Alison Rapp licenziata da Nintendo dopo essere stata oggetto di una campagna diffamatoria online (anche se il motivo ufficiale è un altro)

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Allora la storia in breve: questa in foto è Alison Rapp, dipendente Nintendo che, da appassionata di cultura giapponese, aveva detto (mi pare anche nella sua tesi universitaria) che la passione dei giapponesi per il loli e l’underage in generale andava inquadrata nel contesto giapponese e non era giusto criticarla o cercare di cambiarla dal di fuori (http://bit.ly/1VLog4a).

Ovviamente queste dichiarazioni le hanno fatto guadagnare la nomea di sostenitrice dei diritti dei pedofili, ed è partita una campagna di sputtanamento social a partire specialmente da alcuni ambienti neonazi, in particolare parrebbe dal sito The Daily Stormer, dove tra i commenti a un post sono stati pubblicati i numeri di telefono di diversi dirigenti Nintendo con l’indicazione di chiamarli per lamentarsi di Alison fingendosi genitori preoccupati per i propri figli.

Alla fine Nintendo ha licenziato la Rapp, e ovviamente subito si è pensato che fosse stato per questa campagna di sputtanamento social, ma Nintendo ha chiarito che in realtà è stato perché Alison aveva un secondo lavoro “incompatibile con la cultura aziendale”.

La Rapp stessa ha ammesso di avere un secondo lavoro per pagarsi le spese scolastiche, un secondo lavoro che svolgeva sotto pseudonimo e in cui “non era facile identificarla”, ma non ha detto di che lavoro si trattasse di preciso.

Quindi in conclusione io comincio a cercarla nei siti di webcam zozze, e in fondo al cuore ho una speranza: che questa storia arrivi alle orecchie di Cruciani (anzi mo lo taggo pure toh Giuseppe Cruciani Pagina ufficiale!!!)…

Nintendo Employee ‘Terminated’ After Smear Campaign Over Censorship, Company Denies Harassment…

kotaku.com
Nintendo employee Alison Rapp, who’s been a target of harassment over censorship controversies in recent months, said on Twitter that she has been fired. “Today, the decision was made,” she wrote. “I am no longer a good, safe representative of Nintendo, and my employment has been terminated.”

ho corretto che all’inizio avevo scritto che aveva ammesso che il suo secondo lavoro non fosse compatibile con Nintendo, ma in realtà non l’ha detto, ha detto solo che lavorava sotto pseudonimo e senza che in questo lavoro ci fosse modo di identificarla facilmente. che lavoro sarà stato? mmm…

“Quindi in conclusione io comincio a cercarla nei siti di webcam zozze” THIS.

Close enough. https://vine.co/v/hUeZuD1MBLM

In realtà non ha detto roba del genere solo nella tesi ma anche in molte discussioni twitter che sono emerse in queste ore (comprese anche altre affermazioni discutibili su come lei farebbe vedere film gore ai suoi figli).
Circa il secondo lavoro pare che abbia postao senza veli con un 3ds in mano…
Non mi stupisce che la Nintendo abbia usato il primo pretesto per mandarla via visto anche come rispondeva agli utenti

mah da un lato brutta storia, soprattutto i neonazi che l’hanno attaccata sono degli evidenti minorati mentali, d’altro canto però se lavori per una corporation pubblica che ha una certa immagine devi stare più che attento/a a cosa fai finire online, non è “bello” ma è così

C’entra anche il fatto che nel suo ask ci fossero oltre alle sue foto (visibili pubblicamente) anche storie sul suo stile di vita con il marito e che, diciamo, è probabile non fosse “compatibile con nintendo”

https://ask.fm/mnemosynekurai

Alison Rapp (@mnemosynekurai). Ask me anything on ASKfm

ask.fm
See questions and answers from Alison Rapp (@mnemosynekurai)

mannaggia. errori di gioventù

Veramente sono di due settimane fa 😀
E credo, e lo dice uno che sostiene che ognuno può avere lo stile di vita che preferisce fino a che si parla di adulti consenzienti, la Nintendo quando ha letto che pratica lo scambismo sia un po’ saltata sulla sedia (tutta la compagnia proprio 😀 )

sì no dico errori di gioventù credere di poter essere associata pubblicamente a una corporation e contemporaneamente poter parlare così liberamente online

Ah, ma allora è proprio rincoglionita.

mah rincoglionita no dai, probabilmente molto naive, ma ci sta quando uno è alle prime armi

Ma quanti anni ha per essere COSÌ tanto naive? 14 davvero

Se il tuo comportamento, anche privato, crea un danno ad un azienda è normale che ti asfaltino.

boh però dichiarazione poco felice a parte, il comportamento privato non provoca nessun danno ad una azienda… secondo me lei farà una bella causa e si sistema a vita

comunque sì, questa è la roba che fa impazzire cruciani, se fosse italiana sarebbe già stata in onda a radio 24!

