E chiamare un gioco Poncho? Non ce lo vogliamo mettere? Che cazzo di nome!
SBAGLIARE TUTTO, NON ESSERE PROFESSIONALI, DARE LA COLPA AL PUBLISHER CATTIVO: SO INDIE!
www.eldastyle.it
Il blog di Alberto “Eldacar” Belli, giornalista e veterano dell’industria dei videogiochi, che parla di gaming, marketing, prodotti e tutto il resto
Mi pare il meno! 😁
Tutto molto bello
D’accorderrimo. Piangere sui social è penoso. Se ti va bene bene, se ti va male, amen … sarà per la prossima volta. Ma lamentarsi? Mah.
(epperò posso dire che il modo con cui l’articolo è scritto pieno di inglesismi del cazzo, in buona parte evitabili, è davvero irritante?)
sono inglesismi che si usano in uno studio di sviluppo. dove vivo, più che lavorare. parlando inglese. succede 🙂
Tutto giusto ma gli inglesismi in corsivo mi urtano troppo,soprattutto se sono uno ogni due righe
Sarà anche interessante, ma è un supplizio da leggere.
hint: non lo leggere 🙂
Davvero, sono arrivato a metà e poi gli inglesismi in corsivo mi hanno riempito di mestizia 🙁
vabbè ma il Belli delivera sempre i writing così
Ma nessuno dice niente sugli errori di digitazione e le cacofonie?
Io sono troppo stupido per le cacofonie, sorry.
io ho Marco che corregge. ho fixato. mi raccomando concentrati tutti su un paio di refusi che è quella la parte importante dello scritto
Alberto ma si stava scherzando appunto perché i commenti sono stati tutti sulla forma e non sul contenuto 😀
Alessio come al solito infatti 😀
(non che il contenuto non sia importante ma vi ci voglio a scrivere cose in macchina a via Gregorio VII sul telefono) 😀
Alberto si ciao, sul telefono come scrivi più di 160 caratteri almeno una parola sbagliata ci esce sempre
ho comprato il 950XL per limitare i danni infatti. A conti fatti ho corretto tipo 7/8 robe. NON MARIO
amico caro, il contenuto non riesco a leggerlo se mi scrivi le cose come un dodicenne che è stato assunto per scrivere in qualche oscuro blog di qualche altro dodicenne
Spero che lo stia facendo apposta
È un esperimento sociale
Scherzo epico finito male
Tutto giusto tutto bello, ma da
profano chiedo ad Alberto: questo dice subito sì è colpa mia ho firmato un contratto pensando che i soldi me li dessero PRIMA… E vabbè.
Però poi dice che li ha pregati in ginocchio di anticipargli 2000 sterline con le quali sarebbe riuscito a rispettare le milestone e loro NONONO contratto eh!eh!eh!
Partendo dal presupposto che ovviamente nessuno gli garantiva che quei soldi avrebbero portato a rispettare i tempi… Non era un piccolo prezzo da pagare per avere la speranza di un gioco consegnato in tempo?
Cioè: possiamo considerare la loro chiusura totale un esempio di ottimo problem solving da pacche sulle spalle? Boh.
Al solito: tu firmi un contratto e non lo rispetti e io sono stronzo? Anche fossero 18mila lire, tu dei conti di Rising Star che ne puoi sapere? Fermo restando che sono tutti discorsi che se sono regolati dalle carte, di cosa si parla esattamente? Cioè la sera dici una roba e il giorno dopo “mi servono 2k se non me li dai sei cattivo”. Ma allora nei mesi precedenti di che abbiamo parlato? Delle ginocchia dei pinguini?
Al solito: tu firmi un contratto e non lo rispetti e io sono stronzo? Anche fossero 18mila lire, tu dei conti di Rising Star che ne puoi sapere? Fermo restando che sono tutti discorsi che se sono regolati dalle carte, di cosa si parla esattamente? Cioè la sera dici una roba e il giorno dopo “mi servono 2k se non me li dai sei cattivo”. Ma allora nei mesi precedenti di che abbiamo parlato? Delle ginocchia dei pinguini?
Nessuno di noi sa niente, per questo siamo su Facebook a parlarne 😂
ho fatto tutte le premesse del caso, dico solamente che partendo dal presupposto che hanno ragione perché il contratto diceva così… Se avessero avuto vera fiducia nel titolo forse quell’8% lo avrebbero potuto anticipare… Ma anche no eh.
Vabbè io Belli bisogna leggerlo in super fast reading altrimenti non rende.
Come il jazz che si ascolta solo su vinile
(Complimenti per l’articolo)
https://youtu.be/WfQC0ux6dLI COME IL JAZZ!
Checco Zalone “…il jazz è out”.
Alberto Belli ma chiude con una bella progressione jazz 😉 il genio è lì
Albè, però se scrivi così sei peggio del Bittanti! 😂
MI DILUDI LUCA. MI DILUDI
Premesso che concordo con l’articolo e che reputo questo caso molto meno grave di altri (per dire, il solito caso “Bethesda-Obsidian” era anni luce più opinabile a livello “etico”), ora mi beccherò un bel vaffanculo da Belli, ma voglio capire come funziona: Alberto hai criticato per due giorni il modus operandi di Matteo Bittanti quando scrive in semiotichese senza tener conto del “contesto italico” => tu fai la stessa identica cosa in ambito marketing/business quando scrivi, sapendo che in questa realtà c’è una marea di gente che non sa metter su un “business plan”, strutturare le tappe di una “milestone”, “deliverare” un prodotto e fare 2+2 nella tabella del bilancio annuale senza confondere la colonna “entrate” con quella “chiama quel tuo amico politico che ci fa avere un finanziamento”. Lo so, sono un cagacazzi. <3
Ahahah
ma io mica scrivo al popolo come dice di fare lui, per elevarlo.io scrivo ai dev. e insomma c’è differenza tra dev->developer, deliverare->fare delivery->consegnare, milestone->milestone (lol) e “una dissonanza epistemologica” per spiegare un racing. io non sto parlando di videogiochi. io sto parlando di sviluppo di videogiochi in questo caso 🙂
Il dubbio rimane però (oh non è per cagare il cazzo, è per capire): quando scrivi il tuo target è il tizio che ha firmato un contratto senza capirci una minchia o gli addetti ai lavori che già ne sanno e hanno un livello di comprensione adeguato? No perché se scrivi a uno come il tizio in questione (e tanti altri sbarbatelli che in Italia partono in quarta e si sfracassano al muro alla prima curva, perché non hanno idea di cosa fare) secondo te vieni capito o dai per scontato che chi ti legge sappia già tutte quelle cose? Alla fine non mi sembra così diverso da come fa Bittanti quando scrive ad un target che non ha le competenze per comprenderlo.
