Mortal Kombat e la rinascita del videogioco americano negli anni ’90

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Sono passati 25 anni dall’uscita del primo Mortal Kombat e, in questo approfondimento su Polygon, Jeremy Parish sostiene che si trattò del titolo che aiutò l’industria dei videogiochi americana a ritrovare la propria identità, dopo che gli anni ’80 erano stati il dominio incontrastato dei giapponesi.

Secondo Parish la grafica “realistica” ottenuta usando attori veri, la violenza esagerata, i toni cupi e spenti, e la volontà di essere sempre sulla cresta dell’onda tecnologica sono tutte caratteristiche che ancora oggi il videogioco made in USA porta con sé (e personalmente ci aggiungerei anche le femmine rappresentate invariabilmente come troioni da monta, anche se ultimamente qualcosa comincia a cambiare, forse anche troppo in senso opposto).

Certo, Mortal Kombat non fu il primo esponente di quest’estetica: prima ci furono ad esempio Pit Fighter e NARC, ma come sottolinea l’articolo fu con Mortal Kombat che l’America, dopo il crash dei primi anni ’80 e la caduta di Atari, ritrovò davvero il successo.

25 years ago, Mortal Kombat redefined American video games

www.polygon.com
Midway’s fighter helped the US game market find its own identity.

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