#POST: Polygon – The game industry’s disposable workers

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Un po’ di horror story dal mondo dei lavoratori a contratto dell’industria videoludica

The game industry’s disposable workers

www.polygon.com
Sarah has been working for the same company, on and off, for three years. Her latest contract runs for a few more months. She’s desperate to be offered a full-time position, but she knows this…

Sara fa le cinematiche. Che vuol dire che fatte quelle, qualora il gioco le prevedesse, il resto del tempo da assunta, esattamente, cosa cazzo dovrei farle fare? ‘sti articoli sono horror da un certo punto di vista e lol per molti altri. Tipo che al netto di chi se ne approfitta, c’è pure un attimino da capire come funzionano le aziende. Nello sviluppo dei videogiochi poi, lasciamo stare .D

hai ragione, però il punto dell’articolo credo che siano le situazioni (tristemente tipiche anche da noi e del tutto trasversali in tutti gli ambiti lavorativi) in cui vieni assunto da esterno ma poi hai tutti i doveri di un interno senza nessuno dei diritti

non è neanche quello il problema. non è che un contractor ha meno rotture di coglioni (o ne deve avere) di un interno. anzi. il contractor in quanto tale per quel che mi riguarda deve pedalare il doppio. il problema è semplicemente quando il contractor è de facto uno del core team (a livello di impiego) e non lo inquadri come tale. easy

e infatti al di là di Sara mi sembra che il punto dell’articolo sia proprio quello

la cosa interessante è che pure nel cinema è così (se non peggio) però con la differenza (a quanto dice l’articolo) che hanno i sindacati a contrattare e tutelare e in genere a compensare la volatilità del lavoro

ni. c’è anche un whine tipo “non mi assumono mai” che sempre al netto di chi usa uno come un interno e non lo assume mai, è pure un punto su cui battono in molti senza capire che, oh, tu mi servi per le cinematiche perchè quelle fai. sei bravo, sei simpa ma fatte quelle, se non me ne servono altre, che cazzo ti devo assumere a fare? Ti chiamo di certo quando mi servono, se mi sono trovato bene. Ma non è che devo costringermi a farne perchè “vuoi essere assunto”. Potevi fare un altro mestiere. Sembrano quelli laureati in Filosofia nel 2016 che poi rompono il cazzo perchè non lavorano

sìsì chiaro ma mo non ti fissare con saretta poverina :'(

SARA PERZONA FALZA

È il caso di dire:

MACHIABELLI

Tradotto: se sai fare le cinematiche, trova lavoro al Tigros che è meglio.

Il contractor però dovrebbe essere pagato proporzionalmente di più proprio perché a tempo.

(mi intrometto solo per attivare il like automatico ai commenti di Alberto, se però si mette a parlare di calcio o politica si disattiva automaticamente).

Andrea Gaminaction Lib il contractor contratta quello che gli pare. “di più” o “di meno” lascia il tempo che trova. e li il problema semmai diventano quelli che si svendono o gli stronzi che non capiscono che se paghi poco un problema c’è. anche se in certi mestieri svendersi non aiuta, al contrario di altri tipo scrivere 😀

Riccardo adesso non è che siccome non ci capisci un cazzo di pallone puoi farmela pesare <3

meh ‘st’ideologia che devi sempre essere più dritto e più furbo e che devi sempre avere una mano davanti e una da dietro perché tutti cercano di fregarti non la vedo per niente positiva anzi

Alberto ma io non nego di non capirne, il problema è che dovresti seguire il mio esempio <3 (torna al topic o mi si distraggono)

Se cambio i nomi con “grossa agenzia di consulenza” e “agenzia interinale” potrei descrivere il 70℅ delle realtà IT a Milano con lo stesso articolo

Giusto per dire, il problema è piú trasversale

Ecco.

Saretta cara, è così per tutti, finito un lavoro passi al prossimo. Sperando di averne un altro per dopo.

La soluzione sarebbe pagare la flessibilità contrattuale in modo equo, che è un vantaggio non da poco per il datore di lavoro.

Credo che questo accada soltanto nelle favole, purtroppo.

Sarebbe la cosa ovvia e naturale, ma ovviamente viviamo in un mondo fuori dalla logica.

Il problema è il valore economico della flessibilità.

Meno garanzie nel tempo, più soldi subito.

Se si elimina dall’equazione questo elemento, scompare l’equo e resta solo azione.

