“It seems like most live-action movie versions of manga and anime are terrible. (Remember Attack on Titan?) However, the release day buzz around the new Jojo live-action movie is that it’s actually good.” VE STATE A CACA’ SOTTO EH!?👽
The JoJo’s Bizarre Adventure Movie Being Called “Better Than Expected”
kotaku.com
It seems like most live-action movie versions of manga and anime are terrible. (Remember Attack on Titan?) However, the release day buzz around the new Jojo live-action movie is that it’s actually good.
Yeeeeh!
Lo compro per un dollaro. Farà al 100% CAGARE.
Per capire il perché questi film facciano SEMPRE cagare bisogna tenere conto di molti aspetti che riguardano il cinema giapponese. Condivido diversi critici che vivono in JAPO che lo definiscono un cinema vecchio di 10/20 anni rispetto a quello coreano e cinese. Ma andiamo per ordine. In primis, il materiale di origine è semplicemente impossibile da trasporre, non è solo una questione pragmatica “il 2D non sta nel 3D” ma è anche impossibile da adattare, A MENO che non si arrivi al punto che spiegherò nel dettaglio di seguito. Cominciamo dal male assoluto: Il famigerato “Comitato di Produzione, il Seisaku Inkai Hoshiki. Ovvero un team di produzione composto SOLO da investitori. Un gruppo di investitori aziendali e sponsor che fanno proprio un ruolo “d’interferenza” piuttosto ampio e cagacazzo nella realizzazione di un film, la paura è quella di fallire, e quindi, si pensa preventivamente a come rendere la merda sopra (ovvero il film di JOJO) un sicuro successo. Tamuki-san propone una bibita, Tsuciya-san propone una salvietta da culo a tema JOJO e Yoshimi-san propone di accettare lo sponsor di una famosa crema anale di Polnareff. Gli investitori, hanno il compito di salvaguardare gli investimenti, e solo dopo, solo molto dopo, concentrarsi sugli aspetti artistici. Contrariamente a quel che si crede, pochissimi autori e registi in Giappone hanno credenziali tali che “basta il nome a garanzia”. Al di là di nomi della vecchia scuola quali Hayao Miyazaki o Takashi Miike, è raro trovare un regista il cui solo nome basti a garantire dei biglietti venduti. Molto spesso gli attuali registi non sono altro che marionette piazzate lì dal Comitato di Produzione e spesso sono perfetti incompetenti che non solo NON conoscono i mezzi attuali (riprese, piani sequenze moderni, uso di nuove tecnologie e altre cose tek) ma hanno spesso molte difficoltà a girare cose che non conoscono. Un altro aspetto è la retribuzione a a cui è soggetta tutto il cast-tecnico. I salari di chi lavora nell’industria, sono bassi, un direttore di fotografia è pagato poco, uno sceneggiatore o un aiuto-regia ancora meno. Questo comporta un calo vertiginoso della qualità, poiché si lavora controvoglia e spesso l’attenzione su quello che si fa è ai minimi sindacali, a meno che un regista garantisca salari appropriati come Kouroshi, Sono, Miike ed altri. In Giappone poi, altra piaga, dominano le industrie di idols e modelle, le più importanti, ovvero AKB48, Johnny’s ed Exile, generano interesse ed incassi sicuri, poiché la semplice inclusione di una zoccoletta pop o un minchione di k-rock è già una garanzia per il Comitato. C’è il problema che al 200% dei casi non sanno recitare e che la mimica facciale è pietosa. Ma questo è radicalmente strutturato nel loro cinema. Proseguiamo –
Un altro problema serio è che in Giapolandia c’è una totale mancanza di autocritica verso le proprie opere. I recensori o critici, in pochissimi casi segnalano effettivi deficit di un film. Questo perché, seguendo un loro antico motto “Se non hai nulla di buono da dire, allora non dire proprio nulla” è sempre valido per questi poetici-froci.
Un critico jap dunque non dirà MAI che un film fa cagare (Ganz) o che non è propriamente eccelso, ma lo farà (se lo farà) in maniera velata, assai indiretta, selezionando accuratamente ogni parola usata. Un po’ come quando presenti un’amica al tuo amico, evidenziando il fatto che prima che sia bella, è simpatica. Oltre a questo gli adattamenti anime sono, salvo pochissimi casi, presi sul serio, e quindi viene annebbiato il giudizio di critica della serie “Oh è una storia di un uomo che si mette una maschera da tigre e fa il catch, che pretendi?” – problemi come questi, segnano un baratro qualitativo, salvo pochissime pellicole, incolmabile, dove pochissimi registi riescono a cavarci qualcosa di decente, bypassando il terribile comitato di produzione, gli sponsor di merda, l’inserimento di idols come attori ed attrici. Riassumendo 1) Materiale di origine 2) Comitato di produzione 3) Bassi Guadagni 4) Assenza di regia o attori che ricoprono con le loro esperienze i ruoli assegnati 4) Critica che non indirizza alla corretta lettura. 5) Il confronto con altre realta’ asiatiche e’ impietoso e al confronto (Corea è secoli avanti) il Giappone sembra peggiorato, ma il realta’ sono gli altri che sono migliorati e tanto. Ecco perché Simone Savage Andreozzi il film di JINO-JO farà ca-ga-re, mentre Death Note (la serie TV) è probabile diventi virale e un sicuro successo. Togliendo, naturalmente la transizione del mondo anime/manga alla carne ed ossa.
