#POST: NerdMonday – Il dramma del videogioco: una favola (vera) italiana

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Dai che magari la si smette di lanciarsi noccioline su Ghostbusters o di fare i vecchi con Pokémon GO qui dentro e si discute di qualcosa di più costruttivo. 😛

Il dramma del videogioco: una favola (vera) italiana – NerdMonday

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Il dramma del videogioco in una storia vera tutta italiana. Una tesi di laurea che si trasforma in uno show di ignoranza e pregiudizi verso i videogiochi

Di cosa vogliamo parlare?
Perché qui secondo me ci sono due macro argomenti:
1- la questione cui tratta realmente l’articolo, ossia dei vecchi dinosauri con i paraocchi che dominano nelle università italiane. Però si tratta di un argomento noioso che penso porterebbe tutti a concordare…
Oppure….
2- i videogiochi come arte.

Secondo me il videogioco è arte, ma il paragone col cinema lo trovo abbastanza labile. Se da un lato entrambi si avvalgono di audio e video, cosa non concessa contemporaneamente ad altre forme artistiche, dall’altro c’è l’enorme discrepanza della resa finale. Nel cinema l’usufruitore gode di una visione, quella registica, che ti presenta un prodotto finito ed immutabile. Nel videogame invece, la regia c’è ma ti accompagna per mano, lasciandoti più o meno libertà durante il percorso, e presumendo una tua attiva partecipazione che nel cinema manca.
D’altronde non è un limite del cinema questo ma bensì una sua caratteristica peculiare che permette allo spettatore di immedesimarsi “differentemente”. Il discorso sul “se in modo maggiore o minore” penso non sia fattibile poiché troppo soggettivo.

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