Amo Zelda: è una serie che, per quanto ferma sui suoi paradigmi, mi fa sempre l’effetto “occhi a cuoricino” ad ogni uscita. Eppure ce n’è uno che non mi è mai andato giù e che si è appena beccato una riedizione su 3DS. Majora per me è un errore, un gioco che, per me, non sarebbe dovuto esistere e vi spiego il perché:
-Asset riciclati: gran parte delle cose che si vedono a schermo vengono da Ocarina e questo crea il duplice effetto “cheap” e “uncanny valley”. Mi è sempre sembrato un prodotto fatto a risparmio e mi ha sempre fatto strano ritrovare personaggi che magari erano dei boss nel gioco precedente come vendor.
-Struttura: da Zelda ho sempre voluto dungeon ed enigmi impegnativi ma non troppo. Mi piace quando mi sento intelligente senza sforzarmi più di tanto. Una sensazione che in Majora non ho trovato: 4 dungeon senza slancio, nessun momento memorabile. Anzi qualcosa di memorabile c’era: la piattezza dello Snowhead Temple e l’inutilità del suo boss. Da dimenticare.
-Tono generale: più una favola dark che un gioco epico. Alcune missioni secondarie stonano davvero tanto con tutta la serie, tipo quella con gli alieni che rapiscono le mucche.
-Lore: in Zelda c’è da sempre un background ben definito: le dee, la triforza e il suo equilibrio, la master sword. E ogni gioco, per quanto autonomo, si riesce a inserire nel grande mosaico della serie. Majora no: la questione delle maschere, i giganti e la luna, stanno lì più come pretesto che come elementi per espandere l’universo.
Il cambio della guardia alla direzione della serie si sente, così come la volontà (apprezzatissima) di non voler fare un Ocarina 2. Però per me
Majora è troppo dissonante con il resto della serie e non riesco a trovargli nessun aspetto che gratifichi la mia voglia di Zelda, salvo solo il combattimento finale con la Fierce Diety Mask.
Già mi immagino gli insulti nei commenti ma, tra un vaffanculo e l’altro, mi piacerebbe capire perché questo Zelda è tanto amato.
