Lui starrà sul cazzo a tante persone però non ha torto, volendo è uno spunto di riflessione interessante da inserire nella prossima diretta
Dalla Parte di Asso: Fottuti e Contenti
prontoallaresa.blogspot.it
bello 🙂
non lo so, a leggerlo così fila, ma mi sembra un ragionamento che parte da un presupposto falsato, ovvero che se sei nerd devi esserlo fino al midollo e non avere nessuna vita al di fuori delle tue passioni…
credo che esistano diverse sfumature e declinazioni e per dire io una collezione di statuine non ce l’avrò mai eppure a naso credo di essere molto meno socievole di lui
forse quello che fa rodere il fegato è che ormai ‘ste robe siano state sdoganate presso il grande pubblico che spesso le vive in maniera più “superficiale”, che non se le è “guadagnate”
e allora pur di dare un senso al fatto che quello che tu ti sei dovuto sudare oggi si trova a disposizione di gente che ce l’ha gratis, ti inventi che sono sfigati come te e quindi anche se non se le sono sudate quelle robe sono comunque sfigati lo stesso
Sorprendentemente, è un articolo che non mi dispiace (di solito non amo Recchioni). Fatto sta che “essere nerd oggi” è molto, ma MOOOOLTO diverso da quello che ha vissuto chi ha la mia età (27) o di più, quando ancora trovare un negozio specializzato in videogiochi era un’apparizione al pari o superiore alla Maria Vergine
Il termine NERD negli anni ’80 identificava l’emarginato, subumano, incapace di una vita sociale per evidente inferiorità soprattutto fisica e spesso legata anche allo status economico.
Tutte le sue passioni erano una panacea al male più ancestrale, l’horror vacui, il vuoto interiore della solitudine dovuta alla diversità dall’uomo “vincente” e “rampante” che in quegli anni rappresentava l’aspirazione di tutti.
Scrivo uomo perché quelli erano anni in cui la donna era quella che al massimo gli sbottonava la camicia, e lui le bloccava la mano perchè “…non deve chiedere MAI”.
Poi, sono arrivati i pubblicitari, e hanno fatto quello che gli riesce meglio: trovare nuovi target e nuove nicchie di mercato a cui vendere.
A quel punto, NERD ma anche GEEK, maschi ma anche femmine, tutto è bello lecito e divertente: potete essere ciccioni, brufolosi, nani, senza denti, con la forfora, strabici… Comprate le statuine, i fumetti, vestitevi da idioti, passate le giornate a accecarvi davanti a un monitor di computer, e tutto sarà perdonato, tutto sarà parte di una nuova normalità.
Tutte cagate. I veri NERD sono morti negli anni ’80, quando venivano pestati a sangue perché avevano jeans non di marca o perché la loro fisicità non era “conforme”, e qualunque fossero i loro interessi si guardavano bene dal renderli pubblici per non essere derisi o peggio…
…Oggi restano solo i pronipoti NERDici, fortunati abbastanza da non sapere quanto dolore e quanta sofferenza si celi dietro quell’epiteto di cui si fregiano, orgogliosi.
Eh, metà e metà.
Vero che nerd = schiavetto dei produttori di merda, e che non è una roba di cui vantarsi
Il discorso di “emarginazione” però è un po’ ridicolo, dato che di sicuro quella non dipende dal tipo di media che si consuma. Mi spiace che lo sceglievano per ultimo a pallone, ma di sicuro non era perchè leggeva i fumetti (e infatti lui dice “A scuola ero goffo e magrolino” che non c’entra un emerita mazza con l’essere “nerd”)
dire che per essere “nerd” bisogna soffrire non ha tanto senso a meno che non si abbia una definizione abbastanza strana di nerd (piu strana di quella che ho io, che è tutto dire eh), che esula completamente dagli ambiti mediatici.
La verità è che il “nerd” anche quando non era un fenomeno pop, era un fenomeno strettamente commerciale, e una fascia demografica estremamente coccolata dalla società. E’ ed era una nicchia a cui si poteva vendere prodotti e cianfrusagli a estremo sovrapprezzo con un bassisimo costo produttivo (qualcuno ha detto variant cover?) e che erano facili da manipolare in modo da fargli avere “fiducia” in brand e corporazioni, in diretto contrasto con robe come i francesi di caheer che una decina di anni prima cercavano di evidenziare i meriti artistici dei singoli autori (anche la c’era la loro versione dei “brand” e in quel caso si trattava di adattamenti letterari) proprio in una speranza di togliere potere ai colossi dai tanti danari.
