#POST: The Porn Business Isn’t Anything Like You Think It Is

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A quanto pare il porno online non è più l’industria redditizia di un tempo: se in passato la ricchezza s’era spostata da star e producer ai distributori come YouPorn e compagnia, adesso anche questi ultimi si stanno vedendo rosicchiare quote di mercato, oltre che dalla concorrenza sempre più fitta, anche dai servizi “legit” come Snapchat o Tumblr o gli stessi social network, Tumblr in primis, dove circola sempre più materiale “ai margini” se non esplicitamente porno.

In altre parole, in una società dove il sesso è sempre più liberato, forse non c’è più così tanto bisogno di una vera industria del porno.

The Porn Business Isn’t Anything Like You Think It Is

www.wired.com
The undying trope is that porn drives the adoption of new technology, makes ridiculous amounts of money, and dominates the Internet. But it’s not true.

Il porno ancor più dei “normali” settori dello showbiz vive di nicchie, che nei decenni si sono fatte sempre più specifiche e complicate da coprire, comprendere e anticipare, sopratuto per le grandi aziende di produzione che necessitano di calcolare budget e “percorsi artistici” con mesi se non anni di anticipo.

I nuovi social sono invece perfetti perché permettono alle nicchie di “trovarsi” e creare una sorta di autoproduzione molto spesso basata sul “riciclo” del porno normale che viene campionato, sottotitolato, decontestualizzato…

A questo si aggiungono le produzioni a bassissimo costo di siti “a Km zero”, dove le pornostar amatoriali vendono le loro clip fatte con lo smartphone in vari formati a pochi €, e molto spesso accettano di girare “on demand” con sceneggiature scritte dagli stessi fans.

sì infatti valentina <3 offre questo tipo di robe sul suo sito

cmq segnalo la CEO di Mikandi che mmm

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