Carmelo come la metti giù tu è la stessa cosa. Il problema è che Bittanti per mandato vuole “elevare” il suo target che NON E’ quello che ne sa quanto lui (è parte del suo manifesto). Secondo Bittanti parla di videogiochi, mettendoci dentro cose che non c’azzeccano una fava. E lo fa su riviste di comunicazione, da giornalista. Io faccio lo sviluppatore, parlo di sviluppo, con termini che uno che sviluppa conosce. Sul mio blog dove sta scritto a chi scrivo e dove non voglio elevare nessuno. Per quello faccio consulenze al massimo. Se poi ripeto, vogliamo dire che dev-developer non è comprensibile per qualcuno ok ma vabbè 😛
Che classe Alberto Belli, come chiude gli articoli lui non li chiude nessuno. Applausi.
Ma nessuno commenta sul punto fondamentale, e cioè che uno ha firmato un contratto senza capirlo e ci ha ripensato il giorno dopo? 😀
non è importante. NON E’ IMPORTANTE ALESSIO. KASTA
troia me lo sarei aspettato ma KASTA proprio no
LA KASTA DEI PUBLISHERZ
Forse volevi dire LAETITIA
Alessio De Matteo quanto è bella
se pensi che da un’idea di stefano accorsi, lui se la ingroppa
vi rivelo che io ho debuttato su ebay 17 anni fa, vendendo dei cartonati a dimensione naturale di laetitia casta. un francese pagò 80,000 lire il cartonato e 90,000 lire la spedizione a parigi. dio sa cosa dovesse farne.
ho ancora un paio di cartonati mezzobusto in garage, ma non so se lei tira ancora.
Metallo la vera domanda è dove li hai presi 😂
allora, il primo (lei BELLISSIMA a figura intera e dimensioni reali) era usato in negozio da mio padre per una pubblicità. gli altri erano i cartonati usati dalle edicole per promuovere il suo libro fotografico. la notte passavo dalle edicole che li lasciavano fuori, e li prelevavo. ne ho venduti una decina, di questi ultimi, sulle 40,000 lire. iniziò così il mio periodo “cartonati pubblicitari da edicola”, che fra alti e bassi mi ha permesso recentemente con un totem di dylan dog di farmi 96 euro 😛
Metallo pensa te 😂 facci vedere sto eBay su!
vabbè adesso sto vendendo altre cose! se trovo le foto negli archivi, vi mostro cosa vendevo 🙂 è un ebay umile e personale, in 17 anni ho fatto solo 599 feedback, non sono il bensomarket!
Pro seller market
guarda, prima dell’introduzione dell’euro io facevo un pacco di soldi comprando in fumetteria gli adesivi brillanti di dragonball per 1.500 lire, e li vendevo in america su ebay a 5 dollari. all’epoca per gli americani 5 dollah erano niente, e con il cambio erano 10,000 lire. con l’euro cambiò tutto, si parificò quasi euro=dollaro, le spedizioni costavano di più… uno schifo 🙁
vabbè non preoccuparti che mo usciamo dall’euro e ci ripigliamo tutto quello che è nostro
ma porco dio
Alberto pure basta però co ‘sta manfrina che “hai firmato il contratto mo so cazzi tuoi”
invece è proprio tutto lì, pensa
quindi secondo te è impossibile che ci siano publisher che coi nabbi ci marciano offrendogli contratti che sanno già a priori che non rispetteranno (perché sono nabbi e non hanno idee realistiche su tempistiche e tutto)?
una volta che hai firmato il contratto sono cazzi tuoi e se alla fine ti rendi conto che il publisher ci marcia comunque hai firmato il contratto e ti devi stare zitto?
Allarme KI TI PAKA !
Anzi, KI TI PACCA
mah, non è quello Rudin, è che se io sono un publisher ‘ste cose le so, e quindi “eticamente” prima di far firmare al dev con gli occhi a cuore il contrattino gli dico we, sei consapevole che queste deadline sono difficili da rispettare (anzi da matchare)? hai capito che i soldi ti arrivano dopo? etc etc
se invece penso prima al mio tornaconto dico “ok, se non hanno capito cazzi loro, tanto cmq gli prendiamo il gioco e ce lo facciamo finire da quelli che conosciamo noi, e abbiamo un titolo in più nella lineup”
sarei curioso di vedere se Alberto farebbe questi stessi discorsi nel caso degli indie italiani che si sono affidati a Venturi
Bruno, a meno di sole ecclatanti, se le condizioni concordate con dev entravano in un certo intervallo di ragionevolezza, che cosa “avrebbe dovuto sapere” il publisher ? Fun fact: la maggior parte delle persone non sono stronze
avrebbe dovuto sapere che aveva a che fare con dei dilettanti allo sbaraglio
Bruno forse se un editore di grosso livello internazionale ha un impostazione diversa dal “arricchiamoci con contratti capestro a svantaggiati privi di reddito”.
E fare completare il prodotto a terzi ha comunque un costo maggiore perché sono aggiustamenti in corsa non preventivati.
ripeto per l’ennesima volta che se è una realtà internazionale mi stupisco che non capisca subito di trovarsi di fronte a dei dilettanti allo sbaraglio e gli chieda garanzie che evidentemente non manterranno
Chiede garanzie standard, niente esagerazioni.
Se non sei in grado di rispettare le scadenze è un hobby, non un lavoro, quindi devi essere tu a non proporti.
È così in tutti gli ambienti.
Quindi per la tua logica nessun pubblisher dovrebbe mai rischiare con gli esordienti, dato che non sono in grado di svolgere un lavoro nei tempi accordati con la qualità richiesta.
E fidarsi solo di chi ha già lavorato per grossi studi e vuole mettersi in proprio.
Ma che stai dicendo Bruno? Ma stiamo giocando con le bambole, o stiamo parlando di soldi e di lavoro?
Ok allora voglio vederti nella tua vita. Chiami un idraulico, pattuisci una somma, un certo tempo, soldi. Dopo un po questo si presenta e ti dice, eh si pero’ guarda, ora non ho soldi e se non me li dai non so se ce la faccio a lavorare.
Tu che fai, prendi 3000$ e glieli caghi perche’ stiamo giocando con i soldi del monopoli? E quando questo ti fa tutti i lavori in ritardo, un disastro, tanto che devi chiamare un secondo idraulico ad aggiustare tutto, che fai? Lo copri d’oro?
E’ facile esser magnanimi con il culo degli altri.
Ma prima ancora di essere una questione di soldi, e’ una questione di serieta’.
Puoi dire, eh, ma per un grosso publisher che vuoi che sia. Per un grosso publisher non e’ niente, ma un grosso publisher non e’ che sta li a seguire solo il tuo progetto con amore e passione. No, capita magari che ne ha 100.