Semplicemente col tempo si è capito che “il nerd” è una formula che funziona benissimo a livello di massa e che non deve essere spinta per forza solo su una nicchia. Ci si può inculare tranquillamente tutti.
Io mi rifaccio alla realtà di un periodo storico preciso, l’unico secondo me in cui la parola NERD ha davvero il suo significato…
Difficile spiegarlo a chi è venuto dopo e neanche necessario forse…
…ma c’è poco da ragionare: trattasi di un insulto, tutto il resto sono sovrastrutture commerciali.
Io comunque ragionerei al contrario comunque. La sovrastruttura commerciale è nata proprio come modo di “coccolare” gli sfigati trasformandoli in consumatori.
Poi chiaramente bisogna notare anche che il linguaggio si evolve eh. Pure a me fa schifo chiamare i programmi “app”, ma oramai la lingua quella è.
È quello che dicevo io, l’insulto è stato trasformato dai pubblicitari in epiteto identificativo di una nuova nicchia commerciale.
Trattandosi di persone che nella maggior parte dei casi vivevano anelando una qualunque forma di riconoscimento e accettazione sociale, è stato facile farli abboccare.
Le app comunque non sono “tutti i programmi”, eh! 😀
oramai si purtroppo
Windows 10 è una app?
i programmi di windows 10 lo sono
almeno a sentire windows 10
Mmmmh… Vabbè, dormirò lo stesso. 🙂
E comunque riguardo l’altra cosa, si, però non è che quella trasformazione è venuta dal niente. Anche quando nerd non era una roba pop il termine era diventato un sinonimo per la gente che partecipa nel costrutto commerciale creato per capitalizzare sugli sfigati, più che degli sfigati in se.
Beh la parola come tutte le parole può poi essere manipolata, ma è stato un processo piuttosto lungo, per un buon periodo anche a livello mediatico sebbene ci fosse sicuramente un sentimento di simpatia verso i NERD non erano certo un modello da seguire o a cui aspirare.
L’esempio tipico è il personaggio interpretato da Antony Michael Hall in “16 candles”; simpatico, a suo modo intelligente, ma Molly Ringwald anche se impara con il tempo ad apprezzarlo poi quando si tratta di trombare va dal figo della scuola cor macchinone… 😀
Ma positivo o no, dopo e durante gli anni 80 la parola nerd era gia passata a significare da “sfigato” a “sfigato che leggie i videogiochi e gioca i fumetti”
Nel momento in cui i media che lo “sfigato” consuma sono diventati il centro della definizione, il termine è passato dall’essere un insulto a una definizione di una demografica di consumatori.
Stiamo dicendo la stessa cosa mi pare….
si però io la vedo come un processo che è successo da anni e anni, non una cosa recente
un nerd degli anni 80 era equalmente sfruttato commercialmente di un nerd moderno.
Forse anche in maniera più subdula, dato che ai tempi l’aspetto commerciale veniva usato proprio sfruttando una fascia demografica di inadeguati sociali, facendo leva su quell’aspetto per offrigli fantasie di potere.
Io infatti ho detto che parlare di NERD post 1989 non ha senso,
o meglio ha tutt’altro senso, è solo ci ci ha preso le botte può capire davvero quanto siano cambiate le cose. 🙂
allora pace :p
Ma non c’era ancora un piano congegnato all’epoca… Perché mancava un “orgoglio NERD”…
Comunque più o meno dai… Peace and love… 😀
Io sono contento che adesso i bambini giochino a fare i NERDici comprando i pupazzetti 😀 è senza venire menati.
