Il gaming su PC ha generato più introiti di quello console del 2016, ma al primo posto c’è il mobile

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Il gaming su PC batte quello su console, ma temo l’abbia fatto grazie alle cagate social e free-to-play (e infatti ancora più sopra al gaming PC c’è quello su mobile, primo assoluto).

Report: PC gaming was the second strongest market in 2016, earning a total of .8bn between January & November | DSOGaming | The Dark Side Of Gaming

www.dsogaming.com
According to SuperData Research, PC gaming was the second strongest market in 2016, earning a total of $35.8bn between January & November

Ecco un altro tema interessante da valutare.

Nintendo tira fuori una macchina prettamente mobile, nel frattempo sperimenta la pubblicazione di giochi dei suoi brand più importanti su cellulare.

E se l’idea fosse di lavorare a una maggiore integrazione di questi due devices?

Ad es il cellulare come visualizzatore delle carte da giocare dove lo Switch fa da board con le carte in gioco…

Giusto per TEORIZZARE una ipotesi.

E se il futuro delle console sia di essere un hub di gioco da integrare con lo smartphone?

“Nintendo tira fuori una macchina prettamente mobile” a dire il vero mi sembra più una portatile classica.

Ma dici la Switch? Non ti sembra un pò più casalinga della portatile standard tipo 3DS?

Intendevo dire che tra l’essere una portatile o un dispositivo mobile (es Tablet), mi sembra orientata più verso la prima. Ovviamente dobbiamo ancora vedere l’OS, magari N ci riserverà sorprese (ma dubito).

Si scusa io continuo a dare per scontato che Nintendo sia stata abbastanza furba da abilitare su di essa funzioni come la navigazione in rete tramite browser, la visione di YouTube e magari l’interconnessione con le
Messaggistiche come Whatsapp e Telegram…

Ma è pura TEORIA (Fabio the LABELER summoned)

“Cagate social e free to play”.

Vabbè, addio. 😀

oh, e se dici che non sono giochi non va bene, e se dici che sono cagate sociale e free to play non va bene, ok riformulo “il mercato PC è stato trainato probabilmente da giochi AAAA di indubbia profondità e spessore come l’impareggiabile bejeweled e l’inarrivabile candy crush saga”

Ma un gioco deve essere di indubbia profondità per divertire? Non sarà ora che nel 2016 la smettessimo di dire che i giochi casual o i giochi free to play sono cagate?

ma sì capisco che in linea di principio hanno anche loro la loro dignità e blablabla ma se a me fanno cagare (principalmente perché la maggior parte sono slot machine di merda glorificate) il termine giusto è “cagate”, no? magari “cagateIMHO” ancora qualcuno non si creda che sto dando un giudizio insindacabile etc etc

Il termine giusto è “giochi social e free to play”.

in foto: le nuove e progressive sorti del gaming

Oh, ma se siete deboli mentalmente di chi è la colpa? Di chi fa videogiochi o vostra? 😀

ma “siete” chi?

e poi scusa sarebbe come dire “viva gli spacciatori la colpa è dei drogati che non sanno resistere”, oppure “mettiamo le pubblicità delle sigarette dappertutto al max se qualcuno ci casca cazzi suoi”, ma che mentalità è?

posso capire che il mercato è duro e che per guadagnare bisogna scendere a compromessi, ma dire “è colpa dei giocatori” è un po’ un approfittarsene dai

Quindi le dipendenze sono colpa di chi se ne approfitta e non di chi non è in grado di resistere. Vabbè, lassamo perdere.

Le slot fanno cagare ma non tutti i f2p sono slot, anzi.

diciamo che c’è un concorso di “colpa” se proprio la vuoi mettere sul piano delle colpe, ma di sicuro tra le due parti quella più consapevole di ciò che fa è quella che se ne approfitta

anche nei sistemi legali di solito si punisce maggiormente chi è consapevole delle proprie azioni e viceversa si scontano le pene di chi non è in grado di intendere e di volere

Angelo di sicuro c’è uno spettro che va da robe tipo Super Cat Bros. che citavo in puntata che ti offre l’IAP “tutto insieme” che paghi una volta e poi te ne scordi, a robe che ti danno benefit solo estemporanei ed estetici (ma anche qui il coglione che ci si spende gli stipendi lo trovi), a robe che sono ingegnerizzate da cima a fondo per crearti dipendenza e farti spendere sempre e sempre di più

quando parlo di “cagate F2P” mi riferisco a quest’ultima categoria se non s’è capito, ma pure la seconda non mi sta molto simpatica, perché inevitabilmente quando cominci a mettere ‘sti elementi nei giochi la cosa finisce inevitabilmente per influire su tutta la produzione

