Le grandi recensioni di Steam.
They’ve broken the cock.
b’asta con questi nglese dobiamo riscoprirè ill rispttt dlll nstr LINGUAITALIANO!!!
Oddio, a fronte di una situazione diversa dall’attuale sarei pure d’accordo, ma appunto…
ogni giorno un’ulteriore spinta a non localizzare niente <3
Gioco?
direi Tyranny
Ah ma non ha neanche i sottotitoli in italiano?
speriamo di no 😀
Bah, per me non ha senso come cosa. In un gioco di ruolo in cui sono presenti tonnellate di roba da leggere, togliere l’italiano è come segarsi le gambe.
togliere l’italiano è come non vendere lo 0,001% del totale quindi sticazzi. e la gente dovrebbe imparare il fottuto inglese nel 2016 (che consente di godersi i GdR ancora meglio, perchè sono 10 volte più belli in originale)
Quindi se io sono in 3 liceo e voglio godermi un bel gioco di ruolo di cui ho letto su internet non posso perché non ho ancora un C1? Bella idea 🙂
Frankie se sei in terzo liceo, sei nel 2016 e giochi se non sai l’inglese il problema è un po’ più importante secondo me. e detto questo, di nuovo, localizzare è sostanzialmente inutile in italiano. fermo restando che loro sono tra i pochi a poterlo fare e tra i pochi a cui magari sposterebbe qualcosa
Ho imparato l’inglese coi vg alle medie, per dire; e parlo di Ultima VI a cui giocavo col dizionario di carta a fianco (poi mi son tirato dietro un bel po’ di errori di pronuncia ma vabbe’). Se si è giovani e appassionati si fa. Il che non è la giustificazione all’assenza di localizzazione, chiaro.
Vittorio Bonzi idem. Dizionario alla mano + Ultima e avventure Lucas 😀
Sono il primo ad aver imparato l’inglese sui videogiochi (e probabilmente il mio C1 lo devo gran parte a loro), ma non tutti sono disposti a superare questa barriera. Poi oh, cazzi di chi sviluppa, per carità. Però, per dire, anche TW3 non è facile da seguire tutto in inglese, tra accenti strani, costruzioni un po’ più elaborate e termini spesso inusuali.
Frankie se non sono disposti, non giocano. più in generale, si estinguono nel mondo attuale. e parliamo di adolescenti che negli altri paesi di lingue ne parlano pure 3 se va bene
ok ^_^
Che poi la localizzazione sappiamo perché non c’è (non rende, perché qui non di vende, e non si vende perché…). Io sarei anche tignoso sull’argomento, e non mi piace che una delle prime lingue della UE venga trattata in questo modo, ma così vanno le cose.
Vittorio Bonzi ma infatti Paradox-Obsidian che non localizzano fa strano. Nel senso, con questa qualità e questo genere, loro, la localizzazione avrebbe senso che la facessero (come hanno sempre fatto mi pare) perchè potrebbero vendere qualcosa in più. C’è da capire se hanno deciso di sbattersi di quel qualcosa in più perchè alla fine del giro non vale più neanche il minimo di effort sindacale
> Sono il primo ad aver imparato l’inglese sui videogiochi (e probabilmente il mio C1 lo devo gran parte a loro), ma non tutti sono disposti a superare questa barriera.
Ok, non sono appassionati. E le case hanno pieno diritto a farsi due conti e non andare loro appresso. Che poi, a non fare tutte queste scene, hai visto mai che le localizzazioni ritornano.
Comunque non ho ancora capito come localizzazione sì/localizzazione no possa influire nella testa di alcuni sulla qualità del gioco.
Per fortuna le recensioni sono in ITALIANO.
PATRIA FAMIGLIA ONORE ITALICO!
EVVIVA NEMBO KID!
Dopo tutto il casino ridicolo che ci fu con la localizzazione di Pillars saranno giunti alla conclusione che non devono scegliere in funzione del ritorno di investimento e dei dati di vendita territoriali, ma in funzione del tipo di percezione che hanno del quoziente intellettivo medio di una nazione. Mandare a cagare una fetta di mercato che puntualmente alza i forkoni se non c’è l’italiano e che te lo fa pesare tantissimo in fase di giudizio (spingendo pure altri utenti a boikottareeehhh perché “siamo i clienti il marketing ci temonoh!” e non capendo che se qui continuano a vendere nocciolibe non localizzeranno di default più un cazzo di niente) è un po’, iperbolizzando, come prendere a schiaffi tuo figlio super viziato che non c’ha voglia di fare una minchia nella vita e chiede solo soldi che probabilmente brucerà in cazzate. Magari dopo ti odierà e resterà ancora di più sul divano a non fare un cazzo, ma almeno non ci butti più soldi appresso.
mi piacciono le tue idee sull’educazione!
