Sul canale voice di Telegram si parlava di USA vs. Giappone (un altro sempreverde dei nostri) e per caso ieri sera leggendo questa rece di Another World su Hardcore Gaming 101 ho trovato un paragrafo che secondo me sintetizza molto bene la questione (aggiungendoci pure il punto di vista europeo):
“While the American entertainment industry has always focused on the bigger blockbusters and Japan always striving to give their games heart and clear life philosophies for the audience to digest, Europe offered a unique blend of both worlds while offering a very distinct imagination based both on the long strong history of society and mythology not found in the relatively young history of America and the closed society of Japan.”
Blockbuster in USA vs. “cuore e filosofia” in Giappone vs. il mix e il portato storico in Europa, che ne pensate?
Hardcore Gaming 101: Another World
www.hardcoregaming101.net
During most of the ’80s, the real hotbed of game development was primarily Japan and the US. The Atari 2600 kick started the home console business in the late ’70s and with it, gaming skyrocketed into mainstream and the homes of thousands. With this new popular entertainment device came a lot of bot…
Sono d’accordo. Anche se l’Europa prima di trovare una sua identità ha passato anni a scimmiottare gli altri due
E a far giocacci.
Su, non siate così cattivi. Le imitazioni erano dovute a ragioni di vendita, e comunque noi europei abbiamo capito l’importanza dell’artista in maniera più genuina e indipendente. Eric Chahi è spuntato fuori da solo, ha brillato di luce propria e senza riflettori di rifinite strategie commerciali.
Per anni abbiamo insegnato come fare giochi di calcio al resto del mondo, perché con Kick Off e Sensible Software, o prima ancora Microprose Soccer ed Emlyn Hughes non c’era paragone con nessuno.
In tempi di avventure umoristiche alla Lucas, in Inghilterra è nato Beneath a Steel Sky, sull’arte visuale e musicale abbiamo avuto eccellenze assolute.
Another World è un simbolo straordinario, ma non il solo. Io sono molto orgoglioso dell’industria europea di quegli anni, la cosa più vicina all’odierno indie che ci sia mai stata.
mah insomma per tante robe in Europa ci toccava davvero la pagliuzza corta: sugli arcade il Giappone era imbattibile, e sui kolossal l’America regnava.
però sì qui e là nascevano quei prodottini fatti tutti a modo loro che sarebbero potuti eistere solo qui, e molti tra l’altro, bisogna ammetterlo, proprio dalla Francia, che comunque a livello di estro artistico ha sempre avuto una marcia in più. mi vengono in mente purple saturn day, bio challenge, hostages…
gli altri protagonisti erano gli inglesi ovviamente, più “mainstream” ma anche loro con un gusto più particolare rispetto a USA e Giappone. in fondo forse sono state Ocean e soprattutto U.S. Gold a rovinare tutto con le tonnellate di merda che producevano…
Ma “arcade” non è un nemmeno un genere propriamente casalingo, è un’importazione di tradizione da cabinato. Essendo realizzate da amatori, le conversioni erano a tratti orribili.
Però con quanti giochi contemporanei giapponesi o americani avrei barattato Sensible Soccer, Cannon Fodder, Lotus, etc.?
C’entrano i gusti personali, ovviamente. Ma a distanza di anni, non credo mi sarei divertito di più con una console e i suoi giochi tendenzialmente polished.
Per un Delta quanti sparatutto su Famicon?
