Ora si spiega perché Don Matteo su Netflix!
L’Italia, da sempre in prima fila nella prodvzione di serie TV (che usa l’appellativo esterofilo di “fiction” per non farle riconoscere subito come “sceneggiati”, termine che rimanderebbe subito la fantasia al bianco e nero ma che sarebbe più corretto nell’identificare le produzioni RAI e Mediaset, vecchi come sono nella concezione e nella messa in scena), spezzerà le reni agli odiosi broadcaster stranieri, rei di aver spezzato il dualismo televisivo frammentandolo in una moltitudine di servizi a pagamento via internet, costringendo persino Sky e Netflix a trasmettere per legge (pena il pagamento di una salatissima multa) almeno una produzione italiana ogni 7 giorni per i canali TV e ospitarne di più sui servizi on demand.
Non sentite anche voi quella familiare aria AVTARCHICA di ventennio nell’aria?
Tv, approvato il decreto Franceschini: più cinema italiano in prima serata. Obblighi anche per Netflix e Amazon – Il Fatto Quotidiano
www.ilfattoquotidiano.it
Più cinema italiano in prima serata e più investimenti da parte delle emittenti in produzioni europee e italiane. È questo l’obiettivo del decreto legislativo voluto dal ministro della Cultura Dario Franceschini, approvato oggi dopo diverse polemiche dal Consiglio dei ministri. La nuova normativa si…
Confido in un saggio commento di Simone
Non fai in tempo a dire che uno del PD ti piace, che subito fa una cagata senza eguali.
Simone hai peccato di ottimismo con la dichiarazione di Franceschini sui videogiochi (fatta evidentemente in scia alla Merkel)
mah in linea di principio non è neanche sbagliata come cosa, poi ovviamente film italiano può voler dire vacanze di natale o può voler dire jeeg robot, la discriminante sta tutta lì
Non è solo questione di qualità e quantità della proposta per come la vedo io, ma un mix di panico “le giovani generazioni saranno così abituate ai prodotti stranieri – peraltro di qualità più alta – che non guarderanno mai i prodotti italiani” e “oddio come facciamo a motivare la nostra richiesta di soldi allo Stato” (visto che buona parte delle produzioni RAI, sia fiction sia film, si avvale di un contributo statale (ma poi i ricavi vanno tutti ai produttori…)
Mi sembra un ottima idea per chi lavora o vuole lavorare in questo mondo. Finché non li costringeranno a trasmettere quello che dicono loro, che ne so, tipo Don Matteo, le produzioni italiane possono solo guadagnarci… ah, già…
Più italianità in queste odiose aziende abissine. 😀
Dio che schifo fascista.
Comunque secondo me può essere sensata come mossa nell’ottica di rilanciare il cinema italiano e le sue produzioni in generale. Ad un certo punto obblighi a dargli spazio, dall’altro purtroppo tutto questo vuol dire più cagate a meno che non decidono finalmente di innalzare la qualità. Da un altro ancora è una mossa un po’ forte.
Non rilancerà una fava, anzi, abbasserà ancora la qualità: prima erano costretti a impegnarsi per fare concorrenza, adesso “passano a prescindere”…
Come le quote rosa, utilone.
Purtroppo è questo che mi spaventa.
Rilanciamo il cinema italiano: più piagnodrammi alla Muccino, più commediole del cazzo con le battute sui meridionali e soprattutto più FICTION che scavano nel cuore delle cose ma con la linea comica
bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbucio de culo!
In altre nazioni estere, come la Francia, è obbligatorio per legge una percentuale di produzione autoctone, sia esso cinema, televisione o streaming.
Perché se lo fa il governo italiano si protesta, se lo fanno i governi stranieri si applaude?
E chi applaude? È una stronzata qui come lo è lì.
Perché la Francia ha quantomeno la coerenza di avere sempre avuto un forte nazionalismo e quindi l’obbligo è percepibile come protezione delle proprie produzioni, se poi ci sia altro non lo sappiamo. In Italia invece sappiamo benissimo come funziona: ne hanno bisogno per continuare a fare le stesse cose brutte che hanno sempre fatto, per di più spesso con fondi statali
Allora l’errore è nella gestione dei fondi non nel protezionismo
Ma seriamente stiamo parlando di protezionismo in un mercato globale?
Chi ci crede davvero vive proprio fuori dal mondo…
Peraltro non so quanto siano legali queste misure se discriminano tra produzioni di uno stato europeo e un altro…
Per come la vedo io il protezionismo è una stronzata nel mondo moderno: oggi grazie a internet posso venire a conoscenza di qualunque cosa, da Don Matteo ai film koreani, e quindi è la qualità del prodotto a decretarne il successo (oltre naturalmente alla quantità di persone interessate a quel determinato prodotto a prescindere dalla qualità)
Lorenzo Petrone è una stronzata per chi riesce facilmente a vedere produzioni da tutto il mondo, magari seguendole coi sottotitoli.
