Il Corriere parla del fenomeno NEET e hikikomori in Italia

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Anche il Corriere parla di hikikomori e NEET, e tra i commenti c’è pure chi parla dei videogiochi come “via di fuga” per chi si trova in queste situazioni (anche se già nell’articolo si evidenzia come la rete in generale sia “propedeutica”)

In centomila chiusi nelle loro stanze Ragazzi che si ritirano dalla società

www.corriere.it
Sono i più fragili tra chi non studia né lavora: più esposti i maschi, educati alla regola del successo. Li chiamano Neet, si barricano nella loro cameretta, il computer sempre acceso, musica e…

NEET… Rabbrividisco ogni volta. Soprattutto per come le istituzioni pensano di tutelare.

I commenti danno molto più da discutere dell’articolo stesso a mio avviso…

sìsì infatti

ah e grazie ad Alberto che m’ha girato l’articolo!

Comunque posso dire che NEET e hikikomori sono situazioni che partono da cause completamente diverse?

Si, se spieghi e approfondisci l’affermazione

(Sono curioso)

Ha risposto brevemente Riccardo più giù.

il NEET è il “not in education, employment or training” ovvero uno che non studia, non lavora e non fa corsi di formazione

l’hikikomori invece è una forma estrema di ritiro sociale per cui ‘sta gente vive segregata in casa al punto di non uscire manco più dalla sua stanza in certi casi

ovvio che tra le due categorie c’è una forte sovrapposizione

Appena ho un pc scriverò la mia esperienza personale da etichettato come NEET.

sì infatti una è una definizione economica un’altra una sindrome psicologica, solo che di solito dalla seconda discende la prima

Chiaro. Ma paragonare il welfare o l’economia (e l’etica) giapponese al caso dei NEET italiani mi sembra una forzatura…

Nel caso dei Giapponesi sono i ragazzi a disconoscere la società, nel nostro caso è l’inverso.

però l’articolo fa riferimento agli hikikomori, da quel che ho capito, se invece i 100.000 sono NEET e basta c’è qualcosa da rivedere ovviamente

Sono stato sia NEET che hikikomori; se avete domande…

1) come ne sei uscito e 2) te ne senti davvero fuori?

se ti va ovviamente!

Premessa: so di esprimermi in modo astratto, invoco clemenza.

1) Di base sono convinto che in fondo sappiamo quel che dovremmo fare (intendo in senso di salute piuttosto che di morale in senso classico – va beh, taglio corto), e la variabile sta in quanto riusciamo a tacitare quel fondo. È accaduto che ci riuscissi meno bene di qualcun altro, il resto è fatto di accumulo e occasioni.
C’è anche da dire che non ero proprio un caso da manuale; per esempio riuscivo a uscire di casa di giorno se avevo un qualche motivo immediato per farlo, e andavo a casa di un amico fisso ogni tanto.

2) Di testa penso di sì – torna come tentazione estemporanea anche perché voglio dire, una concausa del fatto di trovarcisi è che uno effettivamente, per indole, sta volentieri da solo per lunghi periodi; niente di che comunque – , materialmente meno: si rimane un po’ sprovveduti anche dopo (rispetto a riti sociali e simili, poi credo che qualcosa si impari anche; in generale ho quasi del tutto smesso di rimpiangere e considerare sprecato il tempo), e sono ancora senz’altro una persona sensibilmente più ritirata della media. Mi ero illuso di un crollo delle mie nevrosi alcuni anni fa per poi tornarci alla grande, ora penso di esserci di nuovo su basi più solide. E di base non ci penso: un buon indizio dell’uscita da una fase, credo, è il fatto di tendere a non ricordarla.

grazie Vittorio! capisco molto bene quello che dici, anch’io tendo molto a ritirarmi e a star bene da solo. ma come hai giustamente scritto, accumulo e occasioni. in bocca al lupo!

Grazie e altrettanto. E i Sensate di Planescape: Torment son teste di minchia.

mi sono informato abbastanza su neet e hikikomori, penso però che sia semplicistico dire in italia sei un neet. In giappone (dove sono stati coniati questi termini) la disoccupazione è molto bassa, in italia sempre alta. C’è gente in italia che nella sua vita non ha lavorato regolarmente un giorno, la formazione è certe volte difficilmente accessibile (pensa ad un ragazzo di famiglia povera in qualche paesino della basilicata, che dovrebbe fare?). Per il resto penso che in un certo senso neet e hikikomori siano il futuro, non per nulla si parla di reddito di cittadinanza (il lavoro ben retribuito sarà sempre più raro vista l’automazione crescente) e di successo massiccio dei social network. Leggetevi “guerra eterna” è un bel romanzo degli anni ’70 di sci fi, ad un certo punto prevede una società di mantenuti a mass media e droghe ricreative, mentre solo una piccola parte della popolazione lavora ed è “necessaria”. Per me stiamo andando verso quello. I videogiochi poi sono ideali per questo tipo di intrattenimento, vista la loro lunghezza e immersività. Per dire io sono tre mesi che gioco a the witcher 3 per una media di 2 ore al giorno e non l’ho ancora finito.

Mi sorge un dubbio:
Questi 100.000 NEET su che base sono calcolati?
Una classifica ISTAT in base a chi non è iscritto a scuola, a liste di collocamento, non emette fatture e non fa ricevute per prestazioni occasionali, non lavora ecc…. oppure in base ad effettive segnalazioni?

spesso va per “autodichiarazione” nel senso che se ti rechi presso un CPI e lasci i tuoi dati loro ti inquadrano. Inoltre sei NEET se non fai praticamente niente fino a 30 anni.. dopo i 30 sei un disperato qualsiasi.

Dopo i 30 non meriti manco una statistica.

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