#SCHIENADRITTA
comunque è sempre colpa della stampa: “i nostri utenti sono dei mongoloidi, quindi dobbiamo tirare fuori la questione italiano e abbassare il voto” #truestory
No forse non mi sono spiegato bene: IO IL GIOCO KOL KAZZO KE LO KOMPRO KE GIA PAKO LA KONNESSIONE!
IO LO VOGLIO PIRATATO MA ITAGLIANO!!!!
Io la vedo un po’ diversa la cosa . La mancanza di una lingua nel 2016 mi da l’idea di un prodotto non professionale. È una percezione mia, ovviamente, non una cosa reale. Ma un gioco di un certo livello ormai dovrebbe avere tutte le lingue. È un po’ come i trofei, sbatte niente della feature in se, ma chi non ha tempo di inserirli mi suona come un prodotto fatto in maniera frettolosa. Così come la mancanza del supporto del pad dove le meccaniche del gioco potevano essere adattate facilmente. Insomma, piccole cose che arricchiscono l’opera.
a me più che altro fa ridere che nel 2016 molti italiani ancora non si siano resi conto che a forza di rubare tutto il rubabile il nostro è diventato un mercato marginale che non caga più nessuno. Il pubblico c’è, ma non compra e chi compra sceglie sempre la stessa roba (che viene giustamente tradotta).
Ma infatti che una delle prime lingue della UE non ci sia è *brutto*, e dove la localizzazione c’è ed è ben fatta me ne servo pure (non sono d’accordo che l’inglese sia sempre meglio, perché mai poi?). Ma c’è un pubblico di viziati, le cui azioni sono alla luce del sole, che ne è responsabile.
Ma anche gli spagnoli o i brasiliani rubano come se non ci fosse un domani. Non è questo il punto. Ve la vedete una Nintendo che non localizza perché frigna che il Wii U ha venduto poco o perché il Wii e il DS sono state probabilmente le console più spiratazzate di sempre? Cioè, può anche farlo, ma poi la percezione è che sia una piccola software house. Inserire tutte le lingue possibile è secondo me anche una questione di marketing. C’è poco da fare, siamo nel 2016, come tutti dovrebbero conoscere l’inglese, anche le software house dovrebbero capire che fare dei prodotti professionali oggi è molto differente dagli anni 90. Certe cose rognose sono diventate un po’ una prassi, nel bene e nel male.
Nintendo, Sony e Microsoft fanno storia a se, come Ubisoft, EA e altri. Non confrontiamoli con Paradox o altre realtà minori.
Il pubblico ispanofono e lusofono è *grande*, sommando tutti i paesi. Arrivano a una massa critica adeguata, si vede.
A
Se no la spiegazione è che Paradox è italofoba? Boh, può darsi, ma mi sembra molto più strano dell’alternativa.
E qui che casca l’asino, chi vuole inserirsi oggi giorno nel mercato dei videogiochi con un prodotto un po’ differente dall’indie da quattro soldi, deve essere competitivo al massimo, non ragionare da “mo risparmio gli spicci non localizzando in questa lingua, wowow”.
A Paradox vanno male gli affari, per questa cosa?
Non sono spicci. Sono decine di migliaia di caratteri che fanno diverse migliaia di euro di traduzione.
Vittorio Bonzi tieni conto che non è solo l’italiano ad essere escluso, ovviamente detta così sembra una burla perché uno si focalizza solo sulla nostra lingua. Io parlavo in un’ottica generale, quando non sono coperte svarianti lingue.
Ne tengo conto e dico “si vede che non conviene”. Sempre lì stiamo.
