#ANIME: Psycho-Pass, la cura maniacale del Giappone per #ILLUCA

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PSYCHO-PASS
Anime non recentissimo che sono sicuro essere già passato tra queste pagine, voglio riproporlo dopo aver terminato la visione della prima stagione che consta di ben 24, bellissimi, episodi.

« Un mondo dove la condizione psicologica e le tendenze caratteriali delle persone possono essere misurate e trasformate in numeri. Ogni disposizione psicologica viene registrata e controllata, e questa misurazione, che determina un criterio di giudizio sull’animo degli individui, è conosciuta dalla gente come PSYCHO-PASS »

Se c’é una cosa che ammiro moltissimo del Giappone che vedo negli anime é la maniacale cura del dettaglio portata a livelli talmente elevati che alle volte sembra un‘aberrazione perché troppo distante dalla naturale umana imperfezione; quando provo ad immaginarli al lavoro su queste opere vedo un impegno così immanente da non lasciare spazi per i santi ozi di vita normale e questo, personalmente, non mi piace. Il risultato di questo lavoro in questo caso porta ad un’opera non solo bella da vedere ma, come spesso accade negli anime giapponesi, profondissima nel modo in cui inventa dal nulla un’ipotesi fantascientifica e riesce a renderla reale, logica e razionale attraverso l’accuratezza con cui costruisce la psicologia dei personaggi e del mondo in cui vivono. Nonostante sia pura fantasia ha tutto senso, da quello che accade alle emozioni stesse di ogni singolo attore di carta. Anche se distanti dal nostro occidente riescono ad usare con grande maestria quello che il nostro cinema ha dimenticato, l’importanza dei dettagli, la logica della storia, i tempi con cui svilupparla, il potere di farci entrare negli occhi dei personaggi… cose in cui i grandi come Asimov, Gibson e tanti altri scrittori di Fantascienza erano maestri nella carta dei libri e che le major e gran parte degli attuali registi hanno quasi completamente dimenticato.
Per chi, come me, non l’avesse già fatto consiglio questa bellissima e visionaria opera di fantascienza.

Buonissima serie.
La seconda stagione si poteva evitare, secondo me.

Verissimo,bellissima prima stagione,seconda stagione molto meh

C’è pure il gioco tratto dall’anime. Anche questo, purtroppo, si poteva evitare. La VN più noiosa a cui abbia mai giocato.

Quando parte il merchandising su una qualsiasi serie di successo il disastro é sempre dietro l’angolo😀

Sicuro non sia il contrario? A me sembra che sia nato come visual novel su Ps3

No, in questo caso nasce prima l’anime e poi la visual novel su PS4/Vita. Su PS3 non esiste nulla di Psycho-Pass.

La seconda stagione devo ancora vederla ma da come si chiude bene la prima non mi meraviglio del “mheee” sulla seconda😓 Il film l’avete visto?

No ed evita la seconda stagione.
La prima si chiude con un finale degno di Rapporto di minoranza di Dick (libro non film) che rafforza il senso di distopia; il secondo parte da una idea che è forzatura in se e per ciò che il messaggio che la serie vuole veicolare

Infatti faccio difficoltà ad immaginare un seguito che abbia un senso…così è perfettamente chiusa👍

vuoi lo spoiler?

io no grazie che devo ancora vederla 😀

Federico Rosa no no Federico! 😅😅 poi magari ne riparliamo nel dopo visione! 👍

Più che Asimov o Gibson dico Philip K. Dick: la sua influenza, soprattutto da Rapporto di Minoranza è enorme e innegabile.
Ma contrariamente al maestro americano, gli autori nipponici hanno creato un antagonista coi controcazzi che si mangia la scena anche stando zitto e suda carisma.

Errore mio inserire quei due nomi non contestualizzandoli bene 😅 li ho citati non in relazione all’anime ma come due esempi di scrittori distanti tra loro ma che avevano la capacità di costruire la personalità dei personaggi usando dettagli che a prima vista sembrano futili ma che sono minuziosamente studiati. Una capacità che gli scrittori hanno avuto e hanno e che il cinema occidentale ha, a mio avviso, dimenticato.

E si, nel caso specifico concordo con te sull’ispirazione a Dick 👍

Comunque per quel che ho letto anche Asimov e Gibson falliscono nel creare un antagonista carismatico.

La prima serie era bellissima, la seconda non so ma non mi ispira a naso :/

La seconda stagione fa pena rispetto alla prima

La prima stagione è stupenda

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