Il Times ha dedicato un lungo articolo all’influenza che Minecraft ha avuto e sta avendo sui milioni di bambini (più o meno cresciutelli) che ci giocano o ci hanno giocato, a sei anni dalla sua uscita.
Da un lato c’è chi dice che Minecraft abitua al “fai-da-te”, a risolvere i problemi da soli senza fare appello a qualche ente superiore che aggiusti tutto, quindi in teoria chi ci gioca sarà meno “entitled” nella vita e più pronto a farsi carico delle situazioni in prima persona.
Dall’altro c’è chi analizza Minecraft dal punto di vista di uno spazio sociale, e più precisamente di un “third place” (ah, ecco da dove veniva!) oltre la casa e la scuola.
Questo e molto altro nell’articolo del Times che trovate cliccando sul link! Accorrete!
(Via Gamasutra: http://ubm.io/1V5V9vI)
The Minecraft Generation
nyti.ms
How a clunky Swedish computer game is teaching millions of children to master the digital world.
“Today many cultural observers argue that Lego has moved away from that open-ended engagement”
E questo, alla LEGO, non glielo perdonerò MAI
tutta colpa di star wars
tutta colpa dei papà che usano la colla
Ma quale third place, quello é il first place, la casa al secondo posto e la scuola chissenefott
Sto giocando a Minecraft “seriamente” solo in questi giorni, (in parallelo con mio figlio) e per me merita tutto il suo successo.
Alla grandissima, io ogni tanto lo faccio ripartire e mi faccio un giro così tanto per…momenti epici al tramonto mentre piove, per poi rifugiarsi in un cunicolo scavato bella roccia