In verità e’ dibattibile. I giochi basati su compulsion loops sono chiaramente droga malefica, ma i f2p fatti bene si possono anche vedere come più etici, perché invece di chieder 60 carte a tutti e a scatola chiusa, ti fanno giocare e poi se ti piace gli dai qualcosa…

Perché su pc si spinge il f2p? Perché gli utenti hanno chiesto giochi a prezzi scontatissimi. Perché si dice che i giochi a 60 sono “rubare” no? E la pirateria etc… e allora ok. Non vuoi i giochi a 60, eccoti i f2p. Diretta conseguenza.

È il modo che le sw house hanno trovato per riuscir a far soldi quando si vuole un gioco a pochi cent. Non è che ci sono altri cazzi. Non è che si campa sui AAA scontati a 1 dollaro su steam, mettetevelo in testa, con quella roba non si realizzano giochi, non si pagano stipendi.

Allora. Su pc. Chi è che compra a prezzo pieno? Nessuno! E beccatevi i f2p. Asiatici. Su xp.

di certo ripeto le condizioni del mercato la pirateria i costi in aumento etc etc possono contestualizzare e giustificare il ricorso al F2P più o meno invasivo nei giochi

però ripeto l’unico F2P “etico” per me è quello che prevede che tu spenda da un minimo di 0 a un massimo di X, mentre la maggior parte dei F2P (o quanto meno sicuramente quelli di maggior successo di cui si sente più parlare) prevedono che tu spenda da un minimo di 0 a un massimo di + infinito

e a seconda della stronzaggine del titolo il tutto viene ingegnerizzato in maniera più o meno subdola per beccare il coglionazzo (così Fabio è contento) che ci si spenderà i risparmi

lo leggeste tempo fa il report di gamesindustry mi pare, dove scrissero che addirittura certi dev stalkeravano i profili facebook dei loro giocatori più spendaccioni, e poi inserivano item da acquistare in-game a seconda degli hobby e degli interessi di suddetti spendaccioni?

se il tuo modello di guadagno si basa sul fatto che ci sarà un 1% della tua utenza che non saprà trattenersi e spenderà cifre smodate in-game, di che stiamo a parlà?

e sottolineo, in certi (molti?) casi il modello di guadagno si – basa – sulla creazione di addicted, non è che sia un side effect involontario o un glitch del modello, è proprio il suo nucleo centrale, per cui ripeto: di che stiamo a parlà?

la soluzione sarebbe semplice, e cioè mettere un limite di spesa (mensile, annuale, assoluto) dopo il quale magari diventi un “vip” e hai diritto a tot acquisti gratuiti (mensili, annuali, assoluti), e così magari non eviti la dipendenza, ma quanto meno ne limiti le ripercussioni economiche

Anche qui la questione è complessa. Io non sono per il f2p(perché ad oggi è molto casual e non è il tipo di giochi che mi piace fare, non perché sia inferiore) e penso quello che ho scritto, il f2p deriva dal fatto che su pc non si spende 60 carte.

Ciò detto. Un negozio fa spesso la maggior parte del suo incasso su pochi clienti. Ed i clienti di lusso vengono seguiti, telefonati, hanno consiege e così via, così funziona nel lusso, hai liste di clienti assegnati a vari commessi ed un singolo cliente ti può portare centinaia di migliaia di $ in un singolo giorno.

È immorale? Perché la moralità del limite di spesa si applicherebbe solo ai vg? Chi lo ha deciso?

sigh, ma c’è davvero bisogno di spiegare dov’è il limite tra morale e immorale nella vendita?

il barista A vede che il suo cliente abituale X che gli porta tanti soldi sta alzando un po’ troppo il gomito, si rifiuta di servirgli altri cocktail e gli recupera un passaggio per casa

il barista B vede che il suo cliente abituale X che gli porta tanti soldi sta alzando un po’ troppo il gomito, ma comunque quando gli chiede altri cocktail glieli serve, perché è il suo lavoro e non sta a lui giudicare quant’è giusto che uno beva o non beva

il barista C vede che il suo cliente abituale X che gli porta tanti soldi è un po’ che non beve più come prima, gli chiede come mai e X gli risponde che sta cercando di smettere, C spaventato dalla possibilità di perdere una grossa fonte di guadagno comincia a offrirgli drink gratis in simpatia nella speranza di farlo tornare sulla retta via

oh ma com’è difficile distinguere tra A, B e C!

