Bittanti e il controllo sociale dei videogiochi:
“La funzione primaria dei videogiochi è quella di offrire spazi di trasgressione simulata ai milioni di individui disoccupati e sottoccupati, sfruttati e impotenti, precari e incerti, marginalizzati e marginali. Come i social media, i videogiochi offrono forme di pseudo-protagonismo precluse nella cosiddetta realtà alla maggior parte dei soggetti, specie in nazioni dove la classe media va smaterializzandosi, per esempio gli Stati Uniti e l’Italia. Il videogioco ‒ al pari del cinema, della televisione e della musica pop ‒ è un efficace strumento di controllo sociale, ma a differenza dei mass media che l’hanno preceduto, introduce un elemento innovativo, l’interattività, ovvero la premessa/promessa di autonomia del soggetto, di potenza dell’individuo, di quella che gli inglesi chiamano agency, ovvero l’illusione di poter agire sulla realtà per modificare lo status quo e rimediare agli abusi, ai privilegi, alla corruzione. Le polemiche sulla violenza nei videogiochi, sugli elementi trasgressivi di questo sparatutto piuttosto che di quell’action game, non hanno altro scopo se non quello di distrarci dai problemi che riguardano il contingente extra-schermico, dalla crescita smisurata dell’ineguaglianza economica al peggioramento sistematico delle condizioni ambientali, alla progressiva eliminazione dei servizi sociali, specie in nazioni come gli Stati Uniti, dove l’assistenza sanitaria, l’educazione, la casa sono un privilegio per pochi. Ergo, i politici stipendiati dalla NRA accusano i videogiochi di causare i frequenti massacri nelle scuole statunitensi: è più conveniente puntare il dito contro gli sparatutto che modificare le leggi che “regolano” l’acquisto di mitragliatori usati da folli per sparare a tutti. Ergo, i politici stipendiati dalle corporation accusano i videogiochi di provocare l’obesità: anche qui, è più semplice accusare le simulazioni ludiche che regolamentare la vendita e la promozione di cibo spazzatura prodotte dalle corporation nelle scuole, nei fast food, nei supermercati.”
(Via Videogiocatori Figueiri: http://bit.ly/2rEohks)
MACHINIMA. 32 conversazioni sull’arte del videogioco (con questa fanno 33: lascio?)
www.outcast.it
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla Game Art* (*ma non avete mai osato chiedere a Bittanti) Il rapporto tra Matteo Bittanti e Outcast è persistente, onnipresente, forse persino…
Iniziare così il sabato mattina, caffè brioche e bittanti. Son pronto per andare al lavoro con gaudio.
Proverò a leggere l’articolo perchè così mi vien da vomitare….Oh almeno adesso Bruno sai perché Belli ha mappato così unit4, è stato pakato dalla kasta.
Mio zio usava meno parole per esprimere lo stesso concetto: “i videogiochi sono per perditempo sfigati”.
ho scritto un pippone e poi ho chiuso chrome :/ cmq Arte? IMHO l’arte sta in 64K 🙂
https://www.youtube.com/watch?v=1bmDYEthTgY
“Come dicono gli americani”
https://www.youtube.com/watch?v=as1HamvPRhM
Original: https://www.youtube.com/watch?v=rASHG99nwh4 http://i.imgur.com/ysZiKfH.png Uploaded on 10/29/16 This is an important message from your local church.

