Un gameplay di Cuphead riapre la discussione su quanto i giornalisti videoludici debbano saper giocare…

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Forse l’avrete già letto in giro: un giornalista di GamesBeat ha provato Cuphead alla Gamescom e, come già successo in passato con DOOM giocato da Polygon (http://bit.ly/2gJrcl5), il risultato è stato imbarazzante, col tizio che per lunghissimi e tediosissimi minuti non riusciva a fare un semplice salto nel tutorial.

Questo episodio ha scatenato per l’ennesima volta il dibattito sui giornalisti videoludici che sono pippe ai videogiochi (http://bit.ly/2wIiYD5).

Voi che ne pensate? Bisognerebbe far provare i videogiochi solo da chi è in grado di giocarli, o anche il parere degli impediti conta, in quanto possibile target di riferimento, specie ora che il mercato videoludico si è così allargato?

Dean Takahashi of GamesBeat has a moment of shame as he fails to pass a level in Cuphead, but his co-worker Jeff Grubb wants you to know that he got 14 kills…

Allora, ho appena visto l’irritantissimo video in questione.
Nel caso in esame non si può parlare dell’essere semplicemente impediti, ma di vero e proprio ritardo mentale (2 minuti per fare 1+1, jump+dash, pur avendo le istruzioni SCRITTE IN GRANDE) e anche fisico (pure quando capisce cosa fare gli manca la coordinazione per farlo).
Io non dico che per scrivere di videogiochi sia necessario essere dei campioni, dopotutto ognuno ha delle categorie in cui fa pena, ma credo che sia almeno necessario essere in grado di inquadrare le meccaniche del gioco stesso e, soprattutto, avere la voglia e la prontezza di sperimentare cosa possa o non possa fare il personaggio su schermo.
Questo tizio avrebbe perso un mese nell’intro-stage di Megaman X in cui il gioco non ti spiega nulla via tutorials, ma solo attraverso il provare da te (vedere il video Sequelitis di Egoraptor in merito).
Considerando poi come Cuphead sia un normalissimo platform e come non abbia meccaniche particolarmente diverse dagli altri, viene da pensare che la persona in questione non ne abbia giocati granché (se non mai).
Se poi consideriamo che per scrivere di un gioco sia necessario finirlo o quantomeno arrivare in uno stadio avanzato dello stesso (quindi ALMENO superare il fottuto tutorial) viene da sé che tutto questo non vada affatto bene.

Ma è tristissimo l’ho visto l’altro giorno ci mette 10 minuti solo per superare il tutorial.

Dovete anche considerare che magari è un super appassionato di altri generi, ma quando va in fiera è costretto a provare un po’ tutto per dare copertura

Ok che magari è appassionato di fps o altro, ma cacchio, vedi le prime 2 volte che facendo il salto normale non superi il muro e ci continui a provare altre 30? Qui è proprio mancanza di logica.
E credo che qualsiasi videogiocatore normale, anche appassionato di altri generi, possa superare quel punto, in cui è pure spiegato cosa fare.
La questione è che questo scrive per una testata di videogiochi.

la mia era un’ipotesi scolastica 😀

Oppure è uno semplicemente lento, che però i giochi li finisce lo stesso, magari con i suoi tempi.

eh no a quanto pare è proprio un impedito, pure last day of june non l’ha finito perché s’è bloccato a un enigma

Bruno Barbera LOL

O magari a forza di rinfreschi, party, aperitivi era un po’ alticcio/fatto

po esse!

E la peppa!😳😳😳

Come dicevo altrove, così è come giocano il 70% dei giocatori che comprano 🙂

Quindi il tizio ha titolo per recensire il gioco: è ‘na bella sfida!😬

purtroppo hai ragione pure tu!

Il Luca il tizio è uno dei più bravi giornalisti americani su piazza, giusto per. e non è per niente un coglione, a prescindere da sto video

Alberto Belli ma si, infatti come ho scritto più giù, penso che dovremmo ritirare molte delle maledizioni mandategli.

Si ragazzi ma questo si è fermato due minuti perché non capiva che doveva fare salto+Dash.Se faccio provare una bambina di 9 anni ci mette un attimo a capirlo.E questo scrive di videogiochi.Siamo a livello di uno che lavora per Quattroruote che non sa ingranare la prima.Poi magari ti hanno dato da provare un Suv e tu sei abituato a recensire monovolume,ma Dio caro la prima la devi saper mettere.

