#FILM: Death Note, non così orribile secondo #LANCIL9

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Ho visto Death Note di Netflix.
Dalla fonte attinge molto meno del previsto, ma questo è un bene: dopo un anime, due (bruttini) film giapponesi e una (mediocre) serie TV giapponese, sarebbe stato ridicolo ricalcare una formula che evidentemente non funziona.
La strada intrapresa è la solita già vista in altre produzioni netflix (anche in questo caso con qualche strizzatina d’occhio ai trentenni nostalgici), quindi voglia di stupire con personaggi supereroici con tutti i loro problemi… insomma “anche tu che sei una merda e pieno di problemi, puoi essere un supereroe”…
I personaggi sono in gran parte stravolti, compreso Ryuk, qui trasformato in un demone decisamente più cattivo. Il film mi è sembrato godibile, ma alla fine rimangono solo le scene splatter e un Ryuk probabilmente ancor più affascinante dell’originale.

Visto anch’io ieri sera.
Diciamo che va visto con basse aspettative, tende più al fan movie che non alla produzione seria. Il pupazzo di Ryuk fa un po’ pena, secondo me potevano giocare meglio con le ombre e le inquadrature, senza farlo vedere mai davvero per intero.

Il Cast non è così tremendo, ho solo trovato terribilmente irritante L, compresa l’imitazione di certi atteggiamenti dell’originale dal manga, che però nel personaggio del film non hanno molto senso.

Molte forzature nella trama, in particolare sull’uso del libro. E qui non è un problema di confronto tra anime e film… è proprio che fanno il cazzo che vogliono applicando una logica estremamente approssimativa. Non voglio spoilerare usando esempi specifici dal primo post, ma magari poi ne parliamo.

Comunque in definitiva si lascia guardare.

Cito il Doc

lammerda

Secondo me il problema principale è che stando con un piede nell’anime e con l’altro no crea dei personaggi schizofrenici ed incoerenti. Diventa impossibile affezionarsi a un Light che un minuto è stupido e quello dopo intelligente e a un L riflessivo e impulsivo a giorni alterni..

Il problema è che lo scontro tra Light e L nella serie giapponese funziona per il suo essere completamente intellettuale e avulso dai sentimenti, che entrano in gioco solo in momenti precisi e con una funzione specifica: quella di oppositori. Togli questo presupposto che è il perno dell’intera narrazione e ti viene fuori il film di Netflix, cioè una schifezza colossale.

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