Nuovo trailer per il gioco di Parenzo che fa l’imitazione di Capanna, dice sempre che esce nel 2016, nel frattempo dice pure che è molto cresciuto rispetto alla concezione iniziale e si potrà provare pure in quattro, e chi si troverà al PAX East di Boston potrà provarlo lì, quindi magari prossimamente leggeremo pure qualche hands-on da lì… (Via Ivan Venturi: http://bit.ly/1VtIjaV)
Soon available on Steam: http://store.steampowered.com/app/342310/ a Leonard Menchiari game: [email protected] IVP production, published by Merge G…
Questo poteva essere una bomba atomica con il giusto lavoro alle spalle. 5 anni fa. EPPERO’
chi ci crede davvero continua a lottare anche dopo 5 anni!
W I VIDEOGIOCHI ITALIANI! W LE RELEASE A 12 ANNI DI ROBE CHE CHIUDI IN 2 SE RICOMINCI TRE VOLTE!
vabbè alberto ma basta pure con ‘st’ossessione per venturi, pure lo sviluppatore è un bel tipetto e io modestamente l’avevo capito da subito nonostante le sbavacchiate e i vari GENIO! GENIO! che arrivarono da tutte le parti all’uscita del primo trailer
cmq le crisi economiche del capitalismo sono cicliche e non è detto che non uscirà proprio in concomitanza della prossima, magari è tutto un long game
Macchissincula l’uno e l’altro. Menchiari l’ho intervistato 3 vite fa per Wired non mi ricordo dove e “il gioco era quasi pronto”. Nel mentre ho aperto due studi e fatto due giochi, quindi fai te 😀 Il problema è che a lui, di videogiochi, non frega una sega. E’ il tipico sample di artista (vero però) che voleva semplicemente lanciare un messaggio e una roba valeva l’altra. Alla domanda “cosa farai dopo RIOT” infatti rispose una roba tipo “qualunque altra roba mi piaccia”. Venturi io mi sono sempre limitato a salutarlo e ad osservare senza dire A. Poi un bel giorno ha avuto la malsana idea di rompermi i coglioni perchè ho fatto una semplice domanda a cui poteva dare una semplice risposta . E visto che oltre a non rispondere ha detto pure puttanate, quando esce fuori qualcosa dove è dentro “in produzione” semplicemente lollo. Detto questo il gioco, veramente, in mano alle giuste persone poteva essere un megaton a livello di comunicazione. Senza 3 anni di contenuti rifatti. Bastava chiuderlo quando serviva
cioè che domanda e che risposta?
Roba di soldi. Visto che tutti i team indie che escono INCREDIBILMENTE passano tutti per Svilupparty e INCREDIBILMENTE finiscono tutti in mano allo stesso publisher per poi INCREDIBILMENTE sentire volare bestemmie (dopo). Quindi mi chiedevo quali condizioni economiche offrisse, ROI, garantiti, advance, modello di business e via dicendo. L’avessi mai detto. Cancellato dagli amici + post frecciata tipo “io lavoro da 20 anni gli altri parlano”. Che poi tenderei sempre a ricordare agli amici in ascolto che aver fatto un gioco 20 anni fa non significa fare videogiochi da 20 anni. EPPERO’
Alberto permettimi di osservare però che tutto ‘st’interesse per cosa fa Venturi a livello di publishing l’ho visto iniziare quando hai cominciato pure tu a proporre consulenze tramite la tua nuova società
quindi le tempistiche di queste critiche sono un po’ sospette e personalmente mi sembrano una pubblicità negativa mirata a un concorrente che occupa una nicchia dove vorresti infilarti pure tu, poi ovviamente questa è una mia impressione che non pretende di essere la verità e pronto a essere smentito
Bruno sai quel discorso di Assetto Corsa e Zeb sulla stessa riga? Ecco. No. Non esiste la concorrenza, sono proprio due campi di gioco diversi. E la pubblicità buona o cattiva che sia te la fai con i risultati e i feedback. Non è difficile capire chi funziona e chi no. La label nasce ANCHE perchè ci sono un pacco di giovani che vanno a farsi dare consigli a destra e sinistra da chi consigli non ne può dare. Ma da anni. Consulenze le facevo pure prima, a tempo perso. E le consulenze che fa Gamera non sono “prendiamo tutto yoyo”. Ad oggi abbiamo firmato solo due studi su 10 e passa che ci hanno chiesto cose perchè una consulenza, spesso, è anche semplicemente dire “lasciate perdere”. E noi non facciamo publishing. Prepariamo la gente ad andare da chi fa publishing per non farsi prendere per il culo, con una pianificazione economico finanziaria vicino e dati reali di cui discutere sennò “15k per 3 piattaforme e 50% e 50%” pare un buon deal. Non fare la macedonia solita (cit. Fabio Cristi)
