#MUSIC: Fixions – Where the Wild Doses Grow, dalla colonna sonora di Mother Russia Bleeds

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L’altro giorno ho ripreso Mother Russia Bleeds a livello hard, e sono rimasto sotto per questo brano della colonna sonora.

Tutta la OST è molto dark, ma questo è l’unico pezzo dove, secondo me, davvero si respira quel… come definirlo? quello scoramento che non si arrende mai? che un po’ pervade e caratterizza la cultura slava (per lo meno ai nostri occhi).

Non a caso è il pezzo che accompagna lo stage in cui si affrontano l’uno dopo l’altro tutti gli avversari che hanno invaso il fight club improvvisato messo su nel campo Rom da cui provengono i protagonisti (eh sì, i protagonisti di questo gioco sono zinghiri!).

In altre parole è un momento dove un luogo che è già simbolo della resa umana ed esistenziale dei protagonisti rischia di trasformarsi nell’altare sacrificale della sconfitta definitiva, per cui lottare in questo caso significa proprio non voler arrendersi alla morte, pur essendosi già arresi alla vita.

Se c’è una cosa che mi è piaciuta di Mother Russia Bleeds è stata proprio questa natura grezza e ruvida che pervade tutto il titolo, dalla pixel-art sporca e graffiante al sistema di gioco fatto di meccaniche tagliate con l’accetta, ma estremamente efficaci e quadrate.

Come credo di aver già detto, è un indie che ci crede e non ha paura di farlo, non ha bisogno di nascondersi dietro lo schermo dell’ironia o della nostalgia un po’ timida, e per questo colpisce dritto allo stomaco.

E comunque mi è piaciuto molto questo pezzo, ecco!

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