Star Wars: Battlefront II e il fascino delle casse premio sui bambini

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Piccola riflessione sulle loot boxes. Sto giocando a Battlefront 2, solo campagna single player. Mio figlio di 6 anni mi stava guardando. Finita una missione ritorno al menu principale e mi metto a smanacciare con le casse visto che il gioco te ne regala anche mentre fai la campagna (non so con che meccanismo) e mi metto ad aprirle così per curiosità (visto anche il clamore che se ne è fatto). Guardando mio figlio mi fa “Che bello papà aprine altre, mi piace guardare le casse che si aprono…” Ecco, mi si è aperto un mondo: lui non ha la più pallida idea di cosa servono le casse, che fine abbiano e che cosa ti diano nel gioco. Ma il solo meccanismo dell’apertura lo ha catturato. Ho avuto la prova concreta che questi meccanismi funzionano, specialmente sui più piccoli. E devo dire che anche su di me hanno un pò di appeal, nonostante giochi solo la campagna e non abbia il gold per giocare il multiplayer mi ritrovo ad aprire le casse che mi danno perchè, “sai mai, magari qualcosina mi danno.”

https://youtu.be/aMid2c2aaLk

joke heroin gum

eh ma i supermercati! (cit.)

Così come tutti quei giochini di merda per cellulare tipo quello dei Simpson in cui passi mezz’ora a pigiare sopra ai soldini che vengono generati per dare pura soddisfazione ossessiva compulsiva

Capisco che sia un sistema acchiappa chiappe, e se lo usano tutti evidentemente funziona, ma a me non fanno ne caldo ne freddo. I loot di dota e cs go li aprivo per regalare gli oggetti agli amici o venderli, non guardavo manco che erano. Su quake champion ho ancora tutte le casse guadagnate chiuse, saranno una decina tipo. Quello che mi incuriosisce è il “perché” siano cosí popolari.

Perché per la maggior parte delle persone funziona, quindi more money e quindi lo spingono sempre di più.

Io mi ero intrippato con candy crush agli inizi: è un gioco di merda e totalmente casuale perché lo schema è sempre diverso ad ogni partita anche all’interno dello stesso livello, però la grafica, i suoni e la soddisfazione del pigiare ti dà assuefazione e continui a giocare finché non ti viene la partita buona.
Io non ci ho mai speso un euro, ma su mille persone intrippate uno che sgancia lo trovi

Il fatto che tuo figlio ne sia attratto senza entrare nel meccanismo psicologico che c’è dietro (e che in Battlefront è assente) nega la logica del tuo discorso. È semplicemente un bimbo che come tutti i bimbi di quell’età è attratto da cose brevi, appariscenti e ripetitive.

La scenografia dell’apertura di casse e bustine è parte del meccanismo assuefatte, vedi slot machine e videopoker

Per me invece dimostra che il sistema di apertura delle casse è fatto apposta per attirare e spingere alla ripetizione. Non capisco poi cosa intendi per “assente”. Il tasto per comprare altre casse è ben visibile e dal menu principale è più vicino il menù delle casse che non quello per continuare la campagna per dire. Che poi nel gioco si possa avere tutto senza spendere non è il fulcro del discorso.

Oddio, di solito loot/slot machine/ videopoker hanno un bello studio dietro eh. Quella combo luci suono piace al cervello

Ne ho parlato a profusione. Fermo restando che ci sono giochi che hanno il design incentrato su pay 2 win. La polemica di BF2 è basata sul post di una persona che aveva giocato si e no un paio di partite, perché le sue valutazioni sulla difficoltà di progressione non tenevano conto di tutta una serie di obiettivi e ricompense che si ottengono sia in MP che in SP. Il risultato è che un gioco clamorosamente facile è stato ulteriormente violentato con il solo scopo di arginare un sentire popolare che montava sul niente (tipo la storia dei sacchetti di plastica) e non mandare all’aria un progetto da decine di milioni di dollari, che aveva comunque toppato nel marketing, omettendo che BF2 era un battlefield a tutti gli effetti, invece di un giochino arcade come il primo.