mah guarda sicuramente Ivan non ha avuto risultati spettacolari lato publishing, anzi, però lo Svilupparty è stato una bella idea e un bel risultato che m’è sembrato dare un attimo di coesione e di incontro alla sparpagliatissima e per certi versi pure avvelenatissima scena indie italiana
se poi lui abbia fatto tutto solo nell’ottica di attirare gente e progetti per ravanare un po’ qui un po’ là e tirare su qualche quattrino non lo so, può essere come può non essere, ad ogni modo in quelle due volte che ci sono stato ho visto una bella atmosfera
quindi insomma la critica lato publisher ok ma cestinare tutto quanto mi sembra ingiusto, anche perché viceversa lato eventi in Italia mi sembra che ci sia ancora poco sul genere dello Svilupparty:
come alternativa ci sono le fiere dove gli indie hanno il loro angolino dove vengono esposti e basta, o robe come il game over di milano dove però mancano talk e speech
Fasce ha fatto il suo evento a Genova dove però manca lo showcase, le varie jam magari ci escono pure gli speech ma di nuovo, manca lo showcase e comunque hanno un’impostazione diversa, etc etc
invece allo Svilupparty c’è la giornata pro per i pro (tipo quella che fa pure AESVI alla Games Week di Milano) e le due giornate che mixano showcase networking e speech più informali, più da bere e da magnà, quindi un bell’eventone a 360 gradi dove chi inizia può trovare un qualcosa alla sua portata e può anche rendersi conto di varie sfumature dell’essere indie
quindi insomma per me in un ambiente di merda come quello italiano una roba come lo Svilupparty ci vuole, e secondo me bisognerebbe cercare di collaborarci, magari aggiustandone il tiro in quelle robe che non funzionano (vedi appunto il lato publisher) piuttosto che fare come al solito all’italiana tirandosi zampate come i gatti
Bruno in un ambiente di merda come quello italiano lo Svilupparty, che nasceva come festa birra e salsiccia (e andava benissimo) è visto come un evento business. Da qui, fai le tue deduzioni. Chi inizia, allo Sviluppartyi, finisce in un giro che sarebbe bello spiegare per bene che non è che l’unica via di fare cose in Italia. Che forse non è chiaro questo passaggino facile facile. Senza stare a discutere poi di come vengono fatte che per quello, ripeto, ci sono altre metrics. Il problema è sempre italiano comunque. Nel deserto, metti 10 persone insieme e ha fatto associazione/festa/evento/business. Solo che non è che funziona proprio così. Vale il discorso dell’insegnamento che facevamo nel podcast eppure ogni volta che esce fuori pare fantascienza. Se vuoi imparare qualcosa, chiedi a chi ha fatto cose. Se vuoi fare qualcosa di livello business, chiedi a chi ha fatto business. E via dicendo. Se vuoi domandare come funziona su console parli con chi ha lavorato su consoole e via via declini per ogni questione. EPPERO’
E ancora, dimenticavo: basta con il concetto delle zampate. Sono livelli DIFFERENTI. Non si interagisce con X persone, che non interagiscono a loro volta con quelli con cui chi fa le cose bene interagisce. Non sono zampate. E’ solo desiderio, talvolta, di salvare il salvabile. A me di collaborare con persone/cose che non ritengo utili, chi me lo dovrebbe far fare esattamente? Se mi rompono pure i coglioni poi… 🙂
sìsì ma ripeto il problema è che non esistono altri eventi paragonabili in Italia, e secondo me ce ne vorrebbero proprio per un discorso di creare una “scena” da cui poi far nascere altro, e questo al di là di tutto il discorso lato publishing
magari se il game over si arricchisse con qualche talk e con una sezione pro già potrebbe diventare un’alternativa papabile
Bruno Barbera la scena non la crei, oggi, facendo eventi a caso dove metti dentro gente a caso e shari esperienze a caso. Le scene si creano seguendo un modello preciso http://www.eldastyle.it/2016/02/litalia-dello-sviluppo-ha-bisogno-di-un.html
Bruno i talk chi li fa? I pro, chi sono? 🙂
beh, per me rimane valido il modello svilupparty: la sezione/giornata pro con presenti solo quelli che coi vg ci campano, e il resto misto showcase/talk dove possono parlare tutti