Però prenderci le botte non significa non essere sfruttati commercialmente, al contrario, i produttori di merdate sfruttavano proprio le botte che prendevate per vendervi le cose. Cosi come oggi sfruttano la necessità della gente di sentirsi parte di un gruppo per vendergliele
non c’era orgoglio, ma c’era gia una cultura “organizzata”, il tuo discorso di nerd come semplice descrizione dell’inadeguato lo vedo più risonante per i primi anni 70, ma gia dalla fine di quella decade si è iniziata a creare una cultura consumeristica nerd
Mah ti dirò…
IO molte botte le ho prese proprio perché NON mi compravo le cose che AVREI DOVUTO teoricamente comprare… 🙂
Secondo me anticipi solo un po troppo…
Ti faccio l’esempio del vestiario: negli anni ’80 TUTTI sapevano quali Marche comprare per essere fighi, e non esisteva una “controcultura” di abbigliamento,
semplicemente si dava per scontato che chi non si adeguava al dress code era uno sfigato, un truzzo, un “gino”, per dirla in paninarese…
Escludendo i punk ovviamente, e tutti gli OFF…
Ma infatti io non parlo di vestiario, parlo di fumetti/videogiochi/cartemagic/eccompagnia. Proprio perchè esisteva una demografica di “outsiders” shunnati dalle demografiche più pop, si è capito che si poteva cucire fantasie di potere attorno a tale gente, e usare il loro disagio per renderli più atti a comprare un certo tipo di prodotto (e il “supereroe” è il pinnacolo più evidente di questo concetto, ma naturalmente il ragionamento funziona con ogni altro concetto o brand che oggi definiamo “nerd”)
Certo sugli oggetti era più facile, ma io ti parlo del vestiario perché si tratta dell’esempio più emblematico nonché del mercato più lucrativo legato a un tentativo di creare nicchie di mercato.
Oggi puoi essere figo,
emo, vampiro, NERD, skater, B-boy, gaio, cicciabomba, sportivo, sadomaso, puttano…
E hai una casa di moda che ti disegna “la divisa”
su misura…
All’epoca i prodotti che dici tu semplicemente erano destinati a una fascia più giovane, e i NERD impossibilitati a crescere socialmente continuavano a
dare importanza a
a prodotti che teoricamente avrebbero dovuto abbandonare per “avvenuta maturazione”…
Era un continuo sentirsi dire: “Ancora stai a pensare a queste cazzate?” 😀
Ma quella era la gente. I prodotti in se, e penso soprattutto all’industria fumettistica di quei tempi, è dai primi anni 80 che iniziarono a caterare in maniera sempre crescende al nerd invece che al bambino (e anche il videogioco, almeno in giappone, meno in occidente). Poi ovviamente l’opinione pubblica non la capiva quella cosa, e bullava quelli che vedeva come “infantili”, rendendoli cosi’ ancora più emarginati ergo ancora piu’ atti a rifugiarsi nell’acquisto di media fatti su misura per loro.
Infatti poi il serpente ha cominciato a mangiarsi la coda.
Ma alla radice di tutto c’è lo shock culturale dei rampanti anni ’80 che si lasciano alle spalle le utopie di una giocentu libera e sperimentatrice e creano il mito dell’homo novus moderno, potente, grande lavoratore e vincente per attitudine, emarginando chiunque non potesse/riuscisse a stare al passo.
Esempio palese di I questi sono le
Pubblicità, tutte incentrate sul maschio alfa e a lui destinate (Marlboro Man).
Gli altri… Hanoi trovato le loro valvole di sfogo, e gli osservatori del mercato, fiutando l’affare, hanno agito di conseguenza.
In ogni caso… Le donne NERD non esistevano, e quelle attuali sono un controsenso per tutto quello che si siamo detti fino ad ora.
In questo sono d’accordo con lui.
Refusi da 4 del mattino digitando nel letto. :p
Mah guarda ti stupiresti, forse non in italia eh, possibilissimo dato che è da sempre una cultura molto più legata a certi stilemi di tradizione di ruoli di gender, ma quei meccanismi che descrivi tu lasciarono in un vuoto sociale cosi’ tante donne quanti maschi, semplicemtne le regole del marketing fecero si che la creazione dei prodotti nerd si focalizzasse su di una singola gender demographic (concetto che oltretutto sopravvive molto anche oggi in qualsiasi tipo di marketing) lasciando i “nerd femmina” relativamente fuori dalle “comunità” di nerd.
Poi oggigiorno il “nerd femmina” è impossibile quanto il “nerd maschio” se si vuole includere una sofferenza nel termine, o se piu semplicemente lo si vuole prendere come termine relativo a quel tipo di marketing subdolo iniziato negli anni 80, entrambi i “nerd” sono egualmente possibili e reali.
Ma ovviamente credo che su questo concordiamo.
