#FACEBOOK: Anche voi leggevate le vecchie riviste da cima a fondo?

0

Ma solo io quando compravo riviste come Zzap!, K, Zeta o TGM (nei cito una manciata, ma ce n’erano altre) leggevo la maggior parte degli articoli, anche di roba che mi interessava meno? Faccio un esempio per farmi capire: leggevo con piacere articoli su simulatori di volo e giochi di corse, pur giocandoli poco, perché spesso ci trovavo considerazioni molto interessanti su alcuni aspetti che riguardavano i videogiochi in generale, non solo su quel singolo prodotto. Ricordo distintamente che fu leggendo un’intervista al capo di Argonaut Games su TGM che entrai in contatto per la prima volta con il concetto di verosimiglianza.

Io ero così.

Con l’internet invece scrollo e guardo scrollo e guardo, leggo solo articoli che ho già deciso prima mi possano interessare.
Un controsenso in parte.

Paradossalmente la libertà di scegliere ci ha reso più schiavi di noi stessi.

Possiamo anche ricollegarlo a musica e cinema sto discorso.

Mi sto sempre più convincendo che poter scegliere non abbia niente a che fare con la libertà, ma sia solo un modo per rendere la gabbia più confortevole. In prospettiva ritengo che senza alcune esperienze che sono stato obbligato a compiere ora sarei molto diverso, non so se migliore o peggiore, ma diverso.

Banalmente, quando l’informazione ERA la rivista e tutto quello che sapevi del gioco veniva da questa, leggevo tutto.
TGM ho cominciato a comprarla per i giochi dell’Amiga, ma fondamentalmente la leggevo seguendo l’ordine di pagina senza saltare ai giochi che mi interessavano o che potevo effettivamente giocare.
Andavo a comprare la rivista il giorno che usciva e talvolta passavo in edicola 1-2 giorni prima nella speranza di trovarla. E cercavo di farmela durare due tre giorni.

Oggi/da qualche anno, se compro qualcosa (in digitale), è solo perché viene coperto qualche argomento o gioco che mi interessa davvero. Magari leggo solo quello, magari guardo le figure e ne leggo le note. Magari nemmeno.

L’informazione non la dobbiamo nemmeno cercare, ci viene ‘cummata’ in faccia sui social, su steam, sui quotidiani e negli spot in tv. Vieni portato a conoscere “cose” riguardo a un gioco, anni prima che esca.
La mia soglia dell’attenzione si è abbassata ai minimi, forse anche l’interesse per l’argomento è calato in maniera fisiologica. Ma sei costretto a gestire QUANTO vuoi sapere di un certo argomento, selezionando quello che ti interessa DAVVERO.

Io compravo Official Nintendo Magazine e Consolemania della Xenia, e leggevo tutto colophon inclusi. Bei tempi (e ottimo modo per evitare console war imbecilli, imparavi presto che TUTTO era divertente se ti piaceva)

No io leggevo solo quello che mi interessava o che poteva interessarmi .

con me sfondi una porta aperta con un ariete da guerra. Cito l’esempio classico: l’articolo sui giochi di ruolo su Zzap! 25 che mi fece conoscere il genere, me ne rese schiavo e il mese dopo mi fece comprare Ultima IV. Ma ce ne sono tantissimi altri, specialmente su K.

La verita simone e’ che col tempo tanta gente la perde quella sete di sapere di cui tu parli (sapere in mezzo a tanta fuffa come sempre).

c’è anche da dire che il medium è diverso, oggi leggersi tutti gli articoli che escono sui siti sarebbe come vedersi tutte le trasmissioni che mandano in TV

Simone, tu quelle informazioni le carpivi una volta al mese, era una sorta di routine, di appuntamento … Non sono comparabili in termini di fruizione

Vero, Rudin Peshkopia, ma c’era anche una grande voglia di approfondire. Soprattutto non c’era il rifiuto immediato, quasi infastidito, di ciò che credevo non mi interessasse.

Onestamente non ci credo moltissimo, penso semplicemente che a quei tempi non si percepisse la segmentazione tra l’eclettico e “compro GMC solo per il gioco allegato” poiché c’era meno comunicazione.

È la segmentazione il punto principale, con la crescita del medium sono nate specializzazioni e nicchie sempre più staccate dal circuito mainstream: prima dovevi comprare le riviste, ora invece vai dal sito uberspecializzato e non hai visibilità di altro.

E ripeto l’invito di passare meno tempo nella sezione commenti di m.it

io invece vi invito a fare il contrario 😛

Leggevo K, Game Power e Zeta da parte a parte. Più volte, tempo dopo li tiravo fuori e rileggevo. In tempi più recenti ho fatto lo stesso con Videogiochi e EDGE. A distanza di anni facevo riemergere dei vecchi numeri, a caso o perché cercavo qualcosa di specifico che ricordavo di avere letto, e partendo da un articolo finivo per rileggere tutto.
Ora ho in backlog gli ultimi numeri di EDGE che ho trovato, il più recente ha in copertina Alien Isolation. Differenze con prima? Molto meno tempo libero, per esempio. È una cosa che conta e non mi sembra che qualcuno l’abbia nominata. Come il fatto che mentre una volta potevo solo sbavare sulle pagine patinate ora i giochi li posso comprare facilmente, per disponibilità economica ma anche perché sono disponibili a distanza di un click, quindi passo più tempo a giocare a giochi diversi (il backlog infinito) invece di migliorare l’hiscore a Pinball Fantasies o Sierra Soccer (sì, ad un certo punto il mio obiettivo era segnare quanti più gol possibili in single player).
Il mio interesse nei confronti delle recensioni nel corso degli anni si è annullato, probabilmente anche grazie alla crescita della critica, e di fatto le review cartacee di EDGE alla fine le toccavo poco, come ultimissima cosa. Di approfondimenti di ogni genere l’internet è pieno, soprattutto su sitarelli al di fuori del solito giro di portali, quindi non parlerei di gabbia, la maggior parte delle cose che leggo su carta non potrebbero trovare spazio (se non, limitato e senza hyperlinks per approfondire, in qualche column di EDGE), scopro quotidianamente sfaccettature e pov che non conoscevo e sarebbe pure bellissimo così se non ci fosse davvero un’infinità di materiale da consultare e il solito poco tempo.

E sì, non leggo recensioni neanche delle cose che mi interessano ma leggo approfondimenti su RTS (che non gioco because reasons) con l’UI fucsia.

La cosa bella del non avere un mercato saturo nel quale sopravvivere era il potersi godere il media videoludico proprio per il suo valore, e allora leggere le recensioni dei giochi era un piacere e un modo per accrescere il proprio gusto critico. Ottima osservazione comunque.

Ghaim Power !

Non sottovalutiamo la differenza di media, come dice Bruno Barbera; studi recenti dimostrano che la capacità media di comprendere e memorizzare informazioni sta peggiorando drasticamente, da quando le fonti principali di infornazioni sono virtuali e non cartacee. Troppe info e troppo veloci… A cui dedichiamo pochi secondi. E nella testa restano solo scampoli… 😐

Comments are closed.