una parte dove fare business “in alto”, e un’altra dove coltivare la scena “dal basso”
tra l’altro in un evento del genere le tue consulenze ci starebbero proprio al bacio
Bruno il modello, ti ripeto, andrebbe pure bene. Ma nel contesto generale è diventato un’altra roba. Pericolosissima, tra l’altro. E in ogni caso, per come è nato, sarebbe una roba di networking e non di business. Quello si fa da altre parti, non con la gente sudata che rutta e dice che vuole fare un MMO da zero in 5 in remoto come primo progetto. Quello che ti posso dire è che a me m’ha sempre chiamato gente che certi giri li ha fatti un paio di volte al massimo poi basta
tutto quello che vuoi però rimane il problema che senza altri eventi di quel tipo in Italia la vedo dura arrivare a quello stadio di cui parla pure Ismail di un’interconnessione tale da avere una voce unica, che sarebbe il terzo se non ricordo male
per ora siamo ancora abbastanza alla fase prima, con ognuno che si fa i cazzi suoi ogni tanto ci si incontra per aggiornarsi sui reciproci progetti e poi tanti saluti
al di là dello Svilupparty o di Venturi qualcosa bisognerà fare per farla evolvere un po’ la situazione, se la volete fare tu o qualcun altro fatela, se non la volete fare perché non c’è convenienza/speranza però non rompete i coglioni a chi bene o male e con tutti i suoi limiti comunque ci prova
a meno che non sia proprio così tragica ‘sta cosa che poi quando vi presentate all’estero per finanziamenti etc vi guardano storto perché Venturi con lo Svilupparty ha inquinato troppo le acque, ma mi sembra onestamente assurdo, però tutto può essere
Bruno ma guarda che di “problemi” veri non ce ne sono mai stati, sempre come si diceva in FP l’altra sera. Chi ha sempre fatto cose, continuerà a farle. Chi le faceva prima, le farà pure dopo. Certo è che rispetto a 10 anni fa oggi c’è tanta gente di talento che ha pure i mezzi per fare cose e vederli lanciarsi bendati nel fuoco dispiace. E il problema E SONO CENTO, Fabio Cristi aiutami tu, non è che io rompo i coglioni a qualcuno. E’ IL CONTRARIO semmai, perchè TUTTI parlano, TUTTI sono credibili uguale e poi finisce che “chi ci prova” fa solo casino eliminando ogni possibilità di evoluzione come dici tu. La fase italiana nel modello non esiste. La fase italiana è che il famoso eroe non solo non c’è, ma si pensa che sia qualcuno che dal concetto di eroe teorizzato è lontano anni luce
Bruno mi tocca ammonirti:
E comunque io quel che dovevo dire l’ho detto nel mio primo intervento a FP, nella puntata con Sciutteri.
Gli eventi, benissimo. Ma il business purtroppo non lo si porta avanti così.
sì ma ripeto al di là del lato business e al di là pure dello svilupparty se proprio è così negativo per l’industria, se non c’è una rete e un’interconnessione sufficiente tra i vari attori presenti a livello nazionale, la realtà nazionale non nasce e non esiste, punto
l’eroe di cui parli Alberto è in una fase successiva nel modello di Ismail, prima viene fase due in cui attraverso eventi informali si riuniscono tutte le realtà presenti in un dato territorio
senza eventi e robe come si riuniscono le realtà presenti in un territorio?
cmq se io c’ho ‘sta rogna su ‘sta cosa è perché quando facevo parte di indie vault ci ho provato a creare un punto di riferimento che riunisse tutti, non solo i soliti noti ma anche quelli che magari muovevano i primi passi e/o le realtà stabilite e affermate ma fuori dal giro
solo che ovviamente c’era sempre la rogna (dal lato utenza) del “ah ma questi sono nabbi” “ah ma questi non sono abbastanza pro” etc etc
per carità sicuramente pure io ero troppo “inclusive” e certamente un bel po’ di selezione in più non avrebbe fatto male
cmq alla fine mi sono rotto e ora IV è abbastanza lo specchio della situazione italiana: un deserto dove i pro ogni tanto si incontrano a gruppetti per dirsi qualche cazzata senza riscontri reali e/o per bashare l’occasionale nabbo di turno
qualche progettino interessante di qualche new entry di belle speranze c’è, ma senza una community nutrita a vederlo e spingerlo rimane affossato dentro al forum, e purtroppo probabilmente è lì che morirà pure
però è tutto molto pro eh!