Al lancio non ci volevano 40 ore per sbloccare Darth e non era necessario comprare nulla: bastava finire la campagna SP per avere i crediti sufficienti oppure una decina di ore in MP, supponendo che la persona che giocasse passasse di livello, seguisse gli obiettivi e si affiliasse ad una fazione. Con meccanismi simili a quelli di Battlefield 1, incluso il crafting degli oggetti che trovi nelle casse, per evitare di vincolare la progressione ai drop random. Il risultato è che ora un giocatore medio finisce la campagna e dopo poche ore di gioco (nel mio caso 7, 5 scarse di campagna e le altre di MP), prima di arrivare al livello 10 può aver già l’unlock di tutti i PG. Bella merda. Ha vinto la giustizia.

Resta il fatto che, bimbiminchia a parte, nessun elemento di gioco rendeva le casse obbligatorie e non ci sono barriere di progressione legate ad esse, come avviene per i giochi P2W tradizionali.

Il problema è che il tema è trattato da persone che spesso non hanno esperienza con i meccanismi F2P (o coi giochi correlati) e quando vedono un DLC che facilita il gioco o ti fa prendere delle scorciatoie fanno di tutta un’erba un fascio, anche per amore dell’esposizione che garantisce fare l’idolo delle folle.

Mi domando solo come hai fatto a far arrivare tuo figlio a 6 anni senza notare una certa fascinazione che hanno i bambini durante la loro fase formativa con le cose colorate, che fanno rumore e che possono ripetere la stessa cosa ossessivamente per ore.

Se non entrano in gioco determinati elementi psicologici non puoi associare (e sarebbe comunque un associazione parecchio forzata) la cosa a elementi tipici del P2W.

Se tuo figlio non è in grado di esser frustrato dai fallimenti e dal conseguente non ottenere quello che vuole per poter progredire (again in BF questo non avviene. MAI), se non può tentare di razionalizzare l’aleatorietà intuendo modelli che non esistono e che gli danno l’illusione del controllo, a tuo figlio stanno piacendo le lucine, i rumori e le animazioni.

Non entro nel merito del gioco. E sicuramente tutti sti casini con i loot hanno un grosso concetto di deresponsabilizzazione genitoriale. Allo stesso modo è innegabile che siano studiati. Facciamo un 50/50?

Sono studiati e sono applicati molto efficacemente in alcuni giochi. Battlefront 2, anche appena uscito, non era uno di essi, visto che i LB sono un elemento parallelo e non integrante il design di gioco. Era solo un modo per i dev di monetizzare un certo tipo di clientela che compra gli unlock a pagamento dal 2011 (con Battlefield 3). Ora è un gioco morto perché in meno di 10 ore hai l’equivalente del level cap e per molti non ha più senso giocare… Bella merda.
PS: la community di BF2 è più incazzata di prima, ma così non esci sui quotidiani nazionali, quindi la stampa italiana ne parla pochino.

Alessio Rossato appunto. Lo faceva anche con le trottole e i sonagli quando era più piccolo. Fa parte del normale processo di crescita infantile. Preoccupati quando inizierà a giocare con gli amichetti a clash of qualcosa e allora sì che vedrai dove arriva la potenza coercitiva della psicologia applicata i giochi P2W (parlo per cognizione di causa, visto che con la mia ex abbiamo allevato una bambina proprio durante il boom di questa merda e io mi occupo professionalmente dei F2P e il sempreverde Advergaming da quando si importavano i giochi per PC dalla Corea)

Matteo Anelli Secondo me guardiamo la cosa da un punto di vista diverso. Il fatto che si sia trattato di Battlefront 2 è solo incidentale, poteva essere un altro gioco a caso. Chiaro che gli piacciono le lucine che altro dovrebbe piacergli? (ammesso che gli si possa parlare di lucine per Battlefront è tutto nero o scuro in quei menu). Osservo solo che se quel meccanismo ha una attrattiva persino su chi il gioco non lo comprende, figurati se dovesse cominciare a giocare.

Sei preda del bias di conferma. Se a tuo figlio dai un gioco breve e ripetitivo con un meccanismo di gratificazione immediato e un branding che gli piace, ne sarà attratto lo stesso, scommetto che passava ossessivamente ore con trottole e giochi sonori. Quando potrà comprendere i sistemi di gioco e cadrà preda dei meccanismi perversi che ci sono dietro, allora potrai dire che hai un figlio ludopatico. Però serve il gioco giusto, perché altrimenti qui iniziamo a fare il MOIGE di chi è troppo vecchio per capire che il mercato e le tendenze possono cambiare senza essere necessariamente il male incarnato. Chi è abbastanza vecchio da aver vissuto le sale giochi rispetto al videogioco a casa sa apprezzare la differenza senza troppo panico.