E capita che se ne strafotte che il gatto ti ha mangiato i compiti, perche’ se se ne dovesse fottere, se ne dovrebbe fottere dei problemi di 100 progetti e finirebbe a gambe all’aria. Ovviamente invece lavora in maniera professionale. Ha un contratto standard che da a tutti i suoi 100 idraulici nei 100 palazzi e bon, il resto e’ una semplice questione di serieta’.
che poi molto più semplicemente si riassume in “professionalità”. La chiave di tutto 🙂
beh, seguendo la tua metafora per come la vedo io è come se per idraulico mi arrivasse uno sbarbatello che so che è al suo primo lavoro, e gli dicessi “ok mi devi rifare tutte le tubature di casa entro tre giorni” (non me ne intendo di idraulica, ma è per dire, gli chiedo una cosa che so già che non riuscirà a fare)
lui sbarbatello pieno d’entusiasmo e bisognoso di soldi mi dice sì sì sì non c’è problema, io gli dico ok firmiamo il contratto
lui ovviamente non ci riesce e si lamenta del fatto che non ho avuto aspettative realistiche nei suoi confronti, io gli rispondo “hai firmato un contratto, cazzi tuoi”
Ma e’ L’OPPOSTO ESATTO. Ma che dici? Allora se tu vuoi dare fiducia all’idraulico sbarbatello… non solo questo e’ sbarbatello ma che fai, lo prendi, lo porti in casa e gli dici oh, non ti preoccupare, tieni questi soldi, anzi un po d’idraulica te la insegno io! Ma TU lo faresti mai?
Come funziona invece e’ cosi’: vedi uno promettente, che smanetta d’idraulica. E dici, ok, magari e’ un po un rischio, ma magari questo e’ un genio, del resto i suoi progettini che mi ha mostrato sono fighi, poi ha tanto insistito, ha la passione… Vabbeh. Allora, proviamo. Facciamo un contratto blindato che se non ci riesce col cazzo che vede i soldi, pero’ se dimostra che ce la fa a fare vari pezzi, ottimo, lo paghiamo man mano e magari lo lancio nel mondo dell’idraulica!
Quando hai a che fare con gente che ha fattori di rischio, cerchi di PROTEGGERTI DI PIU’, non di meno.
Senza publisher, dove sarebbe oggi questo? era con le pacche all’aria day 0. KS fallito. Quindi?
Diciamo pure che il publisher e’ il problema perche’ sai, sono tutte merde, ok, leva il publisher dall’equazione, per altro e’ stato abbastanza un colpo di culo trovarlo… Che faceva questo per campare?
Immagina uno studente, un internista da me… Viene il secondo giorno di lavoro e mi dice, eh sai, sono inesperto, sono giovane, dammi 3000$ di anticipo se no, non so se ce la faccio a venire a lavoro la mattina, tanto che sono 3000$ per un colosso come Activision. Ma a calci il culo in retromarcia, ma che davvero?
da quel che dicono loro avevano capito che avrebbero avuto un anticipo da subito, io da parte mia se vedo uno promettente ma inesperto cercherei di assicurarmi che abbia capito per filo e per segno le clausole del contratto, per evitare di trovarmelo il giorno dopo la firma che “ah ma non ci anticipate subito i soldi?”
comunque credo che in queste situazioni dall’esterno è difficile emettere una sentenza, non conoscendo tutti i dettagli e i particolari del caso, e si finisce per dare ragione o torto alle parti a seconda della propria esperienza personale
chi come te o Alberto si trova dalla parte del publisher tende a vedere le ragioni del publisher, e magari ripensa a tutti i dipendenti cialtroni che gli sono costati soldi e tempo
chi come me si trova dall’altra parte tende a vedere le ragioni del dipendente, e magari ripensa a tutti i publisher cialtroni che devi stare con una mano davanti e una di dietro per evitare l’inculata
o altro ancora a seconda della propria sensibilità personale, l’importante secondo me è tenere sempre aperta la possibilità che anche l’altra parte abbia un po’ di ragione
(del resto anche nella risposta ufficiale RSG ammette che qualcosa l’avrebbe potuta fare meglio)
ad ogni modo take it easy 😀 si fa per ragionare insieme e capire meglio le cose, non è la gara a chi ha più ragione
Io dalla parte del publisher? Io ho uno studio eh. Io VENGO dal publishing, che è diverso. E mi trovo bene CON i publisher perchè so cosa può portare. Di coglioni come questo ne ho visti parecchi ma non al livello di “non capire cosa si firma”. Lì siamo alla fantascienza. Non è difficile per un cazzo inquadrare queste situazioni dall’esterno. Se diventa difficile inquadrare una situazione tipo “c’è un contratto” finisce il mondo del lavoro domani. non ci sono inculate. c’è un deal accettato. se firmi cose a cazzo sei un ritardato. poi cialtroni? 25k in advance ma pensi che sono facili da tirare fuori o che un publisher non ci pensa a 25k perchè te “ti sei sbagliato”. In advance non è che pagano tutti quanti tra l’altro eh. Giusto per
Bruno tu fai lavori di traduzione a progetto, hai un compenso e una scadenza, non noti le similitudini?
Immagina se alla tua prima traduzione dopo quattro parole chiedevi a Chruncyroll un anticipo non contemplato dal contratto, cosa ti rispondevano? E se ritardavi al punto che dovevano dare l’episodio a un altro per non bucare la programmazione settimanale?
A me del publisher me ne strafotte, io sono poco piu’ di un programmatore. Quello che mi fa “incazzare” (ovviamente si fa per dire) e’ vedere che e’ sempre colpa del palazzo, e’ sempre colpa degli altri, del sistema. Poi magari pero’ nella nostra vita personale, faremmo tutt’altro.
Penso che l’esempio piu’ calzante sia quello dello stagista. Assumo uno studente, il giorno dopo mi dice, eh ma io non avevo capito che lo stipendio si prende ogni 2 settimane, io pensavo che si prendeva in anticipo, mi puoi dare i primi 1500$. Ma secondo te glieli posso dare? E secondo te, anche volendo con tutto il cuore, glieli posso dare? Nel senso, e’ proprio -possibile-? Ma ti pare? Dimmi come ti comporteresti tu, come pensi che un azienda si possa comportare.
Alberto sì appunto dicevo che ognuno giudica la situazione a seconda della propria sensibilità, la tua è quella di un pro dell’ambiente e per questo leggi questa situazione dall’esterno in questo modo
Federico facendo traduzioni quando non ero ancora scafato ho incontrato gente che mi ha dato scadenze assurde e io ovviamente pensavo “massì tradurre tre film in un giorno faccio la nottata e via”, magari dall’esterno qualcuno avrebbe pure detto “ahahah ‘sto coglione ma che accordi prende? fanno bene se non lo pagano”
Angelo non so quanto possa calzare l’esempio, e pure a me non piace chi dà la colpa al “palazzo” di default, però pure dire che il “plebeo” è coglione di default IMHO non va bene. it takes two to tango!
No dai Bru’, per Dio. Ma che cazzo c’entra la sensibilità da pro, l’ambiente e i videogiochi? C’è un accordo, un contratto e un coglione. Se doveva fare un tavolo, era uguale 😀
No ma mica di default. A conti fatti eh. Se stai con decine di migliaia di dollari di debiti (-prima- del publisher), fallisci il KS, non capisci i contratti, fallisci tutte le milestone, fallisci il gioco, e ciliegina sulla torta fai un articolo che brucia i ponti e metti su un video del prossimo progetto che e’ la merda assoluta, direi che uno puo’ dire che sei un cojone a conti fatti, mica perche’ di default sono da una parte o dall’altra.
