#FILM: This Film Is Not Yet Rated, ovvero artistih contro censurah!!!1!

0

LE RECENSIONI A CALDO FRESCHE FRESCHE APPENA SFORNATE DI FREE PLAYING PRESENTANO: THIS FILM IS NOT YET RATED

Mi sono visto questo film consigliato dal nostro Fiandra di fiducia ed è stata un’agonia: in teoria dovrebbe essere un documentario sull’MPAA, l’organo di rating dell’industria cinematografica americana, e sui suoi misteri e le sue idiosincrasie, e fino a un certo punto sicuramente lo è.

Il mio problema con questo documentario è che è la tipica roba centrosocialara che parte dal presupposto che l’MPAA è un branco di bigotti che vogliono censurare i poveri artisti che vogliono giusto farti vedere qualche cazzo e qualche figa a schermo.

Per questo qui e là salta fuori qualche info interessante, ma il tutto è filtrato dall’ottica liberal e montato ad arte per far passare il messaggio che gli autori vogliono far passare.

In più non m’è proprio piaciuto il fatto che siano stati mostrati a schermo nomi cognomi volti e altri dati personali dei rater dell’MPAA: non è tanto per la policy dell’MPAA, che li vuole tutti anonimi per non fargli subire pressioni, una policy abbastanza incosistente visto che poi questi stessi rater hanno contatti diretti con gli studi di produzione.

È proprio ‘sta cosa di arrogarsi il diritto di diffondere pubblicamente i dati personali di ‘sta gente, senza prima chiedergli il consenso, e soprattutto di averlo fatto coi pesci piccoli, mentre coi pesci grossi ovviamente c’è stata grande attenzione a fare tutto a modo.

(Ovviamente magari poi salterà fuori che invece tutti hanno dato il consenso e che tutto è stato fatto a regola, ma dubito altamente. In ogni caso il film rimane comunque estremamente di parte e distorto.)

Insomma, sicuramente quello dell’MPAA è un argomento che andrebbe approfondito e sviscerato, e questo film lo fa in parte, ma per il resto si preoccupa un po’ troppo di perseguire i propri fini e la propria agenda, per cui…

This Film Is Not Yet Rated asks whether Hollywood movies and independent films are rated equally for comparable content; whether sexual content in gay-themed…

Confermo che l’autore è parecchio mediocre (una versione peggiore di Michael Moore)

Ma il punto rimane: imporre censura tramite mezzi economici, disincentivando determinate produzioni è un problema non irrilevante

sì ma infatti come documentario quando non gli parte la vena del “diamogli addosso alla ka$ta” è fatto molto bene, documentato e ben realizzato dal punto di vista produttivo

poi però gli parte la vena e comincia a dire che dovremmo mettere cazzi e culi in PG-13

quando il problema vero è che i film NC-17 sono poco e mal distribuiti, ed è per questo che un rating del genere diventa una condanna a morte, non perché i film NC-17 in sé siano visti come “oh no salvate i bambini”

Davide non dici niente? Me lo sono visto per te! :'(

boh io preferisco quando il messaggio non è veicolato in modo così spinto

perché bruno? almeno sai da che parte sta l’autore e poi ti fai un opinione tua 😉

cerco di esprimermi meglio: preferisco quando l’autore non è così palesemente schierato da dare volutamente una versione parziale e tendenziosa dei fatti

Allora son d’accordo

ma sai davide il fatto stesso di vedere tutto diviso in due metà senza possibilità di scappatoie imho è limitante, alla fine riducendo tutto a capitalismo vs comunismo cadi proprio nella trappola di accettare le premesse che permettono sia all’uno che all’altro di esistere e di coesistere

Chiamare questi mentecatto liberal comunisti è un insulto al comunismo

Per dire

il fatto è che i liberal e in particolare questi liberal sono come quelli che piratano e poi cianciano di libertà di cultura: fanno il danno e poi vogliono pure la ragione

Mi lamento perché sono una massa che in mancanza di idee davvero alternative si è rifugiata in retoriche vendoliane e ha cominciato a giustificare la propria “superiorità morale” politicizzando problemi sociale

È la tipica cultura che si accontenta di perdere e che in Europa ha creato veri e propri mostri destroidi

Il comunismo almeno aveva un’identità, fallata ma c’era.

Questi sono semplicemente cialtroni: “zio non ho una idea che sia una per attenuare la differenza di reddito tra elite e massa, buttiamola sui diritti sociali che fa figo”

Il repubblicano è tuo nemico, il liberal è l’alleato che ti passa munizioni a salve

Se in America ci fosse il caso Marò, i liberal ci batterebbero il chiodo peggio di Salvini

E dove è stato scritto ?

Semmai ho detto che contestualizzare problemi sociali come politici è qualcosa di altamente limitante, utilizzato più per presentare una superiorità morale che per risolvere problemi pragmatici.

Ovviamente non sono così naïve da pensare che i due insiemi siano completamente divisi, ma nel momento in cui dici che “i diritti delle minoranze sono roba liberal” limiti il discorso in maniera pazzesca.

A volte funziona (nozze gay) ma spesso no (redistribuzioni della ricchezza, istruzione etc.)

Comments are closed.