessante…
A me linka a un articolo di tagliaferri pertinente
Intendevo I link dentro l’articolo
Ah, ecco! Mi pareva strano…
Onestly la vedo un po’ astrusa l’idea che dietro ci sia un gomblotto ai danni di google, anche perchè youtube che taglia i profitti agli youtuber è cosa che han deciso da soli, anche perdendo introiti da grandi compagnie, se questo avesse potuto compromettere la piattaforma avrebbero sicuramente trovato un sistema che non coinvolgesse gli youtuber. Evidentemente si sentono abbastanza sicuri che la loro piattaforma rimane e rimarrà ancora a lungo senza concorrenti reali e fanno quello che han sempre fatto….il caaaazzz che gli pare 🙂
riguardo al presunto complotto, ricordiamo che facebook sta ancora più nella merda al momento, con la storia dei facebook live usati per stupri o omicidi.
Attendiamo un caso simile per YouTube…ha la live anche lui è prima o poi un idiota spunta sicuro!😀
Let’s player di Candy crush in ascesa quindi ?
Il crollo è tutta colpa di Simone che ha smesso di seguire YT 😝
Cristo no, vi immaginate Cicciogamer che ci narra il dramma di doversi cercare un lavoro?
beh in realtà ciccio tra pokemon e giochi mobile credo che sia abbastanza al riparo
Uff, grazie.
io parlo da persona non-in-target e che è cresciuta giocando a videogiochi senza let’s play, senza youtube, con i trucchi da scoprire sulle riviste dopo 6 mesi. non ho mai compreso bene questi let’s play, non ne comprendo il significato ma comprendo che in linea generale danneggiano lievemente l’industria dei videogiochi, perchè come detto spesso uno si può vedere un let’s play e non giocare più il gioco (che poi è come guardare un porno senza nemmeno toccarsi, e poi dire che si è scopato). li ho visti come una sorta di bolla… e se adesso la bolla scoppia, non penso che nessuno ne morirà. se lo youtuber è bravo troverà altri tipi di video da fare, se lo youtuber faceva soldi solo perchè era bravo a giocare a videogiochi… vabbè si troverà un lavoro.
detto questo, allontanandoci dagli youtuber di videogiochi, chiaro che un algoritmo che decide cosa è family friendly o no, pone un problema di libertà di informazione, se uno campava con reportage di guerra. ma magari anche youtube può avere sale in zucca e trovare l’algoritmo che l’informazione la include fra gli sponsor “alti”. e in ogni caso, è sempre il discorso del monopolio di cui spesso parlava davide. ora hai un monopolista che decide a chi dare i soldi…
La libertà d’informazione non è il diritto agli sponsor. Non è che se faccio per dire una rivista cartacea e per una qualsivoglia ragione non ho inserzioni da certe società posso dire che ledono la libertà d’informazione… o no? 🙂
Vedremo come andrà a finire, YouTube è comunque il secondo motore di ricerca, se vuoi cercare un video lo cerchi li. Facebook spero organizzi bene la fruizione dei video, perché se fa schifo come il suggerimento dei contenuti in bacheca credo abbia già perso in partenza 😀 gli utenti in genere sono abitudinari, molti si sono spostati su Twitch perché nasceva per le live, una main feat che gli ha permesso di prendere piede. Spero solo YT trovi nuovi sponsor perché non ne posso pi di ascoltare sempre quello di WIX 🙁