Il fulcro del mio ragionamento è che BF2 non integra meccanismi Pay 2 Win, quindi a tuo figlio piace un menù, ed è del tutto normale per la sua età. Dai 9 in poi tienilo d’occhio!

Matteo Anelli questo mi è chiaro. Ti domando questo però: ad uno non potrebbe venir voglia di comprare casse solo per il gusto di aprirle? tu dici di no perchè non c’è reward poi sul gioco?

Di sicuro non c’è un design malizioso che ti obbliga o induce a comperare per andare avanti come succede su molti giochi mobile.
Stringere troppo la prospettiva non aiuta però a gestire il problema, la dipendenza (anche la tossico-) è un problema che prescinde da un meccanismo specifico o da fattori ambientali determinanti.

Sei sicuro allora che non convenga vietare i VG? C’è gente che si mura vivo con delle merde clamorose pur di sfuggire alla realtà quotidiana. E’ meno grave? Sono persone con problemi.

Va creata consapevolezza sul tema ma non va criminalizzato, perché i sistemi a consumo sono il futuro della nostra economia e al momento non ci sono segnali che dicano che stiano disintegrando l’umanità come piace far credere a molti. Anzi, stanno abbattendo delle barriere d’accesso e facendo il bene di molti settori.

Il fatto che i VG siano un medium immersivo, coinvolgente e potenzialmente dannoso è un tema sempre attuale e da sempre le aziende ci fanno i soldi sopra. Trovo solo curioso che chi per anni si è opposto alla teoria che i VG violenti potevano influenzare il comportamento delle persone, ora sia sul carro di chi generalizza l’opposto. Io mi sento di avere avuto un comportamento critico su entrambi i fronti e sono sempre stato concorde sul fatto che i soggetti deboli vanno tenuti lontani da certe esperienze multimediali perché non le sanno razionalizzare.

Magari chi ha cambiato repentinamente idea è sedotto dalla visibilità e dai click che dà la polemica? Boh

Matteo Anelli infatti la mia considerazione era solo nell’ottica di creare consapevolezza, o semplicemente condividere un fatto. Anche io sono sempre stato a favore dei giochi violenti (così come i manga o giochi di ruolo che ciclicamente sono stati demonizzati). Da padre però non son convinto che mostrare giochi violenti (o film o cartoni animati) al piccolo sia da fare a cuor leggero.

E se andassimo tutti a leggere un buon libro?

Ricordatevi di Paolo.

Ne ho appena consigliato uno!

è come quando il postino porta il pacco, è impossibile resistere mmm!

Come mio figlio quando vede Delle scatole di Amazon… Sa che c’è il 50% di probabilità che ci siano dentro dei Lego. 😀

Non sarebbe più strano se aprire le casse facesse venire la dissenteria?

più divertente

Funziona da 0 a 99 anni ,a livello psicologico è come mangiare le ciliegie

Se i meccanismi delle lootbox non funzionassero, non li vedremmo nei giochi.

Dal momento che, però, nella maggiorparte dei casi tendono a essere pessimi elementi di game design, da genitore trovo che sia importante far capire a mio figlio dove finisce l’arrosto e dove inizia il fumo.

Se posso, i bambini osservano molto più di quanto noi adulti immaginiamo e spesso “copiano” o assorbono emozioni per loro nuove dagli adulti di riferimento. Forse lui percepisce quel appeal che tu hai (e ti capisco 😀) e lo fa suo, io penso che se fossi nella tua situazione forse eviterei di aprire le casse in sua presenza. Però io non son competente quindi magari sto dicendo una strnzata 😰

Ah beh sicuramente. Di solito evito anche che mi veda giocare anche perché comunque è un gioco dove si spara alla gente. Però le battaglie spaziali meritano per la messa in scena. Un rogue squadron oggi con quella grafica lì sarebbe fenomenale

Field of Glory II non ha loot boxes

eroi

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