#POST: How to Hack an Election

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Il tizio in foto ha lavorato come hacker nell’ambito di diverse elezioni in America Latina, la cosa interessante per me è che, al di là di robe come hackerare i siti dell’opposizione, installare spyware per avere dati e strategie degli avversari, etc, lavorava anche a livello social, creando ondate di entusiasmo e/o di derisione “a comando”, manipolando l’utenza social attraverso delle campagne mirate che usavano migliaia di account falsi.

Se ricordate l’ultima puntata avevo chiesto ad Alberto Belli proprio se tra le varie strategie usate dai publisher ci fosse la “manipolazione occulta” dei social, e adesso c’è la relativa conferma che magari non lo faranno i publisher, ma comunque come “tecnica” di “marketing” la manipolazione dei social tramite account falsi e ondate “artificiali” di entusiasmo esiste.

Quindi a me viene inevitabilmente da chiedermi, quando si vedono le super ondate di entusiasmo e/o di hater nei confronti anche di robe banali come film o videogiochi, se non di robe più serie come tematiche politiche e/o sociali, quanto queste ondate siano vere e quanto non siano in realtà guidate e manipolate attraverso account falsi, pagine create ad hoc, etc etc.

Ad ogni modo, un motivo in più per non fidarsi del “parere” delle “masse”.

(Via Reddit: http://bit.ly/238oVRB)

How to Hack an Election

bloom.bg
Andrés Sepúlveda rigged elections throughout Latin America for almost a decade. He tells his story for the first time.

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