Ma questo vale anche per l’utente a questo punto. “Ne tengo conto e non ti compro il gioco, oppure ti lascio un feedback negativo”. Come dicevo, presentare un videogioco non è più come negli anni 90, quando devi fare economia su certe cose ti devi anche aspettare reazioni negative, ormai il mercato si è così espanso che è inevitabile. Inoltre non credo che Paradox morirà per due recensioni negative italiane…
Ok, siamo d’accordo. Padroni gli utenti di lamentarsi, e chi lo nega? è solo che ad azioni seguono conseguenze, e quando nessun danese ti smerda perché manca il danese…
Secondo te non hanno inserito l’italiano perché c’è chi si lamenta? Secondo me è più probabile che non hanno inserito l’italiano perché da noi i GDR se li cagano in 3 persone. Il problema di Tyranny è che non ha neanche il cinese o il portoghese. Vai a leggere quanti cinesi chiedono la loro lingua tramite le recensioni Steam. Dubito verranno mai accontentati, anche loro piratozzi… però sono tanti 😀
> Secondo te non hanno inserito l’italiano perché c’è chi si lamenta?
No.
Allora non capisco il tuo commento precedente, perdonami.
Quindi il tuo prossimo gioco esce in 6909 lingue?
il punto di vista di Belli e Taglaferri (auguri) è comprensibile e anche condivisibile però adesso non esageriamo, ok costa troppo localizzare in italiano però adesso stare pure a schernire sta gente o dire cose tipo “un’incentivo in più a non localizzare” non mi sembra il caso anche perché di soluzioni se ne potrebbero provare. Io ad esempio faccio parte di un’altra minoranza, essendo mancino e comprare oggetti progettati per mancini costa di solito il doppio (a volte anche di più) dell’equivalente per destrorsi, forse non sarebbe la migliore delle idee però personalmente non avrei problemi a pagare un extra per la localizzazione in italiano.
non costa “troppo” anche perchè “troppo” non vuol dire una mazza in assoluto (a Paradox localizzare Tiranny costa meno che a me localizzare lo stesso titolo /20 per una semplice questione di economia di scala, portfolio etc). semplicemente il mercato italiano lato “fare” è uguale a tutti gli altri, i rientri no. diventa una questione di sbattimento ed effort e come indie, sapere che ogni 20k di copie ne vendo 300 (trecento) qui, porta a conclusioni ovvie. e non si tratta di schernire: io, se non mi pagano la localizzazione e le sbatte, in italiano non localizzo mai più. come accade per il 90% dei team piccoli con un minimo di senno. non serve, semplicemente
Donnie Yen, guarda che è economia spicciola: se spendo 10 per aggredire un certo mercato e di questi ne rientrano 9, allora quei 10 al prossimo gioco non li spenderò più, perché pure nel caso ottenga solo 2 dallo stesso, avrò comunque guadagnato di più.
ok quindi spiegatemi, la gente non è libera di lamentarsi senza essere presa per il culo perché a voi non conviene abbastanza localizzare in italiano?
Quello di essere presi per il culo è un rischio connesso alla nascita. La libertà di lamentarsi, nessuno gliela toglie.
Donnie Yen la gente è libera di lamentarsi come vuole. e io di spiegare perchè non serve a un cazzo. detto questo, al massimo, chi si dovrebbe lamentare perchè “gioco bello ma manca italiano quindi booo” è chi i giochi li fa, perchè è veramente un criterio da mentecatti nel 2016, che finisce per portare a questo (i.e. Tyranny da 9 nel mondo, in Italia 8 perchè manca la loc, cazzo localizzo a fare, ciao Italia). Imparare inglese perchè siamo degli ignoranti di merda qui. Da persona. Da dev imparare inglese perchè i giochi in inglese sono meglio di quelli localizzati per una semplice questione di “provenienza”. That’s all
Se ti lamenti perché il cielo non è a pois sì, meriti di essere preso in giro. Le spiegazioni sul perché non si traduce in italiano ci sono, sono logiche e sono inattaccabili. Continuare a frignare e continuare a non comprare è da sciocchi, tutto qui. Vedrai che quando si ritroveranno 100000 invece di 1000 copie vendute in Italia inizieranno a tradurre. Fino ad allora pure basta con questa storia.
guardate io posso anche capirvi, non sono un imprenditore però onestamente sti discorsi se ne sono già fatti e per me il vostro punto di vista è quantomeno discutibile. Per come la vedo io, (faccio un discorso generalizzato) finché apportare un’ aggiunta o miglioria ad un prodotto rientra nel costo zero, davvero non vedo il motivo per non farla.
