#FILM: Sabotage, ovvero l’Arnold che tutto sommato gliela fa

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LE RECENSIONI COI LIMONI DI FREE PLAYING PRESENTANO: SABOTAGE

Ieri con l’uscita del trailer di Maggie (http://bit.ly/1BMfZRv) e memore di quanto m’era piaciuto The Last Stand (http://bit.ly/1zHw8qi) ho deciso di spararmi questo Sabotage, altro film piuttosto recente (tra due giorni fa un anno esatto dall’uscita USA) dell’Arnold post-sessantina.

Di questo Sabotage avevo sentito parlare piuttosto male, ma devo dire che alla fine non è così brutto: ho ricordi molto peggiori di Arnold in Escape Plan (http://bit.ly/1CfPHdV) o negli stessi espansionabili… qui tiene botta tutto sommato bene, anche se proprio sul finale si scivola nel patetismo di nonno Arnold che vorrebbe ma non gliela fa.

Il merito della riuscita del tutto IMHO sta nell’aver affiancato ad Arnold un cast bello nutrito: lui fa la parte del veterano che guida una squadra speciale di agenti antidroga, quindi per la maggior parte del tempo l’azione ce la mettono i più giovani, e lui si limita a fare il boss carismatico e a sparare qualche fucilata a pompa lì dove serve.

Una buona soluzione, grazie alla quale lui non sfigura e lo spettatore non s’annoia.

L’altro lato buono del film è che la trama è più complessa di quanto non si potrebbe sospettare inizialmente, e l’attesa di scoprire chi ha ammazzato chi tiene attaccati alla sedia (le poltrone sono da fighetti) fino alla fine del film.

Come avevo anticipato è proprio alla fine che si sbraga un po’, sia dal punto di vista dell’azione che da quello della credibilità, ma tutto sommato, considerato la media dei film da Arnold over-60, è un peccato perdonabile.

Tra l’altro vedendo ‘sto film, e pensando anche alla narrativa di Hotline Miami 2, che è fighissima anche se alla fine è piuttosto semplice come intreccio, mi sono ritrovato a pensare a quanto davvero nei videogiochi manchino trame decenti, se anche la trama di un filmetto come questo riesce a mettere in saccoccia quella del 99% delle produzioni videoludiche.

Il regista tra l’altro è David Ayer, lo stesso di Training Day, Fury e End of Watch… personalmente ho visto solo il primo, ma penso che recupererò anche qualcos’altro della sua filmografia (dove di volta in volta fa il regista, lo sceneggiatore, l’aiuto elettricista…), visto che mi piacciono le sue storie di sbirri più o meno corrotti.

In conclusione, non il miglior Arnold post-governator (quello rimane sempre il fighissimo The Last Stand), ma neanche la fetecchia immonda che si sente in giro, IMHO.

Certo, bisogna voler parecchio bene ad Arnold per digerirlo, ma tutto sommato la sufficienza gliela do. Rivalutabile, specie se vi aspettate una schifezza immonda.

ELEMENTO WTF: È sicuramente il film più nazifascista di Arnold, a partire dal suo taglio di capelli (anche se alla fine è tutto molto sottinteso eh).

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boh, secondo me ha dei buchi di sceneggiatura talmente grandi che mi hanno rovinato tutto il film. escape plan e i mercenari non sono film “di” arnold, quindi il fallimento pesava sulle spalle di altri, qui il film è suo però la colpa è della sceneggiatura, non sua.

niente può battere i pugni in faccia sul ponte di last stand, la rabbia del vecchio che vuole menare forte

mah alla fine io sono abbastanza cieco agli errori di sceneggiatura quindi manco li ho visti onestamente… piuttosto mi catturano di più le caratterizzazioni dei personaggi, e quelle a tratti non mi hanno convinto granché

sì ma tipo quello che vive in montagna isolato dal mondo e si fa fregare immediatamente come un coglione. son quelle le cose che mi fanno arrabbiare. non sono il tipo di persona che cerca il pelo nell’uovo per poi dire “ah-ah”, ma su cose proprio grosse non posso passare sopra.

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