Guarda che io -sono- dalla parte dei “plebei”. Figurati che insegno pure. E che ho “lottato” per iniziare ad avere piu’ stagisti, o per aprire ai junior. Ma una cosa e’ dare possibilita’, un altra e’ giocare con le bambole.
Alberto ho fatto esempi e controesempi di come le cose possano essere più sfumate, e non è che se uno pensa che le cose siano più sfumate gli fai cambiare idea dicendogli “no le cose sono così e basta” a ripetizione
Angelo a maggior ragione a uno che ha un track record così prima di arrivare da te IMHO gli fai capire bene bene il contrattino
se non altro da tutta questa storia s’è capito che se sei l’indie con gli occhi a cuore rising star magari non è (ancora) il publisher che fa per te, magari meglio affidarsi a servizi pensati apposta per i novellini (come quello di Alberto per l’appunto, o come (mi dicevano) il dutch game garden)
E ancora Bruno: le cose quando ci sono i contratti NON possono essere sfumate. Se uno BUCA un contratto lo stronzo è lui, non c’è il concorso di colpa. Se discutiamo questo, cade il mondo del lavoro semplicemente. Le sfumature pure, vanno a contratto. E c’è tempo di metterle prima di firmare. Veramente, non credo ci sia proprio da discutere
Ma che track record. Ma secondo te questi sono andati da RSG dicendo eh si stiamo gia’ con le pacche all’aria, o hanno ben tenuto nascosti i debiti? Il gioco sulla carta era pure caruccio. E tu parti da questo presupposto che RSG non abbia fatto capire bene, che abbia fatto quasi un mezzo raggiro. Ma partendo da cosa? Ma da che si evince che RSG non e’ stata chiara, o e’ stata truffaldina? Volendo pensarla “di parte” potrei dire oh, magari sono quelli di Delve che si stanno inventando mille fregnacce… Ma chi lo sa, io non lo so e quindi non faccio assunti…
Fino a prova contraria, RSG e’ un publisher rispettabile e non c’e’ nulla che porti a pensarla diversamente. Bruno, tu stai partendo da una posizione presa, senza alcuna ragione tranne che una simpatia di parte. I fatti sono quelli: debiti, contratto, milestone cannate, gioco cannato, KS cannato. Questo e’ quello che -sappiamo-. Come ho scritto sopra, io non la penso in uno modo o nell’altro “di default”. Vedo, leggo, e da quello che emerge uno ha un opinione. Mi pare invece che tu abbia delle opinioni di default, perche’ sono li ma non sono motivate da nulla di fattuale.
Alberto non mi hai capito, per sfumature intendevo che questa storia può essere interpretata in un range che va dal publisher furbetto che si è avvantaggiato dell’indie sprovveduto dicendo e non dicendo, spiegando e non spiegando, all’indie cazzone che non sa stare al mondo e che credeva che il publisher fosse la mammina col portafoglio aperto, come dici tu, passando per tutte le possibilità intermedie
non intendevo che quando fai il contratto poi puoi fare a cazzo perché “sfumature”
Bruno ma che c’è da spiegare? Dovevano fare una serie di cose che sono state fatte, quelle che un publisher: fiere, comunicazione, localizzazione. Dovevano avere i porting, non li hanno avuti, se li sono pagati. La cosa ha portato danni in uno scheduling di sicuro più ampio. E ‘sto coglione rompe le palle perchè aveva capito male? Che poi, come dicevo: ha pure parlato bene di quelli del marketing e degli altri che hanno tentato di mediare. Ma a Stoka Zzo giapponese che sta a Tokyo e ha 100 giochi in portfolio da seguire, dello stronzo a Brighton che fa Poncho, esattamente, cosa dovrebbe sbattergliene? C’è un contratto. Non è che dal Giappone sistemano il whine di uno. Perchè sennò devono sistemare il whine di 100. E il management fa altre cose. Sennò diventa fantascienza
Angelo io parto dal presupposto che in teoria un publisher di lungo corso di indie con gli occhi a cuore ne ha visti parecchi e quindi sappia quanto possano essere sprovveduti, cazzoni, etc, del resto l’hai detto pure tu che a maggior ragione si tutelano di più in questi casi
mentre un indie con gli occhi a cuore non sa davvero com’è un publisher e quindi ci sta che sbagli nei rapporti col publisher
Bruno – bravo, la cosa puo’ avere la sfumatura che va dal publisher che raggira perche’ e’ un truffatore al dev che e’ un truffatore, giusto? Magari questi di Delve sono dei truffatori che s’inventano cazzi… QUESTO NOI NON LO SAPPIAMO, ma tu da un ora di default hai deciso di narrare la storia del publisher truffatore.
Senza tifoserie inutili invece uno semplicemente non discute di quello che non sa… Quello che si sa, lo ammette Delve, e’ che loro hanno sbagliato tutto e per altro, che continuano a sbagliare. Il resto e’ tifo.
Bruno ‘sta cosa non vuol dire niente. hanno gli occhi a cuore tutti quelli che ti chiedono soldi e fanno cose. gli strumenti per valutare la fattibilità di un progetto sono diversi ma non è che la componente “fiducia” salta. parliamo di un gioco mezzo finito, tra l’altro. non di un pitch su carta che col cazzo che è uguale. il problema è proprio la demenza di questo tipo qui
Ma scusa, con tutta la buona volontà del mondo e partendo dal presupposto che abbiamo sentito una sola campana.
Abbiamo un pubblisher truffaldino che impone contratti capestro con penali se il gioco non esce per la scadenza?
No. (il gioco è uscito in ritardo ed hanno pagato alla scadenza)
Abbiamo un pubblisher che ha detto che paga solo se vende tot copie? No.
Abbiamo un pubblisher a cui è stata garantita una versione console? Si.
Ci ha creduto al punto da promuoverla e per non bruciare l’investimento pubblicitario raccoglie in corsa un team che fa il porting rispettando le scadenze? Si.
Raccogliere un team in tre giorni ha un costo, lo ha pagato il pubblisher? Si.
Chi si è dimostrato inaffidabile?
Angelo per come sono fatto io di solito prendo le parti opposte a quelle della maggioranza proprio per cercare di ragionare a tutto tondo invece di ridurre tutto a fare un tiro al piccione
qua si è partiti dall’articolo di Alberto che descrive i tizi come coglionazzi dementi e che è solo l’ultimo di una lunga trafila di articoli simili, per cui nell’ottica di allargare le vedute faccio presente che non necessariamente è solo così
a ciò poi si è aggiunto l’assunto che “se sei sprovveduto cazzi tuoi” che secondo me è sbagliato a prescindere, e forse in questo sicuramente tendo a prendere le parti dello sprovveduto della situazione
Ma anche io sono un “contrarian”, ma poi ci vogliono i FATTI, altrimenti e’ tifoseria e basta, o peggio, trolling e fastidio. Se uno fa un -ragionamento- contrario, basandosi su fatti, ottimo, dieci e lode!
