#EMAIL: Il giornalismo videoludico italiano è alla frutta?

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AMISCI intanto che edito la puntata ecco la mail di Barbone Panda che ci è arrivata ieri sera e che non siamo riusciti a leggere, sicuramente la recupereremo settimana prox anche perché ci dà la “scusa” per parlare di questi ultimi sommovimenti della scena del giornalismo videoludico italiano:

Carissime e carissimi amisci di FP,

nelle ultime settimane sono avvenute un paio di cosette su due portali italiani che trattano la nostra passione che hanno aggiunto il carico da 90 a quello che già si sapeva.

Ma andiamo con ordine: tutte e tutti noi sappiamo bene che in Italia scrivere di videogiochi significa “hobbysmo”, anche i siti più grandi vanno avanti grazie al fatto che sfruttano decine e decine di mini-collaboratori che sono ben felici di prestare il proprio tempo e il proprio intelletto per poter dire di scrivere della propria passione.

Ciò che non emergeva è però il fatto che anche i caporedattori non se la passino bene. Io immaginavo che i buoni Greco, Jodice, Fucito e vari, se la passassero benino.

Invece qualche mesetto fa sento dire Tanzen in una pausa caffè che sta studiando per diventare esperto di vini e chissà, magari fare il salto e lasciare questa professione. Qualche settimana fa Jodice lascia Multiplayer.it per andare verso altri lidi.

Ma come? Non doveva essere il lavoro più bello del mondo?
Evidentemente no.

Giusto una decina di giorni fa uno dei caporedattori di SpazioGames lascia il sito per andare in altri lidi (diventa social media manager per Milestone) e una settimana dopo anche gli altri due caporedattori dicono che andranno via, in particolare il Pregianza dice che non può andare avanti in una simile situazione, che loro non sono i proprietari del sito e che venivano pagati poco, con partita iva (al 5%) addirittura e che alla soglia dei 30 voleva provare a cambiare qualcosa per il suo futuro.

Nel suo sfogo che potete trovare a questo link:
http://www.spaziogames.it/recensioni_videogiochi/console_multi_piattaforma/19081/addio-pregianza-addio-firezdragon.aspx
emerge una situazione disarmante: orari di lavoro assurdi, paga bassa, condizioni contrattuali precarie.

Se Spaziogames si vanta di avere 200 collaboratori e i suoi caporedattori vanno tutti via per le condizioni economiche, allora tutti questi collaboratori come vengono pagati? Con caramelle?

Se perfino i caporedattori di due dei siti più seguiti in Italia abdicano, significa che tutto il piccolo circo Italiano della critica videoludica si fonda sullo sfruttamento più becero del lavoro altrui.

La cosa che mi sconvolge è che anche i “caporali” decidano di abbandonare, quando credevo che almeno loro se la passassero decentemente.

Di chi è la colpa? Mercato troppo piccolo = pochi soldi dalla pubblicità?

Troppi videogiochi da coprire e troppe poche risorse?

O semplicemente i padroni dei siti web usano il sistema a piramide per sfruttare chi sta più in basso?

Mi interesserebbe molto sapere l’opinione del Tagliaferri.

Scusate la lunghezza della mail ma l’argomento è spinoso.

Addio Pregianza, Addio FireZdragon – Speciali e approfondimenti – SpazioGames.it

www.spaziogames.it
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L’opinione del Tagliaferri è che da oggi dovreste rifiutarvi di visitare i siti che non pubblicano le paghe dei collaboratori 😀

linko questo post di Alberto Belli nonostante di solito io non sia d’accordo con lui perché parla pure di ‘sta questione e cmq può dare un altro punto di vista “dietro le quinte”, tra l’altro cita pure di sguincio la puntata scorsa dove doveva esserci! #gamergate http://www.eldastyle.it/2016/03/10-giorni-di-cose-dal-drago-doro-alla.html

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