Bruno gli eroi ci sono stati e ci sarebbero pure, ma tanto la percezione è che siamo tutti stronzi uguale. E il resto viene in automatico. Ma tu quelli (parlo di sviluppo) che fanno cose per bene, li hai mai visti allo Svilupparty, per dire? O postare su IndieVault? Ma te lo domandi mai perchè? 😀
La community c’è, gli eventi di networking ci sono e sono tanti.
Di contro gli eventi business non esistono (ed è per questo che SP è considerato tale) e gli eventi consumer sono ovviamente perfetti per i grandi internazionali ma non per i piccoli.
E sì, manca pure l’eroe.
tornando al modello di ismail lui vede uno sviluppo che va dalle realtà disconnesse all’interconnessione al confronto con l’estero alla “vittoria” con l’estero (attraverso il famigerato “eroe”) allo stabilirsi dell’industria sul modello di questo “eroe”
in Italia a seconda del punto di vista che consideri possiamo essere già alla fase 5 oppure ancora alla fase 1, perché sicuramente pure la milestone dei bei tempi ha rappresentato un notevole caso di successo a livello internazionale, così come oggi digibros o kunos, o magari a livello un po’ più piccolo altri
però sono tutti casi isolati che hanno avuto (almeno finora) poca “ricaduta” e creato poco terreno fertile per l’emergere di una realtà a livello nazionale
e se appunto invece di considerare i livelli locali magari del giro milanese o simili consideri tutto il livello nazionale a quel punto ricaschi nella fase 1 in cui ci sono tanti eventi sì ma ognuno per cazzi suoi e anche con un bel po’ di rivalità e antipatie oserei dire
l’ultima fase descritta da ismail è quella in cui dopo numerosi successi un territorio diventa stabilito a livello internazionale come realtà solida, ma è una fase a cui non arriveremo mai se ognuno se ne sta per cazzi suoi a cercare di sfondare per conto proprio
la software house locale che sfonda a livello internazionale era possibile 20 anni fa forse, oggi credo che servano risorse e mezzi che richiedono realtà molto più grandi
ma ‘ste realtà molto più grandi da qualche parte dovranno partire e se non parti dall’evento tipo svilupparty o dal forum dove ci sono anche gli sviluppatori che lavorano dalla cameretta da dove parti?
intanto dopo tanto blablabla dei pro il top a cui siamo arrivati è la sezione dei bambini speciali al drago d’oro, mentre l’amatorialità dello svilupparty sta facendo emergere – in maniera scomposta e disordinata, ma le sta facendo emergere – tutta una serie di robine che altrimenti sarebbero rimaste sepolte
anche per questo mi lamentavo con Fabio nella puntata sui kickstarter: perché, se gli altri sono così incapaci, non ci pensano realtà grosse come Milestone o Digibros a incubare le robe più promettenti (che cmq senza Svilupparty e senza i forum pornoamatoriali non conoscerebbe nessuno)?
perfino tu Alberto alla fine con ‘sta roba delle consulenze stai facendo qualcosa a riguardo, e la stai facendo tu che rispetto a Milestone e Digibros non hai certo lo stesso potere
pure Digibros qualcosa fa con la scuola
ecco sono arrivato al nodo della questione forse: il problema è stato che per dei decenni la scena italiana è stata Milestone, e Milestone non ha mai voluto espandere i propri orizzonti al di là del fare il proprio prodotto e stop
che è legittimo eh, però poi i risultati sono questi
cmq vabbè alla fine tanto è solo aria fritta
Buona la macedonia!
Scherzi a parte, dopo rispondo con cose che ho già detto in quella puntata, ma che a quanto pare non sono state recepite.