A me pare che tu teorizzi un po’ troppo. Fatti, non pugnette! 😀

Teorizzare giusto va bene. Poi concretizzare giusto è un altro paio di maniche.
Se però cominciamo a smettere pure di teorizzare… Hanno vinto L’ORO.

Belli ha già detto tutto. Questi articoli portano la gente a pensare che un meccanismo normalissimo e ben venuto, cioè il fatto che ci sia bisogno di un certo numero di contractors per alcune cose, sia la realtà del lavoro in generale nei VG o chissà quale truffa dei padroni… Un dipartimento che fa le cinematiche a tempo pieno è uno spreco per quasi tutti, solo Blizzard credo accia eccezione, quasi tutti gli altri addirittura vanno in puro outsourcing

ahhh co ‘ste cinematiche 😂, era solo uno degli esempi fatti nel post e ripeto che il punto era che di fatto questi contractor vengono trattati da elementi “core” del team senza i vantaggi di tale posizione, ma con tutti gli oneri, roba che tra l’altro ha fatto pure indispettire l’IRS che ogni tanto qualche multarella l’ha pure fatta in giro. incredibile quanti danni possono fare titolo e anteprima di un post!

Bruno ma non è che per altri ruoli sia diverso eh. vale lo stesso principio con tutte le figure non indispensabili per l’intero ciclo di sviluppo

eh ho capito ma il discorso non è quellooo

“oh oggi piove, avete preso l’ombrello?” “eh ma piove dappertutto” “sì ma l’avete preso l’ombrello?” “eh ma pioveva anche ieri” “sì ma l’ombrello?” “dice che pure domani pioverà” etc etc

Da me (vancouver) i contractors guadagnano di più delle rispettive posizioni stabili, come è ovvio che sia. Ho amici che hanno lasciato lavori in team per mettersi in proprio da contractor. Poi è ovvio che li sei in proprio e dipende da come ti vendi e da quanto vali.

Discorso diverso da non so, ai miei tempi milestone che abusa(va) in una qualche misura del tempo determinato e contratti vari, ma quello è un malcostume che nulla c’entra con l’industria dei videogiochi, cioè non sono lavori saltuari come l’esempio di sarah, ma lavori effettivamente full stiracchiati. Non che fosse un dramma eh

ripeto, nel post sono citate situazioni come quella che hai descritto, che poi sono il punto focale del tutto. peccato che abbiano scelto di aprire con la storia strappalacrime della povera Sara perché per quanto abbia un senso dal punto di vista della resa emotiva dell’articolo, evidentemente gli ha lasciato il fianco troppo scoperto alle critiche.

Si ma ripeto, quando anche qualcuno fa qualcosa di sbagliato è una società un po di cacca, non è la regola. La regola invece che crea delle difficoltà oggettive è quella dei contractor veri e propri nel campo soprattutto della grafica, e quello te lo dissi già l’altra volta. Può essere stressante, non è per tutti, ma non è per se una distorsione malvagia, è quello che serve. E se scegli di fare un certo lavoro lo devi sapere. Faccio sempre l’esempio vicino a casa per me di Fei che fa l’attrice. Non è che si può lamentare di non avere il posto fisso, lo sapeva bene quando ha fatto quella scelta che era una forma di lavoro autonomo…

sempre nel post dice che appunto nel cinema è pure peggio, dato che non esiste proprio il concetto di “core team” o di lavoro a tempo indeterminato, però lì il tutto è compensato dalle union che evitano gli eccessi che invece si riscontrano nel mondo dei vg

Che è un po’ una cazzata perché se leggi tutti i casini che ci sono stati negli ultimi anni nel mondo dei VFX capisci che le union per quelle cose servono un po’ come i cavoli a merenda.

Nel cinema sono cazzi molto maggiori. Le union sicuramente aiuteranno in alcune cose, ad esempio le assicurazioni collettive, ma alla fine sempre più cazzi dei vg restano, di gran lunga. Non è che le union servono a chissà che ma ne abbiamo anche lì già parlato, no?

capisco capisco

I vfx oggi sono quasi schiavismo se non sei ai piani alti. Io non ci lavorerei onestamente. Ho sempre la mezza idea un giorno di andare tipo in pixar, ma è una mezza idea che mi passa quando penso al crunch che fanno. Forse non i ricercatori però. Spero.

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