IL GIORNALISMO INVESTIGATIVO DI FREE PLAYING PRESENTA: IL VERO MOTIVO DELL’ACQUISIZIONE DI KING DA PARTE DI ACTIVISION
Ciao amisci come saprete qualche giorno fa Activision s’è accattata King (http://bit.ly/1GOWuRK) per 5,9 miliardi di dollah (mortacci loro). Molti hanno visto questa mossa come un modo per accaparrarsi la “gallina dalle uova d’oro” Candy Crush, ma in realtà secondo me le cose sono più sfumate.
Anzitutto, il mercato mobile è la merda e se oggi fai 300 miliardi al gioco col tuo giochino di merda, magari domani starai a fare la lista di quelli che devi licenziare, stile Rovio (http://bit.ly/1HkyJ3Y). Per questo spendere una cifra simile solo per accaparrarsi i guadagni di Candy Crush sarebbe da idioti.
Per questo motivo è più probabile che, come anche nel caso di altre acquisizioni celebri (tipo Facebook che s’è accaparrata WhatsApp) l’interesse non sia tanto nel prodotto in sé, quanto nella base d’utenza che si porta appresso.
Activision adesso ha tutto il pubblico di Candy Crush a cui poter, ad esempio, pubblicizzare le sue robe mobile (vedasi Heartstone). Voi direte che Heartstone non è proprio compatibile col pubblico di Candy Crush, e ok.
Non dimentichiamo però che King avrà sicuramente un database sconfinato relativo alla sua utenza, pieno di roba che sicuramente farebbe gola a qualunque analista big-data. L’ora in cui la gente gioca di più, le combinazioni di colori preferite, il tipo di acquisti in-app di maggior successo, e così via.
Di recente abbiamo visto che Destiny ha sbancato con le microtransazioni (http://bit.ly/1kmllls), volete che ad Activision non interessi conoscere i dati sui comportamenti dell’utenza di un altro gioco che si basa sugli acquisti in-app? Dati che ovviamente potrebbero essere applicati anche a Heartstone, a World of Warcraft (che ultimamente non fa che perdere abbonati: http://bit.ly/1E8hOuF & http://bit.ly/1H85fXa).
Consideriamo pure che, come saltò fuori da un articolo di qualche tempo fa (http://bit.ly/1Kw4k2j) spesso le società che campano di free-to-play (e quindi verosimilmente anche King) non si limitano a raccogliere dati e metriche sulla propria utenza tramite tecniche in-game, ma mettono all’opera vere e proprie tecniche di stalkeraggio nei confronti delle “balene” che spendono di più nei loro giochi.
Non è da escludere che negli archivi di King ci sia un bell’elenco di ricconi che magari spendono migliaia di euro al mese in acquisti in-app, gente di cui (stalkerandone magari i profili social) si conoscono gusti, abitudini, preferenze, e che si può attirare proponendo contenuti ad hoc.
Nell’articolo si parlava ad esempio di un tizio dell’Arabia Saudita, e mentre scrivo mi viene in mente che Capcom e Namco hanno entrambe aggiunto in Street Fighter V e in Tekken 7 un personaggio di quelle parti… coincidenze? Free Playing crede di no!
Chissà se nelle prossime espansioni di Destiny vedremo spuntar fuori “casualmente” robe magari un po’ fuori posto, ma che attireranno l’attenzione di qualche super big spender di chissà quale angolo del mondo?
Il primo affare sono i dati… Ogni gioco mobile ti propone di sincronizzare i tuoi punteggi con Facebook, e chi lo fa si ficca in una condivisione globale tra aziende che ormai è il vero business…