Alberto Belli a te t’ho visto sia su Indie Vault che allo Svilupparty, idem gente come gli Studio Evil o Caletti o Zago o Tajè o Kunos o Encelo o Pasca o Gian etc etc etciù
(alcuni di questi solo da una parte o dall’altra, cmq il concetto rimane)
comunque sono punti di riferimento attorno a cui bene o male la scena si coagula e la gente interagisce, magari non a livello professionale né in veste ufficiale però comunque intanto si conosce, parla, discute, sa cosa fa uno e cosa fa l’altro, salta l’idea buona, muore l’idea cattiva, etc etc
Guarda Bruno che io sono un caso anomalo per molti versi perchè ho un background molto diverso da tutti gli altri. Arrivo dalla stampa, dai forum e dai giochi. E ho cominciato a fare l’imprenditore da poco rispetto a chi (magari con meno esperienza nel settore) ha fatto comunque “società” prima. Per il resto, macedonia. Milioni di concetti su livelli completamente separati, tutti sovrapposti. L’amatorialità dello Svilupparty “sta facendo emergere” cosa? Perchè se vai su TGM e i siti italiani secondo te sei uno studio “che emerge” in qualche modo? Altra risposta a caso: Digital Bros e Milestone “non fanno cose”? Milestone non ha interesse a fare altro quello che fa bene, i racing, da leader del mercato (mondo). Poi se uno non capisce la differenza tra una SRL con 8 milioni di capitale sociale versato e una con 10k parliamone. DB si è comprata Ovosonico e ha preso il gioco di Kunos, non ha comprato “giochetti dello Svilupparty” perchè AGAIN i discorsi di soldi non si fanno “col prodotto” e basta. Il prodotto è proprio l’ultimo dei problemi quando parli di pianificazione economico finanziaria. Di SOLDI. Di commercialisti e di tutto il resto. Digital Bros non è che fa robe con la scula per chissà quale incredibile missione benefica: c’è gente che paga e quelli che escono, bravi, li spalmano nel gruppo. Io non ho lo stesso potere di DB e Milestone? E che c’entra? Io ti posso dire come ci si va a parlare con DB e Milestone, mica faccio lo stesso mestiere. Relativamente ai nomi che hai tirato fuori, senza volerlo, hai racchiuso un sacco di sample interessanti. Pasca lavora in Giappone, Tajè in Ovosonico, Kunos lo sappiamo, Caletti in Milestone. Z4go gli ho fatto 40 offerte per assumerlo negli ultimi 5 mesi e si è rotto talmente tanto i coglioni dei videogiochi (pensando che siano come li ha visti fino ad ora per i discorsi che facevamo) che piuttosto va a fare gli applicativi per le banche. Studio Evil è di Bologna e nonostante questo due problemini con “la festa” ce li hanno pure loro, credimi.
sì vabbè tu dicevi “hai mai visto qualche pro” e io t’ho detto i pro che ho visto 😀 alla fine ripeto robe come lo svilupparty o indie vault sono anzitutto dei poli d’attrazione attorno a cui si può coagulare una scena
per la finanza non so e alzo le mani, digibros non ricordavo che avesse acquisito ovosonico, cmq infatti dicevo che loro si stanno muovendo in senso “espansivo” e sicuramente qualche ricaduta buona ‘sta cosa ce l’avrà
milestone invece si limita a fare il developer e buon per lei, non ha interesse a diventare un publisher a tutto tondo e via
Senza contare comunque, per rispondere a una delle varie cose dette dal macedone ( 😀 ), il gruppo Leader negli anni ’00 ci ha provato a espandersi a tutto tondo, fondando un publisher, acquisendo studi di sviluppo e via dicendo, ma a causa di alcune scellerate scelte di management (o di consulenti strategici 😀 ), purtroppo il castello è crollato ed è rimasta soltanto la parte buona e funzionante del gruppo, cioé Milestone.
Digital Bros non ha acquisito Ovosonico, visto che la quota di maggioranza ce l’ha ancora Guarini, ma è entrata nel capitale aziendale. E’ una mossa espansiva, come dici tu.
eh io ‘ste robe non le sapevo essendomi dedicato solo alle console negli anni ’90/2000, grazie s’impara sempre qualcosa (y)
Ok, quindi da oggi mangia un frutto per volta, mi raccomando. 😀
sì sensei
Bruno va che uno il week-end fa quello che gli pare. Vedere uno che “lavora per” mica significa che lì ci sta l’azienda. E’ molto diverso. Relativamente a DB, come diceva Fabio, non è un’acquisizione totale ma il 49% (a 750k). Il punto è che di per andare a parlare con DB non è che basta mandare la mail. E DB non è che si è comprata il team indie che va col banchetto a Svilupparty che, ripeto, è un buon modo di fare networking locale (per quel che serve) ma non è che se TGM ti scrive due righe “sei emerso”. Non conti un cazzo come prima. Milestone veramente ha un programma di publishing ma come sopra: firma (anzi, prova a firmare) prodotti che non sono sicuramente quelli di cui parli te. Per gli stessi motivi di DB (ha provato a pubblicare Assetto Corsa, per capirsi). Ciap
Tanto mi intriga l’ambientazione e lo stile tanto non ho idea di come possa essere giocarlo… Né ti aiutano granché a capirlo….
Speriamo che almeno loro lo sappiano…
>:o
Speriamo per loro…