Quindi se io lavoro per la Chicco e pubblico su internet con mie foto nome e cognome le peggio cose che farei ai bambini non creo danni all’azienda?

non ho letto il suo ask, quindi non so cosa faccia col marito, pensavo una roba tipo scambi di coppia. e per quanto maldestra, la sua affermazione sulle cose lolita era anche una parziale giustificazione/contestualizzazione di certo mondo del gaming nipponico (anche se la nintendo in questo mondo non bazzica per scelta, giustamente)

ok, ho letto ask: è poligama, e suo marito ci gode a vedere che lei va con un altro. non mi pare una cosa che leda l’immagine di nessuno, ed in generale penso siano cazzi suoi…

(cruciani: “ma suo marito si è mai messo a giocare a 3ds davanti a lei con l’amante? lei ha mai usato un controller nintendo per un piacere, diciamo intimo?”

“Gamergate, gamergate never change”

Che siano solo cazzi loro è fuori dubbio.
E infatti non credo sia quello il problema, credo che il problema siano le foto e le affermazioni fatte sui social in altri ambiti

massì ragazzi nel mondo delle favole puoi lavorare per la chicco e poi postare su fb le foto delle orge che fai dopo il lavoro, purtroppo nella realtà non è così per quanto non sia giusto etc

Internet è solo per maniaci e pedofili (cit.)

Se scegli di starci dentro, perdi ogni diritto all’oblio.

Sogno un mondo in cui ognuno può fare il lavoro per il quale si sente più qualificato e contemporaneamente vivere la
vita privata più adatta al suo modo di essere, ma…
È un’utopia.

Ha fatto anche delle dichiarazioni sull’età consensuale per fare sesso. Insomma ce ne sono di motivi che fanno male all’immagine di un azienda.

tra l’altro leggendo meglio la storia quelli che l’hanno fatta licenziare sono dei deficienti senza fine perché le cose sono andate così

– Nintendo censura i giochi in occidente, prendiamocela con qualcuno che localizza i giochi

– Prendiamocela con Alison Rapp, che lavora al reparto localizzazione di Nintendo (ma solo a livello di marketing)

– Alison Rapp risponde che lei quelle censure manco le avrebbe fatte

– Eh ma comunque Alison Rapp è femminista e in più pro-pedofilia per cui facciamola licenziare uguale

la cosa è stata così ridicola che perfino in posti come i vari numero-chan stanno difendendo la Rapp e dicendo che è stata attaccata senza motivo

questa storia cmq dimostra più che mai come nel movimento GG (se è un movimento) si siano infiltrate un sacco di teste di nazi che vivono solo con l’ossessione di mettere sotto controllo le femmine sennò se le scopano i negri che hanno il cazzo più lungo di loro

TL;DR: come dice Simone Tagliaferri l’hanno fatta licenziare per essere anti-censura dopo che l’avevano attaccata perché pensavano fosse pro-censura

Io ho la strana sensazione che se la Rapp fosse stata un uomo e la avessero licenziata per lo stesso motivo ora staremmo assistendo allo spettacolo della stessa gente che la difende mentre olia la ghigliottina.

