#PODCAST: Gaming Effect #54

0

Analisi articolata ed interessante del mix di cause che sta causando problemi alla industria del divertimento.
Di sicuro se educhi “l’uomo della strada” che dopo tre settimane hai sconti al 50% e due mesi per patch corpose che rendono il gioco completo e non “una beta a pagamento” bisogna ripensare il modello economico per un rientro sul lungo periodo

Gaming Effect | Episodio 54

www.gamingeffect.it
Il tema più discusso degli ultimi mesi del 2016 sembra essere la presunta crisi dei giochi AAA, confermata da dati di vendita decisamente sotto le aspettative per quasi tutti i titoli più importanti. Molte possono essere le ragioni che hanno portato gli utenti a non acquistare TitanFall 2, Watch Dog…

Sentita tutta… Ottimi spunti, anche se secondo me si sottovaluta la saturazione del mercato. Oggi ad esempio sono andato al GS e ho guardato un po’ l’usato per PS3, roba da far spaventare. Con una trentina di euro si può giocare per settimane a titoli, si vecchi, ma interessantissimi. E questo è solo uno degli aspetti. Con il digitale poi si apre letteramente un mondo. Tra vecchie glorie, low budget e indie; sinceramente la vedo sempre più difficile anche per un titolo AAA crearmi così tanto hype da farmi sborsare 70 sacchi.

Io ho notato che escludono dal discorso Nintendo, l’unica azienda che si punta sul lunghissimo periodo e tiene i prezzi fermi con rari sconti al massimo del 20%.
Ci vuole una bella riflessione sul percome solo loro ci riescono

Da “Nintendaro” però ho notato che anche molti prodotti Nintendo quest’anno sono stati svenduti dalle grande catene, tipo l’altra settimana ho preso Kirby Planet Robobot in edizione con Amiibo a 20 euro all’Auchan. Da Unieuro c’è il 40% di sconto su tutti i titoli Wii U. E così via… Comunque sì, mediamente rimangono i giochi con il prezzo più stabile, sopratutto in digitale. Nintendo è anche l’unica che sembra aver capito che i giochi possono vendere a distanza di anni.

Io ho trovato Xenoblade Chronicles X a 29 al Carrefour.
All auchan amiibo svenduti a pochi euro

Lo sconto della catena non dipende da chi fa i giochi.
Quelli su steam si.

Sì, era per dire, fino a due annetti fa le catene non svendevano i giochi Nintendo, ora succede, sia per 3DS (che vende bene), sia per Wii U (che vende malissimo). Secondo me è un segnale forte che ormai la gente non spende più alla cieca, neanche quando si tratta di brand forti. Comunque a tal proposito sarei a interessato conoscere i dati dello store digitale di Nintendo, credo siano bassini. Primo motivo perché chi è “Nintendaro” compra anche per collezione, secondo, perché tra un’offerta e l’altra conviene comprare il fisico, soprattutto quando si parla di Nintendo che non rilascia patch da 5TB al day one 😛 . A quel punto capisco Sony/Microsoft che cercano di ammortizzare il calo di vendite tagliando i prezzi, che – come dici tu – alla lunga però porterà la percezione che un gioco da 70 euro non è da comprare (cosa che io personalmente applico da sempre 😛 ). Invece per quanto riguarda Steam il discorso è diverso (secondo me), il PC sarà uscito anche dalla pirateria (o quasi), ma rimane la percezione che un videogioco debba costare pochissimo (“gia spendoh tnt per sceda videooohh e la conesione!!11!). Quindi gli sviluppatori sfruttano l’atavico desiderio del PC-Gamer di collezionare centinania di giochi (senza giocarli) massificando le vendite. Ovvero, cercando di rifilare i loro prodotti anche a chi non è particolarmente interessato a quel determinato titolo.

Più che non particolarmente interessato, direi impossibilitato a giocarlo per mancanza di tempo.

Come l’abbonamento per la palestra, compro in previsione di un evento (l’andare in palestra) per il quale non avrò mai tempo ma l’aver pagato mi dà già una sufficiente soddisfazione.

Anche, ma ricordiamoci che l’utente PC ha sempre avuto centinaia di giochi su hard disk destinati a fare la polvere. Su quello, l’utente medio delle console, valorizza maggiormente il gioco che acquista, è di natura portato ad essere più selettivo. Su PC contano molto di più i numeri che il prezzo di listino, mentre su console deve rimane un equlibrio tra prezzo e spese di produzioni, visti i numeri totalmente differenti tra i due device piazzati. Per intenderci: con il PC volendo una software house può permettersi di vendere milioni di copie a basso costo, mentre su console no perché il pubblico è ristretto. Infatti oramai non ha quasi più senso non pubblicare anche per PC, a meno che non ti arrivano dei soldi per l’esclusiva…

Le catene sanno di switch e tentano di liberarsi di un prodotto che non è più sicuro come il Wii.

Il loro problema è che lo spazio fisico è limitato rispetto al concorrente online e lì (appena controllato su Amazon) i prezzi sono poco più bassi di quelli ufficiali.

Poi non so quanto conti ma a Mestre Venezia hanno chiuso tre GS un OG, il GS rimasto è per metà merchandising e 1/4 Wind mentre gli ipermercati hanno tolto il reparto se non fosse per Fifa: più che non spendere alla cieca qui è proprio non spendere.

Anche tanta roba 3DS è scontata… non credo sia solamente un problema dell’arrivo di Switch. Comunque da Amazon, escluse le offerte, è meglio non avvicinarsi per quello che riguarda i videogiochi, ha dei prezzi stagnanti, in un super mercato qualsiasi hanno più flessibilità.

Comments are closed.