Domanda idiota…ma il tipo ha effettivamente recensito il gioco o si è limitato a questo gameplay su YouTube?🤔

non sono ancora uscite recensioni,quindi sarà il provato.

Allora dovremmo ritirare un po’ di maledizioni che gli abbiamo mandato. Comunque non per fare il bastian contrario, sarà che forse anch’io avrei fatto la stessa performance ma la cosa lo rende ai miei occhi più interessante 😀 quando son difficili poi da più soddisfazione quando riesci a prenderci la mano😀

Ma ti parlo del tutorial con la roba che devi fare scritta sullo schermo!E lui passa due minuti buoni a fare lo stesso salto!Dai senza offendere nessuno ma siamo a livello di ritardo mentale

Che comunque può essere un metro. Una cosa che la cultura videoludica non considera è proprio quella del “ad uno che non ha mai giocato può piacere”? E’ per questo che i videogiochi sono stati letteralmente spazzati via dal casual gaming, anche se ci piace credere che siano i giochi hardcore a fatturare più di cinema e musica insieme.

Ma è hardcore premere due tasti uno dopo l’altro con lo schermo che ti dice di prendere due tasti uno dopo l’altro?

Per la maggioranza dei giocatori si. Ed è per quello che l’utenza tradizionale stagna e chi prova strade nuove (e con una interfaccia più semplice) rotola nei soldi.

Ma non è vero, altrimenti negli anni ’80 nessuno sarebbe andato oltre la prima schermata di qualsiasi gioco. Cazzarola, da BAMBINI si giocava a giochi molto più complessi di così, e di certo non eravamo hardcore gamer.
La maggioranza dei giocatori un cavolo, si vedono bimbi di 10 anni col tablet più bravi.

Mi pare di aver scritto che i ritardati hanno trovato terreno fertile nel casual gaming ed è proprio per quello che da una nicchia siamo passati ad un’industria seria. Poi se ci piace credere che sia tutto merito di dinamiche vecchie di 20 anni per pochi eletti ok ma posso assicurarti che le telemetrie dei vari servizi di Digital delivery dimostrano incontrovertibilmente che c’è un sacco di gente che non riesce a fare quelle cose. Se così non fosse le sale giochi sarebbero al posto dei cinema e i numeri dei servizi dedicati agli hardcore gamer sarebbero quelli di Google play, iTunes e Facebook.

Dovevate vedere me alla prova di F1 2017, con tanto di volante e ammennicoli vari. Parevo Schumi, ma quello di oggi

Rido da 10 minuti xD

Mi sono informato meglio: Dean Takahashi si occupa più del business intorno al mondo dei videogiochi che di videogiochi in senso specialistico (recensioni, anteprime ecc). Oltretutto scrive pure bene. Guardate l’elenco dei suoi articoli e vedrete che di recensioni in senso stretto non ce ne sono https://venturebeat.com/author/dean-takahashi/, al massimo parla dei giochi contestualizzandoli nel sistema industriale videoludico. Insomma, si stanno scrivendo un sacco di cazzate sull’argomento 😀

Dean Takahashi

venturebeat.com
Dean Takahashi is lead writer for GamesBeat at VentureBeat. He has been a tech journalist for more than 25 years, and he has covered games for 18 years. He has been at VentureBeat since 2008. Prior to that, he wrote for the San Jose Mercury News, the Red Herring, the Wall Street Journal, the Los Ang…

eh vabbè allora togliamoci pure il piacere di divertirci alle spalle altrui!

Gamer che scrivono cazzate? Che strano.
E che non conoscono Dean Takahashi oltretutto. Bizzarro. Come quella volta qualche anno fa che han fatto un gran casino perché quel sito mai sentito che si chiamava tipo kamasutra ma non era porno scriveva cose antivideogiochi.

Come giocatore, fa cagare, come giornalista può anche essere Agnoli, per quel che mi riguarda. È come un inviato in Siria che non ha idea di come usare la strumentazione in possesso.

Eh vabbè, è un economista allora.

Ma non l’ha messo Matteo durante la live dell’ultima puntata?
Mi volevo cavare gli occhi in diretta 😀

A nessuno è venuto un dubbio sui controlli di Cuphead? No, perché, sapete com’è.

Solo perché è un cartone animato del ’40 che però deve essere un Mario e Luigi sei così malfidata?