La segmentazione, prima che un processo di marketing (e non pubblicitario, ricordate sempre bene la differenza) è un processo sociale. Sembra una puttanata, ma non lo è. Nel marketing ciò che si inventa sono al massimo i processi, i prodotti e diversi modi di venderli. Il resto sono solo modalità differenti di “sfruttare” elementi già presenti nel tessuto sociale. Se la segmentazione nel tempo è cambiata – da sociodemografica a interessi – è per via dei cambiamenti sociali avvenuti nel corso degli anni: di questi il marketing ne è in parte causa, ma il consumo è una dimensione molto più malleabile e decisamente meno deterministica di molti discorsi che partono dall’appunto tipo “i pubblicitari fanno ciò, allora la gente consuma così”. C’è sempre una negoziazione nel consumo tra i modelli indotti (io preferirei “suggeriti”) e quelli reali, così come c’è sempre una negoziazione tra emittente e destinatario. Così, in forma di bignamino della comunicazione.
Il discorso di Recchioni, in sé stranamente pacato e giusto, può benissimo apparire come un’ipersegmentazione spontanea all’interno del macrosettore “nerd”. Quello dei nerd “originali”, quelli del “noi in origine eravamo diversi”. Il suo discorso è la versione più pacata di quello analogo di tanti suoi coetanei nei vari gruppi di Retrogaming.
Poi ecco, se volete sparo pure un po’ di merda sull’abitante medio dei gruppi di retrogaming, che male non fa.
boh, sti discorsi li facevano (e fanno ancora adesso) i metallari 20 anni fa “io sono più true di te, io sono andato a concerti prima di te, tu non meriti di ascoltare metal”… sembra che a recchioni manchino i bei vecchi tempi in cui si era bullizzati e c’era l’emarginazione sociale. non dovrebbe essere un “bene” essere almeno un po’ accettati dalla società? poi se alcuni lo fanno per moda cazzi loro, quanto è da sfigati fingersi sfigati per avere attenzione? come ha detto bruno, il discorso SEMBRA avere senso ma ha basi totalmente sbagliate… siamo seri, chi sarebbero questi “ex-normali ora emarginati”? capisco che lui frequenti solo persone del mondo del fumetto et similia, ma se a 100 persone prese a caso dici “marvel” (ma anche “bonelli”), più della metà non sa benissimo di cosa parli, o ha solo una vaga idea. non stiamo parlando di mainstream spinto…. e se i film marvel e star wars (e i videogame tripla A) ora fanno i milioni, buon per loro, non è che se li vede più gente io mi sento sminuito.
Credo che lui intenda “quelli che prima erano una minoranza adesso sono la maggioranza: oggi non andare a vedere i film Marvel è da minoranza normale, la maggioranza va in giro con le maglie dei supereroi anche senza aver mai letto un fumetto”
c’è il fatto che ora quella minoranza è diventata adulta e ha figliato, e ha probabilmente introdotto a quella (sotto)cultura i figli, e gli amici, e le compagne. il mondo è andato avanti e in questo preciso momento storico, forse ci troviamo nell’era del nerd. non vedo perchè lamentarsene. teniamo le lamentele per l’era dell’analfabeta di ritorno – ci entreremo fra un paio d’anni, e poi via con i roghi di fumetti
Ci siamo già dentro xD
non abbastanza. aspetta… goditi l’era del nerd 😉
oh cmq partiamo da una cosa sia il concetto di geek che nerd sono robe tutte americane che da noi realmente non sono esistite.
esatto, bravissimo! ho scoperto verso i 20 anni cos’era un nerd. anche se amavo da anni “la rivincita dei nerd”, ma non pensavo la categoria interessasse me, che giocavo con atari2600 e c64 e in sala giochi fin da 6 anni, e che leggevo fumetti fin da 12 anni.
Noi arrivano sempre dopo è sempre perché siamo un mercato più acerbo che necessita di far attecchire concetti esotici, ma di “sfigati” era pieno lo stivale… 😀
Ribadisco che per me si tratta di epoche ormai passate e quel che esiste oggi è una derivazione, in chiave più consumistica ma anche più positiva di ciò che fu in quegli anni.
Andrea Gaminaction Lib si ma infatti è un problema di internet e non reale. Si sono sdoganate delle cose che prima erano appannaggio di pochi e basta. Io tutte ste lotte non le vedo, anzi vedo appunto solo lati positivi della cosa.
