Anche il Wall Street Journal affronta la questione dell’outsourcing nell’industria videoludica, prendendo come esempio il caso dei creatori di Rocket League.
Nell’articolo (che è paywalled, ma basta una ricerchina su Google per trovarlo in veste integrale) viene detto che l’outsourcing è diventato ormai uno standard nell’industria, e che il workflow somiglia a quello di Hollywood, dove un gran numero di persone viene assunta a progetto per lavorare al singolo film, e poi salutata senza tanti complimenti non appena il lavoro giunge a termine.
La differenza è che Hollywood ha un robusto sistema sindacale che offre una rete protettiva ai lavoratori, mentre nel mondo dei videogiochi le garanzie sono quasi del tutto assenti.
Nota di colore: la pratica dell’outsourcing si spinge a livelli tali che a volte sono assunti anche sedicenni che lavorano dalla loro cameretta: un avvocato che si occupa di contratti di lavoro nell’industry ha rivelato che negli ultimi tempi ha dovuto spesso lavorare alla stesura di contratti che prevedessero il consenso dei genitori.
Ovviamente se questa situazione non è il massimo per i lavoratori, è invece abbastanza positiva per le aziende. Gli autori di Rocket League si sono trovati da entrambi i lati della barricata: hanno lavorato a lungo come contractor per terzi per tenersi a galla, con tutte le difficoltà del caso dovute a progetti cancellati, ritardi nei pagamenti e quant’altro, ma ora che hanno raggiunto il successo impiegano anche loro una robusta dose di lavoratori in outsourcing.
Senza l’outsourcing probabilmente il successo di Rocket League sarebbe stato molto più difficile da gestire: assumendo lavoratori a progetto si è potuto far crescere il gioco in maniera relativamente senza rischi, mentre viceversa espandendo il core team ci si ritrova sempre col dilemma di avere, prima o poi, gente a cui non si sa cosa far fare, ma che comunque si deve pagare, con conseguente rigonfiamento dei costi.
In the $75 Billion Videogame Industry, Hiring People Is a Last Resort
on.wsj.com
The surprise hit game “Rocket League” shows how contractors are changing the world of work. Staffers do the most important jobs while outside labor comes and goes.