Non c’è nulla di immorale. Sei tu cliente che hai il coltello dalla parte del manico, decidendo di comprare o no.

Mi sembra un po’ miope come ragionamento. Per la stessa logica chi gioca con le macchinette non merita nessuna tutela ed ha ogni colpa della sua condizione.

Quindi addossiamo la colpa agli altri che è meglio così?

Per lo stesso ragionamento sarebbe da abolire la profilazione dei clienti in banca: perdi soldi perché lo strumento finanziario era ad alto rischio? Cazzi tuo

e se compri sei pure stronzo!

Se per te è tutto semplice buon per te! Vivrai felice. Per me il limite tra fare soldi perché fai felice il cliente e te li porta e farli creando un meccanismo di dipendenza non è per nulla ben delineato.

Se io ho un cliente facoltoso e lo chiamo a casa per dirgli che è arrivata la nuova collezione di Valentino, sto facendo un servizio ottimo o sto incoraggiando uno con una dipendenza allo shopping?

Oh se tu lo sai bene eh!

di base stai facendo un servizio ottimo, però se sai che il tuo cliente ha dei problemi causati dal suo essere dipendente da shopping un po’ te ne stai approfittando

Bruno Barbera ah quindi non è così semplice…

non è neanche così complicato: se sai che il tuo servizio sta procurando un danno a qualcuno e scegli di ignorare la cosa per averne un guadagno, magari dicendo pure “cazzi suoi”, sei già dall’altra parte

Su un servizio di quaranta milioni di persone è proprio banale secondo te… vabbeh. Ripeto, a me i f2p non piacciono, ma mi piace ancor meno far discorsi da bar

Per altro, su roba del genere non si fa design chiusi in una casetta con due tester. Il design è basato su dati e statistiche serie. E li che c’è il dilemma morale, il gioco quasi impara piace. Questo imparare, è un servizio, o è un raffinare una droga che stimola il cervello, avendo come cavie campi sterminati di persone? È un discorso secondo me complesso, dove nessuno ha risposte oggi, ed io lo vedo anche con preoccupazione. Ma da qui ad avere in tasca il compasso dell’etica ce ne passa.

sicuramente su quaranta milioni di persone non puoi sapere i cazzi di ciascuno… o magari sì, visto che molti F2P analizzano tutto l’analizzabile coi big data e in alcuni casi vanno pure oltre con facebook twitter e gli altri social… ma questo è un discorso a parte

credo che comunque ci siano abbastanza elementi da poter decretare che anche le forme “light” di F2P possono provocare danni a chi ne diventa dipendente, e in un mondo ideale si dovrebbero cercare di limitare questi danni

non mi sembra un discorso da bar

per il resto di base anche a me non piacciono i F2P, principalmente perché il F2P tende a snaturare i titoli a cui viene applicato, e in più mi fa pure incazzare che il tutto venga fatto con lo scopo (più o meno dichiarato e consapevole) di andare a beccare le persone più prone all’addiction (anche se di base c’è che non si vende e quindi bisogna trovare alternative etc etc)

mah, magari è anche una questione generazionale e chi è “nato” nel F2P avrà gli anticorpi giusti per apprezzarlo senza farsene fregare

Possono provocare danni. Se la metrica è il semplice potenziale…

Doom può provocare danni. I giochi online… La dipendenza da vg è una realta’. I giochi sono fatti per tenerti allo schermo per centinaia di ore. E allora i giochi sono immorali per il loro potenziale di essere molto immersivi?

O solo i giochi che dici tu? Di nuovo, hai messo un segno a terra arbitrario. Di qui c’e’ l’etica. Di li c’e’ la dipendenza patologica. Bene

beh da laureato in psicologia (e due lol) ti posso dire che per molte pertinenti l’ambito psicologico e/o sociologico la linea di demarcazione è quasi sempre arbitraria

il problema è che finché stai a discutere del punto di cut-off troverai sempre il caso particolare che non è A ma non è manco B, e se ne discuti troppo non riuscirai mai a decidere cos’è A e cos’è B

per questo si va di statistica e si dice (invento) “un gioco F2P alla clash royale che abbia le caratteristiche A B e C ha il 95% di probabilità in più di generare dipendenza e danni economici nell’1% dei suoi giocatori rispetto a un DOOM”

sennò si cade nei discorsi (per me) da bar “eh i F2P? ma allora DOOM? ma allora i telegiornali? ma allora la musica metal? e i fumetti?”