Assolutamente; è vero che in pratica si sono creati nuovi consumatori, ma almeno non stanno più da soli e possono divertirsi in gruppo.
Tanto gli emarginati ci saranno sempre… Oggi però ci sono più possibilità di sentirsi parte di qualcosa.
Mi sta sul cazzo recchioni, ma una cosa in comune la trovo: pure a me stan sul cazzo tutta sta gente che improvvisamente si riempie di magliette del cazzo con su pupazzetti del cazzo.
Un po’ come tutti i metallari pieni di magliette dei loro gruppi del cazzo sconosciuti
ma che fastidio ti danno, a conti fatti? non saranno trve (metallari o nerd), ma alla fin fine cosa cambia?
Metallo che sono stufo di vedere sta roba, mi è davvero uscita dagli occhi
Forse stai solo… Invecchiando. 😀
Benvenuto nel club…
Andrea Gaminaction così come tutti i meme su got, breaking bad etc.
ma io che sono già invecchiato sono invece andato oltre e semplicemente me ne sbatto
datti pace Frankie tanto prima o poi finiremo tutti al campo santo
Mi sa che molti di voi si siano soffermati sulla parte sbagliata dell’articolo ed alcuni si siano irritati ad essere paragonati a dei coglioni. L’articolo era semplice, le ragazze nerd non esistono è solo una moda temporanea, concordo poi con Mirco sul fatto dei nerd o geek o come cazzo vi volete ghettizzare. La cosa anche del orgoglio nerd è tutta na cazzata perchè non c’è nulla su cui andarne fieri.
mi sembra un ottimo parere, da parte di chi non esce mai di casa e basa la sua esperienza sull’internet – e infatti il post di recchioni è accompagnato un meme trito e ritrito. io alle comicon vedo centinaia di ragazze, in compagnia, sole o fidanzate, e non mi pare siano “fake”… son lì a divertirsi e farsi i fatti loro, non per cercare di scopare (o perlomeno, per cercare di farlo come lo fa qualunque essere umano). trovo assurdo voler negare e sessualizzare questa cosa. ci son reietti maschi e femmine, mica è un privilegio! poi chiaro che se si prende il meme della finta nerd, allora ok, le ragazze nerd non esistono.
Metallo Paolo spiegami cos’è un nerd per te
(premetto che mi riferivo – con una iperbole – a recchioni, dicendo che il giudizio sembra dato da uno che non esce di casa… non ce l’avevo con te, anche se condividi l’idea)
come dice mirko, la categoria “nerd” in italia non è la stessa americana. è arrivata anni dopo e con un significato già più “mainstream”… anche se a lucca nel 98 ci si appellava “nerd” gli uni con gli altri. quindi per me nerd è quello che viene vissuto di questi tempi: “appassionato di sottocultura che abbraccia videogiochi e fumetti in primis”, e per questo vagamente escluso dal circolo dei “vincenti” (che in america sono i giocatori di football, in italia chi sarebbero? i ragazzini che giocano a calcio?)
Ti faccio un esempio 5/6 anni fa c’era la moda del poker, dalla sera alla mattina ragazzi e ragazze(non casi umani) erano diventati giocatori di poker, finita la moda sono tornati alla loro normalità. Perchè non potete accettare la temporaneità delle mode?
non ho ben capito il punto, ma ripeto: se recchioni dice che le donne nerd non esistono, dice una stupidata. al di là delle mode. e se parli di mode, ok, fra 5 anni tutti questi presunti “fake” saranno spazzati via. e quelli che rimarranno come si dovranno definire, poveretti? nerd andrà ancora bene come termine? chi ancora adesso che la moda del poker è finita continua a giocare a poker, potrà chiamarsi pokerista?
scusa però, ancora non voglio sembrare di stare avendo una “discussione” con te, sei un pilastro di free playing, ma ho troppo dei flashback delle discussioni fra metallari sui forum di 20 anni fa… sta roba non porta a niente di niente, la gara a chi è più true. con la differenza che a quanto dice recchioni, bisogna fare a gara a chi era più sfigato a scuola?