Se poi aggiungo che le fiction di qualità sono Rai, mentre le reti Mediaset tendono a favorire importazione e doppiaggio rispetto alla produzione autoctona, abbiamo il paradosso che il protezionismo andrebbe a favore di chi ha il canone obbligatorio per legge.
Il bilinguismo sarà sempre più diffuso nelle nuove generazioni, credo e spero.
Ma quali sono le “fiction di qualità”?
Le ho elencate in un’altra risposta, quelle per adolescenti come Mia and Me, Maggie e Bianca, Winx, Bu Bum, Spike Team.
Vedi questo se hai cinque minuti
http://www.raigulp.rai.it/dl/RaiGulp/programma.html?ContentItem-d1b2215f-3ff2-4c96-a7a1-e0c83604cba6
Rai Gulp – Programma
www.raigulp.rai.it
Un bizzarro gruppo di animali è protagonista di “Bu-Bum – La strada verso casa”.Un bizzarro gruppo di animali vaga per l’Italia centrale nell’inverno del 1944: Leoncavallo, un saggio cavallo siciliano dal fisico robusto ed dal cuore generoso; Jack, un cane americano paracadutato erroneamente dagli A…
Forse c’è un fraintendimento: le chiamo fiction perché prodotto da Rai Fiction, mentre magari tu intendi solo i telefilm tipo Don Matteo.
Federico ah credevo ti riferissi a serie televisive per adulti, credo di essere un po’ fuori dal target delle Winx (senza nulla togliere a questi prodotti per il loro pubblico di riferimento, del resto sono il primo a difendere fumetti e serie animate). Ma quando un produttore estero mi propone Breaking Bad, Better Call Saul, Mr Robot, Game of Thrones, The Walking Dead, Scrubs, e noi abbiamo Un posto al sole e Don Matteo…
Alessio, ti darei ragione, ma dopo aver visto le prime tre di Star Trek Discovery onestamente rimpiango Un posto al sole e Don Matteo XD
Le chiamo fiction perché in Italia le serie TV vengono chiamate fiction, e i cartoni animati “cartoni animati” o “serie animate” 😀
Francesco per forza, tutto quello che tocca Abrams diventa automaticamente merda
In realtà in Discovery Abrams direttamente non ci ha messo mano, però c’è pur sempre Kurtzman di mezzo…
è la serie legata ai film reboot, indirettamente è comunque colpa sua 😀
In realtà no, in teoria dovrebbe seguire la timeline originale, nei fatti è solamente una cagata pazzesca [cit.]
Alessio giustissimo. Io penso che essendo la televisione generalista italiana per vecchi, la fascia 15-49 la danno persa e manco ci provano. Del resto costa meno importare una di quelle da te citate, magari spinti dal tam tam di chi le ha viste sottotitolate, piuttosto che produrre qualcosa.
Poi nelle serie adolescenziali hanno un ritorno economico enorme sul merchandising a livello mondiale laddove su serie come Don Matteo o Un Medico in famiglia manco le magliette esistono.
Alessio cmq dai una possibilità alla settima stagione Winx solo per il livello tecnico. È impressionante per essere una serie televisiva
http://www.winx.rai.it/dl/portali/site/page/Page-6edfde64-d330-4e69-af93-a205aa3b23c1.html
Winx
www.winx.rai.it
Home Page del sito Winx
Federico non la definirei “impressionante” (anzi, personalmente non mi è mai piaciuto lo stile grafico delle Winx), ma di nuovo, non sta qui il punto perché per fortuna ci sono anche buoni prodotti in RAI, non è tutto Occhi del Cuore (ma ci andiamo pericolosamente vicini molto spesso, è questo il problema).
Manco a me piace, sembra un “vorrei essere giapponese ma sono italiano e li copio” però per colori, dettagli, fluidità si nota subito un budget enorme
La Rai è l’unica azienda che produce animazioni e questo implica una serie di limitazioni a livello di tematiche, registro verbale, opinioni politiche molto forte.
Aggiungi che devono evitare ogni polemica con moige e merda simile perché culturalmente sono ancora prodotti per bambini, che devono essere sicuri (i bambini non devono fare domande strane ai genitori) e si capisce che non si può pretendere di più.
Già avere in Bu Bum un bambino reso autistico da bombardamenti nazisti, che si fa aiutare dai partigiani per impedire che i genitori finiscano su un treno per Auschwitz è anche troppo drammatico per gli standard della Rai ma chissà come è stato fatto e questo mi dà speranza che in futuro ci siano produzioni più adulte.