Vedi? Nel ’40 non avevano i gamepad!

Ora che l’ha detto Monica mi posso aggregare nel pensare che un gioco così che ci mette anni ad essere presentato forse ma dico forse qualcosa che non va ce l’ha?

E’ un cartone moddato.
REMEMBER THESE WORDS.

Che abbia qualcosa che non va per me è pacifico. Ma al decimo tentativo che non ti esce un salto accendi il cervello.
Più che altro mi sembra un tutorial dei tasti fatto abbastanza col culo nei due passaggi finali.

Più che altro non pubblicarlo ecco 🙂

Più che altro sono cazzi amari. Speriamo di no che quei fessi si sono ipotecati la casa per finirlo.

Per me già se parti con un gioco così sfizioso graficamente per farci soli scontri con i boss non parti benissimo.
Immagino avessero limiti di budget

Certo che sì, infatti era un progettino piccolino.
Poi so arrivati I PRODUCERSSSSSSSS

Il dash è perlomeno posizionato male (il tasto è quello opposto al tasto di salto invece che a fianco o dorsale che usi un altro dito, su due piedi direi “bella merda”), per il resto sono uno specialista di questi errori basilari prima di finire un gioco a difficoltà massima e un po’ solidarizzo. Più che altro mi ha preso male il fatto che provi diverse volte a saltare in testa ai nemici, ma non avendo l’indignazione nel genoma, boh

Come giocatore è un senza mani, puro e semplice. Probabilmente a Contra non avrebbe fatto molto meglio. Può avere la più grande carriera giornalistica al mondo ma per me è come quelli che parlano di calcio senza aver mai dato un calcio ad un pallone. Come quando senti Piccinini, con il commentary domenicale di mio padre (che ha giocato a calcio fino a sfiorare la Reggiana) ma poi ha declinato, avendo nonne e zie a cui badare. “Questa gente non sa nulla di pallone, se lo vedesse lo mangerebbe” – andrebbe citato in dialetto, fa più effetto.

E no! Non puoi cavartela così a buon mercato!! Ora litighi col correttore automatico e ci scrivi la frase originale in dialetto!! 😀

“Mo lésa stér…sì védén un bàlon, al magnèn” (lascia stare se vedono un pallone lo mangiano)

Alla domanda

“Papà, secondo te se ne intende Crudeli/zoo domenicale del pallone/lunedi del pallone/Mughini e circo equestre con compagnia cantante e la Liotta?”” XD

Fantastico! Grande Aku! 😀

I messaggi di mio padre, in merito al calcio e alle sue prodezze giornalistiche, sono al centro di un gruppo di wazzup, quando gioca l’Italia. Lo registro e spedisco l’audio, intrattengono oltre 40 persone XD – bestemmie volano. Immagina con Israele.

Cmq, è saltato fuori che questo giornalista videoludico gioca da oltre 10 anni.
E che diede un voto scarso a Mass Effect definendo troppo difficili gli scontri a fuoco. Peccato che non aveva mai assegnato alcuna skill alla sua ciurma della Nomad – c’è proprio un problema alla base insomma, o non legge, o #escemo Maccio citaz.
È impopolare, ingiusto e forse persino esagerato, ma il mio verdetto su questa cosa è molto semplice: Se non sai giocare, non scrivi di videogiochi. Se non sai fare un salto dash, non ti metti a scrivere una recensione/analisi su un “run and Gun”. Se non riesci nemmeno a capire come funziona un tutorial, forse è meglio se lasci a qualche altro giocatore di Polygon, quel gioco o no?
Che scriva bene è imho ininfluente, poiché non conosce la materia o non è capace. In ogni caso la dimostrazione è quella del video. La completa impreparazione sotto ogni punto di vista e un notevole livello di “scarpaggine” – termine MAME Italiano della comunità dei picchiaduro old school, quando arriva una nuova faccia.

comunque rimane il fatto che lui non ha recensito il gioco 😬

E che comunque per recensire non è che bisogna essere il massimo del professionismo. Io pure non ho le mani ai picchiaduro (ma giocavo in ESL e Networkleague con Q3, UT, CS e CS:S) e pure la teoria e la tecnica (sia di sviluppo che ci esecuzione) mi ha sempre affascinato. Ho letto pure un sacco di libri sul tema e sono abbastanza esperto da capire cosa succede sullo schermo quando vedo un’incontro su un gioco sul quale sono preparato.

