Un resoconto su come sono i porno sull’Oculus Rift

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BRB VADO A COMPRARMI UN OCULUS

I Tried VR Porn, And It Was Weird

kotaku.com
“Have you ever tried VR porn?” Vander Caballero asked me. The video game developer was trying to convince me of VR’s potential to revolutionize intimacy. “Do you want to try it right now?”

Scena di un tizio completamente isolato dal mondo, col visore e le cuffie, braghe calate, che si pugna ferocemente sul divano.
Circondato dalla SWAT.

Vado a scrivere la sceneggiatura di America Pie 7: Oculus fist

Però è la squadra femminile della SWAT 😛

Però, occhio, che l’articolo in effetti solleva un punto molto interessante: la prossimità. E’ chiaro che, essendo un filmato, non ci sia alcuna possibilità di interazione. Però, se ci pensiamo, non è che per il fatto di non proporre interazione “PornHub” sia sul lastrico, no? Quello che questa modalità di fruizione potrebbe aggiungere è la sensazione di vicinanza e l’efficacia del contatto oculare. Esiste un limite di vicinanza tra due persone, oltrepassato il quale si passa dalla sfera sociale a quella personale/intima. Lo sanno molto bene gli zingari che vengono a venderti gli amuleti e nel farlo si avvicinano moltissimo. La nostra cultura non ci ha educato a gestire persone che entrano così tanto in contatto con noi e, quindi, diventiamo vulnerabili. Questa sensazione potrebbe, come spiegano nell’articolo, innescare meccanismi di relazione molto particolari tra il se immaginato e la pornostar dall’altra parte.

Poi, la SWAT arriva comunque, certo.

la SWAT femminile

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