Tranquillo per me è una discussione interessante come ho già scritto sopra al post, non la sto buttando in trollata apposta. La ragazza che intendo io non è il cesso o il caso umano, ma la cosidetta figa e penso che Recchioni si riferisca a questa. Il fatto della sua adolescenza non mi interessa, molti di voi si sono soffermati su questo.
non so, a me pare che recchioni abbia detto una cazzata, gli abbiano tirato merda e lui per giustificarsi ha inanellato un’altra serie di cazzate. dai, cosa vuol dire “non esiste la cosiddetta figa nerd”? è antropologicamente impossibile che una figa abbia gli stessi interessi di maschi che possono o non possono essere bruttini? e tutte le cosplayer che lo fanno da anni e anni? non le jessica nigri, che ci ha fatto un business, ma quelle che si vestono dal più sconosciuto anime giapponese per il gusto di farlo, pur avendo a disposizione occhi e tette da modelle? ce ne sono, eh
Le cosplayer sono una cosa a parte e si dovrebbe vedere caso per caso
cosa c’è di più intrinsecamente sfigato del vestirsi come personaggi di oscuri cartoni animati, in momenti lontani dal carnevale? negli anni ottanta forse in america saresti morto per una roba del genere, ora tengono in piedi un’economia. e quindi esistono…
Infatti parlate di qualcosa che non ha nulla a che far con il significato originario della parola.
Una volta che si accetta che i “veri” NERD oggi hanno 35/45 anni e tutto quello che è venuto dopo è solo una naturale espressione della “passione giovanile” codificata dal marketing…
Pace.
Ci sono le NERD donne, anche fotomodelle, no problem, ci sono i NERD palestrati, i NERD neonati…
Tutti sul carrozzone!
nerds be like
http://d.gr-assets.com/books/1344369110l/310039.jpg
per quanto recchioni come sceneggiatore, sia solo un plagiatore da persone di successo, solitamente dice cose giuste 😀
“Dammi una definizione di nerd” is the new “dammi una definizione di rpg”
Ma anche no
dammi una definizione di no
http://cdn.meme.am/instances/31056298.jpg
Ecco vedi, gia che metti i memi si vede che sei in fake nerd boy
Davide Alexandro Fiandra Ahahaha
Giu la maschera alaska
Te sei uno di quelli che ascolta friplay solo perchè è primo nelle classifiche di AAAAAAAAI TUUUUUUUNES
Mai installato iTunes
“I LOVE PODCASTS”
*fake geek boy meme*
DOESN’T HAVE ITUNES
Ascolto solo voi, mi trovo qui per caso perchè Mirco tre anni fa vi spammò e quella sera non ero uscito, è tutta colpa di Mirco
ah cmq io non ho mai visto nessuno picchiato o maltrattato perchè leggeva i fumetti o giocava ai videogiochi, ma perhè era antipatico e se lo meritava e in più legggeva i fumetti si.
Mirco portatore del buon senso come al solito
sostanzialmente quindi recchioni vive dietro ad un computer e contemporaneamente negli anni ottanta americani. in perfetta sintonia con ciò che lo circonda!
Recchioni in realtà è un virus informatico senziente
ULTRON!
io una volta sono stato picchiato perché in sala sapevo le supermosse in Street Fighter 2 e ho fatto perfect su un tipo più grande di me
E Recchioni = Selvaggia Lucarelli senza poppe
Giuseppe hanno fatto bene
poi capisco che a molti (forse anche a me, ma essenzialmente me ne sbatto) può magari dar fastidio che ci sia gente che si definisce “nerd” perchè guarda big bang theory e non capisce che è una penny e non una bernadette però anche in quel caso… son scemi loro, mica io. e comunque di bernadette in giro ce ne sono, non vedo perchè dovrebbe essere impossibile per una ragazza avere interessi che, di base, non sono “di genere”: leggere fumetti e giocare a videogiochi non richiede l’utilizzo del pene
A parte per fap Hero
ma io ragazze così ne ho conosciute, quelle “serie” sono poche ma ci sono.
