Continuo con le pseudorecensioni.
Il ragazzo invisibile.
Non gli davo un soldo di fiducia e invece il film non è male come pensavo.
Bella fotografia effetti buoni( e il rischio che diventasse una roba alla Agent of shield era dietro l’angolo).
Io Salvatores lo apprezzo che è l’unico in Italia che sia riuscito a fare un buon film di fantascienza(Nirvana) e in generale mi piace come regista.
Qui gira bene e con ritmo, ma il film ha dei difetti piuttosto grossi, in primis la recitazione, non c’è un attore capace e il trittico di ragazzini è qualcosa di micidiale. La storia prende un paio di svolte abbastanza strane come se in produzione si volesse fare qualcosa di meno supereroistico per poi cambiare idea e svoltare verso il “puntatone di heroes” con tutti i clichè del caso cattivone, esplosione e colpo di scena finale compresi.
era in programma per stasera, almeno so che non sprecher’ tempo! concordo su nirvana.
Secondo me la cosa più improbabile di quel film è il personaggio della Golino… -_-
Ma tra lei, lo psicologo col trench e i ragazzini è una sfida al ribasso proprio…
Oh, ma allora vedi? Io il film non l’ho visto, ma, recitazione a parte, mi confermi il timore che il pubblico/critica italiano sia -prevenutissimo- verso prodotti ‘di genere’ italiani. Cioè, diciamo e diciamo che dovremmo tornare ad un certo cinema, poi, quando lo facciamo, giù mazzate-a-priori. No?
Secondo me si. La scelta di tenere l’effettistica al limite per me funziona visto che non abbiamo grandi realtà da cui attingere da quel punto di vista e cmq i set e gli interni per quanto “sballatissimi” (nel senso di impatto e location sembra un film anni 70 ma hanno tutti smartphone e robe simili) rendono tantissimo. Per me il problema è proprio quel “tornare” a un cinema che in italia non c’è praticamente mai stato. Ma 30 o 20 anni fa almeno ci si provava.
Prima che parta il film ci sono almeno 5 minuti di gente che c’ha messo i soldi da Pathè passando per 3 regioni italiane e non so qualche ministero, quindi ho l’impressione che ci siano anche state delle pressioni fortissime. Cmq film del genere in America ne escono almeno 5 all’anno e son tutte cagate ma davvero non vengono trattate come da noi.
Hai ragione. Il problema (serio) nostro è che noi (aka “il nostro comparto culturale”) non abbiamo mai fatto il passaggio al cinema come intrattenimento. Per noi il cinema deve avere uno scopo sociale/formativo, deve avere una qualche utilità civile. Pensiamo che questo approccio sia una cosa molto europea, quando in tutto il resto d’europa e dintorni (spagna, francia, ma anche svezia e, tiè, russia) hanno una bella tradizione di thriller, di fantasy, di scifi-de-noantri. Molta roba demmerda, ma ogni tanto qualche Del Toro ne esce fuori. Da noi solo a) Pasolini o b) Steno. Quindi quando si materializzano cose come il film di Salvatores o il pregevolissimo “Index Zero” di Lorenzo Sportiello, la critica li massacra o, peggio, non se li incula.
🙁
per me l’unica cosa bella fatta in italia, sono “la cosa in cima alle scale” e the sex files con Selen
Parole sante Stefano, parole sante.
visto. non male, però non posso perdonargli il fatto che sia un lungo pilot per una serie televisiva che chissà se vedremo mai. troppe robe irrisolte, troppe “sì ma poi vedrete più avanti”, e una gestione de “la scena dopo i titoli di coda” che dimostra di non capire come funzionano – o di aver visto solo i film marvel e aver capito male, visto che nella marvel sì, il teaser del “prossimo capitolo” c’è, ma perchè il prossimo capitolo lo stan girando. se prometti prometti e non sai nemmeno se avrai i soldi per farlo, un secondo capitolo, non si chiude niente della storia, e io se vado al cinema voglio una storia che si concluda – se non si conclude in quel film ok, vediamoci la trilogia, ma ci deve essere un senso al tutto… e quella trilogia ci deve essere.
Matrix aveva uno dei finali aperti piú belli mai fatti, io non credo sia l’apertura il problema, rientra nel classico film di origini alla fine, quanto il buttare tutto in mezzo per tenere aperta ogni porta possibile.
non sono d’accordo: matrix chiudeva quasi tutto, e poi ti diceva: tiè, nel mondo c’è uno che può volare. è un mondo finto? è il mondo del film che abbiamo creato. questo film ti butta lì (nemmeno velatamente) una serie di questioni che poi pianta lì. non è il tipo di narrazione cinematografica che mi piace. mi piace nei telefilm, ovviamente.
ah sì, ed in effetti una cosa che mi ha un po’ stancato del film, è che alla fin fine è un origins movie. avendo appena visto antman (molto apprezzato!), non avevo voglia forse di un altro origins. ma al contempom visto che questo era un prodotto originale, almeno ero curioso, su queste origini! e invece è un origin movie che dice pochissimo, sulle origini vere. rimanda ad altro… un altro goffamente misterioso.