Avevo accennato a questa serie giapponese nell’ultima puntata e ora ho finito di vederla: decisamente promossa.
Midnight Diner è ambientato in questa piccola tavola calda giapponese, aperta solo di notte, dove in ogni puntata si avvicendano le storie di chi si ferma lì a mangiare “quando la giornata è finita, ma ancora non si ha voglia di tornare a casa”.
Come dicevo nel podcast sono tutte sostanzialmente delle favolette della durata di un singolo episodio, ma il modo gentile e delicato con cui vengono raccontate sa conquistare: il feeling da localino per pochi intimi, caldo e accogliente, lo si avverte non solo nell’ambientazione, ma anche nelle storie e nei personaggi.
Per fare un paragone, immaginatevi l’atmosfera familiare e casereccia delle scene da pub di Garth Ennis, però declinata secondo la sensibilità, più intima e riservata, della cultura giapponese.
Tra l’altro all’inizio, proprio perché è una serie giapponese, c’è molto da farcisi la bocca con lo stile recitativo, le smorfiette e i manierismi dei personaggi, che a primo impatto possono essere davvero “cringy”, ma resistete per un paio di puntate e l’effetto di straniamento passerà, e ne varrà decisamente la pena.
Dopo Black Mirror (http://bit.ly/2eaiwmN) e le sue inquietudini, una serie come questa ci sta proprio a puntino per riprendersi un attimo, anche grazie al fatto che le puntate durano 20 minuti e sono tutte autoconclusive, quindi le si possono vedere tranquillamente quando si ha voglia/tempo: anche qui, come in Black Mirror, non siamo di fronte a papponi interminabili studiati a puntino per tenere lo spettatore affossato nel divano (e docile e ricettivo nei confronti delle pubblicità).
E proprio come Black Mirror anche questo Midnight Diner alla fine “lascia” qualcosa, anche se lo fa in maniera più timida e sottile, con le sue storielline di gente normale nelle quali comunque, nonostante la distanza culturale, non si può non finisce per riconoscersi.
Insomma, intanto grazie a Francesco Codolo che m’ha fatto conoscere questa serie con un suo post su NG+ Italia (http://bit.ly/2dOaMV5), e per concludere non posso non levarmi tanto di cappello per il protagonista-non-protagonista della serie, il gestore del localino, che è un cristianone ultra carismatico che parla poco, ma dice sempre la cosa giusta al momento giusto, e con quella cicatrice sull’occhio ha perennemente l’aria di essere uno che ne sa a pacchi.
E tutti lo chiamano MASTER (!!!).
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深夜にしか営業しない飯屋ののれんをくぐると、そこには素朴で心温まる料理が。思い入れのある一皿に添えられた物語が、めしやに集う人々の人間模様を描いてゆく。
Lui è proprio un figo. Trasuda carisma da tutti i pori