e the big bang theory è la cosa meno nerd che abbia mai visto
Quella in azzurro è la “capa” della congrega italiana cosplayer di league of legends, ed è anche una metallara incallita – la conoscevo da 10 anni in quella veste, prima di trovarla come cosplayer ad una comicon quando ho ripreso a frequentarle. non so, ditelo a lei che “non esiste”… è metallara, di iper-livello a lol, organizza raduni cosplay, fare più di così a livello nerd non riesco a immaginare. poi è socialmente inserita, ok, ma veramente recchioni vuole dire “o si soffre e si è emarginati, o non si è nerd,? non capisco sta gara alla sfiga, con il corollario sessista di “se hai la figa puoi scopare quando vuoi, e allora è impossibile che tu abbia altri interessi, perchè PUOI SCOPARE”
bonus, trovato mentre cercavo la foto qui sopra: cosplayer vestita da Dawn, che penso in italia conoscano 10 persone. fortuna che io conoscevo tutta l’opera di linsner
Mi sa di trollata onestamente
Credo che il senso di ciò che ha scritto Recchioni non sia che una non può essere nerd, ma che nerd non significa davvero più nulla e con gli anni ha perso il senso che aveva. Oggi nerd è un marchio registrato, non una condizione sociale com’era un tempo e lo dimostra il fatto che essere nerd è diventato una specie di status symbol.
Esattamente quello che dicevo io…
Ma ribadisco che se uno non li ha vissuti quegli anni è difficile spiegargli come fossero…
boh, l’ho riletto e secondo me il sottotesto è che nessuna nerd gliel’ha data nemmeno ora che scrive dailan dog. non so, quel passaggio iniziale in cui prende in giro i ragazzi (come me ora, che sembro uno scemo) che han preso le difese delle ragazze nerd, SICURAMENTE per farsi belli con le ragazze nerd, solo che poi le ragazze nerd andranno con lo stronzo di turno… è tutto un discorso così stereotipato (e, ancora, stereotipato sull’america anni ottanta pure, nemmeno sulla nostra italia), che fa un po’ cadere le braccia.
Adesso mi metto comodo e mi leggo i commenti delle nerd che di solito lo difendono 🙂
dopo facci un riassunto! 🙂
commento perfetto IMHO http://prontoallaresa.blogspot.it/2016/01/fottuti-e-contenti.html?showComment=1452848436942#c1493438406345103483
Dalla Parte di Asso: Fottuti e Contenti
prontoallaresa.blogspot.it
è un ottima attitudine, e ironicamente molto migliore della gente che dopo simili esperienze di vita va in giro a diro “eh, ma io sono nerd e tu no”, tipo Recchioni
Ecco il sunto:
“…Quello che una volta si definiva nerd… Anzi, non si definiva, perché non ho mai sentito questo termine se non oramai ad età adulta… Diciamo che quelli che ora i nerd cercano di imitare, non erano gente che cercava di essere diversa e originale.
Era gente che provava timidamente ad essere come gli altri, ma proprio non ci riusciva, e poi tornava nel suo mondo fatto di altre cose che non interessavano a nessuno, che quando ne parlava in giro in genere veniva guardato come un alieno, se non con sufficienza o sfottò direttamente”.
Donna dalla rimarchevole arguzia.
scusate se torno sull’argomento, mi è venuta in mente una aggiunta mentre stamattina scrivevo hashtag per una foto su instagram e sceglievo geek anzichè nerd. secondo me la questione, come suggerito da alcuni, è solo linguistica: la neo-parola geek sembrerebbe abbracciare meglio tutti questi neo-interessi (e non dubito siano interessi reali e non “per far colpo”) di chi ama videogame, fumetti e cose simili. solo che, soprattutto in italia, il termine non ha preso piede se non fra chi frequenta internet, e comunque la parola “antica” nerd si è più diffusa nella vulgata comune. insomma, ci si lamenta che si usa un termine vecchio come nerd quando invece c’è una parola nuova che descriverebbe meglio la situazione e lascierebbe i veri nerd reietti dalla società a godersi la loro reiettitudine. però allora è come lamentarsi che ancora tutti dicono “telefono” quando quello che abbiamo in mano è uno “smartphone”. non si può lottare contro la lingua! 🙂
I credo che chi è stato NERD se ne fotta altamente di cosa i 20/30enni scrivono sui social… 🙂
E comunque in teoria il “geek” è un NERD geniale e “vincente”…
Quindi collegarlo a cose generiche tipo fumetti vg cosplay ecc è una sovrastima…
Giusto per dire eh! 😀
Ma in fondo chisenefutt… 🙂
xkcd: Geeks and Nerds
xkcd.com
Warning: this comic occasionally contains strong language (which may be unsuitable for children), unusual humor (which may be unsuitable for adults), and advanced mathematics (which may be unsuitable for liberal-arts majors).
anche geek è un termine assai vecchio