Per altro scusaaaaami… ma qui tutti i siti etc hanno messo su Delve come santi, ed e’ gente come Alberto (o me) ad essere in minoranza… Che stai a dire? Tu sei parte della kasta… Cercare di far capire come funziona il mondo del lavoro e l’industry, oggi, e’ far parte di una minoranza. Dire che i publisher sono kattivi lo fa pure l’ultimo dei pirla su youtubbe, con rispetto parlando.
chi altro è il coglionazzo di cui ho parlato? parli della gente che non capisce l’ora/uomo? perchè non me ne vengono in mente altri. e ne potrei dire così tante <3
Angelo che incredibilmente però vediamo cose da + qualche + anno ma tanto non fa niente. non è che fai un lavoro puoi parlare. quello vale solo sulla bacheca del medico che ha studiato e quindi non è democratico. di videogiochi, giornalismo e figa parlano tutti tranquillamente 😀
Alberto mi riferivo alla trafila di articoli di altri che criticano Delve, non a una trafila di articoli tuoi (a dire il vero più che articoli ho letto un sacco di commenti in chat e gruppi vari, frequento molti gamedev in effetti e quasi tutti sono per il bashing sul nabbo)
Angelo boh ripeto sicuramente ho una mia visione che mi fa storcere il naso su questo bashing sul nabbo, saranno i trascorsi su Indie Vault dove c’era il nonnismo d’ordinanza perché la gente va educata a mazzate e blablabla
per me è naturale pensare che si possa essere trattato di uno sprovveduto che ha fatto degli sbagli in buona fede e che quando ha avuto a che fare con un publisher s’è trovato in una situazione nuova che non ha saputo gestire con la dovuta accortezza e che magari dall’altra parte non è stata colta appieno
per il resto non escludo niente, ma per voi se non concordo sulla lettura che è stato un coglionazzo tout-court sono un tifoso troll estremista
forse è sempre il problema della filter bubble, ci circondiamo di news fatti e opinioni che ci confermano le nostre visioni e diventiamo sempre più intolleranti verso qualsiasi visione alternativa, che da “alternativa” si trasforma automaticamente in “nemica” perché la polarizzazione si autoalimenta sempre di più
probabilmente sono vittima anch’io di questo processo, voi pensate di esserne immuni?
Ahhhhhhhh quindi l’opinione di minoranza, il minority report, l’idea proprio contro… quella fuori dal coro, e’ in pratica andare contro Belli ed allineati a tutto il resto di internet fatto ti copiaedincollllari… Oh quello Belli gia’ si crede stocazzo, cosi’ proprio lo fai sborrare. 😀
??? non ho capito come arrivi a questa conclusione
Io non sto facendo nessun BASHING sul nabbo. Smettila! Fare nonnismo significa, oh sei nuovo, subisci perche’ sei nuovo. Io invece dico, oh, ho letto che sei pirla, eh, dico che sei pirla perche’ ho letto che sei pirla. Lo direi ad un nabbo, come lo dico ad uno con 50 anni di fama dietro (entrambi se ne fottono eh)
Per altro lo sa proprio Belli, in quanto la nostra pluriennale conoscenza nasce proprio da me, all’epoca piccolo stronzo (oggi grande), che criticavo un suo lavoro. 🙂
Ah ok, ti ho frainteso li.
BTW, riguardo la filter bubble, sicuramente e’ cosi’, ma l’unica soluzione alla filter bubble, che per mia disperazione non stai prendendo, e’ giudicare una cosa solo da quello che effettivamente si sa ed e’ noto e razionale.
sul bashing non mi riferivo a te in particolare Angelo, mi riferivo in generale all’ambiente che frequento dove c’è molta gente che fa presto presto a dar contro al fesso che non è stato accorto
in questo ambientino (che te lo raccomando ahahah ma in fondo ci sono affezionato) essere più comprensivi come lo sono io nei confronti di questo dev è andare controcorrente
però in effetti è l’ambientino mio e senza rendermene conto ho dato per scontato che fosse l’ambiente generale globale
riguardo al dar contro Alberto in altre occasioni sono andato controcorrente nel gruppetto del momento proprio difendendolo (o quanto meno non partecipando al bashing generale)
per quanto riguarda la razionalità boh finora non mi pare che qualcuno mi abbia dimostrato razionalmente che un publisher di lungo corso non possa aspettarsi un fallout come quello che c’è stato da parte di questo tizio e quindi non possa anche impegnarsi magari per prevenirlo, ma anche basta perché è tardi e mi chiamano per cena, magari continuiamo dopo!
Ma guarda eh che a me di Delve non importa. DI CERTO non e’ che voglio andare ad offenderli, hanno fatto grossi errori (il post ne e’ uno), ma solidarieta’ eh, anche io se facessi un gioco da me probabilmente farei tante di quelle cagate.
Quello che mi fa salire il crimine pero’, e quello di cui sto parlando, e’ il discorso di cercare responsabilita’ terze, sempre e comunque.
Il fatto che si possa vivere in un mondo dove ci sono sempre scuse, c’e’ sempre la societa’, il palazzo, la finanza, la lobby dei macellai, il portinaio del palazzo…
Ma guarda che uno puo’ fare un errore, come ne facciamo tutti sempre. Prendersene la responsabilita’. Si, e’ colpa mia, capita, non sono stato bravo abbastanza, la prossima volta faccio meglio.
E poi magari prendersi magari anche il supporto di una community. E bon, non c’e’ nulla di male, capita. Non avere successo, fallire, sbagliare, e’ tutto naturale quando uno prova a fare cose difficili.
Ho detto un paio di volte che la mia partner fa l’attrice oggi, ed in passato ha fatto qualcosa come modella. Ergo, ha avuto a che fare con molti agenti, e ha scelto carriere mooooooooooolto impegnative e rischiose. Lo sappiamo, e lei lavora molto, sapendo che gia’ fare una serie TV e’ di una difficolta’ incredibile.
Alcuni anni vanno bene, altri peggio, alcune volte si fanno errori, altre volte si ha culo. Ma mai in questo percorso siamo andati a dire, eh tu agente e mica me l’avevi detto grosso e cubitale che vincere un oscar era difficile… Ma cazzo, ma uno puo’ avere la responsabilita’ delle proprie azioni e delle proprie scelte?
ma sì certo, anch’io la penso così, ma credo anche he più esperienza e potere hai, più responsabilità hai, per questo tendo a vedere prima le responsabilità del publisher, magari pure sbagliando eh
Interessante!
Aspetto la versione tradotta! 😛
A parte le battute, discorso obiettivamente giusto, ma che non geenralizzerei così tanto. E a volte sfogarsi su un social è legittimo, dipende da caso a caso.
No ragazzi, non ci siamo proprio.
Se firmi un contratto senza leggerlo sei un demente senza appello. Manco a dire che non hanno capito le conseguenze di un edge case scritto in legalese: hanno mancato proprio il punto principale, il sistema di pagamento.
Non hanno scuse, ma proprio zero. Tra l’altro in genere quando parli con un publisher non è che prendi accordi col presidente e la board, ma con un executive. E l’executive dopo che hai firmato un contratto standard come quello non è che apre il conto dell’azienda e ti manda un bonifico perché gli stai simpatico.