Infine le serie di telefilm americani che citi nascono in America su canali a pagamento con un target adulto. E questo vuol dire tantissimo:sapere di un pubblico pagante ti permette certe libertà che la sola pubblicità non concede.
La cosa che più ci si avvicinava era Rai 4 diretta da Carlo Freccero… che poi è stato silurato ed ecco un altro canale senza personalità pieno di telefilm americani.
Qui non esiste niente di simile, se non Netflix stessa.
Poi se la smetteste con questi luoghi comuni sulle produzioni italiane che sembra di essere su handicappati figueri e vi informaste vedreste che la Rai produce anche cose Bu Bum, Mia and Me, Maggie e Bianca, Alex e Co. (coproduzione Disney), World of Winx (coproduzione Netflix), Regal Academy, eccetera
Ma ciò che passa mainstream è sempre la merda.
Perché la merda è nella domanda non nell’offerta.
Federico Rosa Non è vero, visto che i film stranieri di generi diversi vengono visti da un sacco di persone.
Se un Segreto a caso fa 3,4 milioni di spettatori e una serie televisiva animata con valori produttivi a livello di film Ghibli un decimo do la colpa al pubblico.
Federico Rosa oppure è la produzione italiana del secondo spettacolo che ha fatto schifo?
Il pubblico ha già dimostrato che apprezza delle cose se arrivano da fuori. Se le stesse cose sono italiane, no. Magari magari magari è perché quelle italiane sono fatte di merda?
Ma no, “è colpa del pubblico”, che vede che sono italiane e allora non le guarda per principio.
Certo.
Te lo meriti Bruno Bozzetto…
L’ultima serie Winx è meglio dei corrispettivi nipponici su maghette combattenti per valori produttivi, Alex e Co. ha un budget al livello delle corrispettive serie Disney, Spike Team e le altre serie Rai Fiction per adolescenti sono vendute in mezzo mondo.
Quindi fatte di merda no.
Un preconcetto lo trovo probabile.
Federico Rosa il problema del luogo comunque de “il cinema italiano fa schifo” è che il 90% di quello che viene prodotto qua è spazzatura
almeno all’estero stanno sul 50/50
Non me sarei così sicuro sulle percentuali, visto che non sappiamo la totalità della produzione di nazione X.
Il problema è che i prodotti per adolescenti hanno valori di produzione altissimi, vengono vendute a 30-100 nazioni straniere (da Yo e Yo al mega successo di Winx) quindi i talenti ci sono.
Però se ne parla poco e si valorizzano di più serie mainstream con valori produttivi medi che fuori dall’Italia non hanno mercato. Non a caso l’unica coproduzione Rai Netflix è World of Winx mica Don Matteo.
http://www.raigulp.rai.it/dl/RaiGulp/programma.html?ContentItem-d1b2215f-3ff2-4c96-a7a1-e0c83604cba6
Rai Gulp – Programma
www.raigulp.rai.it
Un bizzarro gruppo di animali è protagonista di “Bu-Bum – La strada verso casa”.Un bizzarro gruppo di animali vaga per l’Italia centrale nell’inverno del 1944: Leoncavallo, un saggio cavallo siciliano dal fisico robusto ed dal cuore generoso; Jack, un cane americano paracadutato erroneamente dagli A…
Lasciando stare la prima parte sul casting dice cose molto interessanti: tipo che la Rai Fiction si regge economicamente sui cartoni animati e che gli sceneggiatori di Don Matteo riescono a fare sit com guardabili
https://www.davidemaggio.it/archives/132473/iginio-straffi-per-la-serie-maggie-e-bianca-abbiamo-speso-almeno-500-mila-euro-in-piu-per-avere-quella-protagonista
IGINIO STRAFFI: PER LA SERIE ‘MAGGIE E BIANCA’ ABBIAMO SPESO ALMENO 500 MILA EURO IN PIU’ PER AVERE QUELLA PROTAGONISTA
www.davidemaggio.it
Intervista a Iginio Straffi, proprietario di Rainbow. Ci racconta della nuova serie Maggie & Bianca Fashion Friends.
Insomma ha parlato solo delle Winx, dire che l’intera Rai Fiction si regge sui cartoni mi sembra un’estrapolazione molto azzardata di quanto afferma Straffi…
Dice che il settore animazione è l’unico che guadagna più di quanto investe in Rai Fiction.
Poi lui è il creatore delle Winx e ovviamente parla solo di loro, ma Rai Gulp e Yoyo hanno metà palinsesto fatto da produzione nazionale che viene venduta a decine di nazioni estere con relativa licenza di merchandising.
Don Matteo o Un Medico in famiglia fuori dall’Italia non hanno mercato e in Italia non hanno un mercato per il merchandising.
