Non direi proprio “kick ass”, ma qualcosa si muove dai
Italian gaming scene is ready to kick ass
venturebeat.com
10 great mobile games bring “Made in Italy” label to in the gaming industry.
Italy is one of the biggest gaming markets, both in Europe and in the world, with more than $1.2 billion spent in the last year. -> dove ha preso questa cifra? e dove l’ha paragonata con gli altri mercati?
immagino da qualche rapporto AESVI? provo a chiederglielo cmq!
grazie! avere quei numeri mi farebbe super comodo!
Io invece ho un’altra curiosità. Anche negli altri paesi esiste questo “patriottismo”? L’articolo infatti è di un italiano. Insomma, al di là dei soliti orgogliosissimi francesi e del giusto riconoscimento che la Polonia fa nei confronti dei CD Project (esemplare il regalo a Obama), in Germania, Spagna, Inghilterra e USA pure fanno così?
Ciao a tutti, scusatemi se rispondo solo ora ma non ero parte del gruppo e non potevo commentare. Innanzitutto buon anno 😉
Per Federico Nejrotti: i numeri sono presi dall’ultimo report AESVI, come anticipava Bruno.
Per Giuseppe Colaneri: il problema è che i titoli italiani raramente ricevono copertura su testate internazionali di grosso calibro. A parte qualcuno di pù strutturato o con publisher alle spalle. Il mio era un test, ho pensato “provo a prendere un po’ di giochi mobile belli fighi e a puntare sul ‘made in italy’ che funziona sempre” e in parte ha funzionato. Non è tanto una questione di patriottismo ma di visibilità e riconoscibilità per il lavoro di tanti studi (piccoli o grossi che siano) che svolgono un buon lavoro. Un approccio molto simile stanno avendo nella scena Finlandese dove ormai da anni si muovono in massa e hanno l’attenzione della stampa di mezzo mondo…
Spero di non essere andato troppo lungo ma di aver risposto al meglio 🙂
Ma Raffaele, la mia non era una critica all’articolo, benintesi. Era giusto una curiosità. Non sapevo dei Finlandesi, mentre – come detto – polacchi e francesi si danno molto da fare a riguardo.
Tranquillo Giuseppe Colaneri, avevo capito che non si trattava di una critica 😉
Ho solo cercato di dare una risposta più articolata per far capire come è nato il tutto.
Ehi manca il mio gioco… 😛
