Milo Yiannopoulos, un altro dubbio eroe del #GamerGate (e qualche riflessione)

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#TAGLIAFERRI.IT ha segnalato sui figueiri questo articolo di Salon (i media mainstream…) in cui si parla di Milo Yiannopoulos, uno che non c'entra un cazzo coi videogiochi, e che anzi c'è pure andato pesantemente contro, e che ora ha fiutato l'opportunità di raggranellare un po' di popolarità, e s'è subito dichiarato paladino del #GamerGate.

Un tizio che scriveva…

I understand why young people might get the odd thrill from beating up a bad guy, or catching a glimpse of a nipple or two. But there’s something a bit tragic, isn’t there, about men in their thirties hunched over a controller whacking a helmeted extraterrestrial? I’m in my late twenties, and even I find it sad. And yet there are so many of them – enough to support a multi-billion dollar video games industry. That’s an awful lot of unemployed saddos living in their parents’ basements.

…adesso scrive:

It's easy to mock video gamers as dorky loners in yellowing underpants. Indeed, in previous columns, I've done it myself. Occasionally at length. But, the more you learn about the latest scandal in the games industry, the more you start to sympathise with the frustrated male stereotype. Because an army of sociopathic feminist programmers and campaigners, abetted by achingly politically correct American tech bloggers, are terrorising the entire community – lying, bullying and manipulating their way around the internet for profit and attention.

L'articolo originale è qui…
http://www.salon.com/2014/10/28/gamergates_fickle_hero_the_dark_opportunism_of_breitbarts_milo_yiannopoulos/?utm_source=twitter&utm_medium=socialflow

…e Tagliaferri l'ha segnalato qui:
https://www.facebook.com/groups/vidfig/permalink/10153386279034848/

Onestamente 'sta cosa del #GamerGate è pure ora che finisca. Il "movimento" è stato contaminato fin dall'inizio da gente che voleva solo vendicarsi di Zoe Quinn e delle altre donne dell'industria (e non), e che è arrivata a provocare casini inenarrabili tra doxxing e altre robe da frustrati terminali.

Ma anche se, come dicono i sostenitori del #GamerGate, i doxxing fossero fasulli e fatti ad arte dalle stesse vittime pur di gettare fango sui seguaci del movimento, ad ogni modo il clima è ormai così tossico che non si arriverà mai a ripulire del tutto il movimento stesso.

Secondo me l'unica cosa sensata da fare sarebbe creare un nuovo movimento, dove da subito venga imposta una tolleranza zero verso doxxing e minacce di ogni tipo, e da lì ripartire. Se se ne ha la voglia, e se davvero se ne sente l'esigenza.

Perché ormai, onestamente, chi se ne frega della corruzione nel giornalismo videoludico? Ormai tra blog, siti semiamatoriali, e canali YouTube che vadano al di là delle scuregge in faccia alla gente, la critica videoludica è qui. Alcuni stanno anche riuscendo a farne un lavoro, grazie a Patreon e alle donazioni dei fan.

Chi s'attacca all'articolo su Kotaku, alla recensione di IGN, al decimale in più o in meno, s'attacca a modelli di informazione che ormai sono quello e quello rimarranno fino alla loro inevitabile morte… Quando c'è un matthewmatosis che ti disseziona un gioco punto per punto dall'inizio alla fine, che bisogno c'è della rece della reda? Quando l'ultimo dei let's player dà più notorietà al titolo indie X di qualsiasi news su qualsiasi portale, chi se ne frega se per ottenere la news qualcuno s'è scopato qualcun altro? Quando da un video di mezz'oretta di gameplay si capisce un gioco come e meglio di qualsiasi sbrodolata di testo scritta dal redattore di turno X pagato a noccioline, chi se ne frega di quanti decimi ha cannato il voto?

