Le varie “storie di” dei videogiochi che si trovano online spesso si focalizzano sul versante USA, quindi un sacco di Nintendo, Apple II (o Apple ][ come s’usava scriverlo all’epoca), Atari e console varie.
Uno dei segnali della colonizzazione anche culturale americana dei videogiochi che ho riscontrato a più riprese è che tanta gente che ai tempi non c’era (o c’era da poco) quando parla di retrogaming qua in Italia dice “ahhh ma ti ricordi Super Mario sul Nintendo otto bitte”, ma che cazzo dici Super Mario che all’epoca Nintendo e le console in generale le schifavamo e le odiavamo e il C64 regnava incontrastato con le mitiche cassettine pirata da edicola.
Questo per dire che c’è tutta una retro-storia europea dei videogiochi di cui si parla molto meno, per cui mi ha fatto molto piacere scoprire questo canale di un tizio UK che tra i suoi vari video ha anche realizzato questo monumentale recap della storia della Ocean, una delle software house più grosse che l’Europa abbia mai avuto, e che ovviamenti gli mmmurricani di merda e i loro lavati di cervello non conoscono perché loro solo EA e Activision.
Un bel viaggio nei ricordi (in quelli veri, non in quelli made in USA, e scusate ma ‘sto post sta uscendo così), peccato però che il tizio fosse evidentemente una di quelle anime sfortunate che all’epoca avevano il pietoso Spectrum, cosa attestata dal fatto che nel video si vedono quasi esclusivamente le versioni Spectrum dei vari titoli.
Preparatevi a tonnellate di colour clash! Per fortuna però con la parte audio va meglio visto che invece di farci ascoltare gli agonizzanti cicalii dello speaker del computer Sinclair il tipo ha deciso giustamente di usare un po’ di chiptune maschia emessa dal venerabile SID che sempre sia lodato.
Al di là di tutto comunque anche tante curiosità retroscena e dietro le quinte che personalmente non sapevo, visto che all’epoca noialtri i giochi li si giocava invece che informarcisi ossessivamente a riguardo.
Spero che faccia altri video così, in particolare che ne faccia uno su U.S. Gold, che ricordo sempre con il mitico epiteto del tizio dell’avanguardia amighista che scrisse una volta a TGM (o era Zzap?): “U.S. Gold merda, che il vento ti disperda”…
Well, here it is: The documentary on the entire history of Ocean Software, from start to finish: The early days with Imagine, the glorious success that Roboc…
beh da piccolo io ci giocavo a super mario su nes (dagli amici) anche se lo facevo all’inizio degli anni 90.
aaargh!
La storia videoludica è stata scritta dai vincitori, come ogni altra storia 🙁
No, è solo che culturalmente siamo succubi degli USA anche se pochi se ne rendono conto. Il giornalismo attuale anche peggio.
ahahha la mitica ocean dei tie in altisonanti fatti con il culo ai tempi dell’amiga!
Sergio se prendo le riviste dell’epoca, ad esempio ZZap! il mercato italiano era fatto da: Commodore 64 a seguire Amiga e dopo molto Atari ST, Spectrum, Amstrad, Pc Engine e Nes in coda
Tra l’altro il Nes ha avuto così poco successo dal cambiare distributore da Mattel a Gig
Certo Federico Rosa, fatto sta che la storia videoludica è scritta dai vincitori; ovviamente a decretare i vincitori sono il mercato statunitense, quello Europeo riguardo ai videogiochi continua ad oggi ad essere di serie B (vale meno anche di quello orientale). Semplicemente (sempre secondo me) perché non c’è una vera scena, non c’è gente che sappia raccontarla, d’altronde non abbiamo ancora imparato a valorizzare i videogiochi e tanto meno chi li crea. Molto triste, abbiamo i cannoni chiusi nelle cantine (tanto per fare un’altra citazione da guerrafondaio, lol).
Si e no.
Cioè no perché i vincitori dei ’80 in Usa non sono i vincitori in Europa, c’era un mercato dominato dal C64 e Amiga con molte produzioni di alto livello.
Se chiedi a un 40enne un jump’n’run che ha fatto la storia ti risponde Turrican, mai Megaman.
Che il mercato europeo fosse molto artigianale, improvvisato e “ispirato” ai coin op è innegabile.
Si perché dal 1991 con l’arrivo di Snes e Megadrive, l’industria europea è stata annichilita dai developer nipponici (all’epoca i migliori al mondo) che da tempo avevano capito che bisogna dividere la figura del game design dal programmatore.
Magari tra 20 anni leggeremo resoconti di 360 vs PS3 e dove il vincitore è Microsoft perché solo nel mercato Usa ha dominato.
Sì, ma il fatto è che il mercato che conta è in America, questo voglio dire. Per scrivere la storia devi vendere in America, semplicemente perché sono loro a scriverla, noi siamo incapaci. Tutta la nostra “stampa” è derivata dagli states. Fai conto che oggi il Giappone sta vivendo una storia analoga, tutti a dire che sono morti perché non hanno fatto nulla di creativo in questi anni, troppo tradizionalisti e blablabla… tutti ad esaltare la magnificenza degli sviluppatori occidentali (intesi poi come americani…), ed ecco che stanno già scrivendo la loro storia, mica quella attuale… in Giappone sono tradizionalisti semplicemente perché a loro piace giocare in quel modo…
Sul Giappone condivido ogni parola.
Sulla storia no: scusa l’esempio un pò stupido ma sarebbe come dire che la Storia inizia nel 1492 perché prima l’America non era stata scoperta 😛
Il fatto è che noi non abbiamo una stampa seria in Europa che parla di VG, è tutta filoamericana, questo è indiscutibile: “molti vivono di ricordi che non sono neanche i loro”… Io perlomeno avevo davvero il NES! 😛