Senza contare, con il massimo rispetto, che l’articolo di Tagliaferri omette molti elementi. Ma non mi metto a discutere di scelte editoriali o di linee da seguire.
E non discuto nemmeno dei “lifestyle” altrui… Ma sostenere che sia stata messa alla porta perché bersaglio di una campagna diffamatoria senza citare nemmeno il doppio lavoro come modella, le polemiche per come risponde su twitter a chi le chiede informazioni ecc ecc equivale a mostrare solo un lato della faccenda.

ma secondo me è una questione di pesi e misure, sicuramente c’è il fattore che “è donna poverina”, ma c’è anche il fatto che la campagna diffamatoria è stata messa in atto da un gruppo che fa capo a un sito dove si parla di supremazia bianca, di donne bianche che devono essere scopate forte sennò si innamorano dei neri, etc etc

quindi se fosse stato un uomo magari non ci sarebbe stato il fattore “è donna poverina”, ma ci sarebbe comunque stato il fattore “vittima di poveri deficienti”

poi sì l’articolo di Tagliaferri è sicuramente one-sided, ma d’altro canto è pure vero che multiplayer è il reame dei bimbiminchia e non gli puoi passare più concetti assieme, per cui tra “pazzi esaltati fanno licenziare dipendente nintendo” e “neofemminista non sa tenere la bocca chiusa su twitter” forse è “meglio” (tra diecimila virgolette) fargli arrivare il primo

una volta lessi su un post dell'”amico” (pure qui tra diecimila virgolette) Rami Ismail che quando hai a che fare con delle masse non ti puoi rapportare come quando hai a che fare con dei singoli, e credo che sia proprio vero

lei nella sua ingenuità forse ha pensato di potersi mettere a ragionare con la massa anonima su twitter e poter dimostrare le sue ragioni ragionando spiegando etc, Tagliaferri invece avrà capito che con la massa anonima di multi in ‘sto caso sarebbe stato inutile e anzi controproducente mettercisi a ragionare

o magari no, chissà

Più che altro ritengo necessario prendere una posizione quando le premesse di una delle parti sono completamente sballate. In questo caso il problema non è solo il licenziamento, ma il fatto che sia arrivato in seguito ad accuse false e paradossali. Cioè, questa è diventata oggetto di accuse e minacce per via delle censure di Nintendo alle versioni occidentali dei suoi giochi, ma il semplice fatto di credere che una che si occupa di marketing abbia un peso tale sulle localizzazioni da determinare tagli di contenuti è davvero da idioti, come è da idioti accusarla di essere autrice di censure e dargli addosso perché è contro delle censure. Insomma, è un problema di logica spicciola. Poi, che sia simpatica o meno, superficiale o meno, che abbia fatto qualche cazzata o meno,non è un problema che mi riguarda.

cmq doppio lavoro come modella? dove? come? soprattutto foto???

Sarò troppo sintetico ma un conto è usare due sistemi di discussione differenti un conto e omettere parte delle informazioni quando si descrive quello che è un “fatto di cronaca”.
Poi ci sta tutto lo degno e l’incazzatura perchè la campagna è partita da un gruppo di teste rasate (e di cazzo) ma è anche vero che scavando nella timeline della signora viene fuori roba abbastanza inquietante come la già citata questione del far vedere il gore ai bambini per abituarli…
In un mondo ideale la tua vita e il tuo lavoro sono due binari paralleli ma in quello reale, specie se sei un “frontoffice” capita che “le parallele convergano”.

Ho omesso la parte falsa.

Allora chiama twitter e avvisali che c’è un account fake attivo da qualche anno che contiene tweet fasulli attribuiti a questa persona

E andrebbe avvisato anche l’abuse di ask che c’è una pagina attiva da tempo intestata alla Rapp

Poi ripeto, nulla di male nel farsi una opinione ma credo sarebbe stato più corretto indicare che quella che si è indicata come causa possibile sia in realtà un elemento in un insieme.

Come se avessi avuto bisogno che il gore me lo facessero vedere i miei… >:o
Ma davvero ‘sta roba vale un posto di lavoro?

Ho il quadro della situazione più chiaro grazie a Bruno Barbera e mi dispiace per la Rapp (a parte la sua ingenua teoria pro-pedo) In pratica, l’hanno vinta delle merde naziste.

perché free playing è il giornalismo che i videogiochi meritano, ma di cui non hanno bisogno!

https://www.facebook.com/1513075835608697/videos/1674187362830876/

ormai è trending tropic

ahahahah ho dato un’occhio stamane velocemente al topic, vedo che vi sta impegnando la giornata 😀

Certo se dobbiamo affidarci a un programma di altissimo livello culturale e di etica giornalistica come “Le Iene” per diffondere la cultura manga nel mondo stiamo messi male…

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