Donnie Yen per me ti puoi lamentare però la maggior parte della gente che si lamenta probabilmente non tirerebbe fuori uno spicciolo extra per una traduzione ita, e questo dando per buono che non se lo sia piratato il gioco, che non è del tutto scontato
tra l’altro tradurre un gioco (o qualsiasi altra cosa) non è un costo zero
forse un buon compromesso potrebbe consistere nel rendere i giochi quanto più traducibili possibile (ad es. mettendo i dialoghi le frasi e i sottotitoli in file in chiaro, magari in formati standard) così dove non arrivano i budget ci arrivano gli appassionati (anche se pure questo non sempre è automatico e spesso richiede qualche sforzo in più a livello di coding)
Donnie Yen perchè non rientra nel costo zero. te l’ho detto sopra. localizzare ha lo stesso costo e sbatta in tutte le lingue. non è che cambia (o cambia pochissimo). la differenza è che se devo scegliere tra l’italiano e qualsiasi altra lingua, qualsiasi altra lingua porta un rientro maggiore. quindi c’è poco da dire
forse ho usato un termine sbagliato, con costo zero intendo che alla fine ci guadagnate quanto ci avete speso per farla
Donnie Yen quello non è costo zero. guadagnarci è un’altra cosa e il problema è esattamente che non copri mai i costi qui, quindi anche ciao (ovviamente si parla di giochi con una localizzazione massiccia, i menu non sono un problema)
in realtà pare che non rientri manco nei costi, e pure se ci rientri in quelli e basta ti conviene davvero?
certo magari se tutti i giochi fossero in ita sul lungo termine il mercato si espanderebbe la gente apprezzerebbe di più etc etc ma a parte che è un po’ utopistico se nel frattempo traducendo in russo o in polacco ci fai 10x soldi evidentemente da un punto di vista del business punti prima su quello
il momento in cui si penserà alle strategie di lungo termine sarà quello (forse) in cui quelle di breve termine non funzioneranno più, quello in cui che ne so, sarà tutto così saturo che pure le 10 copie in più vendute in Italia faranno la differenza, ma finché non arriviamo a questo punto sarà dura…
però perdonatemi ma per me “non rientrare dei costi” e “non guadagnarci abbastanza” non sono la stessa cosa, poi comunque ovvio che sono consapevole che localizzare in qualsiasi lingua necessiti di sforzi non indifferenti e questo potrebbe essere un altro motivo per il quale ne varrebbe la pena, visto che riusciresti a pagare persone per un lavoro che a te non costerebbe niente
Donnie Yen certo che non sono la stessa cosa. ma si lavora per guadagnare in genere, non per ripagarsi i costi. e il lavoro, di nuovo, se me lo pagano prima lo faccio volentieri pure se non serve a una sega. sennò non ha senso semplicemente
uhm in effetti qualcuno con uno spiccato senso degli affari potrebbe metterci su un business, chissà se ci sarebbero abbastanza persone disposte a pagare degli extra per finanziare delle traduzioni “postume” in italiano dei giochi (al 99% no, ma chissà!)
Seeeeeeeeeeeeeeeeee.
Ci abbiamo provato una volta con multiplayer ed è stata rivolta popolare 😀
Ed erano tempi in cui la gente era disposta a pagare, figurati adesso.
> Ci abbiamo provato una volta con multiplayer ed è stata rivolta popolare 😀
Con quali motivazioni, che mi faccio due rise?
Che non si deve pagare per una cosa che ti dovrebbe fornire direttamente chi sviluppa il gioco.
ma ora i tempi sono maturi! kickstarter! indiegogo! distruptive! make italia great again! blue ocean!
Sono marci.
Recensioni utilissime!
cmq c’è questo team semiamatoriale che si occupa di traduzioni di giochi e in particolar modo avventure grafiche, non so se sono ancora in attività ma secondo me potrebbero essere interessate a una roba tipo “noi vi paghiamo e voi ci traducete il gioco”: http://www.rumcorpse.com/
RuM Corp.se Localisation Pro
www.rumcorpse.com
sennò si può proporre l’idea agli studi di localizzazione più “pro” e vedere se sarebbero interessati:
http://games.disctodisc.it/
http://www.synthesis.co/
http://www.binarisonori.it/
e ce ne sono altri credo ma al momento mi vengono in mente solo questi
Interessati a cosa? A lavorare gratis?
no a fare una roba tipo “pagateci che vi traduciamo il gioco X”, tipo kickstarter boh!