Ah quindi non è semplice 🙂

è semplice nella misura in cui invece di farti ragionamenti basati su casi specifici ultracomplicati prendi un fenomeno lo dividi a metà e dici “tutti quelli che sono X da una parte e tutti quelli che sono Y dall’altra”

i casi specifici ultracomplicati li puoi considerare nelle scienze “hard” dove hai misure sufficientemente affidabili, ma quando la tua misura è “quanto sei d’accordo da 1 a 5 su questa cosa?” impari a essere più flessibile, e finché non si troverà il modo di misurare certe cose in maniera “oggettiva” (tra mille virgolette) sarà così

È semplice se vuoi semplificare, certo. È anche il male di quest’era, il semplificare tutto eh. Però certo è facile e rende felici. F2p merdaaaaaaaaaaa i giochi veri da gamerz sono ben altro! E si, bon, fa molto bello come urla da forum.

mah mi sembra di avere dimostrato col tempo di non essere un urlatore da forum, per questo ogni tanto mi prendo il lusso di dire in maniera netta come la penso senza fare mille distinguo e altrettante premesse, sennò che faccio, ogni volta devo scrivere

f2p e giochi social di merda! *

* riferito solo a quei titoli che sono ingegnerizzati per exploitare le personalità addiction-prone in maniera particolarmente aggressiva

è come quando nel podcast perdiamo le ore a discutere del fatto che la parola X in realtà significa Y anche se tutti la usano per dire Z, ok s’è capito ma se io dico X per dire Z e si capisce perfettamente che voglio dire Z rispondimi su Z e stop senza rispondermi su Y perché in realtà secondo il dizionario significa quello e poi in realtà ci sono tot casi in cui potrebbe significare A, B, C, etc etc

è un “errore” che spesso faccio pure io eh, tipo come quando mi sono incazzato con quelli per cui “lato tecnico” = “fps e risoluzione” nel caso di the last guardian, uno vuole difendere una propria tesi e allora invece di difenderla nel merito comincia a fare il precisetti sulle parole e quindi da una cosa si passa a un’altra e poi a un’altra ed è così che le coppie scoppiano

Ma no, ci siamo sul dir che gli f2p malati sono malati, è una tautologia. Su quello dove non ci siamo è che tu hai pronto un elenco di regole. La spesa illimitata? = exploit. Singolo acquisto? = virtu’. Per me non è tanto banale, anche perché come ho scritto il margine tra servizio onesto ed inganno succhiavita non è semplice, in nessun campo. Poi che ci sia roba truffaldina e succhiasoldi è vero, come non so, i dark pattern sul web. Ma dividere il buono dal malato a me pare complesso, per te invece è semplice.

basta mettere “tendenzialmente” davanti “buono” “cattivo” “malato” “macedonia” etc 😀

Infatti, sono solo ed esclusivamente cazzi tuoi. 🙂

mi hai convinto fabio da adesso in poi mi assumerò la personale responsabilità di ogni fregatura che prenderò, in culo ai deboli che parlano di pubblicità ingannevoli, condizioni contrattuali poco chiare, tecniche di vendita poco etiche, e via dicendo! #schienadritta

Bruno, io anni fa compravo quantità industriali di film in DVD (tanto che ne ho più di 400 originali). Anche film che non mi piacevano, semplicemente per averli. Era una dipendenza.

Poi mi sono accorto che ero stato un coglione a comprare tutta quella roba e ho smesso.

