Una pausa da trashate, frattaglie e robottoni mi ha portato alla visione di Midori-Ko di Keita Kurosaka (questi da me sconosciuto) che sforna un’opera inquietante in cui i disegni vengono animati in una sorta di stop motion che mi ricorda molto i primi corti di Lynch o, più aderente, ai capolavori di Svankmajer e in particolare di Otasenek, di cui condividono il piccolo verde protagonista. Ambientato in un paesaggio presumo post apocalittico e distopico, una giovane ricercatrice, ossessionata sin dall’infanzia dal non mangiare carne, scopre un ibrido vegetale/carne creato da degli scienziati, il quale si rifugia presso la suddetta per sfuggire al suo destino di cibaria per salvare l’umanità.
Atmosfere inquietanti e surreali, promosso ma con la riserva di una seconda visione; coraggioso l’autore che ha impiegato, a quanto leggo, circa tredici anni per la lavorazione.
Wow. Prima volta che ne sento parlare. Sembra più animazione sperimentale russa che roba giapponese. Inquietantissimo, comunque.
Bravo i russi, nelle atmosfere, mi sfuggiva qualcosa. Oserei aggiungere un pizzico di Kafka per il gusto delle situazioni grottesche e alienanti, specie dei confronti della (dis)umanità.
sia come atmosfera che come dedizione al lavoro mi ha ricordato Norshtejn:
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_riccio_nella_nebbia
Il riccio nella nebbia – Wikipedia
it.wikipedia.org
Il riccio nella nebbia (in russo: Ёжик в тумане?, traslitterato: Ëžik v tumane) è un film d’animazione sovietico del 1975.
che però è un po’ meno creepy 😉
Non conosco, approfondirò!