Ci sono delle meccaniche ben precise in cui sei entrato firmando il contratto di cui sopra, e cambiarle vorrebbe dire rompere il cazzo ad altri per avere l’autorizzazione a fare una rettifica, autorizzare il pagamento ed effettuarlo.
Tutto questo perché tu sei cretino e non sei andato a controllare manco la parte che ti interessa di più.
E allora è giusto che tu venga fistato analmente con la sabbia.
mah, ma non è mai capitato a nessuno di voi di firmare qualcosa perché magari il contratto non era chiarissimo e perché l’executive che ve l’aveva fatto firmare vi aveva rigirato per bene la frittata, per poi scoprire che in effetti proprio bene bene non avevate capito?
io non dico che sia andata per forza così in questo caso, solo leggendo effettivamente il contratto e sapendo tutti i retroscena si potrebbe decidere, ma non mi sento neanche di escludere così categoricamente questa cosa come state facendo voi
Bruno Barbera quando capita a me di firmare contratti importanti rompo il cazzo al rappresentante di turno fino a che non mi da la sua spiegazione di ogni virgola. Dopodiché sottopongo il contratto all’avvocato e torno a rompere il cazzo più di prima. E nel mentre se conosco qualcuno esperto sul tema lo sottopongo anche a lui.
Quando mi è tutto chiaro negozio eventuali modifiche, e allora firmo (oppure no). Con la consapevolezza, se firmo, dei punti in cui potrei prenderlo nel didietro.
Avrò buttato qualche migliaio di euro di avvocati?
Per me son le basi, altrimenti c’è solo una definizione per te che non sia un insulto: sprovveduto.
Sti tizi non hanno fatto niente di tutto questo, non sono manco andati a leggere come erano regolati i pagamenti.
E andiamo su.
Che poi sti executive non è che parlano solo con te, parlano con altri 10 team in contemporanea, e usano contratti template. Quindi devi assicurarti 12 volte che il contratto rifletta le condizioni di cui hai parlato a voce.
D’accordissimo con te Bru. Che poi il caso specifico può benissimo essere un conclarato esempio di rincoglioniti, ma a quel punto la susseguente generalizzazione è un riassunto troppo semplicistico di una situazione molto più grigia.
Anche perché col presupposto del “leggere” etc non esisterebbero le clausole vessatorie e tanti altri esempi di contratti ingiusti. Anche la sproporzione di potere tra le parti in causa è un elemento che non si può non analizzare (se il contratto aguzzino del grande pub è l’unico modo per mangiare posso leggere quello che mi pare ma sempre una fregatura mi sto prendendo, consapevole e costretto).
Lorenzo, il fatto che ci possano essere clausole ingiuste e che il publisher abbia il coltello dalla parte del manico è esattamente il motivo per cui DEVI leggere ogni virgola.
Io controllo pure che tra una revision e l’altra di un contratto non siano state cambiate altre cose oltre a quelle concordate, pensa un po’.
E ribadisco: qui non stiamo parlando del team che è stato inculato con clausole vessatorie nascoste, stiamo parlando di un team che non ha letto neanche la cosa che gli interessava di più: i soldi :v
Ma in questo specifico caso hai ragione. Il passo successivo invece, ovvero generalizzare con “stai attento e firma” o “stai attento e non firmare” è sbagliato.
Si parla di un panorama troppo complesso, nel quale esistono situazione trappola dalle quali semplicemente non si può uscire fino a quando non si cambiano le carte in tavola. E per fare questo, ripeto, non si può generalizzare.
Non è un caso che il diritto contrattualistico italiano ed europeo nel corso degli ultimi 20 anni ha avuto un’impennata di normazione garantista e di tutela, anche nei confronti di situazioni sulla carta lecite.
Anche perché son contento che magari nel tuo caso tu abbia avuto (sicuramente anche con dei sacrifici) modo di consultarti o di poter rifiutare, ma a volte rifiutare non è possibile. Questo intendo quando parlo di sproporzione di potere.
Antonio hai detto la parola giusta: sprovveduti
cosa fa un venditore sgamato quando si trova davanti uno sprovveduto?
i casi in questa storia IMHO sono tre:
o il venditore non aveva tempo di interessarsi al caso e di capire che erano sprovveduti
o il venditore non era così sgamato, per cui non aveva capito di avere a che fare con degli sprovveduti
o era sgamato ma ha pensato “cazzi loro”, magari pure fregandosi le mani
il primo caso sarebbe il più giustificabile, ma onestamente lo vedo improbabile: non è che questi sono andati alla camera di commercio ad aprirsi la partita IVA e hanno avuto a che fare con un addetto anonimo allo sportello
da quel che s’è capito hanno avuto a che fare di persona con dei rappresentanti del publisher, quindi credo che un po’ di tempo per conoscersi da ambo le parti ce l’abbiano avuto
non è che sono andati sul sito di rising star games, hanno compilato il modulo prestampato per fagli fare da publisher per il loro gioco, e poi il giorno dopo “ups ci siamo sbagliati”
poi ripeto io sono aperto a ogni possibilità ma ‘sta cosa che date per scontato che tutti debbano essere sgamatissimi di contratti avvocati e leggi e se non lo sono cazzi loro onestamente la trovo deprimente
la trovo deprimente perché tu stesso Antonio dici di rompere il cazzo a manetta quando devi firmare un contratto, e se lo fai evidentemente è perché vuoi essere sicuro che dall’altra parte non cerchino di fregarti no?
per cui non scivoliamo nel paradosso che se non mi proteggo abbastanza dalle fregature la colpa ce l’ho io che sono fesso e non l’altro che ne ha approfittato
Bruno, scusa se mi sono scaldato, secondo me hai individuato dei punti interessanti e cerco di risponderti con ordine. Perdonami per il wall of text.
1) è vero che un team alle prime armi può essere sprovvisto di esperienza in queste cose. Non c’è niente di male.
Proprio per questo conoscendo la tua inesperienza ti dovrebbe venire in mente di consultare un professionista o quantomeno un amico più navigato.
Io non sto facendo l’espertone, anzi, mi metto in prima linea tra gli inesperti e ti assicuro che nella vita sono timoroso ogni qualvolta ci sia un contratto da firmare (assicurazione, anticipo casa, publisher, qualsiasi cosa).
Siccome questi non son bambini ma adulti lavoratori, che scusanti hanno per aver firmato senza leggere?
2) Non è sempre una questione di fregare o essere fregati.
E’ una questione di:
– capire esattamente quali sono i tuoi diritti e doveri e quali quelli del publisher
– assicurarti che tutte le condizioni discusse a voce siano state messe per iscritto
– cosa succede in caso di problemi causati da te o dal publisher, quali meccanismi di tutela e di penalità sono previsti per entrambe le parti
– capire cosa succede in caso di problemi dovuti a cause di forza maggiore
– come vengono gestiti i pagamenti
– come funziona la rescissione del contratto
– etc etc.