E la colpa ere dele major che immettevano tutto quel ben di Dio sul mercato o mia che ero un coglione e mi ero fatto catturare? Io un’idea ce l’avrei.

dal mio punto di vista di laureato in psicologia avevi un problema (o magari un sintomo di un problema) e stop, al di là della definizione di coglione (anche se sicuramente darsi del coglione abbastanza forte può aiutare a sbloccarsi e a superare certe situazioni, ma c’è sempre il rischio che la cura sia peggio del male)

comunque, se al contempo avessi avuto, che ne so, il videotecaro di fiducia che si approfittava della tua situazione per farsi lo stipendio mensile, o l'”amico” che ti spingeva a comprare di tutto per farselo prestare e vederselo gratis, o altre persone del genere intorno, da un punto di vista morale avrei trovato molto più deprecabili loro

Quello più deprecabile è sempre il cliente finale.

boh, se ti piace pensarla così ok

Io sono abituato a non dare la colpa delle mie debolezze ad altri, ma solo a me stesso.

fai bene, occhio però che c’è chi se ne approfitta

Se se ne approfittano e gli do la possibilità di farlo, il coglione sono io non loro. 🙂

diciamo che nel momento in cui tendenzialmente ti attribuisci tutte le colpe esponi di più il fianco

Ma le colpe sono mie. 🙂 #schienadritta

è facile che ti prendi un po’ pure quelle degli altri fidati

Gli altri fanno solo il loro lavoro.

e tu no?

Qual è il lavoro del cliente?

ma io parlavo in generale

Il tuo lavoro deve essere quello di resistere alle tentazioni.

mah guarda fabio io ti parlo a livello personale perché pure io per un bel po’ ho teso a inquadrare tutto nell’ottica “sbaglio mio” dando corda a gente che si è più o meno approfittata della cosa

se tu riesci a tenere questo “side effect” a bada buon per te e come non detto

Certo Fabio che ridurre l’intera psicologia umana a una questione di volontà personale è un po’ degradante.

Il problema è che si riconduce tutto a quello.

Per me il punto nodale è che i f2p sono by design giochi quasi sempre peggiori, perché i soldi devi comunque farli entrare, e nel 95% dei casi si tratta di vantaggi che sbilanciano in favore di chi paga. Chiaro: la zona grigia è enorme, ma un Clash Royale, per dirne una, “decide” di essere un gioco “peggiore” in nome del suo modello di business e io da GIOCATORE sono più triste, perché anziché avere un gioco migliore, ne ho uno peggiore.

Un Clash Royale “sportivo” come Rocket League, per dire, sarebbe un GIOCO incredibilmente migliore, ma presumibilmente dai guadagni molto più bassi. Però quello lo giocherei volentieri. 🙂

Poi se vogliamo parlare solo di come spillare soldi alla gente, facciamolo pure, ma dire che il design non ne risente in alcun modo è ridicolo 🙂

Al 95% si perché ci provano in molti, ma quelli grossi tendono ad essere ottimi giochi. Dota, feam fortress, lol, heartstone etc etc

Assolutamente d’accordo

HS sta (per me, personalmente) perdendo un po’ di fascino perché iniziano a esserci “troppe” carte, ma per molto tempo sono riuscito a giocarci tranquillamente e non ci ho mai speso una lira. Entrarci oggi può fare un effetto “peggiore” però, mi rendo conto.

Eh si immagino. Ma ad esser onesti tutti i giochi online tendono ad essere difficili da approcciare dopo un po perché aggiungono roba e la gente diventa esperta. Pure overwatch era più facile in beta che oggi

Però se c’e’ qualcuno che sa come gestire un gioco sui lunghissimi tempi questa e blizzard quindi spero che facciano un buon lavoro

Ah ma secondo me Blizzard sta facendo le cose bene eh, intendiamoci. 🙂 Sono King, Supercell e compagnia che secondo me… 😉

(Bene lato player eh, specifico)

Marco Calcaterra Calca gioca Standard, che lo hanno fatto apposta per limitare le “troppe” carte

oh ma se giocate a focolare di pietra aggiungetemi sul battle.net (andmind#2592) che vi spacco il culo #dragobiancoocchiblu

Blizzard è proprio l’esempio perfetto per capire meglio dove sta ‘sto famoso confine tra “tutto è lecito finché esistono milioni di coglioni su questo pianeta!” e “no, non è tutto lecito, ho sbagliato e ora correggo l’errore migliorando il prodotto”.
Diablo 3 è lì a dimostrare 2 cose principalmente:
1) come una scelta di business model basata sul “ci sono i koreani che so’ coglioni => approfittiamone!” possa creare un mega disastro nel design del gioco (le aste con soldi veri erano una puttanata di dimensioni titaniche che andavano ad uccidere l’essenza stessa di Diablo), rischiando lo sputtanamento totale.
2) come si possa fare mea culpa e correggere un errore così grave, riportando in vita un gioco che era quasi morto (e chi lo ha giocato dopo la chiusura di quella merda delle aste sa di cosa parlo).
Poi se vogliamo dire che sono coglioni sempre “gli altri” e che tutto va bene finché serve a farti fare bigmoneyz ok, no problem, ma tendo onestamente a fidarmi più di come Blizzard gestisce il suo business (dimostrando di saper incassare benissimo una marea di critiche al vetriolo) rispetto a fantomatiche teorie in cui si giustifica tutto solo perché fa comodo.