Ma davvero il gioco ha voti minori in Italia per via della mancanza di loc ?
a me è successo su una cinquantina di prodotti circa negli ultimi 10 anni. fa parte della linea editoriale di molti siti e non è contestabile, ci mancherebbe. ma ci mancherebbe pure non dire che è una roba da scemi ormai e che come tali dovrebbero trattare gli utenti che l’inglese non lo sanno nell’anno del signore 2016 😀
Mha direi che se la stampa ha formato (in parte) questi utenti, si prendano le loro responsabilità a riguardo
Rudin Peshkopia fatto sta che se qui mando fuori una roba e manca l’italiano, ho un problema su Metacritic, per dire.
Nel caso dei tuoi giochi, metacritic è ancora molto rilevante ?
Rudin Metacritic per fortuna è meno rilevante di quel che si pensi per certi punti di vista, ma è un problema quando si parla con interlocutori di un certo tipo. E comunque sta lì e per molti qualcosa significa. Non so come dirlo, è più un problema di forma che di sostanza diciamo, ma può generare o non generare dinamiche di un certo tipo. Ma non è il caso dei miei giochi (se intendi NERO, per dire, sì, l’italiano ci ha abbassato i voti in Italia e paradossalmente l’Italia che in genere pompa i giochi italiani la media a noi ce l’ha abbassata e non parlo solo di Meta). Sono problemi che ho avuto anche con i giochi di Eidos, Midway e altri 10 publisher con cui ho lavorato in passato.
Quando parli di interlocutori parli lato business ? Tipo “ti pago il bonus se hai x metacritic” o “non assumo gente che non abbia lavorato su un gioco con x metacritic” ?
Si, lato business. Non tanto per i bonus (quello mi é capitato solo con Bethesda) quanto per cose tipo esco, vendo bene ma per il porting fanno pesare lo score (anche se sanno benissimo che hai venduto bene). Prendere persone invece non c’entra niente
Chiamatemi stronzo ma sebbene mi interessi tantissimo il titolo non lo comprerò a causa della mancata localizzazione.
Oppure quando sarà a 10€.
Purtroppo manca di una feature secondo me essenziale per un GDR, senza la quale la mia fruizione ne è inficiata.
mah se uno non capisce l’inglese a un livello tale da compromettere la fruizione di un titolo è ovvio che se il GDR non è localizzato non se lo compra
cmq ragazzi davvero imparatevi l’inglese che vi apre il mondo, non solo a livello di videogiochi
basta prendere l’abitudine di vedersi tutto in lingua, magari con i sub però in inglese e non in italiano, e dopo un po’ lo si impara quasi per osmosi
Bru, gioco già in inglese. Guardo serie tv e film in originale. Parlo l’inglese con i clienti del mio bnb.
Ma no, giocare 70 ore tutte in inglese con migliaia e migliaia di righe di testo no.
Sarà una scelta stupida ma è mio diritto, a costo di perdermi una perla.
azz dev’essere proprio complicato però ‘sto tyranny se già sai l’inglese e cmq rimane un ostacolo
Hai mai giocato un RPG bru? Sopratutto di questo tipo con molti dialoghi!
È fattibile giocarlo non lo metto in dubbio, ma è stancante!
no io solo azione ed eiaculazione, di RPG mi sa che mi sono giocato alla fine solo suikoden (il primo) e final fantasy 7 (e un po’ dell’8), che poi sono jrpg quindi tutta un’altra storia
Per un periodo giocai a FF XIV sforzandomi di leggere tutto per capire la Storia. Dopo decine di ore di dialetti strani, termini desueti e altre cose alla fine ti stanchi e fai sempre next next next Fino alla quest XD
Nessuno ti chiama stronzo, la localizzazione è un valore aggiunto, punto. Ma c’è il mercato che c’è.
Sono il primo a comprare indie o altro se meritevoli anche in full english. Se sono action o con un po’ di storia non mi tange. Ma in un gdr… no. Non ce la faccio XD
Totus Von Sciara non è questione di essere stronzi è che la feature essenziale è sapere l’inglese, non avere la localizzazione 😀
Si, ma sono i che pago e io che scelgo 😛
Io scelgo di non comprare un prodotto che non ha la mia lingua. Chi ha perso? Tutti.
ha perso lo sport!
