Ho appena finito i tre episodi di The Walking Dead: Michonne, gioco stranamente ignorato dai più.
Il titolo conferma che la serie TWD è l’ammiraglia di casa Telltale, quella che riesce a dare il meglio di se a livello di storia, narrazione e scelte difficili.
In realtà, in questo caso le scelte non sono quasi mai difficili, la sensazione che una scelta valga l’altra è dovuta al fatto che si riflette sempre solo sul quanto essere sadici, ma rimane forte il dubbio che forse non era la cosa giusta da fare.
Ho notato, inoltre, un grosso passo avanti nell’impersonificazione nel protagonista. Finalmente non c’è più quella triste sensazione di essere il centro dell’universo, quell’universo in cui una bambina fa da ago della bilancia nelle decisioni di un gruppo di adulti. Qui i personaggi sembrano molto più autonomi e sono più le volte in cui si deve dire agli altri: “vabbè, non crucciarti, non potevi fare altrimenti” delle volte che ti senti dire “hai fatto la scelta giusta”.
In generale stiamo parlando di 4 orette che funzionano molto bene.
Si gioca da solo quindi capolavoro.
Precisamente

