è un tipo strano, ma lo annovererei nello youtube buono
Davvero Google, nei risultati di ricerca, ci propone articoli che confermano le nostre idee? Ci manipola? GRAZIE A TUTTI PER I MI PIACE E LE CONDIVISIONI Isc…
Lo seguo da tempo e, tolto il suo stile un po’ sarcastico e “ve lo diciamo solo noi!”, tira fuori ottimi video settimanali sulla materia e ha messo su una bella community tra forum e canale. Se vi interessate di SEO è un ottimo canale.
La parte finale sulle opinioni e la sindrome di Danning-Kruger è una roba che io spiegherei e rimarcherei una volta a settimana in tutte le scuole, dalle elementari fino alle università.
sto sentendo, in generale non dice cose sbagliate però ridurre le differenze nei risultati di ricerca alla (de)sincronizzazione tra i server mi sembra ingenuo, google cmq da quel che so profila a bestia anche chi non è loggato (analytics per dire ha statistiche su provenienza età e sesso dei visitatori) e probabilmente sì, sa pure se chi fa ricerche è di colore e/o chi vota etc etc
Nel video può sembrare molto flio-Google, ma ne ha fatti anche altri di video che criticano big G su determinate scelte e comportamenti. Più che altro di solito lui tende a smontare il retropensiero gomblottistico che spesso si tira in ballo sul web ogni volta che qualcuno “scopre” come funziona Google e ci scrive l’articolone scandalistico sopra, per suonare l’allarme generale. Ci muoviamo sicuramente in un campo minato quando si parla di Google e privacy, ma se partiamo dal criterio di base (=le informazioni che loro hanno gliele diamo noi) alla fine si arriva sempre ad una conclusione che cerca di mediare tra le parti: più vogliamo che il servizio sia ottimo, veloce, performante e preciso (richiesta che parte da noi consumatori), e più dovremo scendere a patti con la privacy e con il criterio “ti offro l’ira diddio aggratis”. Se non ci sta bene ci rivolgiamo altrove e proprio qui sorge un problema ben più grave: altrove? CHI? Manca totalmente un’alternativa a Google oggi.
beh “le informazioni gliele diamo noi” è un concetto un po’ sfumato, può valere per facebook dove cmq è più evidente il fatto che sei tu a immettere messaggi foto e altro nel network, mentre a google le informazioni le dai anche semplicemente facendo una ricerca
una cosa è fare la cazzata di caricare la foto imbarazzante su facebook, un’altra essere profilati in base alle proprie ricerche, al proprio indirizzo IP, e via dicendo, tutte cose che “istintivamente” si considerano private e che invece così private non sono
Per questo dicevo “campo minato”. Qui si entra nel discorso “pro o contro” e di pesi e misure diverse che ognuno di noi singolarmente dà ai propri dati. Io, per esempio, non mi faccio problemi a procurargli dati privati se poi so che mi garantiranno quel “aggratis” ancora per molto (si spera) e magari serviranno soprattutto a rendere migliore il servizio. E non mi riferisco solo alle ricerche ma a tutta una marea di servizi e ottimi tool che Google mette a disposizione senza chiedere una lira (ovviamente ragiono così perché mi occupo di grafica e webdesign, se facessi lo zappatore probabilmente me ne sbatterei la minchia di questa roba). Altri preferirebbero pagare per lo stesso servizio, senza procurare alcun dato. Altri ancora vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca e via di seguito. Probabilmente arriveremo ad uno scontro prima o poi, dove i governi obbligheranno G a piegarsi alle paure del popolo (legittime eh, non lo nego). Ma il popolo poi sarà pronto a fare a meno di Google? Sembra una domanda del cazzo, ma ormai fa parte di quello che io definisco “bene di prima necessità” per alcune persone (tipo me? asd).