Totus Von Sciara veramente tu. che magari ti perdi un bel gioco. io faccio i conti e metto in conto che tu non compri 😀
Eh beh, comprerò un altro titolo che penso meriterà la mia attenzione. Il mercato per fortuna è pieno di roba.
Eh Totus ma se per ogni nazione che non si vede “rappresentata” (anche a livello linguistico) uno sviluppatore dovesse porsi mille problemi e preoccuparsi di perdere pezzi, sarebbe un casino ingestibile secondo me. Arriva l’uzbekistano di turno e boicotta perchè non c’è in uzbeko. Arriva il filippino e idem. Arriva il siberiano e idem. Arriva il colombiano e idem. Hanno tutte le ragioni per farlo, ma la sostanza non cambia. Il problema è di percezione imho: noi videogiocatori italiani pensiamo di essere un mercato “valido” per certi generi videoludici (RPG) e ci incazziamo quando non ci prendono in considerazione, ma i grandi numeri qua li fa solo e soltanto Bethesda. Forse qualcosa pure Bioware tòh, ma già ho parecchi dubbi su CD Project, per esempio. Figurati Obsidian o Larian (che, guardacaso, nonostante il regalone della traduzione del primo, nel secondo non ci ha calcolato manco di striscio). E calcola che Bethesda stessa (oggi dominatrice incontrastata del mercato RPG) fino al 2006 a stento si poneva il problema di tradurre o meno i testi in italiano (ricordi che merda era la traduzione di Oblivion? Fatta con google al risparmio probabilmente). Poi ha fatto il botto post-Oblivion => valanghe di bigmoney => localizzo tutto che tanto c’ho i soldi e sticazzi. Ma così ragiona Bethesda, che sa di vendere bene qui e sa che pure se va male non rischia nulla se proporzionato al costo totale, o Bioware, che ha le spalle coperte da EA (e nonostante questo non ha nemmeno doppiato DAI, per esempio).
Il colombiano per fortuna parla spagnolo.
Il reddito pro capite delle filippine è circa 7000 $.
L’ubzeko è parlato da 30 milioni di persone, quasi quasi un investimento lo penserei! 😛
Però scusa, il mercato italiano esiste da decenni, più o meno sviluppato… E’ normale che uno sviluppatore debba ragionare o meno sulla nostra lingua.
Poi oh, ripeto, scelta di ogniuno sceglieglere cosa tradurre e cosa comprare. Io scelgo di non comprare al momento questo titolo, con tutte le qualità che ha ma oh, a questo punto gli altri titoli acquistano priorità.
Ma infatti non mi permetto di criticare la tua scelta, cerco solo di inquadrare il problema “come ci percepiamo” in maniera meno “romantica”, per così dire. Obsidian quando è stata finanziata da Bethesda, SEGA o Ubisoft ha previsto la nostra lingua sempre e ci hanno considerato. Il problema nasce quando a pagare devono essere loro stessi o un publisher minore. Lì conti pure i centesimi probabilmente.
Lo comprendo ma non lo accetto 😀
Boh comunque mi pare di tornare negli anni 80/90, con tutto in inglese e i vg appannaggio di pochi stronzi che lo conoscono, lamentandosi poi che non c’è mercato.
vabbè diciamo che c’è una casualità circolare, di sicuro meno localizzazione meno vendite e quindi ancora meno localizzazione
però considera che cmq i super big (activision, ea, ubi, etc) continuano a localizzare quindi alla fine il problema sono le produzioni di seconda fascia e gli indie, che evidentemente non hanno riscontri di mercato tali da potersi permettere la localizzazione
Si certamente. Cavolo però da Paradox e Obsidian mi aspetto di meglio :c
eh mi sa che purtroppo tutte queste realtà non di primissimo piano hanno un giro d’affari molto minore di quanto non si creda
tra l’altro credo che nel caso dei titoli di punta siano anche Micro$oft e Sony a imporre l’italiano (e le altre lingue EFIGS), sennò magari pure i super big non se lo cagherebbero, ma su questo magari ne sanno di più Alberto Belli e Fabio Cristi
Avevo letto che Stellaris aveva venduto tantissimo in Italia, anche senza traduzione. Poi quando è arrivata quella fan sono cresciute ancora di più le copie vendute qui. Io stesso l’ho preso immediatamente dopo 😀
Totus Von Sciara infatti la cosa strana sono Paradox e Obsidian ‘sto giro
Bruno Barbera veramente no. L’EFIGS era obbligatorio nella generazione precedente per pubblicare su console. Siccome poi gli indie si sono rotti il cazzo di pagare 10k di localizzazione al minimo per non rientrarci mai, hanno zappato questo vincolo ed esci come ti pare .EFIGS obbligatorio no more
Alberto, avevo letto che la Francia ha imposto il blocco delle vendite dei giochi non tradotti in francese nei negozi in versione fisica, è vero?