LA RILEVANZA DI SITI E BLOG ORMAI È PROSSIMA ALLO ZERO

Tant'è che ora l'obiettivo dei PR più privi di scrupoli sono gli youtuber, che ormai sono i veri e unici influencer, e già cominciano a uscire casi di corruzione eclatanti, come quello di Shadow of Mordor.

CASI CHE SAREBBE BENE TENERE D'OCCHIO E CONTRASTARE, MA CHE IL #GAMERGATE IGNORA PERCHÉ TROPPO OCCUPATO CON LA FIGA DI ZOE QUINN

Quindi ripeto, l'unica soluzione, se davvero si vuole fare qualcosa, è che le persone sane di mente (e ce ne sono, vedi TotalBiscuit) si stacchino dal movimento e ne fondino uno nuovo, imponendo da subito un enforcement a tolleranza zero di alcune regole di base, in modo da non delegittimare il movimento.

Oppure semplicemente si potrebbero SUPPORTARE ECONOMICAMENTE le persone e i progetti che si ritengono degni, in modo che prosperino e vadano via via sostituendo tutti i farlocchi che infestano il settore (e che sono TANTI).

Un'ultima cosa: anche dall'altro lato IMHO chi ha un po' di sale in zucca farebbe bene a prendere le distanze dalle posizioni più estreme, a partire da quelle della Sarkeesian, che al di là della solidarietà per le minacce ricevute, è comunque un personaggio estremamente ambiguo.

La cosa più importante in tutto ciò è liberarsi dall'idea che non ci sia alternativa al prendere posizione a favore di uno schieramento o per l'altro.

Certo, a volte bisogna scegliere tra due alternative, e se io mi ritrovassi a scegliere tra Sarkeesian & company, e tra #GamerGate, allo stato attuale penso proprio che sceglierei la prima, perché per quanto Anita mi stia sulle balle, di sicuro non voglio promuovere l'harassment online, il doxxing, e tutto l'armamentario da sfiga umana dei troll internettari.

E questo NONOSTANTE IL FATTO CHE COL CUORE SONO DALLA PARTE DI QUELLI CHE SONO I PRINCIPI "PULITI" DEL #GAMERGATE, perché, proprio come diceva Felicia Day, per me quella dei gamer è sempre stata una comunità in cui identificarmi e in cui trovare amici, e personalmente guardo pure con sospetto le pretese degli "innovatori" indie e non di fare robe "rilevanti" e "significative" contro il mainstream "cattivo".

Se però doxxano pure Felicia Day solo per aver detto che si è sempre sentita una gamer e che ora invece non si sente più al sicuro in quella che un tempo pensava essere la sua comunità…

(e ovviamente c'è chi sostiene che il doxxing sia stata tutta una montatura, ma di nuovo: importa davvero?)

Un bel post su Slate, con qualche nuova info (lo sapevate che Assange è pro-#GamerGate?) e soprattutto con una proposta concreta per fermare tutta 'sta merda:
http://www.slate.com/articles/technology/bitwise/2014/10/how_to_end_gamergate_a_divide_and_conquer_plan.html

Segnalato qui:
http://www.indievault.it/forum/showthread.php?tid=14076&pid=225610#pid225610

Anche questo post si concentra sui moderati all'interno del #GamerGate, definendoli senza mezzi termini "utili idioti" dietro cui si nascondono troll e squaletti vari che vogliono portare avanti i loro interessi.

Non so voi, ma io non voglio essere l'utile idiota di nessuno…

Anita Sarkeesian parla del #GamerGate in TV, al The Colbert Report, un programma comico con il conduttore, Stephen Colbert, che interpreta la caricatura di un opinionista politico…

Fonte:
http://venturebeat.com/2014/10/29/watch-critic-anita-sarkeesian-talk-gamergate-on-the-colbert-report/

Stephen Totilo di Kotaku intervistato da TotalBiscuit

Fonte:
https://www.facebook.com/groups/vidfig/permalink/10153387607639848/

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