Caso PewDiePie vs. Campo Santo, il parere di Rami Ismail

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Anche l’amico Rami dice la sua sul caso Campo Santo vs. Vlambeer.

In un post piuttosto lucido mette in evidenza quello che tutti sanno, ma che nessuno vuole dire ad alta voce: gli youtuber non hanno nessun “diritto” a fare let’s play, i let’s play usano materiali coperti da copyright, e i detentori di copyright possono avvalersi del DMCA quando e come vogliono.

Alla fine è un’area grigia dove (a parte realtà come Nintendo) la regola generale è stata finora il lasseiz faire, dato che comunque in molti casi i developer profittano dalla pubblicità generata dai let’s player più famosi (e in alcuni casi pagano moneta sonante per vedere i propri giochi sui loro canali).

DMCA’d | Rami Ismail

ramiismail.com
There’s a few things that keep getting lost in the discussion around PewDiePie and Campo Santo’s DMCA. I just wanted to list them, instead of repeating myself over and over on Twitter.

Non credo che la questione della legalita’ dei let’s play sia mai stata davvero testata

Interessante! È un argomento complesso in effetti

Il materiale coperto da copyright può essere usato finché sta bene al detentore dei diritti. Se Il proprietario dice “a”, chiude tutto. Almeno con le leggi attuali. Ed è giusto così, sinceramente.

Ma non penso proprio, altrimenti le video-review o in generale le review dei giochi sarebbero tutte potenzialmente illegali…

Se il materiale viene montato, lavorato e tagliato, si può utilizzare. Se giochi tutto il gioco di seguito, puoi anche attaccarti al cazzo.

E anche con il montaggio, ogni paese pone dei limiti. In teoria non si possono far vedere più di “tot” minuti di seguito. E c’è un limite anche con il dovuto montaggio. Almeno in Italia.

Quindi non e’ cosi’ semplice come la metti giu’. Senza contare che appunto, paesi diversi hanno norme diverse, in USA ad esempio il “fair use” e’ piuttosto ampio, ma non esiste in europa

Non ho detto che è semplice. Ma i copyright esistono proprio per proteggere la proprietà intellettuale. I Let’s Play sono indifendibili, perché semplicemente mostrano TUTTO il gioco danneggiandone potenzialmente le vendite. Se ai detentori dei diritti va bene la visibilità è un altro discorso. Sono loro a decidere di non intervenire.

Non e’ cosi’. Non si sa ad esempio se i let’s play rientrano in USA nel fair use, e diversi paesi hanno diverse protezioni per i giornalisti/critici etc. Non sono indifendibili, solo che nessuno ha interesse per ora ad andare in tribunale a scoprirlo, da ambo le parti.

Inoltre dipende perfino da gioco a gioco. Ad esempio, e’ molto piu’ facile che un gioco creativo, come minecraft, possa essere protetto come performance rispetto ad un gioco lineare o fatto di cutscene. Come ho detto, non e’ semplice.

Poi in pratica oggi tramite la DMCA puoi fare takedown e amen.

Boh, secondo me non è giusto. Non è una copia del gioco che venga distribuita, è praticamente un’illustrazione gratis del prodotto.

Quindi si possono anche mostrare i film completi?

I film sono il prodotto

Si, esattamente uno dei punti che non e’ stato mai testato. Il giocare ad un gioco, da solo, e’ creativo “abbastanza” per far diventare il video un opera derivata? Nessuno lo sa, e’ inutile farsi esperti

Cioè, non è che contesti che il divieto ai Let’s Play sia coerente con le legislazioni vigenti sul copyright, magari lo è. Ma se è così mi pare che stiano mostrando la corda

Ma infatti nessuno e’ tanto fesso da tirare giu’ i let’s play in generale. Ah ok, vabbeh, tranne Nintendo. Ma questo e’ un altro discorso.

Il potenziale danno alle vendite è anche un potenziale beneficio, “ah, che fotta m’hai fatto venire, non ero sicuro ma lo compro” – potenziale per potenziale ci facciamo tutto. Nemmeno è giustificabile per il fatto che magari il prodotto è messo in cattiva luce, lo fa anche con una recensione negativa sulla stampa o su Amazon che non si possono vietare di certo

Il PS4 Share è un’infrazione del copyright legalizzata? Cioè

Di nuovo, l’opportunita’ e’ un discorso diverso dalla legalita’.

p.s. Sony ha la piattaforma e ci sono due opzioni. 1) che come youtube hanno creato un “safe harbour” o piu’ probabilmente 2) che se pubblichi da loro devi concedere i diritti della roba che va su ps4share. Semplice.

Come funziona PS4 Share?
Le sezioni che sono bloccate da screenshot e registrazioni (per esempio, l’ultimo capitolo degli Yakuza) possono essere shareate o sottostanno alle stesse restrizioni?

Se scatta il giro di vite twitch fa un capitombolo che lo sentiamo da qua

Laissez*

I cavilli legali non li conosco, ma nella prassi si applica sempre il DMCA. E il DMCA funziona come dice Filippo.

Dovrebbero avere un censor task Force come la Necrostorm….

