Ve lo ricordate Project Firestart? Io lo conobbi con la recensione di Zzap!! dell’epoca, e ricordo che rimasi assolutamente affascinato dalle foto di questo gioco, che proponevano vere e proprie cutscene a schermo intero, un sogno di un’epoca in cui l’aspirazione del videogioco “bello come un film” ancora non era stata macchiata dal cinismo e dalle delusioni dei tanti esperimenti falliti che sarebbero arrivati successivamente negli anni.
Che poi in realtà erano semplici schermate fisse con qualche animazione minima, ma all’epoca anche una schermata fissa era un qualcosa di raro e prezioso.
Dopo la recensione su Zzap!! non riuscii a procurarmi il gioco dai “soliti canali”: ormai il C64 era avviato sul viale del tramonto, e i negozietti di fiducia erano passati alla produzione industriale di giochi copiati per Amiga, abbandonato l’8-bit alle uscite da edicola, che non proposero mai Project Firestart perché occupava troppo spazio, e la regola di allora era che cassette e dischetti dovessero essere riempiti di giochi, piuttosto che contenerne uno solo.
Successivamente, i primi anni degli emulatori e di internet, fu tra i primi giochi che cercai di recuperare (avventurandomi in FTP conosciuti per passaparola e siti più o meno nascosti: era quell’epoca in cui ancora internet non aveva ancora il mappamondo universale di Google).
Per ironia della sorte, il .d64 che girava allora era una versione corrotta, che (se non ricordo male) si bloccava durante il caricamento iniziale. Com’è che dice il saggio, il desiderio si nutre dell’assenza?
Alla fine, non giorni, non settimane, ma addirittura mesi dopo (se non anni!) recuperai, quasi per sbaglio, una versione funzionante del gioco, e ricordo che finalmente me lo spolpai per benino, dedicandogli interi pomeriggi e assicurandomi di vederne tutti i finali.
Pensate, perdere giornate intere appresso a un singolo gioco, per di più emulato! Erano decisamente altri tempi, almeno per me. Oggi le giornate intere le perdo a scorrere news, mettere like, e in generale a consumare fuffa inutile. Solo rare volte riesco a isolarmi abbastanza e a superare la “fear of missing out” per dedicarmi totalmente a un gioco, come un tempo.
Ad ogni modo mi resi conto, come si resero conto tutti quelli che ci giocarono, che Project Firestart era a tutti gli effetti un survival horror anzitempo (nonché il miglior gioco di Alien mai creato all’epoca, per quanto gli mancasse la licenza ufficiale).
Non solo le onnipresenti munizioni limitate, ma anche il generale gusto cinematografico, alimentato dalle succitate cutscene, ma più in generale dal ruolo di primo piano svolto dalla narrazione, con tanto di bivi e finali multipli annessi.
Se potete e vi sentite dello spirito giusto vi consiglio di recuperare questo titolo: sicuramente sarà invecchiato male (non ho il coraggio e la pazienza di rimetterlo su adesso per accertarmene), ma visto per quello che era – un progetto follemente ambizioso per l’epoca, e che ha anche saputo tenere testa, alla sua ambizione – visto per quello che era sono sicuro che ancora oggi saprà, in qualche modo, meravigliare.
How a forgotten ’80s gem created the formula for video game horror
games.avclub.com
A Commodore 64 oddity created the survival-horror template seven years before Resident Evil shambled onto the scene