Ma hai l’onestà di ammetterlo.

A proposito del fare video e/o recensioni assurdamente negative pur di far parlare di sé

Giornalisti bravi e videogiocatori pessimi

it.videogamer.com
Le molteplici facce del critico videoludico moderno.

Ti odio😑…per avermi fatto leggere un articolo inutilmente lungo😑

Bel pezzo. Secondo me c’è una buona fetta di giocatori che non ha manico. Semplice. Cmq il giornalista è un senza mani.

Anche tu sei amico di Michele…ammettilo😬

A dirla tutta litighiamo (quasi) ad ogni scambio. Ciò non toglie che in primis credo abbia ragione. Il video allegato ovvero questo https://youtu.be/848Y1Uu5Htk è di un giocatore patetico, e voglio essere buono. Non prenderei mai una sua recensione sul serio a CupHead con quella performance merdosa.

Dean Takahashi of GamesBeat has a moment of shame as he fails to pass a level in Cuphead.

Dopo l’esplosione kimjunghiana del caso Takahaschi vs. Cup Head e la conseguente lecita domanda : “Può una stessa mano padroneggiare allo stesso tempo tanto la penna quanto un joypad??”; direttamente dalla pagina dell’interessato, un video che fa un po’di chiarezza!

Do we have to get good? GamesBeat Decides

venturebeat.com
The collection of gamers that compose YouTube and Reddit have turned their suspicious gaze upon GamesBeat, and we swear we didn’t mean to offend. On this week’s episode of the GamesBeat…

Qualcuno che l’ha ascoltato può fare un recap?

I videogiocatori sono dei coglioni.

Mi permetto di dissentire…i leoni da tastiera sono dei coglioni…e anche grandi..grandissimi!! 😀

Simone, per quello non serviva aprire questo link

Vi dirò, se il tizio fosse stato un recensore le critiche sarebbero state fondatissime

In estrema sintesi: lui si occupa principalmendel lato business del mondo dei videogiochi e, anche se ha fatto alcuni game play, era molto tempo che non maneggiava un platform e quando ha registrato quel video stava “riscoprendo” quel modo di usare i comandi e, come faremmo tutti noi effettivamente, provava e riprovava per impratichirsi e difatti nel video di 26 minuti andando avanti si vede che ci prende la mano. MA la vera questione é che lui era pienamente consapevole che il video sarebbe stato inutilizzabile come game play per recensire il gioco ma l’ha condiviso, spronato anche dal collega/amico, perché era divertente da vedere, insomma, in nessun modo quel video si sarebbe potuto usare per valutare o giudica il gioco ma solo come video divertente su un giocatore alle prese con un platform. Chiede anche scusa più volte per non essere riuscito a farlo capire che era solo per divertimento. Diciamo che voleva fare la battuta ma non ci é riuscito 😃

Ma, appunto, considerando i gamer e quello che fanno abitualmente e come pensano, non ci arrivavano lui e VentureBeat che era suicida anche solo accennare a una cosa del genere, figuriamoci pubblicare un’ora di video?

Monica Neddi effettivamente non è che si dovessero sforzare poi tanto le meningi per capire che era meglio non pubblicare quel video😀 comunque… anche quella alla fine è pubblicità.

Oh, sti giornalisti devono essere bravi a giocare. Mai uno che pretenda che ne sappiano qualcosa di videogiochi e che magari sappiano anche scrivere 😀

Chessò, avere una minima idea di come si sviluppano 😀

Io trovo particolarmente irritante chi sa scrivere bene MA non conosce bene quello di cui sta parlando.

E sia ben inteso, non ce l’ho con nessuno in particolare, ma a volte mi è capitato di leggere articoli scritti molto bene, ma con cantonate colossali, questo dico 😀

Fuori i nomi

Non è importante, davvero non era una frecciata a qualcuno.

Almeno i cognomi

Tagliaferri

(Sigismondo)

Diciamo che sarebbe bello conoscere entrambe le cose 😀

penso sia più importante che sappiano come si sviluppano/producano che siano bravi o no a giocare.

anche perchè Takahashi scrive di business, per dire. Ed è tipo una delle firme più cazzute in USA (oltre che super simpa)

Alberto Belli Mettere in discussione la carriera di Takahashi per un video in cui fa anche autoironia è proprio roba da internet dementi.

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