Non capisco perché tutti la stanno spostando sul piano apocalittico della fine della critica e degli streaming.
Parlare di un gioco non potrà mai essere censurato, come si colleghi al fatturare ironizzando con insulti razzisti in parallelo alla riproduzione di un’opera dell’ingegno è la vera domanda di questi giorni.

Ironizzare con insulti razzisti è un po’ diverso da imprecare usando parole razziste mentre si gioca.

Nel primo caso immagino una roba tipo “questo gioco è stato proprio fatto da un / mi costringe a giocare nei panni di un NEKRØ, nel secondo… Semplicemnte non conta nulla a cosa sto giocando (potrebbe essere anche tressette o biliardino o calcetto), perché insulto un avversario, non il gioco.

Peggio ancora, non si lega in alcun modo alla qualità o alle caratteristiche del gioco.

Appunto.
Ci mettiamo a fare i concorsi di bellezza per decidere chi può giocare i nostri giochi?

Boh.

Concorsi di bellezza? Mica sono servizi, mica si sta impedendo ai bianchi di usare i mezzi di trasporto. Un creativo, che mette se stesso e le sue idee in ciò che fa, vuole solo impedire che si possa fraintendere il messaggio e l’idea dietro la creazione. È come se oggi Maometto potesse dire agli estremisti “che cazzo dite, imbecilli?”, e noi ci incazzassimo perché “eh ma poi ci censurate”.

Quindi il creativo di un gioco che uno ha giocato eoni fa decide che siccome quello dopo eoni (uno YoutuBBer ricordiamolo) bestemmia in video con un epiteto razzista mentre gioca un altro gioco…

Questo infanga il suo gioco.

È molto logico.

È una questione di etica e morale personale, ma di certo converrai con me che per uno statunitense, vedere associata la sua creazione a uno che offende utilizzando il termine nigga e che ironizza sulla morte a tutti gli ebrei, può essere una situazione in cui far valere i propri diritti?

Ma lui può tranquillamente creare il gioco è tenerlo per sé, farlo giocare solo a sua nonna o metterlo in open source, il gioco è suo.

Però la domanda resta: oggi si arrabbia per questo, domani si arrabbia… Perché quello scoreggia durante un hands-on.

E dopodomani? Magari perché quello dice: ah ma che gioco del cazzo. 🤗

A questo punto facessero tutti come Nintendo. Li voglio vedere… 🤗

In ambito deontologico e giuridico, non si agisce e legifera sulla base del “cosa succede dopo”, perché nessuno ha la sfera di cristallo. La staticità morale ed etica a causa delle paure del futuro è uno dei più grandi problemi che affligono il dibattito culturale moderno: oggi è successo questo, e di queste si deve discutere. Lo spauracchio del regno di ditattura di Campo Santo lasciamolo al futuro.

Grazie a ragionamenti del genere abbiamo avuto baffetti baffoni e gente a petto nudo che mieteva il grano 😂😂😂

“LASCIAMOLI LAVORARE, VOGLIONO SOLO LEGGE ORDINE E PULIZIA”

😃👍👍👍👍👍👍👍

Se vuoi paragonare i primi raduni dei nazisti o di charlottesville alle dichiarazioni di Campo Santo, fai pure.

La censura ha una faccia sola.
Il mercato decide da sé cosa è brutto e cosa no.

Il mercato non ha etica.

E ancora una volta, magari senza chiedermi soldi 🤣 spiegami come imponi l’etica al mercato se ti va, perché ad oggi non mi pare che ci sia riuscito qualcuno.

Non capisco perché le alternative siano un far west morale o una soluzione matematica che risolve tutto in maniera empirica. Ma vie di mezzo? No?

Perché la prima è un’espressione sincera del mezzo, che nel momento in cui viene “NORMALIZZATO” praticamente perde ogni senso di esistere.

La seconda purtroppo è tutto tranne che matematica… Perché se fosse matematica l’avrebbero già applicata.

Invece questa è scienza sociale nella sua forma più potente. E concreta. E sconosciuta. E potenzialmente esplosiva.

Fair Use is a US law, and even in the US it has not been tested for Let’s Play in court. Whether Let’s Play is fair use or not only becomes relevant if the case goes to court, but that would be precedent-setting and could severely damage YouTubers lifelihood on a irrecoverable scale. In this case, Firewatch being a four-hour narrative linear game of which a two hour video was created that gives away major plot points and almost entirely just shows the game is pretty much the worst possible case you could argue fair use on.

Questo è quello che cercavo di spiegarti Claudio Cugliandro

L’ultima parte comunque è una buonissima idea. Speriamo venga ascoltato da YouTube

Ma io l’ho capito Daniele, il punto è che non vedo come dovrebbe essere un problema, dato che la logica del precedente, in America, è innanzitutto tipica del paese, e quindi dovrebbe riguardare più provvedimento statunitensi che non di youtube, e in secondo luogo non si applica erga omnes, ma in casi specifici.

In effetti sulla questione america vs rest of the world non saprei dirti. Ma mi sembra che per ora per questi casi si sia sempre applicata la legge americana o altrimenti il video viene ristretto in paesi specifici.

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