Non è che il publisher deve per forza fregarti, è normale che esistano tutti questi dettagli perché in affari nulla va lasciato al caso. E magari sorriderai a vedere una serie di casi limite, ma devi considerare che il publisher fa un gran numero di partnership e statisticamente incontra problemi prima o poi, quindi deve stare attento a ogni eventualità.
Andare nel dettaglio è una cosa normale e salutare nella negoziazione. Se invece il tuo approccio è firmare roba perché hai parlato con un executive simpatico e non hai controllato cosa c’è scritto nero su bianco di chi è la colpa?
3) Il fatto che il publisher si attenga al contratto è un suo diritto e questo non lo rende necessariamente cattivo o disonesto. Ci possono essere mille motivi legittimi dietro.
4) Stando a quello che leggiamo, la rigidità del publisher nell’applicare il contratto potrebbe aver innescato una catena di conseguenze che economicamente son state molto più pesanti di quei 2k euro. Dunque non sarebbe convenuto fare un’eccezione e dargli l’anticipo?
I motivi possibili sono numerosi e possiamo discuterne a parte.
5) Una cosa è certa: l’executive che ha gestito il contratto non ha lavorato bene. Trovarsi che il giorno dopo la firma il team ti viene a dire che c’è un equivoco e gli servono soldi significa che hai fatto grossi errori di valutazione.
“Se invece il tuo approccio è firmare roba perché hai parlato con un executive simpatico e non hai controllato cosa c’è scritto nero su bianco di chi è la colpa?” direi che ti sei autorisposto con la 5! 😀 cmq tranquillo si parla non mi sono offeso o che!
Il punto è che la clausola “vedere cammello dare soldi” è perfettamente normale, non c’è nessun comportamento anomalo.
Si sarebbe potuto accusare di qualcosa il publisher se a voce non gli avesse garantito l’anticipo. Ma non è stato così
Chiedo senza malizia: ma è appurato che ci sia stato qualche raggiro o furbata da parte del publisher/executive di turno o è solo una ipotesi? Perché a me sembra più un normale problema di mal gestione di una commissione come ne capitano a miliardi nel mondo del lavoro su commissione. Poi si può essere solidali e tutto, per carità, e non voglio ridurre tutto ad un freddo “leggere e firmare il contratto” (avendone firmati un paio pure io senza accorgermi dell’inculata), però se questi a priori si erano fatti totalmente male i calcoli (sia di tempistiche che di retribuzione/costo) allora il problema è un po’ più a monte imho.
È gentismo
i publisher senza di noi non esistono!!!1!
Konami insegna che senza gamers si fatturano lo stesso i miliardi. “Gamers are dead!!!1!!”
Nessun raggiro, semplicemente una storia come mille di un indie dev che non ce la fa a fare un gioco di successo. Che strano… Per questo un publisher indie o fa una selezione mooooolto spietata, o distribuisce il rischio su N progetti sperando che qualcuno ce la faccia.
per esempio secondo me la strategia di distribuire il rischio prendendo tutti è già potenzialmente “fallata” perché tu publisher magari ti presenti come “la chiave per il successo” sapendo bene che di 10 progetti ne andrà bene magari uno
però ti presenti come “la chiave per il successo” a tutti e 10
ovviamente ci saranno pure quelli che sono più chiari che ti dicono che il tuo progetto non andrà bene e blablabla ma è giusto per fare un esempio per assurdo
Ti sbagli enormemente. Distribuire il rischio e’ cio’ che permette di -PRENDERE- del rischio. L’alternativa e non prendere rischi, quindi fare solo COD (che a me sta pure bene eh), non e’ che ce ne sono altre. KS cosa fa? Come esiste?
Come si presenta un publisher e quanto mette in evidenza i rischi del settore onestamente boh, di nuovo, ti piace vedere il publisher cattivo che seduce l’indie con parole ingannevoli basandoti esclusivamente su una tua visione del mondo senza nessun fatto dietro. Se ci sono istanze di raggiri, dimmele, e andiamo insieme a bruciare il publisher ingannevole. Ma con i fatti alla mano.
Se invece vuoi essere di parte a priori, ok, fatti tuoi, non e’ una discussione. Io discuto sui fatti, e senza tifoserie.
beh, dettagli sui publisher non ne conosco, ma l’esempio di KS è buono:
KS si è venduta e coltivata quest’immagine del “finalmente i piccoli ce la possono fare!” “vedete tim schafer wow!” e tanti ci si sono buttati pensando “soldi facili!”
poi dopo i primi tonfi tanti mea culpa, tante riflessioni, ma intanto ogni anno resoconti dove tutto cresce, tutto migliora, sempre più gente ce la fa, e nascosta sotto al tappeto la verità che fare soldi su KS è difficile
oppure la VR, “wow!” “disruptive!” “è il futuro!” “le infradito di Palmer Luckey!”, e tutti a buttarcisi sopra, e specialmente gli indie con gli occhi a cuore, e nessuno che li ferma anzi, “facciamo tutto a misura di indie, viva gli indie!”
ovviamente Kickstarter sa che il, boh? 90% di quelli che usano la piattaforma o non ce la farà, o non riuscirà a realizzare il progetto pure con un buon esito del crowdfunding
così come Palmer Luckey sa che di 99 indie forse uno rientrerà nei costi, e gli altri 99 avranno solo buttato soldi nel cesso
ma ovviamente è tutto sempre shiny e new e disruptive, e purtroppo non tutti sono così sgamati e/o cinici da vedere oltre i lustrini, e quelli che ci cascano di solito sono quelli che hanno gli occhi a cuore e/o il portafogli vuoto
un’ultima cosa: anche distribuire il rischio può essere fatto in maniera più o meno etica, perché pure Valve (che so che non ti sta simpatica) ha “distribuito il rischio” sbolognando le Steam Machine ad Alienware & co.
Ma che c’entra? Una cosa e’ dire che fare soldi su KS e’ difficile (e lo devi sapere), un’altra e’ dire, fare soldi su KS e’ difficile, un sacco di gente non lo sa, QUINDI KS LI STA TRUFFANDO. Ma per favore. Quindi secondo te KS truffa i dev? Ottimo, s’imparano sempre cose.
Bruno secondo me il discorso è un po’ diverso. Qui non si parla di speculatori bancari che ci campano di quei mezzucci che tu, giustamente, critichi. Quelli fottono letteralmente la gente non informata, raggirano, vendono veleno merdoso e sono d’accordo con te che in quei casi è una merda e non basta manco “informarsi” (perché loro hanno i mezzi per fotterti lo stesso, volendo). Qui invece si parla di gente che si fa percepire un po’ come qualcuno che parte pensando “faccio cose, poi si vedrà! Olè! Viva la PASSIONE!!!”. È proprio l’approccio in entrata che è un po’ opinabile imho, perché sembra voler delegare tutte le responsabilità allo strumento che si usa per “partire” (sia esso Kickstarter, un publisher, il padreterno o i soldi dell’amico politico che ci mette la botta), mentre dovrebbe essere un po’ il contrario (se uno vuole farne un mestiere e non più un hobby nel tempo libero).