Comunque i soldi sono suoi e può farci quello che vuole!

Personalmente odio gli f2p perché nella maggior parte dei casi diventano pay to win o peggio delle slot.
Il concetto che la mia capacità deve essere ininfluente e tutto sia legato a fortuna o soldi reali esula dal mio modo di intendere il videogioco e provoca idiosincrasia, alla stesso modo odio il drop casuale, anche nei giochi retail come i jrpg.

Per me il peggio del peggio sono l’equivalente delle “bustine di figurine” dove spendi e non hai nessuna garanzia ottenere personaggi, armi o quant’altro di competitivo.

Let it Die dimostra esattamente il contrario. Un gioco che non avrebbe sicuramente sfigurato in versione retail, a 70 pippi o 49,90 su PC. Ma non avrebbe avuto la metà degli attuali utenti che possiede, se non fosse stato un f2p. Le dinamiche shop ci sono, ma a differenza di altri giochi provati (sempre f2p) Non sono così invasive. Il gioco ti pone dentro un Dark Souls metropolitano, alla “Guerrieri della Notte in salsa Cyberpunk”. La gente, ieri 4 milioni, continua a giocarlo per l’accessibilità e le dinamiche che offre. La sfida e la progettazione solida. A differenza di “zùgass” (Giocacci in dialetto Reggiano) come NeverWinter, Let It Die è più onesto: tutto si può fare con pazienza e facendo tentativi, certamente, la scalata per la torre di Barbs può essere più rapida. La scelta è nelle mani del giocatore. Finora, comunque, nessuno ha finito Let It Die. Per me è significativo. Suda (in veste di executive director in LID) non una mai “azzeccato” un gioco, eppure stavolta, complice Gung-Ho, ha fatto centro. Molta gente l’ha scaricato, come WarFrame credo, per via del fatto che è gratis. Cosa non da poco di questi tempi.

Quel momento in cui stai seguendo un post, vai a pisciare, ritorni e hai 300 notifiche perché Bruno e Cristi si stanno “azzuffando”…

Azzuffando de che? Sto solo evitando di sentire le solite cagate sulla demonizzazione del casual e del free to play. 🙂

Me lo sono perso, puoi linkare? 😀

enjoy https://www.facebook.com/groups/freeplaying/permalink/1400963563249370/

Bruno :*

Massì, era virgolettato per l’appunto, non è una rissa seria. Per quello aspettiamo il podcast 😀

ma che zuffa, è fact checking

Fuck Checking.

Io son sempre prevenuto con il povero Fabio… vuoi vedere che magari qualche volta capita che ha veramente ragione e non gli crede nessuno?

Il problema è che io ho sempre ragione in ambito gaming, solo che si preferisce macedoniare. 😀

mmm che buona la fruttaaa

Quando c’era il dreamcast la frutta era più buona

Ma perché non l’ho visto?

l’hai messo anche tu in ignore nel sonno?

eh ogni tanto le discussioni si perdono

Si ma Bruno è l’OMO Tigre, non può perdere.

Grazie Sergio Giansoldati ! questa perla era sfuggita anche a me 😀 Comunque vi stimo tantissimissimo tutt’e due! Tanto Bruno quanto Barbera! 😀 Scerzo…Bruno e Fabio for presidents!! 😀

Secondo me, fuori da ogni contesto, qualunque discussione sui ftp si rapprende in questo semplice e pur trasvolante commento:

Il FTP è un ampio mondo ma molta della popolazione è ben rappresentata nell’immagine agevolata.

e chissà l’HTTP!

Le solite cazzate. 🙂

qualunque discussione su FP

Esagerata!

Siamo noi tra 4 anni.

Se i videogiochi saranno tutti su mobile e f2p spillasoldi, smetterò di giocare probabilmente. O mi metterò ad finire tutti i giochi che ho su Steam XD

EH! VOLEEEVI!!11!1!!

Non so, non gioco ad un gioco su Cell da almeno 3 anni XD

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