Appunto quindi non lo dice. Poi se tu ci vuoi leggere quello che ti piace leggere è un altro conto: E sul fatto che Don Matteo non avrebbe mercato fuori dall’Italia:
http://tvzap.kataweb.it/news/122306/don-matteo-linossidabile-terence-hill-per-una-serie-tv-senza-rivali/
http://tvzap.kataweb.it/news/204152/arigatou-don-matteo-e-montalbano-la-fiction-rai-parla-giapponese/
Sul merchandising ovviamente il discorso è differente
Don Matteo, l’inossidabile Terence Hill per una serie tv senza rivali
tvzap.kataweb.it
Gli italiani, si sa, hanno un debole per le tonache in tv. Ma soprattutto hanno un debole per Terence Hill, che da “ragazzo terribile” sempre in vena di scazzottate accanto a Bud Spencer è divenuto uno…
Pensare che mi ero fatto NETFLIX proprio per non dover neanche vedere un minuto de LAMMERDA di casa nostra… 😒💩📺🇮🇹
Me ne vale poco che le Winx sono meglio delle Witches, il mio problema è il resto: Don Camera al Sole Segreto.
Mah io spero a questo punto di vedere i film di Lino Banfi anni 80 im prima serata
Ma importarlo il “fascismo” non è che sia tanto meglio. Ormai siamo giunti al punto che se una cosa non è ammmerigana è merda a prescindere.
Questo qui è quello che ha in mano il discorso gaming. Ma del resto “è l’anno dei videogiochi italiani” e “l’area indie in GW era fica”. La gente che parla a caso, diodellamadonna 🙂
È merda non a prescindere, solo se è successiva al 1989.
http://www.imdb.com/title/tt0119794/
Nirvana (1997)
www.imdb.com
Directed by Gabriele Salvatores. With Christopher Lambert, Diego Abatantuono, Sergio Rubini, Stefania Rocca. Jimi, a successful computer game designer, finds that his latest product has been infected by a virus which has given consciousness to the main character of the game, Solo. Tormented by the m…
My point exactly.
Comunque parlo di produzioni televisive in particolare, sopratutto da quando abbiamo imparato la parola FICTION 💩
Due cose: 1) l’influenza della Francia nei salotti chic italiani dove vengono partorite ‘ste robe penso sia nota a tutti e quindi sorvoliamo. 2) In Italia esiste da ormai decenni il sistema dell “inventa un mercato” che funziona in un modo malato: prima si trova chi può fare cosa e DOPO si costruisce un apparato di leggi che lo permettono.
Premesso questo mi auguro che almeno ‘sta roba possa essere in occasione per qualche talento sepolto di esprimersi…avendo appunto aperto un nuovo mercato…e non il solito sistema per finanziare un carro di morti di sonno che infestano le nostre tv da ere geologiche. E pensare che con i soldi che piglia la Rai dal canone, invece di creare sempre nuove strutture per millemila inutili canali, ci si potrebbe finanziare la produzione di colossal!😓
Occhio però, l’ultimo grande kolossal RAI è stato I Medici e sappiamo tutti che è andata a finire come Medical Dimension
Alessio De Matteo siamo circondati dai morti di sonnoooo😀…😓😟
Il Luca i morti di sonno occhio che sono più tra il pubblico che tra dirigenza e produzione, perché come dimostrano le perle che raramente ancora escono i talenti ci sono ma non hanno un pubblico a cui rivolgersi
Alessio De Matteo vero, ma vero anche che ci siamo noi che fruiamo di discutibili robe americane e particolarità come quelle giapponesi. Penso che molti di noi sarebbero più che felici di vedere espresso quel “genio italico” che sicuramente ora sta boccheggiando in cerca di un lavoro al mc donald. Fosse questa in occasione per farlo uscire ne potrei anche essere felice…ma da liberale già non credo in questi sistemi in generale…in un paese “drogato” come il nostro siceramente sento solo puzza di marcio e stantio …purtroppo 😞
Sul versante animazione e telefilm adolescenziale la Rai ha prodotti di prima qualità a livello mondiale.
Possono non piacerti ma tecnicamente Winx umilia Sailor Moon Crystal.
I talenti ci sono, mancano gli investimenti. Magari qualcosa si muoverà in senso positivo.
Federico Rosa sono convinto anch’io che i talenti ci sono ma francamente dubito che questa sia la strada giusta per farli esprimere.
Serve un ricambio generazionale. Quando non ci saranno più gli anziani che guardano Don Matteo la Rai dovrà dare spazio a quei talenti o ridurre Rai Fiction al solo palinsesto di Rai Yoyo e Gulp.
Mediaset non la considero in grado di adattarsi, in quanto ha sempre dato precedenza all’importazione sulla produzione.