Angelo truffa no, però sicuramente gli sprovveduti (quelli che come Carmelo giustamente dice prendono e partono all’avventura) abboccano al marketing e spendono tempo e denaro inseguendo sogni e promesse che chi sta dall’altra parte sa benissimo che solo in minima parte si avvereranno
se io so che il tuo sogno è di fare il giornalista videoludico e di mantenerti scrivendo recensioni di videogiochi, faccio meglio a dire
“Dai vieni su Free Playing che in tanti ci scrivono e così avrai visibilità!”
oppure
“Boh se hai voglia di scrivere puoi farlo su Free Playing però guarda che vivere scrivendo recensioni è quasi impossibile”?
Quindi sei contro KS, pensi che faccia marketing sulla pelle degli sprovveduti? E’ una cosa interessante eh, magari pure vera non lo so, vediamo.
beh in generale sono contro tutte le forme di marketing più o meno ingannevole, ma mi rendo conto che è difficile pure vendere se ti metti a sparare freddi numeri
chi mi sta davvero sulle palle sono i giornalisti leccaculo che si affrettano a cavalcare l’onda disruptive del momento diventando più reali del re e danneggiando IMHO ancora di più quelli con gli occhi a cuore che finiscono per crederci davvero anche (o forse soprattutto) grazie alla stampa di settore
Nessuno li ha obbligati a firmare il contratto. Se sei un wannabe e non sai quello su cui ti stai impegnando sono solo cazzi tuoi
cmq consiglio a tutti di vedersi “hot girls wanted” a proposito del “sei maggiorenne e vaccinato e quando firmi sono cazzi tuoi”
Si proprio la stessa cosa. E quando c’hai ragione c’hai ragione eh. Dev professionisti 30enni e publisher -seri-, confrontati con teenager. Ok, bravo, come si vede che si fanno dei ragionamenti razionali e motivati, non a partito preso…
consiglio di vedere Indie Game The Movie invece, per capire quanto non capisce un cazzo il dev medio anche se poi qualche volta fa i soldi invece di fare la fine di questo ritardato. Ma il disagio alla base è quasi lo stesso <3
OMG, quanti schiaffoni ci vorrebbero a quelli di IGTM (solo Blow si salva, per un pelo)
Angelo io invece Blow lo odio con tutto il mio cuore. Uno che vende un fottilione di copie, ha il gioco più votato di sempre e “eh però non mi hanno capito”. Poi lo vedi che coda in piedi al bar guardando il vuoto e gli senti dire che “in 22 anni non ha mai finito un cazzo di quel che ha cominciato” e ti sale il crimine. comunque ci ceno ad aprile. gli sputo nel piatto come si gira
Blow e’ fastidioso ma almeno l’ABC lo sa, gli altri sparavano cagate sull’industria senza sapere manco allacciarsi le scarpe.
Angelo beh a me per esempio Fish sta simpatico, nonostante lo detestino tutti. L’altro vero coglione era il coder di Meat Boy che lui “non lavorerò mai in Epic, Call of Duty è lammerda, io sono Dio e codo per me”. Poi viveva a 45 anni in una capanna di merda con i genitori a mantenerlo, senza una vita, senza amici, mangiando patatine. Ma SMB è uscito perchè l’altro, invece, era un adulto, teneva famiglia e lavorava già. E in manco un anno, quindi GG. Che poi ovviamente è ucito perchè c’era il Producer di Microsoft a rompere le palle, sennò con quella faccia da minchia lì a far cose, ce ne volevano 18. EPPERO’ incredibilmente C’ERA UN CONTRATTO
Angelo per me il razionale è che se generalizzi che devi essere sgamato a prescindere e che se hai il contratto nessuno ti ha costretto etc etc allora in teoria pure la ragazzina di 18 anni che sogna di sfondare nel porno cazzi suoi
e se l’agente non l’avvisa che tempo 6 mesi e la carriera è finita mica ha fatto niente di male ha fatto male la ragazzina a non informarsi
per il resto l’età è relativa, non è che uno se non ha mai pubblicato un gioco in vita sua magicamente impara tutto quanto solo perché ha 30 anni
oltretutto di solito i gamedev (e su questo credo che Alberto concorderà) non sono proprio dei pro a livello di skill sociali o di street smart, specie quelli con gli occhi a cuore
a lato IGTM è un altro esempio di una roba a cui tanti hanno abboccato e/o voluto credere
Eh ma tu c’hai ragione su questo eh. Ma pure quelli di Delve pero’ un po ammetterai che e’ fastidioso quando, per altro -in pubblico- eh, vanno e cagano nella bocca delle vecchie per strada.
Perche’ questo e’. Tu non sai che contratto hanno firmato, se era una paginetta scritta che pure uno di cinque anni la capiva, oppure una roba di 100 pagine con il font corpo 5.
Pero’ hai deciso d’immaginarti dei 30enni professionisti dei VG sprovveduti e semi-raggirati. OK. Da ora in poi io li immaginino che gli piace imporre la coprofagia alle vecchie. Vediamo che discorsi interessanti ne escono.
beh, mettiamola così allora: prendendo per buono che RSG ha fatto tutto a modo, possiamo comunque immaginare che i Delve siano sprovveduti che hanno sbagliato in buona fede, o dobbiamo per forza pensare che siano dei fancazzisti che volevano la pappa pronta?
Bruno fancazzisti chi l’ha mai detto? Uno che lascia il lavoro e si dedica full time allo sviluppo rischiando tutto di sicuro fancazzista non è. Ma non basta lavorare come un pazzo per non essere un coglione. A prescindere dalle skill social che dicevi e dalle competenze: io è qualche anno che faccio/firmo contratti. Ne ho visti tanti e di 200 tipi. Ma se l’avvocato mi dice no, col cazzo che firmo. Che è un po’ come quando ti racconto di Kickstarter all’acqua di rose fatti da gente. Tipo Schiaffi & Fagioli che prende 200k che tutti “eeeee”. Se era così facile fare una società all’estero e far lavorare le persone in Italia lo facevo pure io. Per capirsi.
Ma figurati, massimo rispetto per questo. Non li conosco, ma avevano un lavoro prima immagino che siano professionisti del settore. E hanno fatto una cosa che richiede enorme coraggio, ed il gioco da quel che vedo e’ pure carino eh! Ci vogliono le palle.
Cio’ detto, hanno fatto svariati errori, ci sta, eh hanno fallito. Non e’ -grave-, capita. E’ la realta’ del gamedev, uno su mille ce la fa, capita, spero che imparino e facciano meglio magari il prossimo giro.
Anzi, l’augurio migliore e’ che possano capire davvero cosa e’ andato storto. La cosa PEGGIORE e’ se pensano che e’ colpa del sistema e loro hanno fatto tutto ok, ci riprovano e perdono anche quello che gli resta.
speriamo bene!
Comunque ho “sharato” io questa news, quasi merito di essere rinfanculizzato :p
diffondi il sapere. Kudos

