Ci scrive Alfred L. in email chiedendoci delucidazioni sull’educazione dei figli e i videogiochi da giocarci insieme. Dato che si fanno spoiler pesanti su un certo gioco ho censurato tutto il censurabile tenendo però fermo il senso della questione.
Ovviamente se riconoscete o vi sembra di riconoscere di che gioco si tratta evitate per favore di dire “è quello è quello” per rispetto di chi non vuole spoilerarsi colpi di scena e simili, grazie!
“Ciao amisci
Probabilmente lo sapete già, Outcast Videopep 120 (https://www.youtube.com/watch?v=9Jsxr6R6Eb4) parla e spiega Line / Dash.
Il nostro Davidone, piano piano, sta diventando famoso.
Se lo merita davvero, ho sempre pensato che è il numero uno di Free Playing in termini di competenza. Io invidio la vita di Davide, nel senso buono. Se potessi rinascere, vorrei essere Davide Alessandro Fiandra.
Ragazzi, vi ascolto praticamente da sempre, quando vi ho conosciuti avevo circa un anno di puntate in arretrato ma non mi sono dato per vinto. Piano piano, giorno dopo giorno, ho ascoltato dalla prima all’ultima puntata.
Lo so…sono malato a non ci posso fare niente.
Volevo chiedervi un’opinione…”
[SPOILER]Qui in pratica Alfred spiega che ha giocato con la figlia di 4 anni a un gioco tutto sommato non crudo/realistico e quindi in generale adatto all’età e che l’ha molto coinvolta trasmettendole anche messaggi positivi. In questo gioco però a un certo punto muore in maniera abbastanza significativa uno dei personaggi principali, e la figlia vedendo questa cosa c’è rimasta molto male.[/SPOILER]
“Mia figlia è rimasta senza parole, i suoi occhi sono diventati lucidi, è rimasta molto scioccata e traumatizzata. Fino a quel momento non avevamo mai affrontato l’argomento della morte in modo così grezzo e crudo.
Ha cominciato a farmi domande imbarazzanti: cosa vuol dire che è morto, perché lo mette in quel buco e non in un letto, è terribile che lo copre così con la terra, ma c’è luce quando si muore, ha paura sotto terra, ha freddo, starà sempre da solo là, e altre domande che ho provato a schivare dicendo che quando sarà grande capirà di più e che per il momento la morte vuol dire addormentarsi per un lungo periodo di tempo.
Domanda, magari per Mirko che è un genitore o per lo psicologo Bruno: è giusto far giocare a una bambina di 4 anni questi tipi di giochi dove si affronta la morte in questo modo? Potrebbero portarsi dentro questo trauma e questo shock per tanto tempo?
Stiamo facendo del bene alla loro mente e alla loro psiche, o li stiamo danneggiando con questi tipi di giochi? Che giochi giocate voi con i vostri figli (fratelli) piccoli di 4-5 anni?
Scusatemi se mi sono dilungato tanto. Grazie per un’eventuale opinione e un caro saluto da Alfred.”
Argomento interessantissimo che sarà sempre più importante in futuro secondo me, con l’invecchiare dei primi giocatori e l’ingresso in età sempre più piccola dei loro figli. Io riporto come esperienza personale il caso di mia sorella che, a 10 anni, sul finale di Super Mario Galaxy pianse tutte le sue lacrime… e aveva 10 anni. Sarò troppo protettivo io, ma penso che i bambini, con le dovute differenze, debbano arrivarci pian piano ai videogiochi (e godersi il loro essere bambini coi giocattoli, finché possono)
è quel gioco in cui si vince se si seppellisce la bambina! 😀 scusa non ho resistito. i miei figli sono ancora piccoli: 2 e 3 anni e se mi vedono al PC mi chiedono sempre giochi di auto, non sanno impugnare il pad quindi a volte gli ho fatto vedere anche giochi “violenti” ma senza fare violenza. tipo GTAV o whatchdogs perchè a loro piace vedere le macchinine e mi chiedono ogni 3 secondi: “prendi quella gialla! no! ora prendi quella verde” e prendo solo quelle parcheggiate per non far loro vedere che il personaggio prende a pugni il proprietario per estrarlo. L’altra sera però stavo giocando a Tomb Raider da solo, di notte e ad un certo punto mi sono visto arrivare mio figlio piccolo che si era svegliato ed era venuto a cercarmi. stavo facendo una sezione stealth e gli ho detto che la tata stava mettendo a dormire i tizi che erano cattivi perchè si erano svegliati. dopo un po’ mi fa: “non fanno ninì, sono morti.” :O ci sono rimasto un po’ male, sono più furbi di quanto sembra.
PS, comunque su questo argomento, visto che hai tirato in ballo Giopep, c’è l’ultima puntata speciale del podcast che parla proprio del rapporto padre/figlio e videogiochi.
io son venuto su a platform e picchiaduro, e secondo me per avvicinare i bambini al gioco (anche a 4 anni) sono il meglio. retrograming a manetta e via.
attenzione però, mi rendo conto che per lo scrupolo di non fare spoiler possa non essere uscito completamente chiaro, ma qui non si parla delle morti “generiche” dei nemici nei giochi action, ma di una morte significativa di un personaggio principale all’interno della trama del gioco, quindi un qualcosa che cmq ha un impatto emotivo maggiore e anche cercato dai developer e dal gioco stesso
Marco Calcaterra
E potrei dire anche Giuseppe Atria
E Valerio C. Militano
Si bruno, avevo capito. Però i miei é già tanto se capiscono le trame di Masha e orso. Ero io che volevo continuare a giocare nonostante l’intrusione e ho cercato di mascherare la violenza delle uccisioni stealth.
Viola per il momento quando vede che gioco a call of duty dice terroristi indicando il televisore.
Io lo faccio quando mi guardo allo specchio…
ahahahha
L’altro ieri sono andato nel parcheggio del CC e c’era una pletora di pakistani appoggiati al muro…
Uno mi ha visto arrivare, ha sorriso e ha esclamato con sicurezza: “Ehi amigo! Musulmano ah?”
#TRUESTORY
(sempre che abbia azzeccato il gioco)
Anche io c’ho pensato quando è successo. È una mazzata niente male e piazzata in un titolo che non aveva toni allegrissimi ma ci rimani davvero male.
Per un bambino piccolo immagino che sia poco consigliato farglielo giocare.
Difatti è PEGI 16.
Ricordo che mi fecero intristire perfino Vinso. :O