Alberto Belli anche nel caso degli AAA è diventato facoltativo l’EFIGS?
Totus Von Sciara no. anzi, adesso causa Kickstarter e altre 200 robe, Microsoft sta incentivando il fisico pure per gli indie alle stesse condizioni del digital 😀
Quindi non esiste questo regolamento? Lo avevo letto giusto nel forum di Paradox, in merito alla traduzione italiana e la presenza di quella tedesca e francese SEMPRE presente.
(dico MS per ovvi motivi, credo che Sony segua)
Bruno Barbera si, certo. ma pure prima era facoltativo per loro. facevano come minchia gli pare, era l’indipendente ad avere l’obbligo EFIGS praticamente 😛
quindi a COD Assassin’s Creed etc alla fine gli conviene avere l’italiano, giusto?
Totus Von Sciara no, non avrebbe senso. Il tedesco e il francese ci sono sempre perchè sono mercati con un capo e una coda. Specie per PC, specie per il genere. Così come fare russo e spagnolo per il sud america è d’obbligo
Bruno Barbera gli conviene perchè la localizzazione segue le regole dell’economia di scala di cui sopra: non è che fanno Assassin’s Creed e poi decidono di localizzare. Fanno portfolio con 60 giochi per 3 anni e fanno accordi in modo diversi da me che localizzo un gioco l’anno e mi sfondano. Quindi localizzano
Se ho capito bene anche i grossi publisher ragionano come le tipografie con cui spesso ho a che fare per lavoro: quando devi far stampare un sacco di roba conviene farci un accordo a lungo termine. Se deve stamparti roba da 50x50cm su pezzi di forex da 2x2m e tu gli assicuri che ti servono 5000 stampe nell’arco di un anno, lui taglia i pezzi in modo da sfruttarli per intero (senza buttare la rimanenza) e di conseguenza ti fa pagare molto meno a singolo pezzo. Lui ottimizza le risorse, tu risparmi sul totale. GG per entrambi. Se invece vuoi una sola stampa a misure “strane” il tipografo ti sfonda il culo facendotela pagare x10.
non é questione di Publishing e videogiochi infatti. Si chiamano accordi quadro e funzionano in tutti gli ambiti con questo principio
Che tipo Tyranny manca ad esempio del russo e del portoghese, ma anche del cinese. A sto punto… il concetto di mercato e profitti non si va a benedire?
Ah no ha il russo, pardon 😀
tieni pure conto che per questo genere specifico, spesso ti chiamano prima eserciti di persone che ti fanno la localizzazione gratis e quindi magari il piano cambia 😀
Il gioco preferito da Putin!
Io credo che l’inglese pi o meno lo conoscano tutti, ma abbiamo il diritto di lamentarci se non c’è la nostra lingua, non perché siamo ignoranti, ma perché spesso giochiamo solo per svagarci, non per doverci sforzare a capire cosa sta succedendo, sopratutto in rpg del genere dove gli eventi sono descritti solo dai testi e difficilmente il contesto è sufficiente a farsi un’idea di cosa sta succedendo. D’altro canto i produttori di giochi devono fare soldi, non arte popolare, quindi la decisione di non mettere l’italiano è più che lecita. Vorrà dire che non ci giocherò. Peccato, 40€ glieli avrei dati.
Fanno benissimo.
Perché localizzare per un paese dove il 90% delle vendite sono FIFA e COD e in ogni caso il 99% dei giochi giocati sono piratati o KEYS comprate in market paralleli gestiti dalla SKORPIO? 😂
Io gioco tutto in inglese, ma capisco benissimo chi non compra per limiti di lingua.



